Governo Merz

Governo Merz
Gli esponenti della coalizione al momento della ratifica dell'accordo di governo, 5 maggio 2025.
StatoGermania (bandiera) Germania
CancelliereFriedrich Merz
(CDU)
CoalizioneUnione CDU/CSU, SPD
LegislaturaXXI
Giuramento6 maggio 2025

Il governo Merz è il ventiseiesimo e attuale governo della Germania, guidato dal cancelliere federale Friedrich Merz ed in carica dal 6 maggio 2025, nel corso della 21ª legislatura del Bundestag.

Si tratta di un governo di maggioranza, nato in seguito alle elezioni federali del 2025 grazie ad un accordo tra cristiano-democratici e socialdemocratici.[1]

Storia

Formazione

In seguito alle elezioni federali dello stesso anno, che hanno visto allo stesso tempo, nonostante la vittoria dell’Unione CDU/CSU, un Bundestag abbastanza frammentato a causa principalmente dell’indebolimento del Partito Socialdemocratico di Germania — SPD — e della contemporanea ascesa dell’estrema destra di Alternativa per la Germania — AfD)[2], per il paese è iniziato un complesso periodo post-elettorale, caratterizzato da lunghe negoziazioni ed evidenti difficoltà in tutto il processo di formazione.[3]

Constatato l’esito del voto, dunque, anche su spinta della necessità di risolvere gli urgenti bisogni nazionali, i partiti politici hanno presto iniziato a dialogare fra loro, facendo così emergere, vista principalmente l’aritmetica parlamentare, ma anche un preventivo e irremovibile rifiuto collettivo delle parti di collaborare con Alternativa per la Germania (AfD), solo uno stretto ventaglio di percorsi per una nuova coalizione politica.[4]

Tenuto conto di ciò, dunque, il leader di partito cristiano-democratico Friedrich Merz, in quanto capo della fazione maggioritaria, ha rapidamente preso l’iniziativa e intavolato dei contatti con il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), ritenendo una grande coalizione l’unica soluzione viabile abbastanza agilmente[5], sebbene causando con ciò il risentimento progressivamente più manifesto di alcune fazioni interne all’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), più radicali.[6]

Accettato dunque l’invito al negoziato, i due partiti politici hanno presto tenuto una serie di colloqui e discussioni per negoziare un programma politico condiviso[7] (attuando persino nel mentre, con il necessario supporto anche dei Verdi — GRÜNE, un rapido emendamento costituzionale volto a revisionare il freno del debito e garantire così al futuro governo la possibilità di istituire a debito un fondo sovrano per difesa, riarmo — nel quadro del ReArm Europe — e infrastrutture[8][9], fortemente voluto da Merz[10]), sebbene la residuale divergenza di opinioni abbia presto richiesto un allungamento dei tempi.[11]

In definitiva, dopo aver limato gli ultimi ostacoli, un accordo è stato infine raggiunto in data 9 aprile[12][13] (successivamente ratificato, in data 5 maggio, dai tre partecipanti non senza alcune polemiche interne), permettendo così l’organizzazione di una seduta del Bundestag per il giorno successivo al fine di concludere ufficialmente il tutto.[14]

Il 6 maggio tuttavia, alcuni parlamentari, approfittando al momento della prima votazione dello scrutino segreto previsto dal regolamento parlamentare, hanno presto manifestato un certo dissenso votando contro la mozione di nomina del Cancelliere federale: ciò, dunque, ha fatto naufragare al di sotto della soglia della maggioranza assoluta richiesta (316) la mozione e portato ad un rapido aggiornamento della seduta, nonché ad un inevitabile slittamento dell’intero procedimento ad una successiva votazione che, tenutasi poche ore dopo (in deroga alle procedure), ha infine conferito al capo del governo la maggioranza necessaria per entrare in carica, con la successiva nomina formale del Presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier.[15][16]

Rimpasto del 2026

Il 24 luglio 2026, in seguito alle dimissioni del Capogruppo dell'Unione al Bundestag Jens Spahn dopo l’emergenza, il precedente 18 luglio, di un caso attorno alle sue dichiarazioni di aver avuto un figlio tramite la gestazione per altri (GPA) — pratica vietata in Germania e verso cui l'Unione[17], il Cancelliere federale Friedrich Merz ha annunciato una ridistribuzione dei ruoli ministeriali[18], avvenuta il successivo 29 luglio: Nello specifico, il Ministro degli affari speciali e Responsabile della Cancelleria Thorsten Frei è divenuto il nuovo capogruppo, venendo sostituito nei suoi compiti dalla Ministra della salute Nina Warken, a sua volta sostituita nei suoi compiti da Carsten Linnemann.[19]

Compagine di governo

Appartenenza politica

L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione è la seguente:

Partito Cancelliere Ministri Sottosegretari di Stato[N 1] Totale
Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) 1 7 18[N 2] 26
Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) — 7[N 3] 16[N 4] 23
Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU)[N 5] — 3 4 7
Totale 1 17 38 56

Provenienza geografica

La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere:

Land Cancelliere Ministri Sottosegretari di Stato Totale
  Renania Settentrionale-Vestfalia 1 1 10 12
  Baviera - 3 7 10
  Bassa Sassonia - 2 4 6
  Assia - 2 3 5
  Baden-Württemberg - 2 3 5
Estero - 2[N 6] 2[N 7] 4
  Renania-Palatinato - 2 1 3
  Turingia - 1 3 4
  Schleswig-Holstein - 1 1 2
  Brandeburgo - 1 - 1
  Amburgo - - 2 2
  Meclemburgo-Pomerania Anteriore - - 1 1
  Sassonia-Anhalt - - 1 1

Situazione parlamentare

Camera Collocazione Partiti Seggi
Bundestag[N 8] MaggioranzaUnione CDU/CSU (208)[N 9], SPD (120)
328 / 630
OpposizioneAfD (152), I Verdi (85), Linke (64), N-I (1)[N 10]
302 / 630

Composizione

     Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU)[N 11]

     Partito Socialdemocratico di Germania (SPD)

     Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU)

Cancelleria federale
Carica o ministero Titolare Ministri di Stato[N 12]
Cancelliere federale Friedrich Merz (CDU)
  • Christiane Schenderlein (CDU)
    Ministro di Stato e Commissario per il volontariato e lo sport
    Fino al 29/07/2026
  • Wolfram Weimer (CDU)
    Ministro di Stato e Commissario per la cultura e i media
  • Michael Meister (CDU)
    Fino al 29/07/2026
  • Philipp Amthor (CDU)
    Dal 29/07/2026
    Ministro di Stato e Commissario per le relazioni tra Governo federale e Länder
Vicecancelliere federale Lars Klingbeil (SPD)
Responsabile della Cancelleria Thorsten Frei (CDU)
Fino al 29/07/2026
Nina Warken (CDU)
Dal 29/07/2026
Ministeri senza portafoglio
Affari speciali Thorsten Frei (CDU)
Fino al 29/07/2026
Carica non assegnata
Nina Warken (CDU)
Dal 29/07/2026
Ministeri
Ministri federali Ministri e Sottosegretari di Stato
Affari economici ed energia Katherina Reiche (CDU)
Finanze Lars Klingbeil (SPD)
  • Elizabeth Kaiser (SPD)
    Ministro di Stato e Commissario per la Germania orientale
  • Dennis Rohde (SPD)
  • Michael Schrodi (SPD)
Interno[N 13] Alexander Dobrindt (CSU)
  • Christoph De Vries (CDU)
  • Daniela Ludwig (CDU)
Affari esteri Johann Wadephul (CDU)
  • Gunther Krichbaum (CDU)
    Ministro di Stato per l’Europa
  • Serap Güler (CDU)
    Ministro di Stato
  • Florian Hahn (CSU)
    Ministro di Stato
Giustizia e tutela dei consumatori Stefanie Hubig (SPD)
  • Anette Kramme (SPD)
  • Frank Schwabe (SPD)
Lavoro e affari sociali Bärbel Bas (SPD)
  • Natalie Pawlik (SPD)
    Ministro di Stato e Commissario per la migrazione, i rifugiati e l'integrazione
  • Katja Mast (SPD)
  • Kerstin Griese (SPD)
Difesa Boris Pistorius (SPD)
  • Nils Schmid (SPD)
  • Sebastian Hartmann (SPD)
Alimentazione, agricoltura e comunità Alois Rainer (CSU)
  • Silvia Breher (CDU)
  • Martina Englhardt-Kopf (CSU)
Istruzione Karin Prien (CDU)
Famiglia, anziani, donne e gioventù
Ricerca, tecnologia e viaggi spaziali Dorothee Bär (CSU)
  • Matthias Hauer (CDU)
  • Silke Launert (CSU)
Sanità Nina Warken (CDU)
Fino al 29/07/2026
  • Georg Kippels (CDU)
  • Tino Sorge (CDU)
    Fino al 29/07/2026
  • Christiane Schenderlein (CDU)
    Dal 29/07/2026
Carsten Linnemann (CDU)
Dal 29/07/2026
Trasporti Patrick Schnieder (CDU)
Fino al 29/07/2026
  • Christian Hirte (CDU)
  • Ulrich Lange (CSU)
Steffen Bilger (CDU)
Dal 29/07/2026
Ambiente, conservazione della natura, protezione del clima e sicurezza nucleare Carsten Schneider (SPD)
  • Carsten Träger (SPD)
    Fino al 21/03/2026
  • Bettina Hagedorn (SPD)
    Dal 28/04/2026
  • Rita Schwarzelühr-Sutter (SPD)
Cooperazione economica e sviluppo Reem Alabali-Radovan (SPD)
  • Bärbel Kofler (SPD)
  • Johann Saathoff (SPD)
Abitazioni, edilizia e sviluppo cittadino Verena Hubertz (SPD)
  • Sören Bartol (SPD)
  • Sabine Poschmann (SPD)
Affari digitali e modernizzazione dello Stato Karsten Wildberger (Indipendente)[N 14]

Note

Esplicative

  1. ↑ Comprende anche i sottosegretari cui è stato dato il titolo di Ministro di Stato.
  2. ↑ Di cui sei sono anche Ministri di Stato (e tre anche Commissari del Governo federale).
  3. ↑ Di cui uno è anche Vicecancelliere federale.
  4. ↑ Di cui due sono anche Ministri di Stato e Commissari del Governo federale.
  5. ↑ Ramo autonomo dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) in Baviera.
  6. ↑ Reem Alabali Radovan è nata nell'allora Unione Sovietica; Karin Prien è nata nei Paesi Bassi.
  7. ↑ Ulrich Lange è nato in Italia; Natalie Pawlik è nata in Russia.
  8. ↑ Viene riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Bundesrat) poiché solo quest'ultima ha il potere di controllare il rapporto di fiducia con l'esecutivo.
  9. ↑ Di cui: CDU (164) e CSU (44).
  10. ↑ SSW (1).
  11. ↑ Di cui un Indipendente nominato in quota di partito.
  12. ↑ Sebbene ai sensi dell’Art. 62 della Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania non facciano formalmente parte del Governo federale, essi vengono comunque mostrati (ove nominati) per permettere una maggiore cognizione dell’operato dell’esecutivo e della suddivisione delle sue funzioni.
  13. ↑ Ministro federale "particolarmente designato" di dirigere le riunioni del Governo, ove sia il Cancelliere federale che il Vicecancelliere federale siano impossibilitati, ai sensi del § (2), sez. 2, 1º per. del Regolamento interno del Governo federale (Go-BReg).
  14. ↑ Nominato in quota Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU).

Bibliografiche

  1. ↑ Com’è fatto il nuovo governo tedesco su cui si sono accordati CDU e SPD, Il Post, 6 maggio 2025.
  2. ↑ In Germania ha vinto il centrodestra, AfD è il secondo partito, Il Post, 24 febbraio 2025.
  3. ↑ Che governo ci sarà in Germania?, Il Post, 24 febbraio 2025.
  4. ↑ Merz verso l'alleanza con l'SPD, i numeri sono risicati ma non ha alternative, Rai News, 24 febbraio 2025.
  5. ↑ In Germania il Partito Cristianodemocratico e quello Socialdemocratico inizieranno i negoziati formali per un nuovo governo, Il Post, 8 marzo 2025.
  6. ↑ Un pezzo di centrodestra tedesco vuole normalizzare i rapporti con AfD, Il Post, 17 aprile 2025.
  7. ↑ Merz, accordo Cdu-Csu con Spd per il governo, ANSA, 8 marzo 2025.
  8. ↑ Lo storico voto in Germania per aumentare la spesa militare, Il Post, 18 marzo 2025.
  9. ↑ Il parlamento tedesco ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale per aumentare la spesa militare, Il Post, 21 marzo 2025.
  10. ↑ La Germania vuole cambiare la sua Costituzione per aumentare la spesa militare, Il Post, 5 marzo 2025.
  11. ↑ (DE) Knackpunkte, Kabinett - der Weg zur Koalition [Punti critici, governo: la strada verso una coalizione], Tagesschau, 28 febbraio 2025.
  12. ↑ C’è un accordo per formare un governo in Germania, Il Post, 9 aprile 2025.
  13. ↑ Germania, CDU-CSU e SPD presentano il programma di coalizione. Merz cancelliere il 7 maggio, Rai News, 9 aprile 2025.
  14. ↑ Germania, firmato l'accordo Cdu-Spd: domani nasce il governo Merz, Rai News, 5 maggio 2025.
  15. ↑ Friedrich Merz ha ottenuto la fiducia come nuovo cancelliere tedesco, infine, Il Post, 6 maggio 2025.
  16. ↑ Germania, Merz eletto al secondo turno: è il nuovo cancelliere tedesco, Rai News, 6 maggio 2025.
  17. ↑ In Germania un parlamentare ha fatto ricorso alla gestazione per altri, e ne è nato un caso, Il Post, 18 luglio 2026.
  18. ↑ Gianluca Di Donfrancesco, Mini rimpasto per il Governo Merz: caos sul ministro dei Trasporti, Economia in bilico, Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2026.
  19. ↑ Rimpasto di governo in Germania: i primi nomi, ma Merz non si ferma, Il Mitte, 29 luglio 2026.

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