Khwaja Ali
| Khwāja ʿAlī | |
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| ordine safavide | |
| Predecessore | Sadr al-Dīn Mūsā |
| Successore | Sheikh Ebrahim Sheykh Junayd |
| Morte | 1427 |
| Padre | Sadr al-Dīn Mūsā |
| Figli | Sheikh Ebrahim |
Khwāja ʿAlī, anche noto come Khvajeh Ali Safavi o Khoja Alā al-Dīn Ali Safawi (in persiano خواجه علی سیاهپوش; ... – 1427), fu la guida dell'ordine safavide all'indomani della morte di suo padre, il murshid Sadr al-Dīn Mūsā, a sua volta figlio di Safi al-Din Ardabili[1][2].
Secondo Rudi Matthee, sotto Khwāja ʿAlī, le convinzioni dell'ordine safavide si orientarono apparentemente verso l'Islam sciita «sotto l'influenza dei loro principali sostenitori, le tribù turcomanne che aderivano a una forma popolare di sciismo».[2] In origine (cioè prima di Khvajeh Ali), l'ordine seguiva verosimilmente «convinzioni sunnite».[2]
Il territorio in cui Khwāja ʿAlī esercitava la propria autorità si sviluppava nel Bayhaq, dove aveva sede la cosiddetta "repubblica" locale dei Sarbadār (noti con il non invidiabile soprannome di "pendagli da forca").[3] L'emiro turco-mongolo Tamerlano, che allora aveva avviato la propria vasta campagna di espansione dei suoi domini, aveva già dimostrato simpatie nei confronti dei Sarbadār quando si trovava in lotta con Amīr Ḥusayn,[4] un suo rivale politico, ragion per cui costoro decisero di dichiararsi vassalli di Tamerlano pacificamente. L'emiro intuì che Khwāja ʿAlī, incontrato da Tamerlano personalmente, era un personaggio politico molto astuto e con cui conveniva avere dei rapporti distesi.[1] In particolare, pare che Khwāja ʿAlī si distinse per la sua grande cortesia, «il valore e il suo parlare franco».[1]
L'affermazione secondo cui Tamerlano si fosse addirittura convertito allo sciismo resta considerata priva di prove. Tuttavia, di certo l'emiro rimase affascinato dalla personalità di Khwāja ʿAlī, incontrato nei sobborghi di Nishapur. Le fonti riferiscono che il loro incontro si svolse nella seguente maniera:[5]
Note
- 1 2 3 Bernardini (2022), pp. 74-75.
- 1 2 3 Matthee (2008).
- ↑ Bernardini (2022), pp. 70-71.
- ↑ Bernardini (2022), p. 40.
- ↑ Bernardini (2022), p. 74.
Bibliografia
- Michele Bernardini, Tamerlano. Il conquistatore delle steppe che assoggettò l'Asia dando vita a una nuova civiltà, Salerno editrice, 2022, ISBN 978-88-69-73703-9.
- (EN) Rudi Matthee, Safavid Dynasty, su Encyclopaedia Iranica, iranicaonline.org, 2008. URL consultato il 28 gennaio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) H. Horst, ʿALĪ, ḴᵛĀJA", su Encyclopaedia Iranica, iranicaonline.org, vol. I, Fasc. 8, 1985, p. 836.
