Labotsibeni Mdluli
| Labotsibeni Mdluli | |
|---|---|
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| Ndlovukati | |
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| In carica | 1895[1] – 1921[2] |
| Predecessore | Tibati Nkambule |
| Successore | Lomawa Ndwandwe |
| Regina reggente dello Swaziland | |
| In carica | 1899 – 1921 (per il nipote Sobhuza II) |
| Predecessore | Ngwane V |
| Successore | Sobhuza II |
| Nascita | Swaziland, 1858-1859 |
| Morte | Zombodze, 15 dicembre 1925 |
| Luogo di sepoltura | Zombodze |
| Casa reale | Dlamini (per matrimonio) |
| Padre | Matsanjana Mdluli |
| Consorte di | Dlamini IV |
| Figli | Bhunu Tongotongo Malunge Lomvazi |
Labotsibeni Mdluli (Swaziland, 1858-1859 – Zombodze, 15 dicembre 1925) è stata regina reggente dello Swaziland dal 1899 al 1921.[3]
Biografia
Nacque a Luhlekweni da Matsanjana Mdluli, soldato di un reggimento swati che al momento della sua nascita era impegnato a combattere il capo Tsibeni del popolo Pedi vicino all'attuale città di Barberton, e da una donna del clan Mabuza.[4][5][6]
Alla morte del padre venne affidata alla tutela dello zio Mvelasi Mdluli, che la condusse alla residenza reale di Ludzidzini, dove fu conosciuta con il nome di laMvelasi ed entrò al servizio della regina madre Tsandzile Ndwandwe.[4] Sposò poi il re Dlamini IV poco dopo la sua ascesa al trono.[5]
Vedova dal 1889, venne pubblicamente riconosciuta come Ndlovukati il 3 settembre del 1890.[7] Tuttavia, dovette rimanere subordinata alla regina reggente Tibati Nkambule fino all'ascesa al trono di suo figlio, nel 1894.[8] Dopo la morte del figlio nel 1899, tenne la reggenza del regno fino all'insediamento del nipote Nkhotfotjeni, nel 1921.[4]
Contrastò gli interessi dei coloni britannici e dei boeri e protesse l'autonomia e la cultura swati stringendo con entrambi astuti negoziati.[6][9] Nel 1895 si oppose alle incursioni dei boeri della Repubblica Sudafricana nello Swaziland.[6]
Nel 1900 chiese alla regina Vittoria di includere il popolo swati sotto la sua protezione.[6] Credette inoltre che sostenere gli inglesi nella seconda guerra boera avrebbe aiutato lo Swaziland a riconquistare la propria sovranità, ma ciò non accadde e si rifiutò di reclutare gli uomini swati per gli alleati della prima guerra mondiale.[6] In seguito gli inglesi raggiunsero un accordo con lei e la regina acquistò un aereo per sostenere gli sforzi bellici britannici.[6][10] Nel 1907, siccome due terzi del territorio swati erano diventati di proprietà dei coloni bianchi, inviò una delegazione a Londra che tuttavia fallì nel reclamare le proprie terre.[4][6] Labotsibeni riconobbe che non era possibile recuperarle militarmente, così istituì il Fondo Lifa a cui i sudditi contribuivano per poterle riacquistare dai bianchi.[11]
Aiutò finanziariamente anche l'avvocato Pixley Seme, che contribuì a fondare il Congresso Nazionale Africano (ANC), per fondare il giornale del partito, l'Abantu Batho, nel 1912.[10][12]
Le fu attribuito il soprannome Gwamile (l'indomabile), che le venne riconosciuto anche dall'amministrazione coloniale.[4][5] Morì il 15 dicembre 1925 a Zombodze, dove venne tumulata.[4][13] Nel 1907 fu descritta dal commissario residente in Swaziland, Robert Thorne Coryndon, come una "donna di straordinaria capacità diplomatica e forza di carattere, un'opposizione esperta e capace".[11]
Discendenza
Labotsibeni Mdluli e Dlamini IV ebbero tre figli e una figlia:
- Bhunu (1876-1899);
- Tongotongo (1879-1918);
- Malunge (1880-1915);
- Lomvazi (1885-1922).
Note
- ↑ Siyinqaba, The Swazi Monarchy, in Africa Insight, vol. 14, n. 1, 1984, pp. 14–16.
- ↑ (EN) Eileen McDonagh, The Motherless State: Women's Political Leadership and American Democracy, University of Chicago Press, 2009, pp. 250, ISBN 9780226514567.
- ↑ Lipschutz e Rasmussen, p. 230.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Labotsibeni Gwamile laMdluli (c. 1858–1925), su encyclopedia.com. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- 1 2 3 Shillington, p. 788.
- 1 2 3 4 5 6 7 Akyeampong e Gates, Jr., p. 453.
- ↑ Kuper, p. 26.
- ↑ Genge, p. 271.
- ↑ (EN) Queens of Africa: A Tribute to 30 Forgotten Queens Who Defied Empires and Shaped History, The Voice of the Ancestors, 2025, p. 52.
- 1 2 (EN) Maru Attwood, King Mswati should take note of his great-grandmother’s support of a free press, su dailymaverick.co.za, 21 luglio 2022. URL consultato il 7 dicembre 2025.
- 1 2 Shillington, p. 789.
- ↑ (EN) The People’s Paper: A Centenary History & Anthology of Abantu-Batho, Wits University Press, 2012.
- ↑ (EN) Royal burial hill, in Zombodze in Shiselweni, su it.findagrave.com, 24 giugno 2025. URL consultato il 7 dicembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Mark R. Lipschutz e R. Kent Rasmussen, Dictionary of African Historical Biography, University of California Press, 1986.
- (EN) Kevin Shillington, Encyclopedia of African History 3-Volume Set, Routledge, 2005.
- (EN) Emmanuel Kwaku Akyeampong e Henry Louis Gates, Jr., Dictionary of African Biography, vol. 1-6, OUP USA, 2012.
- (EN) Hilda Kuper, Sobhuza II, Ngwenyama and King of Swaziland: The Story of an Hereditary Ruler and His Country, Africana Publishing Company, 1978.
- (EN) Manelisi Genge, Power and Gender in Southern African History: Power Relations in the Era of Queen Labotsibeni Gwamile Mdluli of Swaziland, Ca. 1875-1921, vol. 2, Michigan State University, 1999.
- (EN) Queens of Africa: A Tribute to 30 Forgotten Queens Who Defied Empires and Shaped History, The Voice of the Ancestors, 2025.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 283344131 · ISNI (EN) 0000 0004 2340 2352 · LCCN (EN) no2009174433 |
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