Lasmanisite
| Lasmanisite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.[1] |
| Formula chimica | Ag12Pb13Mn11Sb44S96[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | disfenoidale |
| Parametri di cella | a = 13,0507(7) Å, b = 16,2463(9) Å, c = 19,3650(10) Å, V = 4 105,88 ų[4] |
| Gruppo puntuale | 222[3] |
| Gruppo spaziale | P212121 (nº 19)[5] |
| Proprietà fisiche | |
| Diffusione | molto rara[6] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La lasmanisite (simbolo IMA: Lmn[5]) è un rarissimo minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag12Pb13Mn11Sb44S96.[2]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2023 e non ancora pubblicata,[7] la lasmanisite non è elencata nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[8]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la lasmanisite è elencata nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa è suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che la lasmanisite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove è in attesa di assegnazione di un numero di gruppo insieme a andreadiniite, arsenquatrandorite, gnelfite, chukotkaite, selenojunoite, lechnerite, cuprosenandorite, morleyite, lazerckerite, clino-oscarkempffite, montpelvouxite, senandorite e oscarkempffite.[1]
Abito cristallino
La lasmanisite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale P212121 (gruppo nº 19) con i parametri di cella a = 13,0507(7) Å, b = 16,2463(9) Å e c = 19,3650(10) Å.[4]
Origine e giacitura
La lasmanisite è rarissima ed è stata trovata solo nella sua località tipo, le miniere di Bear Basin (47.63951°N 121.4862°W) nella contea di King (Stato di Washington, Stati Uniti).[9]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Galena derivatives, with Pb, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 (DE) Lasmanisit (lasmanisite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Lasmanisite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Ferdinando Bosi, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, IMA Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) – Newsletter 72 (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 35, n. 2, 20 aprile 2023, p. 289, DOI:10.5194/ejm-35-285-2023. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Localities for Lasmanisite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) IMA Classification of Lasmanisite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (EN) Bear Basin Mines, Buena Vista Mining District, King County, Washington, USA, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Lasmanisite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 27 luglio 2026.
- (EN) Ferdinando Bosi, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, IMA Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) – Newsletter 72 (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 35, n. 2, 20 aprile 2023, p. 289, DOI:10.5194/ejm-35-285-2023. URL consultato il 27 luglio 2026.