Oscarkempffite
| Oscarkempffite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.[1] |
| Formula chimica | Ag10Pb4(Sb17Bi9)S48[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | piramidale[3] |
| Parametri di cella | a = 13,199(2) Å, b = 19,332(3) Å, c = 8,294(1) Å, V = 2 116,32 ų[3] |
| Gruppo puntuale | mm2[3] |
| Gruppo spaziale | Pnca[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 5,8[4] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3 - 3,5[5] |
| Sfaldatura | non osservata[4] |
| Frattura | irregolare[4] |
| Colore | nero grigiastro[5] |
| Lucentezza | metallica[5] |
| Opacità | opaca[5] |
| Striscio | grigio scuro[6] |
| Diffusione | molto rara[7] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'oscarkempffite (simbolo IMA: Okp[8]) è un rarissimo minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag10Pb4(Sb17Bi9)S48.[2]
Etimologia e storia
L'oscarkempffite si chiama così in onore del geologo e mineralogista boliviano Oscar Kempff Bacigalupo.[3]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2011 e pubblicata nel 2016[9] l'oscarkempffite non è elencata nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[10]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale l'oscarkempffite è elencata nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa è suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che l'oscarkempffite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove è in attesa di assegnazione di un numero di gruppo insieme a clino-oscarkempffite, andreadiniite, gnelfite, chukotkaite, selenojunoite, lechnerite, cuprosenandorite, morleyite, lazerckerite, lasmanisite, montpelvouxite, senandorite e arsenquatrandorite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'oscarkempffite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S:As, Sb, Bi = x)"; qui è nella sezione dei "solfosali di piombo con bismuto (x = 6,0 - 1,6); serie della lillianite" dove forma il sistema nº II/E.31 insieme a gustavite, jasrouxite, ourayite, eskimoite, vikingite, schirmerite, treasurite, terrywallaceite, xilingolite e lillianite.[11]
Abito cristallino
L'oscarkempffite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pnca con le costanti di reticolo a = 13,199(2) Å, b = 19,332(3) Å e c = 8,294(1) Å.[3]
Origine e giacitura
L'oscarkempffite è stata trovata in un giacimento di vene idrotermali di argento-stagno all'interno di rocce vulcaniche dacitiche fortemente alterate. La paragenesi è con aramayoite, miargirite, pirargirite, stannite e minerali del gruppo della tetraedrite.[4]
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo nella sua località tipo, il "livello 264" della miniera di Ánimas presso Atocha (in Bolivia).[12]
Forma in cui si presenta in natura
L'oscarkempffite forma grani irregolari di diversi millimetri.[4] Il minerale è opaco con lucentezza metallica; il colore è nero grigiastro,[3] mentre lo striscio è grigio scuro.[6]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Galena derivatives, with Pb, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 28 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Oscarkempffite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Oscarkempffite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 28 luglio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Dan Topa, Werner H. Paar, Emil Makovicky, Chris J. Stanley e Andy C. Roberts, Oscarkempffite, Ag10Pb4(Sb17Bi9)∑26S48, a new Sb-Bi member of the lillianite homologous series (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 80, n. 5, 2 gennaio 2018, pp. 809-817, DOI:10.1180/minmag.2016.080.024. URL consultato il 28 luglio 2026.
- 1 2 (DE) Oscarkempffit (oscarkempffite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Localities for Oscarkempffite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 28 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ (EN) IMA Classification of Oscarkempffite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 28 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis-Systematik - II SULFIDE UND SULFOSALZE (Sulfide, Selenide, Telluride, Arsenide, Antimonide, Bismutide) - II/E Sulfosalze (S : As,Sb,Bi = x), su mineralienatlas.de. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) 264 level, Colorada vein, Ánimas Mine, Chocaya-Animas mining district (Animas-Chocaya mining district), Atocha Municipality, Sud Chichas Province, Potosí, Bolivia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Oscarkempffite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 luglio 2026.
- (EN) Dan Topa, Werner H. Paar, Emil Makovicky, Chris J. Stanley e Andy C. Roberts, Oscarkempffite, Ag10Pb4(Sb17Bi9)∑26S48, a new Sb-Bi member of the lillianite homologous series (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 80, n. 5, 2 gennaio 2018, pp. 809-817, DOI:10.1180/minmag.2016.080.024. URL consultato il 28 luglio 2026.