Lepidoclupea
| Lepidoclupea | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Superclasse | Osteichthyes |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Infraclasse | Teleostei |
| Ordine | Clupeiformes |
| Famiglia | Dussumieriidae |
| Genere | †Lepidoclupea |
| Specie | †Lepidoclupea renga |
Lepidoclupea è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente all’ordine Clupeiformes e alla famiglia Dussumieriidae. Il genere è noto dall’Eocene inferiore (Ypresiano) dell’Italia settentrionale e comprende una sola specie, Lepidoclupea renga, descritta sulla base di diversi esemplari fossili provenienti dalla Formazione di Chiusole nei Monti Lessini, in provincia di Verona.
Classificazione
Lepidoclupea è assegnato alla famiglia Dussumieriidae, un gruppo di clupeiformi marini strettamente imparentati con le aringhe e le sardine. L’attribuzione a questa famiglia è proposta sulla base di una combinazione di caratteri morfologici, tra cui l’assenza di scudi addominali prepelvici e postpelvici, l’origine della pinna dorsale situata appena anteriormente al punto medio del corpo, la base relativamente corta della pinna anale posta ben posteriormente rispetto alla dorsale e la presenza di un caratteristico scuto a forma di W che circonda la cintura pelvica.
La combinazione di assenza di scudi addominali e presenza di denti nelle mascelle permette inoltre di escludere l’appartenenza ad altre famiglie di Clupeoidei.[1]
Descrizione
Lepidoclupea renga era un piccolo pesce marino con corpo snello, fusiforme e progressivamente assottigliato verso il peduncolo caudale. L’olotipo presenta una lunghezza standard di circa 65,7 millimetri. L’altezza del corpo corrisponde a circa il 17,6% della lunghezza standard, mentre il peduncolo caudale è relativamente sottile.
La testa è relativamente grande e rappresenta circa il 26% della lunghezza standard. L’orbita è circolare e ben sviluppata. La bocca è terminale e provvista di numerosi piccoli denti acuti su entrambe le mascelle. Sono presenti denti anche sull’endopterigoide.
La colonna vertebrale comprende 39–40 vertebre, di cui 17 addominali e 22–23 caudali. Lo scheletro caudale presenta sei ipurali e tre epurali, con un marcato sviluppo dell’ipurostegia. La pinna caudale è profondamente biforcuta e sostenuta da 19 raggi principali.
La pinna dorsale è relativamente piccola e inserita poco anteriormente al punto medio del corpo; possiede circa 11–12 raggi. La pinna anale è anch’essa piccola e inserita nell’ultimo quarto del corpo, con 13–16 raggi. Le pinne pettorali presentano 10–12 raggi e sono inserite lateralmente sul corpo. Le pinne pelviche originano sotto la porzione mediana della base della pinna dorsale e possiedono sette raggi.
Lepidoclupea renga si distingue dall'affine Trollichthys bolcensis per la presenza di denti acuti e rivolti all'indietro nelle mascelle, assenti in T. bolcensis, e per la presenza di denti sull’endopterigoide. Ulteriori differenze riguardano il numero di vertebre (39–40 in Lepidoclupea contro 41–42 in Trollichthys), il numero di raggi principali della pinna caudale (19 contro 17), il numero di raggi della pinna dorsale (circa 11 contro 14–16) e il numero di raggi della pinna pettorale (circa 12 contro 14).[1]
Provenienza
I fossili di Lepidoclupea renga provengono dal sito fossilifero di Monte Solane, situato presso Sant'Ambrogio di Valpolicella nella provincia di Verona. Gli esemplari sono stati rinvenuti nei calcari marnosi della Formazione di Chiusole, datati allo Ypresiano superiore dell’Eocene. Questo deposito documenta ambienti marini della Tetide occidentale caratterizzati da comunità ittiche prevalentemente mesopelagiche.
L’olotipo (IGVR 64083–67873) consiste in uno scheletro articolato quasi completo conservato in lastra e controparte. Sono noti anche diversi paratipi conservati in collezioni paleontologiche italiane, tra cui esemplari custoditi presso il Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università degli Studi di Padova.[1]
Etimologia
Il nome del genere deriva dal termine greco λεπιδωτός (lepidotós), che significa “ricoperto di scaglie”, combinato con il termine latino clupea, che significa “aringa”. Il nome specifico renga deriva dal dialetto veronese e significa “aringa”.[1]
Note
- 1 2 3 4 Calzoni P., Giusberti L., Fornaciari E., Luciani V., Boscolo-Galazzo F., Bernardi M., et al. (2026) - The Ypresian ichthyofauna of the Monte Solane Lagerstätte (Verona, northern Italy): A deep dive into the western Tethys early Eocene mesopelagic setting. PLoS One 21(3): e0338490. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0338490
