Lipoblepharis
Lipoblepharis Orchard, 2013 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae e sottotribù Ecliptinae.[1][2]
Etimologia
Il nome del genere (Lipoblepharis) deriva da due parole greche "leipo" (= abbandonare, lasciare) e "blepharis" (= ciglio).[3]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Anthony Edward Orchard (1946-) nella pubblicazione "Nuytsia; Bulletin of the Western Australian Herbarium. South Perth, W.A." (Nuytsia 23: 438) del 2013.[4]
Descrizione

Lipoblepharis urticifolia

Lipoblepharis urticifolia

Lipoblepharis urticifolia

Lipoblepharis urticifolia
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus arbustivo o erbaceo con ciclo biologico perenne.[3][5][6][7][8][9]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Altezza media: 30–200 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e sono picciolate. La lamina, semplice, ha una forma da lanceolata a ovata o raramente lineare con bordi più o meno seghettati. L'apice varia da acuto a acuminato. Le facce sono pelose (spesso sono ispide e scabrose). Dimensione delle foglie: lunghezza 4,5–6,0 cm,; larghezza 3,0–4,5 cm.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali peduncolati e solitari; sono di tipo radiato con fiori eterogami. I capolini (le infiorescenze vere e proprie) sono formati da un involucro, con forme da campanulate a emisfericche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee sono disposte su 2-3 serie; sono verdi e coriacee con forme lanceolate o lineari. Il ricettacolo varia da piatto a convesso; è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Le pagliette hanno forme da lineari a lanceolate, sono conduplicate, rigide ed hanno una consistena da coriacea a cartacea.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono femminili, fertili oppure sterili e neutri e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con tre denti finali; il colore è crema e giallo;
- fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali, talvolta con 4 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è crema e giallo.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono nere e libere o parzialmente saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono per lo più ovate. Le celle dell'endotecio sono fusiformi o isodiametriche, raramente sono quadrate o rotonde, con 1 - 5 ispessimenti polari, talvolta gli ispessimenti sono radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e bifido nella parte apicale con due stigmi. Le linee stigmatiche sono marginali e divise. Gli apici degli stigmi possono essere papillosi e qualche volta anche con appendici papillose.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono obcompressi e a sezione triangolare (quelli dei fiori del disco) o con 2 o 4 angoli (quelli dei fiori del raggio). Il pappo è formato da reste, setole o squame. Il colore è nero. Lunghezza: 1,5-3,5 mm. Il pappo è un anello di squame molto corte e libere, solitamente con 1–3 reste corte, fragili e spesso oblique.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione prevalente per queste piante è ad opera del vento (impollinazione anemogama).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Asia orientale equatoriale e Australia.[2] L'areale si estende dalla Malesia all'Asia meridionale, sudorientale e orientale (dall'Indonesia alla Cina e al Giappone, e a ovest fino all'India), e a est fino a Vanuatu.[3]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi,[10] oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi).[12] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]
Filogenesi
Il genere fa parte della sottotribù Ecliptinae caratterizzata da ricettacoli con forme da piatte a convesse e da acheni con forme da compresse a triangolari o quadrate.[9]
Lipoblepharis è segregato dal grande polifiletico complesso tradizionalmente chiamato "complesso Wedelia". In un recente studio si dimostra che alcune specie asiatiche e malesi, precedentemente incluse in Wedelia, formano un gruppo coerente e distinto, meritevole del rango generico. I caratteri diagnostici sono individuati nella forme delle pagliette del ricettacolo, nella struttura degli acheni e nel concentramento geografico nell'Asia sud-orientale e Malesia. Questi elementi separano nettamente Lipoblepharis da Wedelia "sensu stricto" dell'areale americano-africano.[3]
I caratteri distintivi del genere sono:[3]
- gli acheni sono colorati da grigio a nero;
- il pappo ha delle scaglie rigide e setolose;
- le brattee interne dell'involucro sono erette con forme da acute a acuminate.
Il numero cromosomico delle specie di Lipoblepharis varia da 2n = 22 a 2n = 26.[9].
Specie
Questo genere comprende 5 specie:[2]
- Lipoblepharis asperrima (Decne.) Orchard
- Lipoblepharis floribunda Orchard
- Lipoblepharis stenophylla (Merr.) Orchard
- Lipoblepharis thailandica (H.Koyama) Orchard
- Lipoblepharis urticifolia (Blume) Orchard
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 Orchard 2013
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
- 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 446.
- 1 2 Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
- ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
Bibliografia
- (EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Vicki Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- (EN) Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson and Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS, vol. 116, n. 28, 2019, pp. 14083-14088.
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation (abstract), in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293. URL consultato l'8 gennaio 2026 (archiviato il 15 giugno 2025).
- (EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- D. Aeschimann, K. Lauber, D. M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina, Bologna, Zanichelli, 2004.
- (EN) Anthony E. Orchard, The Wollastonia/Melanthera/Wedelia generic complex (Asteraceae: Ecliptinae), with particular reference to Australia and Malesia, in Nuytsia, vol. 23, 2013, pp. 337-466.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Lipoblepharis Royal Botanic Gardens KEW - Database
