Lithobates clamitans

Rana verde
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAmphibia
OrdineAnura
FamigliaRanidae
GenereLithobates
SpecieL. clamitans
Nomenclatura binomiale
Lithobates clamitans
(Latreille, 1801)
Sinonimi

Aquarana clamitans
(Latreille, 1801)
Rana clamitans
Latreille, 1801

Areale

Lithobastes clamitans[2] (Latreille, 1801), o Rana clamitans,[3][4][5] comunemente nota come rana verde, è una specie di rana originaria del Nord America orientale. Le due sottospecie riconosciute sono la rana bronzea e la rana verde settentrionale.

Come suggerisce il nome comune, questi anfibi presentano generalmente teste con diverse tonalità di verde. Le rane verdi mostrano un comportamento territoriale particolarmente marcato, nel quale i maschi svolgono il ruolo principale. I maschi difendono il proprio territorio non solo dagli altri maschi, ma anche da qualsiasi intruso che tenti di avvicinarsi all'area occupata. La territorialità svolge inoltre un ruolo importante nella riproduzione, poiché le femmine tendono a preferire i maschi più efficaci nella difesa del territorio e dotati di richiami nuziali più vigorosi. I maschi utilizzano quattro diversi tipi di richiami riproduttivi per attirare potenziali partner. Tra i predatori delle uova della rana verde figurano coleotteri, emitteri acquatici e scorpioni d'acqua, mentre gli adulti sono minacciati soprattutto da diverse specie di uccelli.

Tassonomia

Lithobates clamitans appartiene alla famiglia Ranidae, quella delle «rane vere», e al genere Lithobates. Il nome del genere deriva dal greco litho- («pietra») e -bates («camminatore» o «arrampicatore»), con il significato di «arrampicatore delle rocce». La specie era originariamente classificata nel genere Rana, prima di una revisione sistematica. I membri di questo gruppo sono rane vere caratterizzate da corpo relativamente slanciato, vita stretta e pelle rugosa, diffuse in gran parte dell'Eurasia e del Nord America.

Sottospecie

Sono riconosciute due sottospecie di L. clamitans:

  • Lithobates clamitans clamitans (Latreille, 1801) – rana bronzea
  • Lithobates clamitans melanota (Rafinesque, 1820) – rana verde settentrionale

Descrizione

Questa specie è una rana vera di medie dimensioni. Gli adulti della rana verde misurano da 5 a 10 cm di lunghezza corporea, dal muso alla cloaca, escludendo gli arti posteriori. Il peso corporeo tipico varia tra 28 e 85 g.[6][7] I sessi mostrano diversi caratteri di dimorfismo sessuale: le femmine mature sono generalmente più grandi dei maschi; nei maschi il timpano ha un diametro circa doppio rispetto a quello dell'occhio, mentre nelle femmine il timpano è all'incirca della stessa dimensione dell'occhio; inoltre, i maschi possiedono una gola di colore giallo brillante. Le pieghe dorsolaterali, evidenti rilievi cutanei simili a cuciture che percorrono i lati del dorso, distinguono la rana verde dalla rana toro, che ne è completamente priva.

Giovane rana verde

Le rane verdi presentano solitamente una testa verde, mentre il corpo può essere bruno, grigio o verde scuro. La colorazione verde della testa può essere più o meno estesa a seconda dell'individuo: alcuni esemplari mostrano il verde soltanto ai lati della testa, mentre altri sono verdi lungo tutto il dorso. Il ventre è bianco con marmorizzature nere. I maschi in condizioni riproduttive hanno la gola gialla. Nelle giornate fredde, le rane verdi assumono tonalità più scure per assorbire meglio il calore. Talvolta possono presentare una colorazione blu dovuta a una mutazione genetica nota come axantismo, che impedisce la produzione dei pigmenti gialli; poiché il verde deriva dalla combinazione di pigmenti gialli e blu, l'assenza del giallo fa apparire la rana blu.

I girini della rana verde sono verde oliva e bianco-crema iridescente nella parte inferiore del corpo. La metamorfosi può avvenire nello stesso periodo riproduttivo oppure i girini possono svernare e completare la metamorfosi l'estate successiva.[7]

Distribuzione e habitat

Le rane verdi sono associate ai corpi d'acqua e sono state rinvenute in una varietà di habitat: vivono lungo i margini di stagni d'acqua dolce poco profondi, fossi stradali, laghi, paludi e ruscelli, nonché in pozze vernali e altri corpi d'acqua temporanei, sebbene in misura minore rispetto ad altre rane.[1][6][7][8][9] Mantengono piccoli territori attorno a queste fonti d'acqua e trascorrono circa un terzo del tempo alla ricerca di risorse alimentari, soprattutto nelle aree con abbondante lettiera di foglie e vegetazione fitta, tornando poi in acqua per rifugiarsi.[6][8] Il loro habitat è stato influenzato anche dalle attività umane, attraverso la costruzione di strade, edifici e altre infrastrutture, nonché dall'agricoltura, che comporta la distruzione degli ambienti naturali. Tuttavia, se nelle vicinanze sono presenti habitat abbondanti e di buona qualità, le rane verdi sono in grado di allontanarsi dalle aree disboscate e mostrano anche una certa tolleranza a questo tipo di alterazione. Quando cercano di sfuggire alla distruzione del loro habitat, tendono a spostarsi soprattutto tra tre distinti tipi di ambienti acquatici: zone umide temporanee, ruscelli e paludi. Inoltre, selezionano aree con maggiore umidità del suolo, presenza di fine detrito legnoso e minore copertura arborea; la presenza di acqua rimane comunque il fattore più importante, a conferma della loro tendenza a vivere in ambienti prossimi all'acqua e relativamente aperti.[8]

La rana verde è una specie ampiamente diffusa e originaria del Nord America. È presente soprattutto nella parte orientale del continente, dalla valle del fiume San Lorenzo, nel Canada sud-orientale, fino alla Florida settentrionale e al Texas orientale.

Perdita dell'habitat

A causa della crescente distruzione degli habitat, della deforestazione, dei cambiamenti climatici, delle malattie e dei contaminanti chimici, il declino e le estinzioni delle popolazioni di anfibi potrebbero essere fino a 211 volte superiori al tasso di estinzione naturale di fondo.[10] Sia la temperatura dell'acqua sia quella dell'aria svolgono un ruolo fondamentale nei tempi e nei ritmi della riproduzione, nello sviluppo larvale, nel tempo necessario alla metamorfosi, nelle dimensioni raggiunte al momento della metamorfosi, nella crescita e in vari parametri fisiologici. Esistono dati sperimentali che mostrano come gli organismi siano più sensibili ai contaminanti quando la temperatura varia, spiegando così in che modo l'inquinamento chimico possa influenzare profondamente lo sviluppo di queste rane. In particolare, il cloruro influisce negativamente sullo sviluppo della rana verde. Un'elevata esposizione a questo composto può provocare in molte larve code deformate o spezzate, cavità corporee rigonfie, perdita di pigmentazione e anomalie comportamentali. Con l'aumento della temperatura ambientale, le rane mostrano inoltre tempi di sopravvivenza più brevi e un rischio di mortalità significativamente più elevato rispetto ai gruppi di controllo. Ciò dimostra come la temperatura influenzi direttamente la sensibilità alle sostanze chimiche e, di conseguenza, lo sviluppo della rana verde, rendendo il suo habitat più pericoloso. Secondo il Maryland Biological Stream Survey, gli stagni di raccolta delle acque piovane, che rappresentano uno dei principali habitat riproduttivi della specie nel Maryland, possono raggiungere concentrazioni di cloruro fino a 3250 mg/L, evidenziando come diversi fattori ambientali all'interno dell'habitat incidano sulla sopravvivenza di queste rane. Anche vari erbicidi e pesticidi possono danneggiare la specie a causa della pelle permeabile degli anfibi.[11]

Biologia

Alimentazione

Le rane verdi cercano di mangiare qualsiasi animale di dimensioni sufficientemente piccole da poter essere catturato e ingerito, inclusi insetti, ragni, pesci, gamberi d'acqua dolce, piccoli crostacei, altre rane, girini, piccoli serpenti, limacce[9] e chiocciole. La specie pratica una strategia di caccia del tipo «attendi e colpisci», nutrendosi quindi di qualunque preda passi a portata.[9] I girini si alimentano di quasi ogni sostanza organica disponibile, comprese diatomee, alghe e piccole quantità di minuscoli animali come lo zooplancton, in particolare copepodi e cladoceri.[9]

Riproduzione

Coppia di rane verdi in amplesso: si notino il grande timpano del maschio, in alto, e il piccolo timpano della femmina

I maschi raggiungono la maturità sessuale a un anno, mentre le femmine possono maturare a due o tre anni.[7] I maschi stabiliscono territori riproduttivi e li mantengono per tutta la stagione degli amori,[9] che si estende dalla primavera all'estate,[6] con variazioni legate alla località e alla temperatura.[9] Esiste una forte correlazione positiva tra temperatura e rilevabilità della specie.[12] Durante questo periodo riproduttivo, viene deposta una massa ovigera composta da 1000 a 7000 uova,[9] disposta in pellicole superficiali di circa 15-30 cm di diametro e fissata alla vegetazione in acque basse,[13] così da proteggere le uova dai predatori. Talvolta le femmine possono deporre due masse ovigere in una sola stagione, e le loro dimensioni corporee possono raggiungere un massimo di 98–105 mm. Le femmine pronte all'accoppiamento entrano di solito nei territori dei maschi e assumono una postura bassa, che evidenzia la differenza di dominanza tra i due sessi: tale postura sottolinea la loro subordinazione, così come il fatto che siano le femmine a recarsi dai maschi quando sono pronte ad accoppiarsi. Tuttavia, le femmine esercitano comunque una scelta del partner, e il processo di selezione del maschio può richiedere in genere 2 o 3 giorni. In questo contesto, le femmine tendono a favorire i maschi territoriali e dotati di richiami nuziali vigorosi; il vantaggio è legato al loro interesse riproduttivo, cioè ottenere il massimo successo riproduttivo e trasmettere alla prole i caratteri migliori. Quando una femmina si trova a pochi centimetri davanti al maschio, arretra con il corpo verso di lui; una volta raggiunto il contatto fisico, il maschio la afferra e ha inizio la fecondazione. In diversi casi le femmine non vengono afferrate, perché non si producono gli stimoli necessari a innescare l'amplesso, cioè la presa del maschio sul dorso della femmina. Una volta avvenuta la fecondazione, quasi tutte le uova vengono deposte nel territorio del maschio residente, e non in quello di eventuali maschi satelliti; ciò suggerisce che la poliandria non sia una pratica comune in questa specie e favorisce la protezione della prole.

Girino

Le ricerche mostrano che le rane verdi selvatiche, sia quelle che vivono in stagni suburbani contaminati sia quelle presenti in stagni forestali relativamente intatti, possono cambiare sesso.[14] Questa inversione sessuale sembra essere una condizione naturale, ma al momento non è noto se gli individui selvatici sessualmente invertiti siano in grado di riprodursi.

Dopo la deposizione delle uova nel territorio del maschio residente, ha inizio lo sviluppo. La vita larvale tipica della rana verde dura tra 70 e 360 giorni, a seconda del periodo dell'anno in cui le uova sono state deposte. La stagione di crescita degli adulti, durante la quale le misure dal muso alla cloaca aumentano maggiormente, va soprattutto da metà maggio a metà settembre. Questo andamento è correlato principalmente alla temperatura media mensile e alla durata del periodo in cui la temperatura è favorevole all'alimentazione. La maturità sessuale viene raggiunta circa un anno dopo la metamorfosi; tuttavia, le rane non diventano sessualmente attive fino all'anno successivo al raggiungimento della maturità. Negli individui pienamente maturi non si osserva dimorfismo sessuale nelle dimensioni.[15]

Area vitale e territorialità

Per quanto riguarda la territorialità, i maschi spesso lottano fisicamente tra loro per difendere il proprio territorio.[16] I maschi residenti producono inoltre forti rumori di spruzzi saltando su e giù nell'acqua oppure rimanendo nello stesso punto e scalciando rapidamente con le zampe posteriori. Questo comportamento, che combina salti e produzione di rumori distintivi, svolge diverse funzioni. Anzitutto, i maschi balzano fuori dall'acqua per pattugliare i confini del territorio e individuare eventuali intrusi; quindi producono forti spruzzi per marcare il territorio e intimidire gli avversari. Queste esibizioni con spruzzi vengono eseguite anche in risposta all'ingresso di intrusi nel territorio e dai maschi vittoriosi mentre inseguono nuovamente gli opponenti, sottolineando un'ulteriore modalità con cui questi anfibi mantengono la propria dominanza.[17][16][13]

Se né i richiami di annuncio né gli spruzzi riescono a scoraggiare l'intruso, il maschio residente passa a comportamenti più aggressivi. Può reagire saltando verso l'altro individuo e scacciandolo, oppure attaccandolo e afferrandolo immediatamente attorno alla testa, alla vita o a una zampa. Sebbene la maggior parte degli attacchi sia rivolta contro altri maschi nel contesto della difesa territoriale, alcuni possono essere diretti anche contro le femmine. Ciò avviene perché i maschi residenti non riescono a distinguere visivamente le femmine dai maschi e possono quindi scambiare una femmina che attraversa il loro territorio per un maschio intruso. Di conseguenza, quando attraversano il territorio di un maschio residente, le femmine assumono una postura simile a quella dei maschi satelliti.[17][16][13]

La maggior parte delle interazioni tra i maschi di questa specie consiste in spruzzi e vocalizzazioni usati per intimidire intrusi o maschi satelliti. Tuttavia, quando due maschi rappresentano una competizione equivalente e si contendono realmente il possesso di un territorio, si verificano combattimenti corpo a corpo. All'inizio, i due maschi si avvicinano mantenendo una postura alta, che indica uno status simile tra i contendenti. Quando si trovano a pochi centimetri di distanza, inclinano la testa in modo da esporre all'avversario la gola giallo brillante. Poco dopo ha inizio la lotta: ciascun maschio salta, nuota o produce spruzzi contro l'altro nel tentativo di ottenere una presa salda. Alla fine, quando entrambi riescono ad afferrarsi attorno alla regione pettorale, si impegnano in una prova di spinta finché uno dei due cade sul dorso. A quel punto il maschio dominante trattiene l'avversario sott'acqua e lo stringe finché questo non ammette la sconfitta e riesce a liberarsi dalla presa.[17][16][13]

Comportamento

Vocalizzazioni

Per enfatizzare il proprio territorio durante la stagione riproduttiva, i maschi segnalano la loro presenza tramite vocalizzazioni ed esibiscono comportamenti aggressivi, tra cui inseguimenti e attacchi in salto. I maschi possiedono quattro principali tipi di vocalizzazione utilizzati per mantenere il controllo del territorio. Il primo tipo di richiamo è il richiamo di annuncio, che serve a comunicare la posizione del maschio agli altri maschi e alle potenziali partner. Il caratteristico verso ricorda il suono di una corda di banjo allentata pizzicata,[9] solitamente emesso come una singola nota, anche se talvolta ripetuto.[18] È stato osservato che la frequenza dominante del richiamo di annuncio è correlata negativamente con la lunghezza del corpo dal muso alla cloaca (SVL).[19] Numerosi studi mostrano che questo richiamo suscita comportamenti aggressivi negli altri maschi.

Il secondo tipo di richiamo è simile al primo, ma più urgente. Viene emesso in risposta a una perturbazione del territorio. Si ritiene che rappresenti una manifestazione di dominanza, poiché viene spesso prodotto dai vincitori dei combattimenti mentre inseguono i rivali sconfitti fuori dal territorio.

Il terzo tipo di richiamo è rivolto soprattutto ad altri individui durante incontri agonistici. Di solito è il primo verso emesso quando il territorio di una rana viene invaso e mentre il maschio si avvicina all'intruso. Questo richiamo provoca comportamenti più aggressivi e spesso precede veri scontri fisici tra l'intruso e il proprietario del territorio. Si differenzia dal secondo richiamo perché quest'ultimo funge soprattutto da avvertimento, mentre il terzo indica che lo scontro è imminente.

Infine, il quarto tipo di richiamo viene emesso durante i combattimenti e prodotto dal maschio che sta vincendo la lotta. Esiste inoltre un quinto tipo di vocalizzazione, utilizzato sia dai maschi sia dalle femmine, che funge da richiamo di rilascio quando un individuo viene afferrato da un'altra rana. Nei maschi viene emesso quando stanno perdendo un combattimento, mentre nelle femmine viene prodotto sia quando femmine non gravide vengono afferrate dai maschi, sia quando una femmina desidera essere liberata dopo aver completato l'ovodeposizione. Il fatto che femmine e maschi sconfitti emettano lo stesso richiamo sottolinea come, in questa specie, i maschi privi di territorio o sconfitti siano considerati individui più deboli e subordinati.[18]

Movimento e postura

I maschi si spostano spesso da un territorio all'altro, poiché occupano diversi territori per aumentare la propria attrattiva nei confronti delle femmine. I maschi che non possiedono un territorio durante la stagione riproduttiva entrano frequentemente nei territori di altri maschi assumendo il ruolo di «maschi satelliti». Questi individui sfruttano i nuovi territori per intercettare le femmine attirate dai richiami dei proprietari territoriali, mostrando così una forma di coercizione sessuale. Al contrario, le femmine non mostrano interazioni particolarmente aggressive, poiché trascorrono generalmente il giorno nascoste nella vegetazione e si dedicano alla ricerca di cibo soprattutto durante la notte.[20][18][13]

Rana verde

I maschi territoriali adottano posture differenti rispetto ai maschi satelliti, enfatizzando vari aspetti del loro aspetto fisico. I maschi dominanti mantengono una postura elevata, con i polmoni gonfi e soltanto la parte inferiore degli arti immersa nell'acqua. Inoltre inclinano la testa in modo da esporre la gola giallo brillante, comportamento che rappresenta una manifestazione di dominanza e una marcatura del territorio. Mantengono questa postura per tutta la giornata, indipendentemente dal fatto che stiano vocalizzando o meno. I maschi satelliti, invece, assumono una postura bassa, lasciando emergere dalla superficie soltanto la parte superiore della testa e gli occhi. Poiché il loro obiettivo principale è sottrarre il territorio al maschio dominante quando questo si sposta verso altri territori, adottano un atteggiamento più furtivo: spesso seguono il maschio residente e si muovono con cautela attraverso il territorio. Questa postura abbassata riduce inoltre le probabilità di essere attaccati dal proprietario del territorio, poiché vengono percepiti come individui subordinati o inferiori al maschio residente.[20][18][13]

Predatori e nemici

Poiché il loro ambiente è strettamente dipendente dall'acqua, le rane verdi sono frequentemente esposte a patogeni, predatori e altri fattori potenzialmente letali. Il fungo patogeno Batrachochytrium dendrobatidis (Bd) è stato coinvolto nel declino di diverse popolazioni di anfibi, tra cui quelle di Lithobates clamitans. Il Bd uccide gli anfibi interferendo con gli scambi idrici attraverso la pelle, causando uno squilibrio nel trasporto ionico che può condurre a insufficienza cardiaca. La temperatura rappresenta un fattore fondamentale nel modulare l'interazione tra gli anfibi e il Bd. Se la temperatura supera i 30 °C, il fungo non sopravvive, mentre il suo intervallo ottimale si colloca tra 17 e 23 °C. Inoltre, le variazioni stagionali della temperatura possono influenzare il livello di immunità nei confronti di questo patogeno. Nella rana verde, la prevalenza del Bd è risultata significativamente più elevata nei corsi d'acqua con chioma forestale chiusa, mentre l'intensità delle infezioni era maggiore nelle zone umide aperte con vegetazione emergente. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che la prevalenza del fungo è direttamente associata agli habitat più freschi presenti nei ruscelli ombreggiati dalla copertura arborea.[21]

Storicamente, le rane verdi sono soggette a numerosi predatori. Le uova vengono mangiate dalle tartarughe, mentre i girini sono predati da ditiscidi, grandi emitteri acquatici e scorpioni d'acqua. Anche anatre, aironi e corvi si nutrono di questi anfibi.[22]

Misure antipredatorie

Le rane verdi hanno sviluppato anche alcune strategie antipredatorie che ne favoriscono la sopravvivenza. Un esempio, comune a diversi organismi, è l'uso di segnali chimici. Predatori e prede rilasciano sostanze chimiche durante l'intero evento predatorio, permettendo così alla preda di rilevare la presenza del predatore attraverso composti chimici emessi involontariamente da quest'ultimo. Diversi studi hanno dimostrato che le prede acquatiche tendono a evitare tali segnali chimici come forma di difesa antipredatoria. Nel caso specifico dei girini della rana verde, essi hanno mostrato un comportamento spaziale antipredatorio, allontanandosi dai segnali chimici, solo quando erano esposti contemporaneamente ai cairomoni di Anax e ai segnali d'allarme di conspecifici. I ricercatori ipotizzano che la presenza di entrambi i segnali sia necessaria perché il costo dell'abbandono dell'habitat può comportare una notevole perdita di opportunità alimentari. Se i girini rispondessero a un segnale debole o poco affidabile, rischierebbero di perdere molte risorse. Pertanto, perché si manifesti l'evitamento spaziale, devono essere presenti più segnali chimici, così che i benefici superino i costi.[23]

Di norma, quando incontrano predatori, gli animali tendono a sviluppare caratteri antipredatori che favoriscono il successo riproduttivo. Tali caratteri possono poi essere trasmessi di generazione in generazione, finché il predatore non evolve a sua volta un nuovo tratto capace di contrastare questa difesa, dando origine a una sorta di corsa agli armamenti evolutiva tra predatore e preda. Un'altra conseguenza di questo processo è lo sviluppo di nuovi caratteri in sottogruppi di una stessa specie, in risposta alla diversa esposizione ai predatori nei rispettivi ambienti: un caso di evoluzione divergente. Nella rana bronzea, una sottospecie della rana verde, i girini presenti in stagni abitati da predatori invertebrati possono sviluppare corpi piccoli e muscoli caudali più grandi, così da migliorare le prestazioni locomotorie di fuga rapida dai predatori. Di conseguenza, la presenza di pesci e predatori invertebrati svolge un ruolo importante nel determinare dimensioni, forma e capacità natatorie dei girini della rana verde. Questo può portare ad alcune differenze morfologiche tra le sottospecie, evidenziando sia la selezione naturale divergente sia la plasticità fenotipica adattativa.[24]

Note

  1. 1 2 (EN) IUCN SSC Amphibian Specialist Group. 2022, Aquarana clamitans, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) ITIS Standard Report Page: Lithobates clamitans, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  3. ↑ D. M. Hillis, Constraints in naming parts of the Tree of Life, in Mol. Phylogenet. Evol., vol. 42, n. 2, 2007, pp. 331-338, DOI:10.1016/j.ympev.2006.08.001, PMID 16997582.
  4. ↑ D. M. Hillis e T. P. Wilcox, Phylogeny of the New World true frogs (Rana), in Mol. Phylogenet. Evol., vol. 34, n. 2, 2005, pp. 299-314, DOI:10.1016/j.ympev.2004.10.007, PMID 15619443.
  5. ↑ Z.-Y. et al., Spatiotemporal diversification of the true frogs (genus Rana): A historical framework for a widely studied group of model organisms, in Systematic Biology, vol. 65, n. 5, 2016, pp. 824-842, DOI:10.1093/sysbio/syw055, PMID 27288482, hdl:2292/43460.
  6. 1 2 3 4 Exposure Assessment Group, Wildlife Exposure Factors Handbook (PDF), vol. 1, Washington, US Environmental Protection Agency, dicembre 1993, pp. 2-443 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2003).
  7. 1 2 3 4 GREEN FROG. Rana clamitans melanota, su uri.edu (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
  8. 1 2 3 A. L. Pitt, J. J. Tavano, R. F. Baldwin e B. S. Stegenga, Movement ecology and habitat use of three sympatric Anuran species, in Herpetological Conservation and Biology, vol. 12, n. 1, 30 aprile 2017, pp. 212-24. URL consultato il 15 ottobre 2022.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 Merritt Gillilland, Lithobates clamitans, su Animal Diversity Web, University of Michigan, 2000. URL consultato il 7 ottobre 2022.
  10. ↑ Frank B. Green, Andrew G. East e Christopher J. Salice, Will temperature increases associated with climate change potentiate toxicity of environmentally relevant concentrations of chloride on larval green frogs (Lithobates clamitans)?, in Science of the Total Environment, vol. 682, 10 settembre 2019, pp. 282-290, Bibcode:2019ScTEn.682..282G, DOI:10.1016/j.scitotenv.2019.05.018, PMID 31121353.
  11. ↑ Christopher B. Edge, Megan K. Gahl, Bruce D. Pauli, Dean G. Thompson e Jeff E. Houlahan, Exposure of juvenile green frogs (Lithobates clamitans) in littoral enclosures to a glyphosate-based herbicide, in Ecotoxicology and Environmental Safety, vol. 74, n. 5, 1º luglio 2011, pp. 1363-1369, DOI:10.1016/j.ecoenv.2011.04.020, ISSN 0147-6513.
  12. ↑ David A. Steen, Christopher J. W. McClure e Sean P. Graham, Relative influence of weather and season on anuran calling activity, in Canadian Journal of Zoology, vol. 91, n. 7, aprile 2013, pp. 462-467, DOI:10.1139/cjz-2012-0266, ISSN 0008-4301.
  13. 1 2 3 4 5 6 Kentwood D. Wells, Territoriality and male mating success in the green frog (Rana clamitans), in Ecology, vol. 58, n. 4, luglio 1977, pp. 750-762, Bibcode:1977Ecol...58..750W, DOI:10.2307/1936211, JSTOR 1936211. URL consultato il 23 ottobre 2022.
  14. ↑ Max R. Lambert, Tien Tran, Andrzej Kilian, Tariq Ezaz e David K. Skelly, Molecular evidence for sex reversal in wild populations of green frogs (Rana clamitans), in PeerJ, vol. 7, 8 febbraio 2019, DOI:10.7717/peerj.6449, ISSN 2167-8359, PMC 6369831, PMID 30775188.
  15. ↑ Bernard Martof, Growth and Development of the Green Frog, Rana clamitans, Under Natural Conditions, in The American Midland Naturalist, vol. 55, n. 1, 1956, pp. 101-117, DOI:10.2307/2422324, ISSN 0003-0031, JSTOR 2422324.
  16. 1 2 3 4 K. D. Wells, Territoriality in the green frog (Rana clamitans): Vocalizations and agonistic behaviour, in Animal Behaviour, vol. 26, n. 4, novembre 1978, pp. 1051-1054.
  17. 1 2 3 W. E. Meshaka Jr. e D. F. Hughes, Adult body size and reproductive characteristics of the Green Frog, Lithobates clamitans melanotus (Rafinesque, 1820), from a single site in the northern Allegheny Mountains (PDF), in Collinsorum, vol. 3, n. 1, aprile 2014, pp. 13-16.
  18. 1 2 3 4 Kentwood D. Wells, Territoriality in the green frog (Rana clamitans): Vocalizations and agonistic behaviour, in Animal Behaviour, vol. 26, n. 4, novembre 1978, pp. 1051-1054, DOI:10.1016/0003-3472(78)90094-5.
  19. ↑ Patrick C. Owen e Stephen A. Perrill, Habituation in the green frog, Rana clamitans, in Behavioral Ecology and Sociobiology, vol. 44, n. 3, 1º dicembre 1998, pp. 209-213, DOI:10.1007/s002650050533, ISSN 1432-0762.
  20. 1 2 Walter E. Meshaka e Daniel F. Hughes, Adult body size and reproductive characteristics of the Green Frog, Lithobates clamitans melanotus (Rafinesque, 1820), from a single site in the northern Allegheny Mountains (PDF), in Collinsorum, vol. 3, n. 1, aprile 2014, pp. 13-16. URL consultato il 17 ottobre 2022.
  21. ↑ C. A. Korfel e T. E. Hetherington, Temperature alone does not explain patterns of Batrachochytrium dendrobatidis infections in the green frog Lithobates clamitans, in Disease of aquatic organisms, vol. 109, n. 3, 3 luglio 2014, pp. 177-85.
  22. ↑ Green Frog Lithobates clamitans, su virginiaherpetologicalsociety.com, Virginia Herpetological Society, 2022. URL consultato il 12 novembre 2022.
  23. ↑ T. A. Brown, M. E. Fraker e S. A. Ludsin, Space use of predatory larval dragonflies and tadpole prey in response to chemical cues of predation, in The American Midland Naturalist, vol. 181, n. 1, gennaio 2019, p. 53.
  24. ↑ J. B. Johnson, T. J. Hibbitts, C. K. Adams e D. Saenz, Naturally occurring variation in tadpole morphology and performance linked to Predator regime, in Ecology and evolution, 7 luglio 2015.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • ARMI: Green Frog Include collegamenti a file audio dei richiami della rana verde.