Macrohectopus branickii
| Macrohectopus branickii | |
|---|---|
![]() | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Classe | Malacostraca |
| Sottoclasse | Eumalacostraca |
| Superordine | Peracarida |
| Ordine | Amphipoda |
| Sottordine | Senticaudata |
| Infraordine | Gammarida |
| Parvordine | Gammaridira Latreille, 1802 |
| Superfamiglia | Gammaroidea |
| Famiglia | Macrohectopidae Sowinsky, 1915 |
| Genere | Macrohectopus Stebbing, 1906 |
| Specie | M. branickii |
| Nomenclatura binomiale | |
| Macrohectopus branickii (Dybowsky, 1874) | |
| Sinonimi | |
|
Constantia branickii Dybowsky, 1874 | |
| Areale | |
![]() | |
Macrohectopus branickii (Dybowsky, 1874) è una specie di anfipode d'acqua dolce[1], l'unica presente nel genere Macrohectopus Stebbing, 1906[2], a sua volta unico membro della famiglia Macrohectopidae Sowinsky, 1915[3]. Endemico della Russia, è presente esclusivamente nelle acque del lago Bajkal, in Siberia.
Le dimensioni del lago consentono a molte specie, tra cui M. branickii, di occupare nicchie che non esistono in altri ecosistemi di acqua dolce. Questi anfipodi pelagici sono prede di molti animali all'interno del suo ecosistema, tra cui il principale predatore acquatico del lago, la foca del Bajkal (Pusa sibirica).
Frutto di una profonda revisione del sottordine Senticaudata redatta nel 2013 dai carcinologi, rispettivamente australiano e irlandese, James K. Lowry e Alan A. Myers, nell'ambito di un processo di riorganizzazione della tassonomia superiore degli anfipodi, è, al 2026, una delle oltre 1 000 specie classificate accettate dalla comunità scientifica.
Descrizione
Questa specie è stata descritta per la prima volta dallo zoologo polacco Benedykt Dybowski, che lo ha descritto come dotato di due paia di antenne ricoperte di setole, con la coppia superiore più robusta e allungata, occhi a forma di rene che occupano ciascuno metà del capo, segmenti del corpo lisci, insieme a segmenti della coda carenati e spinosi. Le lamine delle branchie e delle piastre di covata non sono coperte e sono visibili lateralmente.[4]
I segmenti chitinosi sono quasi trasparenti, rendendo l'animale "trasparente come l'acqua"; il che rende le fibre muscolari visibili senza dissezione.[4][5] È probabile che questo sia un mezzo di mimetizzazione; le specie del genere Cystisoma, un anfipode marino, sono altrettanto trasparenti per evitare la predazione.[6] In effetti, Takhteev ha osservato che M. branickii mostra alcuni parallelismi ecologici con altri anfipodi marini, ovvero le famiglie Vitjazianidae e Hyperiopsidae families.[7]
I maschi di M. branickii sono lunghi fino a 6 mm, al contrario delle femmine che, immature, raggiungono i 7-14 mm,[8] mentre a completa maturazione raggiungono fino a 37 mm;[9] presentano un significativo dimorfismo sessuale nelle dimensioni, con alcuni ricercatori che indicano i maschi come "nani".[7]
Il genoma mitocondriale di M. branickii è stato analizzato nel 2021; contenente 42 256 coppie di basi, è la sequenza più lunga conosciuta per gli anfipodi e uno dei genomi più grandi del regno animale.[10]
Ecologia
M. branickii è Endemico del lago Bajkal,[1] al profondo centro del quale è presente il suo areale[11], preferendo acque più fredde di 4 °C.[12]
Il lago Bajkal ospita una grande diversità di specie di anfipodi; il 40% di tutte le specie conosciute di anfipodi gammaroidi vive in questo lago e hanno subito una significativa radiazione adattativa in una pletora di forme morfologiche. Di tutte queste specie M. branickii è l'unico membro pelagico del gruppo;[8] l'analisi molecolare e morfologica, tuttavia, indica che il genere ha origine all'interno dei Micruropodidae, una famiglia di scavatori, sebbene Micruropus wahli sia un abile nuotatore e possa essere catturato in superficie attraverso la pesca con la lampara;[13] questa attrazione per la luce è osservata anche per l'anfipode pelagico.[14] La fototassi può renderli vulnerabili all'inquinamento luminoso nelle zone litorali vicine agli insediamenti.[15]

L'anfipode pelagico migra attraverso il lago durante tutto l'anno, continuando a farlo anche durante la stagione di riproduzione.[8] Questa specie effettua anche una migrazione verticale diurna,[16] spostandosi in superficie di notte dalla loro profondità diurna di 200-700 m. Le femmine mature, quindi più grandi, vivono a profondità maggiori rispetto agli individui più piccoli.[14] Durante la notte, possono essere particolarmente abbondanti nella colonna d'acqua sopra i pendii sottomarini.[14] La densità degli anfipodi è tale da creare uno strato di dispersione evidente quando si utilizzano sensori idroacustici, simile allo strato di dispersione profondo nell'oceano. Questi sensori sono un metodo utilizzato per monitorare la popolazione di questi crostacei.[17][18][19] Gli anfipodi pelagici tendono a nutrirsi di più di zooplancton quanto più crescono, sebbene i rapporti esatti varino tra gli individui;[9] queste prede si trovano costantemente sopra i 50 m di profondità durante il giorno.[17]
Ecologia trofica

M. branickii è la principale specie che compone il macroplancton all'interno del lago[20], essendo una parte importante della catena alimentare; i microcrostacei Epischura baikalensis e Cyclops kolensis si nutrono di fitoplancton (prevalentemente Aulacoseira baicalensis). Cadono poi preda dell'anfipode pelagico[8], che a sua volta nutre vari pesci come l'omul (Coregonus migratorius), gli scorfaniformi qui presenti, gli endemici Comephorus baikalensis e Comephorus dybowskii e i tre Cottocomephorus, e la foca del Bajkal (Pusa sibirica), che si nutre di pesci e anfipodi.[9][21] Durante la migrazione giornaliera dell'anfipode alcuni esemplari possono risalire troppo velocemente e rimanere temporaneamente bloccati sulla superficie dell'acqua dopo essere emersi, per cui per reimmergersi devono rompere la tensione superficiale. Prima dell'immersione sono vulnerabili al pipistrello acquatico Myotis petax, che cattura gli anfipodi per un pasto facile.[14] A volte possono anche risalire in superficie durante il giorno, e in questo frangente sono i veloci gabbiani qui presenti (Larus argentatus) ad approfittare di questa opportunità.[14]
Il suo ruolo all'interno dell'ecosistema del lago è stato paragonato a quello del krill (Euphausia superba) e dei gamberetti dell'ordine dei Mysida[17], essendo un importante consumatore di livello inferiore a causa della sua abbondanza; la densità degli anfipodi pelagici è stata stimata in decine di grammi per m², con numeri totali che raggiungono diversi milioni di animali e costituiscono il 90-99% della biomassa zooplanctonica.[8] La produzione annuale di biomassa di M. branickii è calcolata intorno alle 330000 t.[14]
Note
- 1 2 (EN) Macrohectopus branickii, su WoRMS.
- ↑ (EN) Risto Väinölä (2025), Macrohectopus, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 9 marzo 2026.
- ↑ (EN) Mikhail Daneliya (2013), Macrohectopidae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 9 marzo 2026.
- 1 2 Dybowski, 1874, pp. 186-188.
- ↑ Drozdova et al, 2020.
- ↑ Cronin, 2016, p. R1180.
- 1 2 Takhteev, 2000.
- 1 2 3 4 5 (EN) Dmitry Yu. Karnaukhov, Ekaterina M. Dolinskaya, Sofya A. Biritskaya, Maria A. Teplykh, Yana K. Ermolaeva, Viktoria A. Pushnica, Iya V. Kuznetsova, Anastasia I. Okholina, Lidia B. Bukhaeva, Olga O. Rusanovskaya e Eugene A. Silow, New data regarding ecology of freshwater pelagic amphipod Macrohectopus branickii and other crustaceans of plankton from the southern part of Lake Baikal, in Acta Biologica Sibirica, vol. 7, pp. 39-48, DOI:10.3897/abs.7.e65636. URL consultato il 10 marzo 2026.
- 1 2 3 (EN) Koichi Yoshii, Natalia G. Melnik, Oleg A. Timoshkin, Nina A. Bondarenko, Pavel N. Anoshko, Takahito Yoshioka e Eitaro Wada, Stable isotope analyses of the pelagic food web in Lake Baikal, in Limnology and Oceanography, vol. 44, n. 3, pp. 502-511, DOI:10.4319/lo.1999.44.3.0502. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ Romanova et al, 2021, p. 2030.
- ↑ Mekhanikova, 2022.
- ↑ Melnik et al, 2006.
- ↑ (EN) Kenneth S. Macdonald III, Lev Yampolsky e J. Emmett Duffy, Molecular and morphological evolution of the amphipod radiation of Lake Baikal (PDF), in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 35, n. 2, 29 December 2004, pp. 323-343, DOI:10.1016/j.ympev.2005.01.013. URL consultato il 10 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2017).
- 1 2 3 4 5 6 (EN) S. I. Didorenko, A. D. Botvinkin e V. V. Takhteev, A New Trophic Relationship in the Baikal Ecosystem: The Pelagic Amphipod Macrohectopus branickii (Crustacea, Amphipoda) and the Bat Myotis petax (Mammalia, Chiroptera), in Biology Bulletin, vol. 48, n. 7, Springer, 17 December 2021, pp. 907-914, DOI:10.1134/S1062359021070116, ISSN 1608-3059. URL consultato il 30 marzo 2026.
- ↑ (EN) Dmitry Karnaukhov, Maria Teplykh, Еkaterina Dolinskaya, Sofya Biritskaya, Yana Ermolaeva, Viktoria Pushnica, Iya Kuznetsova, Anastasia Okholina, Lidia Bukhaeva e Еugene Silow, Light pollution affects the coastal zone of Lake Baikal, in Limnology Review, vol. 21, n. 3, MDP, September 202, pp. 165-168, DOI:10.2478/limre-2021-0015, ISSN 2300-7575. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ (EN) D. Karnaukhov, S. Biritskaya, M. Teplykh, N. Silenko, E. Dolinskaya e E. Silow, The abundance and structure of population of pelagic amphipod Macrohectopus branickii in the coastal zone of Lake Baikal, in Acta Biologica Sibirica, vol. 5, n. 3, October 2019, pp. 154-158, DOI:10.14258/abs.v5.i3.6574. URL consultato il 10 marzo 2026.
- 1 2 3 (EN) Lars G. Rudstam, Nataly G.Melnik, Oleg A. Timoshkin, Sture Hansson, Sergei V. Pushkin e Vladimir Nemov, Diel Dynamics of an Aggregation of Macrohectopus branickii (Dyb.) (Amphipoda, Gammaridae) in the Barguzin Bay, Lake Baikal, Russia, in Journal of Great Lakes Research, vol. 18, n. 2, 1992, pp. 286-297, DOI:10.1016/S0380-1330(92)71296-9, ISSN 0380-1330. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ (EN) Mikhail M. Makarov, E. V. Dzyuba, Igor Yu. Zaidykov e Elena Yu. Naumova, Hydroacoustic studies of macrozooplankton in Lake Baikal, in Limnology & Freshwater Biology, n. 6, 25 December 2024, pp. 1491-1502, DOI:10.31951/2658-3518-2024-A-6-1491. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ (EN) Elena Yu. Naumova, Igor Yu. Zaidykov e Mikhail M. Makarov, Recent quantitative values of Macrohectopus branickii (Dyb.) (amphipoda) from Lake Baikal, in Journal of Great Lakes Research, vol. 46, n. 1, International Association for Great Lakes Research (IAGLR), February 2020, pp. 48-52, DOI:10.1016/j.jglr.2019.10.002, ISSN 2773-0719. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ (EN) A. N. Matveyev e V. P. Samusenok, The fishes and fishery in Lake Baikal, in Aquatic Ecosystem Health & Management, vol. 18, n. 2, Aquatic Ecosystem Health and Management Society (AEHMS), 22 June 2015, pp. 134-148, DOI:10.1080/14634988.2015.1028868, ISSN 1463-4988. URL consultato il 10 marzo 2026.
- ↑ (EN) Yuuki Y. Watanabe, Eugene A. Baranov e Nobuyuki Miyazaki, Ultrahigh foraging rates of Baikal seals make tiny endemic amphipods profitable in Lake Baikal, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 117, n. 49, 8 December 2020, pp. 31242-31248, DOI:10.1073/pnas.2014021117.
Bibliografia
- (EN) Joel W. Martin e George E. Davis, An Updated Classification of the Recent Crustacea (PDF), collana Science Series, n. 39, Natural History Museum of Los Angeles, 2001, ISBN 1-891276-27-1. URL consultato il 28 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2009).
- (EN) James K. Lowry e Alan A. Myers, A Phylogeny and Classification of the Senticaudata subord. nov. (Crustacea: Amphipoda) (PDF), in Zootaxa, vol. 3610, n. 1, Auckland, New Zealand, Magnolia Press, 2013, pp. 1-80, DOI:10.11646/zootaxa.3610.1.1, ISSN 1175-5334. URL consultato il 9 marzo 2026.
- (DE) B.N. Dybowsky, Beiträge zur näheren Kenntniss der in dem Baikal-See vorkommenden niederen Krebse aus der Gruppe der Gammaride (PDF), in Horae Societatis Entomologicae Rossicae, Beiheft, vol. 10, 1874, pp. 1-203. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) Polina Drozdova, Alexandra Saranchina, Mariya Morgunova, Alena Kizenko, Yulia Lubyaga, Boris Baduev e Maxim Timofeyev, The level of putative carotenoid-binding proteins determines the body color in two species of endemic Lake Baikal amphipods, in PeerJ, vol. 8, 19 giugno 2020, DOI:10.7717/peerj.9387. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) Thomas W. Cronin, Camouflage: Being Invisible in the Open Ocean (PDF), in Current Biology, vol. 26, n. 22, novembre 2016, pp. R1177-R1196, DOI:10.1016/j.cub.2016.09.056. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) V. V. Takhteev, Trends in the evolution of Baikal amphipods and evolutionary parallels with some marine malacostracan faunas, in Advances in Ecological Researc, vol. 31, 2000, pp. 197-220, DOI:10.1016/S0065-2504(00)31013-3. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) Elena V Romanova, Yurij S Bukin, Kirill V Mikhailov, Maria D Logacheva, Vladimir V Aleoshin e Dmitry Y Sherbakov, The Mitochondrial Genome of a Freshwater Pelagic Amphipod Macrohectopus branickii Is among the Longest in Metazoa, in Genes (Basel), vol. 12, n. 12, 20 Dicembre 2021, DOI:10.3390/genes12122030. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) I. V. Mekhanikova, The Rare Abyssal Baikal Amphipod Polyacanthisca calceolata (Crustacea, Amphipoda) at the St. Petersburg Methane Seep, Central Baikal, in Biology Bulletin, vol. 48, Springer, 22 febbraio 2022, pp. 543-557, DOI:10.1134/S1062359021140119, ISSN 3034-5367. URL consultato il 10 marzo 2026.
- (EN) N. G. Melnik, N. A. Bondarenko, O. I. Belykh, V. V. Blinov, V. G. Ivanov, I. V. Korovyakova, T. Ya. Kostornova, M. I. Lazarev, N. F. Logacheva, G. I. Pomazkova, P .P. Sherstyankin, L. M. Sorokovikova, L. I. Tolstikova e E. P. Tereza, Distribution of pelagic invertebrates near a thermal bar in Lake Baikal, in Hydrobiologia, 568(S), 2006, pp. 69-76, DOI:10.1007/s10750-006-0331-9. URL consultato il 10 marzo 2026.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Macrohectopus branickii
Collegamenti esterni
- (EN) Macrohectopus branickii, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Macrohectopus branickii, su WoRMS.

