Majk Johansen

Mychajlo Hervasіjovyč Johansen

Mychajlo Hervasіjovyč Johansen (in ucraino Михaйло Гервасійович Йогансен?), noto anche con lo pseudonimo di Majk (Мáйк; Charkiv, 28 ottobre 1895[1] – Kiev, 27 ottobre 1937[1]), è stato un poeta, drammaturgo e traduttore ucraino.

È noto per essere stato uno dei fondatori di VAPLITE, acronimo di Vil'na akademija proletars'koï literatury, gruppo letterario attivo dal 1925 al 1928 a Charkiv e disciolto dalla censura sovietica[2].

Biografia

Il padre, ch'era docente di tedesco, aveva origini nelle aree germanofone del Baltico e influenzò la prima produzione, in lingua tedesca, di Johansen[3].

Conseguì quindi gli studi in linguistica all'Università di Charkiv nel 1917, dove ebbe tra i suoi docenti Leonіd Bulachovs'kyj e Oleksa Syniavs'kyj[1].

Nel romanzo sperimentale Podorož doktora Leonardo po Slobožans’kij Švejcariï (lett. "Il viaggio del dottor Leonardo nella Svizzera Slobodiana", cioè della "Sloboda Ucraina", 1928) ha tentato di porre il paesaggio al centro della narrazione, delegando ai personaggi umani solo ruoli secondari[1].

Da sinistra a destra: Petro Panč, Majk Johansen, Vasyl' Vražlyvyj, Hryhorij Epik. Charkiv, 1926

Alla domanda: «Perché scrivi in ucraino?» postagli in un questionario sulla scelta di questa lingua per la sua produzione, rispose: «Perché non abito in Irlanda, non abito a Tambov»[3].

Fondò nel 1925 il circolo letterario VAPLITE, che però venne forzatamente dissolto dalle autorità sovietiche già tre anni dopo, nel 1928[1]. Nel gennaio 1928 Johánsen fondò quindi il Technomystecka hrupa A ("Gruppo tecno-artistico A"), in cui collaborò con Jurij Smolyč, Levko Kovaliv, Oleksandr Dovženko e Oleksa Slisarenko per tentare di coniugare l'arte e la letteratura con i moderni avanzamenti tecnologici dell'industrializzazione[4]; tuttavia, il gruppo ebbe solo un impatto culturale modesto[4], poiché fu bandito già nel 1930.

Il 18 agosto 1937 i commissari dell'NKVD lo prelevarono dal suo appartamento. Durante gl'interrogatori che seguirono, Johánsen non nascose le sue opinioni politiche: per converso, seguitò ad accusare il governo sovietico di persecuzione mirata agli scrittori e ad altri membri dell'intellighenzia ucraina.[3] Fu pertanto accusato di far parte di un'organizzazione nazionalista e anti-sovietica che — secondo le accuse — avrebbe mirato a rovesciare il governo tramite «il terrore e la rivolta armata»[3]. Il Collegio militare della Corte Suprema dell'Unione Sovietica lo condannò quindi all'esecuzione sommaria per fucilazione e alla confisca di tutte le proprietà[3].

La sentenza fu eseguita il 27 ottobre 1937 nel carcere dell'NKVD di Kiev. Un cenotafio dello scrittore è ubicato nel cimitero di Lukianivka[3]. Secondo documenti d'archivio, il corpo sarebbe stato seppellito nel bosco di Bykivnia[3].

Opere

Principiò la sua carriera letteraria in tedesco e in russo, componendo in prevalenza poesie. Tuttavia, dal 1919, motivato dalla brutalità delle incursioni russe a Charkiv, passò a scrivere esclusivamente in ucraino.[1]

Poesia

L'opera poetica si articola in tre periodi. Un primo periodo sperimentale è caratterizzato da opere come Z hory (1921), Revoljucija (1923), Krokoveje kolo (1923), Proloh do komuny (1924) e Dorobok (1924)[1]. Un secondo periodo, caratterizzato dalla raccolta Jasen', si distingue per la lirica più ricercata[1]. Un terzo periodo, che segue il 1930, è influenzato dalle tematiche del socialismo realista, pur mantenendo piena indipendenza intellettuale dalle ideologie sovietiche[1].

Prosa

La prosa si caratterizza per la tecnica dell'učudnennja (lett. "straniamento"), attraverso la quale Johansen mira a rendere straordinari elementi tratti dall'ordinario.[1] Sono del 1925 la prima raccolta di storie brevi (17 chvylyn, lett. "17 minuti") e il primo romanzo (Pryhody Mak-Lejstona, Harri Ruperta ta inšych, lett. "Le avventure di MacLayston, Harry Rupert, e altri")[1]. Dopo il 1930, per fuggire all'eccessivo conformismo imposto dal socialismo realista dell'epoca, principiò a occuparsi di letteratura per bambini e di racconti umoristici[1].

Traduzioni

Poliglotta, aveva padronanza del greco antico, del latino, del tedesco, del polacco e dell'inglese, che gli permise di tradurre autori internazionali come Schiller, Shakespeare e Poe.[3]

Sceneggiature

Fu autore di diverse sceneggiature per produzioni teatrali. In diverse occasioni collaborò con Les' Kurbas e col suo teatro Berezil'.[1] È del 1927 una sceneggiatura per il film muto Zvenigora di Oleksandr Dovženko, reputato una pietra miliare del cinema ucraino. Johansen, co-sceneggiò la pellicola con Jurij Tjutjunnyk.[5][1]. Lavorò poi a un adattamento ucraino di Mikado di Gilbert e Sullivan[1]. È invece del 1929 l'adattamento di Allo na khvyli 477 (lett. "Pronto sulla frequenza 477"), in collaborazione con Mykola Chvylëvyj e Ostap Vyšnja[1].

Saggistica

Contribuì ai lavori per la standardizzazione dell'ortografia della lingua ucraina, adottata ufficialmente nel 1928, lavorando anche a un sistema di latinizzazione.[1] Compilò dizionari e si occupò di fonetica.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Internet Encyclopedia of Ukraine
  2. ↑ (EN) Vaplite, su Internet Encyclopedia of Ukraine. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Mike (Mykhailo) Jogansen: Ukrainian poet, writer, translator, critic, linguist, screenwriter, su Medium. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  4. 1 2 (EN) Techno-Artistic Group A, su Internet Encyclopedia of Ukraine.
  5. ↑ Zvenyhora, 1927, su columbia.edu, Ukrainian Film Club of Columbia University, 2015.

Bibliografia

  • Melnykiv, Rostyslav, Maik Iohansen: Landshafty transformatsii, Kyiv, 2000.
  • Ivan Lysenko, Rechnyk ukraïns'koï kul'tury: Maik Iohansen u spohadakh, lystakh, materialakh, Kyiv, 2003.

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