Mangani-pargasite
| Mangani-pargasite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.DE.15[1] |
| Formula chimica | NaCa2(Mg4Mn3+)(Si6Al2)O22(OH)2[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Parametri di cella | a = 9,9448(5) Å, b = 18,0171(9) Å, c = 5,2829(3) Å, β = 105,445(3)°, V = 912,39(9) ų, Z = 2[4] |
| Gruppo puntuale | 2/m[5] |
| Gruppo spaziale | C2/m (nº 12)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 3,127[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5 - 6[6] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {110}[5] |
| Colore | rosso, marrone rossastro[6] |
| Lucentezza | vitrea[5] |
| Opacità | trasparente[6] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La mangani-pargasite (simbolo IMA: Mprg[7]) è un rarissimo minerale del supergruppo dell'anfibolo, all'interno del quale viene collocato nel "gruppo degli anfiboli con W(OH,F,Cl)-dominante" e da lì al sottogruppo degli anfiboli di calcio dove occupa un posto nel "gruppo contenente la radice pargasite nel nome"; essendo un anfibolo, appartiene agli inosilicati e pertanto alla famiglia minerale dei "silicati", e possiede composizione chimica NaCa2(Mg4Mn3+)(Si6Al2)O22(OH)2.[2]
Il minerale è l'analogo dello ione manganese trivalente (Mn3+) della pargasite (dominata dall'alluminio), della vanadio-pargasite (dominata dal vanadio) e della cromio-pargasite (dominata dal cromo).[6]
Etimologia e storia
Il nome è dovuto alla sua relazione con la pargasite e, in accordo con la nuova nomenclatura degli anfiboli del 2012, al suo contenuto di manganese.[8]
Il campione tipo è depositato presso la collezione di minerali del dipartimento di geoscienze del Museo svedese di storia naturale di Stoccolma con il numero di catalogo NRM20100001.[9]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2018,[9] la mangani-pargasite non compare nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[10]
Il minerale è però presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, dove la mangani-pargasite è elencata nella classe "9. Silicati (germanati)" e nella sottoclasse "9.D Inosilicati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura cristallina del minerale, in modo tale che la mangani-pargasite possa essere trovata nella sezione "9.DE Inosilicati con catene doppie di periodo 2, Si4O11; clinoanfiboli", dove forma il sistema nº 9.DE.15.[1]
Abito cristallino
La mangani-pargasite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale C2/m (gruppo nº 12) con le costanti di reticolo a = 9,9448(5) Å, b = 18,0171(9) Å, c = 5,2829(3) Å, β = 105,445(3)°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La mangani-pargasite è stata trovata in un giacimento di ossido di ferro-manganese, sottomarino e vulcanogenico, metamorfosato a livello regionale, in roccia carbonatica calcitica impregnata di silicati; la paragenesi è con apatite sostituita con arseniato, calcite, flogopite ricca di manganese,, forsterite, hausmannite, hedyphane e kentrolite.[5]
La mangani-pargasite è rarissima ed è stata trovata solo nella sua località tipo, la miniera di "Långban" (59.85538°N 14.2648°E) presso Filipstad (in Finlandia).[11]
Forma in cui si presenta in natura
La mangani-pargasite si presenta come cristalli subedrali di dimensioni fino a ~1 mm, che hanno tessitura pecilitica in hausmannite.[5] Il minerale è trasparente con lucentezza vitrea; il colore va dal rosso al marrone rossastro.[6]
Proprietà ottiche
La mangani-pargasite mostra un debole pleocroismo che va dal marrone rossastro pallido lungo e lungo , che diventa rosso marroncino chiaro lungo .[4]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - Inosilicates with 2-periodic double chains, Si4O11; Clinoamphiboles, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º giugno 2025.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 1º giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2025).
- 1 2 (DE) Mangani-Pargasit (Mangani-pargasite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 1º giugno 2025.
- 1 2 3 (EN) Ulf Hålenius, Ferdinando Bosi e Erik Jonsson, Mangani-pargasite, NaCa2(Mg4Mn3+)(Si6Al2)O22(OH)2, a new mineral species of the amphibole supergroup, in Periodico di Mineralogia, vol. 89, n. 2, 2020, pp. 125-131, DOI:10.2451/2020PM16605. URL consultato il 1º giugno 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Mangani-pargasite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 1º giugno 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Mangani-pargasite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º giugno 2025.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 1º giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ Hawthorne p. 2032
- 1 2 (EN) Ritsuro Miyawaki, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, New minerals and nomenclature modifications approved in 2019, in Mineralogical Magazine, vol. 83, n. 2, 1º aprile 2019. URL consultato il 1º giugno 2025.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 1º giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (EN) Långban Mine, Långban Ore District, Filipstad, Värmland County, Sweden, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º giugno 2025.
Bibliografia
- (EN) Frank C. Hawthorne et al., Nomenclature of the amphibole supergroup (PDF), in American Mineralogist, vol. 97, 2012, pp. 2031-2048, DOI:10.2138/am.2012.4276. URL consultato il 1º giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Mangani-pargasite, su Mindat.org.
- (EN) Mangani-pargasite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º giugno 2025.
