Manta birostris

Manta gigante
Stato di conservazione
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ClasseChondrichthyes
SottoclasseElasmobranchii
InfraclasseEuselachii
SuperordineBatomorphi
OrdineMyliobatiformes
FamigliaMyliobatidae
SottofamigliaMobulinae
GenereManta
SpecieM. birostris
Nomenclatura binomiale
Manta birostris
(Walbaum, 1792)
Sinonimi

Brachioptilon hamiltoni
Hamilton & Newman, 1849
Cephaloptera lacepedei
Billberg, 1833
Cephaloptera stelligera
Günther, 1870
Cephalopterus giorna Lesueur, 1824
Cephalopterus manta Bancroft, 1829
Cephalopterus vampyrus
Mitchill, 1824
Ceratoptera ehrenbergi
Müller & Henle, 1841
(errore ortografico)
Ceratoptera ehrenbergii
Müller & Henle, 1841
Ceratoptera johnii
Müller & Henle, 1841
Ceratoptera orissa Lloyd, 1908
Diabolicthys elliotti Holmes, 1856
Diabolichthys elliotti
Holmes, 1856
(errore ortografico)
Manta americana Bancroft, 1829
Manta birostris (Walbaum, 1792)
Manta brevirostris (Walbaum, 1792)
(errore ortografico)
Manta ehrenbergii
(Müller & Henle, 1841)
Manta hamiltoni
(Hamilton & Newman, 1849)
Manta pinchoti Whitley, 1936
Manta raya Baer, 1899
(sinonimo ambiguo)
Raja birostris Walbaum, 1792
Raja diabolus marinus
Bloch & Schneider, 1801
Raja fimbriata Lacepède, 1802
Raja manatia
Bloch & Schneider, 1801
[2][3]

Areale

La manta gigante[4] (Manta birostris sinonimo di Mobula birostris Walbaum, 1792) è un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Myliobatidae.[5]

Distribuzione e habitat

Manta gigante nei pressi di una barriera corallina in Thailandia

È presente in tutti i mari ed oceani della fascia tropicale e temperata. Nell'oceano Atlantico si spingono a nord fino alle coste del New Jersey e nei pressi dello Stretto di Gibilterra, senza però entrare nel Mediterraneo, a sud sono state rilevate fino all'Uruguay e alle coste del Congo. Sono state osservate in tutte le zone dell'oceano Indiano, e nel Pacifico a nord fino al Giappone e alle coste della California, a sud fino all'isola nord della Nuova Zelanda e alle coste del Cile. Occasionalmente frequenta le barriere coralline.

Descrizione

Manta gigante in Messico

Il corpo della manta gigante è costituito da un disco rosso di forma romboidale largo circa 2,2-2,4 volte la sua lunghezza, con gli apici appuntiti verso le estremità laterali. Il capo è largo quasi un terzo dell'ampiezza del disco, e presenta all'estremità anteriore una bocca molto ampia con ai lati due peculiari appendici dette pinne cefaliche, che durante i pasti vengono tenute aperte per convogliare il cibo, mentre durante il nuoto vengono arrotolate assumendo l'aspetto di corna, da cui il nome latino birostris. Gli occhi sono posti subito dietro alle pinne felici, ai lati del capo. Sul ventre si aprono bilateralmente le cinque fessure branchiali, ampie e munite di un apposito filtro per il plancton[6]. Posteriormente al corpo si diparte una sottile appendice caudale che supera di poco la lunghezza del corpo, sormontata alla base da una minuscola pinna dorsale. Non presenta aculei veleniferi, se non in forma abbozzata[7]. La pelle presenta piccoli denticoli dermici di forma radiale.

La colorazione sul dorso è bruno-nerastra o grigia, abbastanza uniforme con a volte zone o macchie più chiare, mentre sul lato ventrale è bianco lattiginosa ma con presenza di macchie scure che assumono conformazioni diverse in ogni esemplare, tanto da essere utilizzate dagli studiosi per il riconoscimento in una data popolazione. Essendo un condroitto, è dotata di uno scheletro di natura cartilaginea.

Si tratta del gigante della famiglia e di uno dei pesci più grandi in assoluto, raggiungendo un'apertura del disco di 6,7 metri ed un peso superiore alla tonnellata, anche se sono state riportate misure persino superiori, fino a 9 metri di ampiezza[8]. Le maggiori dimensioni ed alcuni particolari nella dentatura e nella colorazione differenziano questa specie dall'affine Manta alfredi, riconosciuta come specie distinta solo nel 2009[9]. Il peso massimo che si sia mai registrato si aggira intorno alle 2 tonnellate, ma mediamente gli individui adulti non superano i 700-800 kg.

Biologia

A differenza di altri raiformi, la manta gigante non frequenta abitualmente il fondale marino. Le sue abitudini sono essenzialmente pelagiche, spingendosi abitualmente anche in mare aperto, isolata o in piccoli gruppi, che possono diventare molto numerosi in casi particolari. Esistono dati che supportano l'ipotesi di migrazioni stagionali effettuate per motivi alimentari[10]. Sono ottimi nuotatori, capaci di compiere anche spettacolari salti fuori dall'acqua, probabilmente nel tentativo di liberarsi di parassiti o remore[11].

Alimentazione

Visione frontale di manta gigante, si osservano le grandi pinne cefaliche

Si ciba principalmente di zooplancton, piccoli animali non autonomi nel muoversi che si lasciano trasportare dalla corrente, che cattura nuotando e convogliando l'acqua verso la bocca, aiutata dalle due pinne cefaliche ampiamente mobili.

Riproduzione

Sono animali ovovivipari in quanto il piccolo, solitamente unico, nasce in seguito alla schiusa dell'uovo nel corpo della madre[12]. Il periodo della riproduzione è generalmente dall'inizio di dicembre alla fine di aprile.

Il corteggiamento in questa specie vede molti maschi seguire una singola femmina per lungo tempo, fino a quando un maschio riesce a prevalere e avviene la fecondazione, di tipo interno[13].

Note

  1. ↑ (EN) Marshall, A., Barreto, R., Carlson, J., Fernando, D., Fordham, S., Francis, M.P., Derrick, D., Herman, K., Jabado, R.W., Liu, K.M., Rigby, C.L. & Romanov, E. (2022), Manta birostris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato l'8 aprile 2024.
  2. ↑ Mobula birostris, su fishbase.de. URL consultato il 3 luglio 2026.
  3. ↑ Mobula birostris, su marinespecies.org. URL consultato il 3 luglio 2026.
  4. ↑ (Regolamento (UE) 2024/897 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 marzo 2024 - G. U. dell’Unione europea del 19.03.2024 Serie L pubblicato sulla G. U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale – n. 38 il 20.05.2024), su gazzettaufficiale.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  5. ↑ (EN) Manta birostris (Walbaum, 1792), in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 21 agosto 2014.
  6. ↑ (EN) Nancy Passarelli, Andrew Piercy, Education Biological Profiles Manta, su flmnh.ufl.edu, Florida Museum of Natural History. URL consultato il 22 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2013).
  7. ↑ (EN) Manta rays facts, su sites.google.com, Project Manta. URL consultato il 22 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).
  8. ↑ (EN) Mark McGrouther, Manta Ray, Manta birostris (Walbaum, 1792), su australianmuseum.net.au, Australian Museum. URL consultato il 22 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).
  9. ↑ (EN) Marshall A D, Compagno L J V, Bennett M B, Redescription of the genus Manta with resurrection of Manta alfredi (Krefft, 1868) (Chondrichthyes; Myliobatoidei; Mobulidae), in Zootaxa, vol. 2301, Magnolia Press, dicembre 2009, pp. 1-28, ISSN 1175-5326.
  10. ↑ (EN) Mantas at a Glance, su MantaTrust. URL consultato il 20 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2013).
  11. ↑ Elisabetta Intini, Pinne per volare, in Focus, Gruner+Jahr/Mondadori S.p.A., 30 luglio 2010. URL consultato il 19 agosto 2014.
  12. ↑ Jahoda M, Eletti M, Diavolo di mare, in Aqua, vol. 42, Editrice Portoria, gennaio 1990, pp. 30-41.
  13. ↑ (EN) Manta Ray (Manta birostris) FAQ, su elasmo-research.org, ReefQuest Centre for Shark Research. URL consultato il 22 agosto 2014.

Altri progetti

Collegamenti esterni

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