Mario Marchese
Mario Marchese (Messina, 8 novembre 1950) è un mafioso e collaboratore di giustizia italiano.[1]
Biografia
Attivo nel panorama criminale messinese dagli anni ’80, inizialmente vicino al boss Gaetano Costa e poi al suo successore Domenico Cavò. Più avanti si ritagliò la sua parte di attività criminali divenendo interlocutore di altri boss messinesi come Luigi Sparacio.
Arrestato più volte per associazione mafiosa ed estorsione, nel 1988 approfittò di una licenza premio per darsi alla latitanza. Nel medesimo periodo divenne reggente del quartiere Giostra, insieme a Luigi Galli[2].
Secondo quanto riportato dai giornali, ha dichiarato alla giustizia che nel 1985 dei suoi conoscenti legati a cosa nostra barcellonese e palermitana gli chiesero, su richiesta del mafioso palermitano Pietro Aglieri (ai tempi numero uno di Cosa Nostra a Palermo), di procurare voti per un politico messinese candidato della Democrazia Cristiana. Uno di loro gli riferì che Aglieri era in stretta amicizia con l’onorevole Merlino, e che era stato quest’ultimo a sollecitare l’intervento di Aglieri per ottenere l’appoggio di persone influenti a Messina[3]. È stato anche uno dei protagonisti della faida di mafia avvenuta a Messina negli anni 90, contro il clan del quartiere Gravitelli con a capo il boss Giorgio Mancuso[4], a seguito dell'omicidio di Domenico Di Blasi, uomo di spicco della vecchia guardia, gregario dell'ormai detenuto Gaetano Costa[5]. Di Marchese si ha notizia nel 93, di alcuni presunti contatti avuti con l'onorevole Dino Madaudo (eletto alla Camera dei deputati nel 92) e con il consigliere comunale ed assessore Giovanni Romeo per questioni legate al voto ed ad aggiustamenti di tornaconti personali[6]. Divenne poi un collaboratore di giustizia[7].
Nel 1992, temendo di essere ucciso, decise di collaborare con la giustizia, diventando uno dei primi boss messinesi pentiti. Nonostante ciò, nel 1995 fu condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Letterio Rizzo (capocosca appartenente alla fazione opposta della mafia messinese degli anni 90). Nel 1997 perse il programma di protezione, ma dal 1998 riprese a collaborare con la Direzione nazionale antimafia fornendo nuove dichiarazioni, dalle quali scaturì l'inchiesta "Witness" contro Michelangelo Alfano e Santo Sfameni[8].
Note
- ↑ TRIBUNALE DI MESSINA Ufficio del giudice per le indagini preliminari, su gazzettaufficiale.it.
- ↑ COLPITA LA ' CAMORRA PELORITANA', su ricerca.repubblica.it.
- ↑ Gotha VII, tra gli arrestati l’ex consigliere di Milazzo Santino Napoli, su messinaora.it.
- ↑ Omicidio Cunsolo. Chiesto dall’accusa il rinvio a giudizio per quattro boss, su tempostretto.it.
- ↑ Mafia e collaboratori di giustizia, una rilettura dell’operazione di polizia più importante dell’anno, su letteraemme.it.
- ↑ Camera dei deputati. Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del deputato Madauro (PDF), su legislature.camera.it.
- ↑ Senato della Repubblica - 369 - Camera dei deputati Cosa Nostra ed i suoi fiancheggiatori a Messina (PDF), su legislature.camera.it.
- ↑ Messina Antiusura Programma di protezione al pentito Mario Marchese Nuccio Anselmo (PDF), su messinaantiusura.it.