Microeledone mangoldi
| Microeledone mangoldi | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Dati insufficienti[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Mollusca |
| Subphylum | Conchifera |
| Classe | Cephalopoda |
| Superordine | Octopodiformes |
| Ordine | Octopoda |
| Sottordine | Incirrata |
| Superfamiglia | Octopodoidea |
| Famiglia | Megaleledonidae |
| Genere | Microeledone |
| Specie | M. mangoldi |
| Nomenclatura binomiale | |
| Microeledone mangoldi Norman, Hochberg & Boucher-Rodoni, 2004 | |
Microeledone mangoldi Norman, Hochberg & Boucher-Rodoni, 2004 è un mollusco cefalopode appartenente alla famiglia Megaleledonidae[2].
Descrizione
M. mangoldi è un piccolo ottopode dalla struttura massiccia con occhi grandi e mantello rotondeggiante ricco di tessuto muscolare. Le braccia sono tutte della stessa lunghezza, robuste e molto brevi, lunghe da 1,6 volte la lunghezza del mantello. La membrana interbrachiale è ampia, ricopre più del 40% della lunghezza delle braccia. Le ventose sono disposte su una sola fila, arrivano all’apice delle braccia e sono assenti le ventose ingrandite. Non è presente la tasca del nero. Nel maschio il terzo braccio destro è trasformato in ectocotile ed è leggermente più breve del corrispondente braccio sinistro. La femmina è ignota dato che l’unico esemplare conosciuto è un maschio. La pelle è liscia, priva di papille o ornamentazioni[3].
Il colore è biancastro con toni rosei, la parte ventrale della mambrana interbrachiale e della base delle braccia è marrone scuro[3].
La lunghezza del mantello raggiunge i 18 mm per una lunghezza totale di 46 mm[3].
Distribuzione e habitat
L’unico esemplare noto proviene dal mar dei Coralli[3] (Nuova Caledonia[4]), dove è stato catturato a circa 1000 metri di fondale[3].
Biologia
Pressoché ignota. Il contenuto stomacale dell’olotipo era composto da policheti, foraminiferi e gasteropodi, la presenza di parassiti tipici dei crostacei implica che anche questi ultimi facciano parte delle pede di M. mangoldi[5]. Il fatto che il tubo digerente sia di color nero lascia ipotizzare che si nutra di organismi bioluminescenti[3].
Conservazione
Nulla si sa sulla consistenza delle popolazioni di M. mangoldi ma il suo habitat di acque profonde fa sì che presumibilmente non sia soggetta a impatti antropici[1].
Note
- 1 2 (EN) Allcock, L. & Allen, Microeledone mangoldi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- ↑ (EN) MolluscaBase eds. (2026), Microeledone mangoldi, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 5 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Jereb e Roper, 2014, pp.149-150
- ↑ Norman et al., 2004, p. 193
- ↑ Norman et al., 2004, pp. 200-201
Bibliografia
- (EN) Jereb P. e Roper C.F.E. (a cura di), Cephalopods of the world. An annotated and illustrated catalogue of cephalopod species known to date. Volume 3. Octopods and Vampire Squids., collana FAO Species Catalogue for Fishery Purposes, vol. 4, n. 3, Roma, FAO, 2014.
- (EN) Norman M.D., Hochberg F.G. e Boucher-Rodoni R., Microeledone mangoldi n. gen. and n. sp., a deep-water pygmy octopus from the Norfolk Ridge, New Caledonia (Cephalopoda : Octopodidae), in Molluscan Research, vol. 24, n. 3, 2004, pp. 193-209, DOI:10.1071/MR04012.
Altri progetti
Collegamenti esterni
- (EN) Microeledone mangoldi, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN, JA, FR, ES) Microeledone mangoldi, su Lista rossa IUCN.
- (EN) Microeledone mangoldi, su WoRMS.
