Mycteroperca rubra

Cernia rossa

Adulto (in alto) e giovane.
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa Bilateria
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
SottoclasseOsteichthyes
SuperordineAcanthopterygii
OrdinePerciformes
SottordinePercoidei
FamigliaSerranidae
GenereMycteroperca
SpecieM.rubra
Nomenclatura binomiale
Mycteroperca rubra
Bloch, 1793
Sinonimi

Cerna macrogenis Sassi, 1846
Epinephelus ruber Bloch, 1793
Mycteroperca scirenga (Rafinesque, 1810)
Serranus armatus Osório, 1893
(sinonimo ambiguo)
Serranus emarginatus Valenciennes, 1843
(sinonimo ambiguo)
Serranus nebulosus Cocco, 1833
(sinonimo ambiguo)
Serranus tinca Cantraine, 1833
(sinonimo ambiguo)
Sparus scirenga Rafinesque, 1810
[2][3]

Giovane in una variante di colorazione più maculata catturato con un Rapala

La cernia rossa[4] (Mycteroperca rubra Bloch, 1793) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Serranidae[5].

Distribuzione e habitat

Il suo areale comprende tutta la fascia tropicale e subtropicale dell'oceano Atlantico orientale, dal Portogallo meridionale all'Angola. Nel mar Mediterraneo, storicamente, è considerata presente solo nelle aree meridionali[1], fino alla Sicilia[6]. A partire dagli anni 2000 la specie ha espanso il suo areale verso nord, colonizzando il mar Ligure e il mar Tirreno[7], lungo le coste italiane e francesi[1], e il mar Adriatico[8][9].

Vive su fondi rocciosi e nelle zone sabbiose intercalate alle rocce; frequenta comunemente relitti e barriere artificiali[1]. Si incontra di solito a profondità comprese tra 15 e 50 m, ma eccezionalmente può scendere fino a 200 m[10]. I giovanili sono più costieri[1].

Descrizione

M. rubra ha corpo slanciato, fusiforme e compresso lateralmente. La bocca è ampia[6], con mandibola inferiore molto prominente che conferisce alla testa una forma appuntita[11]. Superficialmente è molto simile a un membro del genere Epinephelus, da cui si distingue tassonomicamente per la pinna anale munita di 11-12 raggi molli (contro gli 8-9 degli Epinephelus), oltre a tre raggi spinosi[6].

La bocca è armata di denti disposti in tre serie sulla mascella e in due sulla mandibola; gli anteriori sono caniniformi e ben sviluppati, in numero di 4 sulla mascella superiore e 2 in quella inferiore. La pinna dorsale ha 11 raggi spinosi e 15-16 molli. La pinna caudale, convessa nei giovani, diventa concava con lobi appuntiti negli adulti[12].

La livrea dell'adulto presenta un colore di fondo bruno più o meno scuro, talvolta con tonalità violacee[11] o rossastre[12]. Il corpo è costellato di macchie biancastre disposte ordinatamente sulla testa e più irregolarmente sul corpo; queste macchie sono più evidenti nella regione ventrale e nei grandi individui possono diventare poco vistose o mancare del tutto. I giovani hanno alcune linee scure sulla testa che arrivano all'opercolo – compresa una sul bordo superiore della mascella[11] – e una serie di linee orizzontali ondulate sui fianchi accompagnate da piccole macchie scure. Sul peduncolo caudale superiore è presente una macchia nera molto evidente[12].

La taglia massima raggiunge 144 cm e quasi 50 kg di peso, ma comunemente non supera gli 80 cm[10].

Biologia

Comportamento

Spesso caccia distante dal fondo e si incontra in acque libere[11].

Riproduzione

M. rubra è un ermafrodita proterogino: la maturità sessuale viene raggiunta tra i 4 e i 5 anni di età, mentre la transizione da femmina a maschio avviene intorno ai 9 anni[1].

Alimentazione

È carnivora e si nutre di pesci, crostacei e molluschi cefalopodi[13].

Pesca

Viene catturata con reti a strascico e palamiti[6], oltre che da pescatori subacquei. In Europa, data la rarità, la cattura è perlopiù occasionale, come bycatch durante la pesca di altre specie di cernie[1]. Le carni sono cobsiderate ottime[6].

Conservazione

La cernia rossa non è in genere oggetto di pesca specifica e non è soggetta a forte sfruttamento. Le popolazioni non sembrano aver subito particolari declini. Per questi motivi la IUCN classifica la specie come "a rischio minimo"[1].

Note

Bibliografia

Altri progetti

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