Neodapalis

Neodapalis
Immagine di Neodapalis mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
OrdineMugiliformes
FamigliaAmbassidae
Genere†Neodapalis
Specie†N. haraldahnelti

Neodapalis è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente alla famiglia Ambassidae, vissuto nella parte finale del Miocene medio. È noto esclusivamente per una singola specie, Neodapalis haraldahnelti, rinvenuta nei sedimenti lacustri del bacino di Valjevo-Mionica, nella Serbia occidentale. La scoperta di questo taxon rappresenta la testimonianza più recente della presenza degli Ambassidae in Europa e indica che la famiglia sopravvisse almeno per un breve periodo alla Transizione climatica del Miocene medio.[1]

Etimologia

Il nome del genere Neodapalis fa riferimento alla sua affinità con il genere fossile Dapalis, molto diffuso nelle acque dolci e salmastre europee durante il Paleogene e il Miocene inferiore. Il nome specifico haraldahnelti è stato attribuito in onore dell'ittiologo Harald Ahnelt, autore di numerosi studi sugli Ambassidae fossili e descrittore di diverse specie di Dapalis provenienti dall'Oligocene della Serbia.[1]

Descrizione

Neodapalis haraldahnelti era un piccolo pesce dal corpo allungato e relativamente snello, con una lunghezza standard di circa 23,5 millimetri e un'altezza massima del corpo di 6,3 millimetri, raggiunta all'inizio della pinna dorsale. Lo scheletro dell'olotipo è quasi completamente conservato, sebbene molte ossa del cranio risultino danneggiate o incomplete.[1]

Il genere è caratterizzato da una combinazione unica di caratteri anatomici all'interno della famiglia Ambassidae. La colonna vertebrale era composta da venticinque vertebre, delle quali undici addominali e quattordici caudali. La prima pinna dorsale possedeva sette raggi spinosi, mentre la seconda era sostenuta da una spina e undici raggi segmentati. Le pinne ventrali erano formate da una spina e sei raggi molli, una caratteristica sconosciuta negli altri generi della famiglia. Le pinne pettorali erano relativamente sviluppate e comprendevano almeno quattordici raggi. Un'altra caratteristica distintiva era la presenza di tre sopranurali, una condizione osservata tra i fossili solamente in alcune specie di Dapalis, mentre tutti i generi viventi di Ambassidae ne possiedono un numero inferiore. Tutte le spine delle pinne risultavano compartimentalizzate.[1]

Il preopercolo presentava almeno quattro robuste spine distanziate lungo il ramo verticale, progressivamente più piccole verso la regione dorsale, mentre il ramo orizzontale era liscio. Gli otoliti, conservati in situ nell'esemplare tipo, erano relativamente spessi e mostravano un rostro moderatamente allungato, un'ampia estroflessione ortogonale e un solco formato da un ostio corto e da una cauda leggermente più lunga e rettilinea.[1]

Classificazione

Neodapalis appartiene alla famiglia Ambassidae, un gruppo di percomorfi oggi distribuito principalmente nelle regioni tropicali e subtropicali dell'Indo-Pacifico. Il genere venne descritto nel 2026 sulla base di una combinazione di caratteri scheletrici e otolitici che lo distinguono da tutti gli altri membri fossili e viventi della famiglia. Dal punto di vista sistematico, Neodapalis appare strettamente imparentato con il genere fossile Dapalis, molto diversificato tra l'Eocene medio e il Miocene inferiore nelle acque dolci e salmastre dell'Europa centrale e occidentale. Tuttavia, la presenza di undici vertebre addominali, sei raggi nelle pinne ventrali e tre sopranurali lo differenzia da quest'ultimo genere.[1]

Distribuzione e paleoambiente

I resti di Neodapalis haraldahnelti provengono esclusivamente dal torrente Zmajevac, nel bacino di Valjevo-Mionica della Serbia occidentale. I sedimenti appartengono al Sarmaziano, corrispondente al Serravalliano del Miocene medio superiore. L'ambiente di deposizione faceva parte del cosiddetto Sistema Lacustre Serbo, un insieme di laghi isolati che si sviluppò durante il Miocene medio. Le particolari condizioni climatiche relativamente calde e l'isolamento geografico del bacino avrebbero favorito la persistenza di faune d'acqua dolce e salmastra con affinità tropicali, consentendo agli Ambassidae di sopravvivere in Europa anche dopo la Transizione climatica del Miocene medio.[1]

Importanza paleontologica

Prima della descrizione di Neodapalis, tutti gli Ambassidae europei accertati erano conosciuti in depositi compresi tra l'Eocene medio e il Miocene inferiore. La specie più giovane attribuita a Dapalis, Dapalis kuehni, proveniente dal Badeniano dell'Austria, è basata su materiale frammentario e necessita di una revisione tassonomica. Neodapalis haraldahnelti rappresenta pertanto l'ultima testimonianza conosciuta degli Ambassidae in Europa e fornisce importanti informazioni sull'evoluzione e sulla sopravvivenza di questi pesci durante i cambiamenti climatici del Neogene. Inoltre, la presenza di uno scheletro articolato con otolite conservato in situ costituisce una rara opportunità per correlare direttamente caratteri osteologici e morfologia degli otoliti nei pesci fossili.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Bradić-Milinović, Katarina, Schwarzhans, Werner, and He, You. 2026. The last glassfish (Teleostei: Ambassidae: Neodapalis n. gen.) from Europe. Palaeontologia Electronica, 29(2):a22. Last European glassfish palaeo-electronica.org/content/2026/5877-last-european-glassfish