Oligoserranoides

Oligoserranoides
Immagine di Oligoserranoides mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdinePerciformes
Famigliaincertae sedis
Genere†Oligoserranoides
Prokofiev, 2009
Specie
  • †Oligoserranoides budensis (Heckel, 1856)
  • †Oligoserranoides comparabilis (Danil'chenko, 1960)

Oligoserranoides è un genere estinto di pesci ossei con pinne raggiate appartenente ai Perciformes. Visse durante l'Oligocene e i suoi resti fossili sono stati rinvenuti in numerose località dell'antica Paratetide, comprendenti l'Ungheria, i Carpazi, il Caucaso e il Graben dell'Alto Reno.[1]

Descrizione

Oligoserranoides comprendeva piccoli pesci dal corpo relativamente alto, con profondità corporea compresa tra il 21 e il 40% della lunghezza standard. Possedeva un preopercolo dentellato e un opercolo dotato di due spine. Il palatino era privo di denti, mentre erano presenti sette raggi branchiostegi.[1]

La colonna vertebrale era composta da 24 vertebre, di cui dieci addominali. Erano presenti tre ossa predorsali e otto paia di coste pleurali. Le pinne pettorali erano allungate e raggiungevano la regione anteriore della pinna anale; la pinna dorsale era continua e comprendeva da nove a dieci spine seguite da nove-undici raggi molli, mentre la pinna anale possedeva tre spine e otto o nove raggi molli. La pinna caudale era profondamente forcuta e sostenuta da diciassette raggi principali. Il corpo era ricoperto da scaglie ctenoidi.[1]

Classificazione

La specie tipo di Oligoserranoides (Oligoserranoides budensis) venne inizialmente descritta con il nome di Smerdis budensis, venne descritta da Johann Jakob Heckel nel 1856 sulla base di esemplari provenienti dai pressi di Budapest.[2] Successivamente la specie fu assegnata al genere Serranus e considerata appartenente ai Serranidae, interpretazione mantenuta da numerosi autori nel corso del XX secolo.

Studi successivi misero tuttavia in evidenza l'assenza di alcuni caratteri diagnostici tipici dei serranidi, in particolare la mancanza delle tre spine opercolari caratteristiche della famiglia. Nel 2009 Aleksandr Prokofiev istituì quindi il genere Oligoserranoides, designando Smerdis budensis come specie tipo.[3] L'anno seguente Aleksandr Bannikov propose indipendentemente il genere Oliganodon per gli stessi fossili;[4] tuttavia, in base al principio di priorità del Codice internazionale di nomenclatura zoologica,[5] il nome Oligoserranoides ha la precedenza ed è quello universalmente adottato.

Nonostante l'aspetto generale simile a quello dei Serranidae, Oligoserranoides non può essere assegnato con sicurezza ad alcuna famiglia attuale o fossile dei Percoidei. Prokofiev evidenziò alcune somiglianze con il genere attuale Symphysanodon, appartenente ai Symphysanodontidae,[3] mentre Bannikov sottolineò affinità con alcuni membri dei Lutjanidae, come Pinjalo, Parapristipomoides e Aphareus.[4] Studi più recenti hanno inoltre rilevato una notevole somiglianza con i generi attuali Lutjanus e Ocyurus, appartenenti alla superfamiglia Lutjanoidea. Tuttavia, la presenza di un palatino privo di denti distingue nettamente Oligoserranoides dai lutjanidi attuali, rendendo problematica la sua collocazione tassonomica.[1]

Oligoserranoides budensis (Heckel, 1856) è la specie tipo del genere. Il suo olotipo (NHMW 1858/III/25) proviene dai depositi oligocenici dei pressi di Budapest, in Ungheria. Numerosi esemplari attribuiti a questa specie sono stati rinvenuti nei Carpazi esterni della Polonia, nella Repubblica Ceca, in Romania, in Ucraina, nel Caucaso e nel Graben dell'Alto Reno tra Francia e Germania.[6] Le differenze osservate nella forma del corpo, nella dentatura, nella formula predorsale e nel numero delle spine dorsali sono considerate variabilità intraspecifiche.[1]

La specie Oligoserranoides comparabilis fu originariamente descritta come Serranus comparabilis da Danil'chenko nel 1960 sulla base di materiale proveniente dal Caucaso. In seguito venne trasferita al genere Oligoserranoides da Prokofiev.[3] La validità di questa specie, così come quella di altri piccoli perciformi oligocenici della Paratetide, necessita tuttavia di ulteriori revisioni.[1]

Paleoecologia e paleobiogeografia

Oligoserranoides era diffuso nelle acque marine e costiere della Paratetide, il vasto mare epicontinentale che durante l'Oligocene occupava gran parte dell'Europa centrale e orientale. La specie O. budensis è particolarmente abbondante nella Formazione menilitica dei Carpazi polacchi, dove compare dalla parte inferiore dell'Oligocene fino ai livelli superiori della successione. Fossili attribuiti al genere sono noti anche in depositi coevi dell'Ungheria, della Repubblica Ceca, della Romania, dell'Ucraina, del Caucaso e del bacino dell'Alto Reno. La distribuzione geografica del genere indica che questi piccoli perciformi erano ampiamente diffusi nelle faune marine oligoceniche della Paratetide e rappresentavano una componente importante degli ecosistemi costieri e pelagici dell'epoca.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Bienkowska-Wasiluk, M., Pałdyna, M., 2018. Taxonomic revision of the Oligocene percoid fish Oligoserranoides budensis (Heckel, 1856), from the Paratethys and paleobiogeographic comments. Geologica Acta, 16(1), 75-92. DOI: 10.1344/GeologicaActa2018.16.1.5
  2. ↑ Heckel, J., 1856. Beiträge zur Kenntniss der fossilen Fische Österreichs. Denkschriften der Akademie der Wissenschaften, Mathematisch-Naturwissenshaftliche Classe, 11, 187-274.
  3. 1 2 3 Prokofiev, A.M., 2009. Systematics of Oligocene percoids classified as “Serranus budensis”, with the description of new taxa. Aktualny’e Problemy’ Sovremennoj Nauki, 2(46), 199-222.
  4. 1 2 Bannikov, A.F., 2010. Fossil vertebrates of Russia and adjacent countries. Fossil Acanthopterygians Fishes (Teleostei, Acanthopterygii). Moscow, GEOS, 243pp.
  5. ↑ International Code of Zoological Nomenclature (ICZN), 1999. International Commission of Zoological Nomenclature, 4th ed. (Incorporating Declaration 44, amendment of Article 74.7.3, with effect from 31 December 1999 and the Amendment on e-publication, amendment to Articles 8, 9, 10, 21 and 78, with effect from 1 January 2012). [Available at: http://iczn.org/iczn/index.jsp]
  6. ↑ Danil’chenko, P.G., 1960. Bony fishes of the Maikop Deposits of the Caucasus [in Russian]. Trudy Paleontologicheskogo Instituta, Akademii Nauk SSSR, 78, 1-208.