Ospedale Santa Corona
| Azienda ospedaliera "Santa Corona" | |
|---|---|
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| Stato | |
| Località | Pietra Ligure |
| Indirizzo | via XXV Aprile 38 |
| Fondazione | 1923 |
| Posti letto | 418 |
| Patrono | San Nicola di Bari |
| Dir. generale | dott. Michele Orlando |
| Dir. sanitario | dott.ssa Bruna Rebagliati |
| Dir. amministrativo | dott.ssa Laura Lassalaz |
| Sito web | www.asl2.liguria.it/ospedali/ospedale-pietra-ligure.html |

L'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure rappresenta la più grande e importante realtà sanitaria (DEA di 2⁰ livello) del ponente ligure. È gestito da ATS area 2 ex Asl2 (savonese) insieme agli ospedali di Savona, Albenga e di Cairo Montenotte, le cui strutture, insieme, impiegano (giugno 2025) 4267 unità. È inserito dentro una vasta area verde.[2]
Storia
Una storia dalle origini milanesi
Riveste particolare importanza per il ponente Ligure la presenza a Pietra Ligure della più grande struttura ospedaliera da qui al confine di stato denominato ospedale "Santa Corona", facente parte della Asl2 e uno dei maggiori poli ospedalieri della Riviera delle Palme e del territorio ligure. Voluto dal professor Temistocle Della Vedova[3] che acquistò il terreno in data 2 maggio nel 1923, come riportato nell'atto notarile, l'ospedale nacque come colonia climatica della città di Milano, pensato per la cura dei bambini affetti da tubercolosi e patologie reumatiche.
In particolare la sua storia è strettamente legata alla città di Milano e bisogna voltare il tempo all'indietro per conoscere che tutto partì dall'anno 1497, quando fu fondato, insieme a tre nobili lombardi: (Francesco Mantegazza, Roberto Quarterio e Cristoforo Remenulfo) dal frate domenicano Stefano de Seregno[4] (della omonima città) come ente morale per l'assistenza ai poveri e afflitti da malattie contagiose che nel medioevo erano diffusissime a causa delle conoscenze nulle in materia d'igiene. Il nome scelto fu "confraternita di Santa Corona" (dalla corona di spine di Gesù) una società di elemosine per distribuire pane e vino a 72 poveri scelti in città. Con l'aumentare delle prime conoscenze scientifiche, nel 1512 la confraternita aggiunse la distribuzione di medicinali e spezierie per i bisognosi. La sede fu la chiesa milanese di San sepolcro dopo ci fu il trasferimento verso Porta Ticinese, nella basilica di Sant'Eustorgio.

In epoca più moderna quello che rimane dell'opera pia venne aggregata all'ospedale maggiore milanese, anno 1786, sotto la supervisione dell'illustre clinico e benefattore Pietro Moscati.
La scelta della Liguria
Nel 1918 il complesso milanese apre una succursale a Spotorno, presso l'istituto "Merello", gestito dalle suore della carità di Savona, con capacità di accogliere 300 bimbi, struttura costruita verso il 1915, oggi uguale ad allora ma ristrutturata e trasformata in seconde case, visibile sul mare verso Bergeggi, in una zona denominata Maremma, (nel 1943 sarà requisito dalle milizie fasciste della RSI[5] e trasformato in campo di detenzione) ma ricevendo un numero maggiore di richieste riguardo alle sue disponibilità di spazio da parte di bimbi poveri, tubercolotici e prigionieri di guerra austriaci si rese necessaria la ricerca di un'altra zona. Era divisa in reparto profilassi e reparto elioterapia.
Da Spotorno a Pietra Ligure


Nel 1923, come detto all'inizio, la struttura si trasferì a Pietra Ligure in uno spazio di 120 mila mq con 33 costruzioni come "ospedale climatico (marino) per cure elioterapiche" completato dal nome di "Pio Istituto Santa Corona" (come scritto nei documenti dell'epoca).[6] Le realizzazioni e i lavori furono fatti in grande: erano già stati costruiti 40 fabbricati, reparti per la cura dell'elioterapia, allora molto in uso, con capacità di ospitare 350 malati, reparti chirurgici, officina ortopedica (anche per protesi) e vaste terrazze esposte totalmente a Sud.[7] Fu creata davanti al complesso una spiaggia privata con spazio per 2000 bimbi in cura, reparti lavanderie, padiglione ristorante per il personale medico-infermieristico e per addetti alle manutenzioni. La qualità del cibo con forno per il pane, cotto in struttura, era molto rinomato.

Nel 1925 avviene la svolta trasformandola da colonia con struttura sanitaria a ospedale vero e proprio dotato di reparto chirurgico. Furono assunti anche medici ortopedici all'epoca dai nomi molto prestigiosi.[8]
Nel 1930 venne chiamato a dirigere la divisione ortopedica l'illustre clinico prof. Raffaele Zanoli (1897-1971)[9], proveniente dall'istituto Rizzoli di Bologna.
Il 5 maggio 1931, per suggellare il legame con la milanesità della gestione proprietaria, venne in visita il podestà di Milano, Marcello Visconti di Modrone.[10][11]
La chiesa ospedaliera con il cinema sotterraneo

Nel 1934 fu inaugurata la chiesa interna, su progetto dell'architetto milanese Paolo Mezzanotte, dedicata a San Carlo Borromeo e Sant'Ambrogio la cui prima pietra (19 aprile 1933) fu inaugurata dal cardinale milanese Alfredo Ildefonso Schuster che somministrò la cresima a 130 giovani, coadiuvato dal vescovo di Albenga monsignor Angelo Cambiaso. Fu persino nel sotterraneo creata una sala cinema.


All'interno vi è un quadro dedicato (2024) alla romana Vera Grita (1923-1969), trasferitasi a Savona come maestra, salesiana laica, candidata alla beatificazione. Morì in questo ospedale dove era ricoverata da sei mesi.[12][13] L'unicità di questa chiesa era costituita dal fatto che era inserita nella diocesi lombarda sino al 1964 (si celebrava col rito ambrosiano). Fu solo dal 3 gennaio 1965 inglobata nella diocesi «di Albenga» da monsignor Gilberto Baroni che vi ripristinò il rito romano, che dal 1973 (grazie al successore, il vescovo Piazza)[14], aggiungerà «di Albenga-Imperia», con l'approvazione di Papa Paolo VI, che ben conosceva la struttura essendo venuto in questo ospedale in visita pastorale diverse volte come arcivescovo di Milano.

Nel 1936 tutti gli edifici furono completati. Oggi purtroppo sono abbandonati, in pessimo stato, con urgente attesa di un totale ammodernamento.

Terminati i padiglioni 17 e 18, fu creata nel 1932 una casa per le suore della Carità che saranno famose per la perfetta gestione del complesso ospedaliero.[15] Dalle sette iniziali passeranno a oltre 70 negli anni attorno il 1950.

Sara Dana (1927-1944), deportata ad Auschwitz

Un capitolo importantissimo nella storia dell'ospedale è stato scritto dalle coraggiose suore che avevano svolto un'azione eroica nel cercare di contrastare le folli azioni nazifasciste nella loro ossessione della caccia agli ebrei. In particolare oltre la giovane staffetta pietrese Paolo Pesce, il medico Mangiarotti, con altri colleghi e infermieri/e, le suore Ardoina, Artemisia, che "inventò" un reparto fantasma il mitico reparto 22 che ospitò partigiani e perseguitati, coadiuvata da suor Giacinta Operti e soprattutto suor Carla De Noni[16].

Quest'ultima, membro del "Servizio X"[17], organo d'intelligence per la resistenza fu mitragliata da aerei USA mentre era su un treno nel monregalese[18]. Sopravvisse, ma la sua mascella deformata guarì senza intervento dopo le preghiere delle consorelle a don Filippo Rinaldi, successore di don Bosco. Molti anni dopo (1990), sarà Giovanni Paolo II a beatificarlo con lei presente.
L'ospedale fu un sicuro punto di riferimento per le cure. Ma purtroppo non per tutti. Pietra Ligure fu colpita dalle persecuzioni antiebraiche, essendo anche vicina ad Albenga, ove c'era la sede della Feldgendarmerie nazista e delle Brigate Nere[19], con l'arresto il 29 dicembre 1943 di Sara Dana (1927-1944)[20], una ragazzina ebrea milanese che era ricoverata per cure all'ospedale Santa Corona. Residente a Milano, in via Casella 41, non aveva mai visto il mare. Probabile che, ingenuamente, una cartolina timbrata mandata dall'ospedale, a casa dalla madre e la sorellina Estrea (nata nel 1929)[21] l'abbia tradita. Si sospetta che sia stata la portinaia dello stabile ad avere avvertito i comandi tedeschi e fascisti della presenza della giovane all'ospedale ligure. Vi era all'epoca una certa "concorrenza", nella zona rivierasca, fra la Gestapo (agenti in abiti civili) che aveva usato metodi falsamente più gentili per cercare di carpire più informazioni possibili e le SS dai modi più bruschi e spietati. Infatti spesso, questi ultimi, entrarono con i militari armati nei reparti a rovistare le cartelle, sfondare le porte se tenute chiuse e ovviamente minacciare chiunque che sarebbe passato per le armi. Si inventò per questo che molti erano in isolamento, devastati dalla tubercolosi, descritta, per difendersi tutti, ancora in forma più grave di come fosse, una specie di peste nera.[22] Purtroppo la giovane Sara fu presa dai militari nazisti, portata al comando, imbarcata sui numerosi treni merci che partivano sempre ogni due giorni circa per i campi di sterminio[23]. Morirà ad Auschwitz, come testimoniato dai documenti d'arrivo.

Nel periodo del dopoguerra i padiglioni "Elio" e 17 furono preparati per la cura dei mutilati e invalidi reduci dalla guerra.

Nel 1949 fu aggiunto il padiglione Isolamento (malattie infettive) e quello per la polio in anni in cui il virus era molto diffuso (anche negli Stati Uniti) e i cui sopravvissuti erano mantenuti in vita con l'ausilio dei polmoni d'acciaio.

Nel 1952 fu aperta la divisione tubercolosi. Nel 1930 divenne primario ortopedico Girolamo Raffaele Zanoli (1897-1971), dal 1923 assistente presso il Rizzoli di Bologna nel quale ritornò nel 1953 fino al 1967, data del suo pensionamento. Un altro medico profondamente legato alla storia di questo ospedale fu Angelo Spotorno (1909-1997)[24], medico ortopedico, in forza al Santa Corona dal 1939 al 1975 che rinunciò al servizio presso l'istituto Rizzoli per restare qui. È stata posta, nel 2003, una targa commemorativa all'ingresso del padiglione 17.

Collaborazioni con i grandi clinici dell'epoca
L'amministrazione milanese del Pio Istituto Santa Corona incrementò il livello d'assistenza con convenzioni con altri ospedali. Guidato dal Prof. Alberto Rocca, nel 1952, si decise l'anno seguente di collaborare con la divisione urologica delle Molinette di Torino col prof. Carlo Chiaudano[25] che fondò il primo centro italiano della tubercolosi genito-urinaria[26] qui a Pietra Ligure dove, nel 1965, erano ricoverati oltre 350 pazienti affetti da questa patologia, allora molto frequente. Nel 1966 Chiaudano lasciò per limiti d'età il reparto. Dal 1955 questo ospedale fu classificato di "alto livello" sia per i numerosi incontri scientifici sia perché molti direttori di cattedre universitarie vi svolgevano attività di consulenza come il ginecologo Giuseppe Delle Piane (1893-1971) e per la cardiochirurgia Achille Mario Dogliotti (operò anche in questo ospedale negli anni 1961-1964). Furono organizzati servizi sociali per lungodegenti per qualificarli dattilografi o rilegatori. Le donne seguivano, secondo le modalità dell'epoca, i corsi di taglio e cucito. Il Santa Corona inoltre fu tra i primi ospedali ad allestire aule scolastiche per piccoli pazienti.[27] Prima le elementari (nel 1949) poi le medie (nel 1954). Agli inizi degli anni 60 risultavano 650 bimbi ricoverati iscritti alle scuole elementari. La convenzione con l'università di Torino per le patologie ossee, campo d'elezione del Santa Corona si era avvalso di grandi medici come il prof. Giuseppe Rinonapoli (1950) e Raffaele Zanoli. Dal 1958 arrivò Francesco Roasenda e Luigi Morasca.
Nel 1961 iniziò la convenzione con l'università di Genova per le malattie vascolari con Edmondo Malan e Nicola Zinicola. L'anestesista che introdusse la tecnica di Dogliotti, l'anestesia peridurale fu il prof. Aldo Busca arrivato nel 1967 a Pietra Ligure. Con l'università di Padova si fece la convenzione per la chirurgia plastica per le piaghe da decubito dei lungodegenti. I medici furono Giovanni Dogo e Achille Gasparotto. Per le forme tubercolari non ortopediche c'era la supervisione del primario Ranunzio Scotti Douglas anche per la meningite tubercolare pediatrica.
Nel 1964 ci fu l'inaugurazione del palazzo sede del reparto "Negri",[28] finanziato per volontà testamentaria dal cavaliere Mario Negri, lo stesso dell'istituto milanese affidato poi alla direzione del professor Silvio Garattini.
Con l'università di Firenze si affrontò, dal 1968, la cura della scoliosi col prof. Lorenzo Scaglietti e Alberto Ponte.
Nel 1975 l'amministrazione milanese iniziò un disinteresse per l'ospedale, dal 1978 iniziò una ondata di vertenze del personale preoccupato per il futuro. Si usarono pure, per le riunioni sindacali, i locali del cinema sotto la chiesa, oggi in stato di abbandono. Il pronto soccorso sino al confine francese (esclusi quelli di Genova ben più lontani) era l'unico, a quel tempo per l'intero ponente, attivo H. 24 con il grave problema organizzativo che il vero ospedale attrezzato era questo, il Ruffini di Finale o quello che ora è la vecchia sede ospedaliera di Albenga o anche il Marino Piemontese (ora totalmente abbandonato e in rovina) di Loano erano inadeguati per i casi gravi lasciando scoperta la zona del ponente ligure.[29]
Le altre strutture lombarde "Santa Corona"
Esistono anche altre strutture, in Lombardia che, seppure derivate originariamente dalla medesima fondazione e quindi dalla stessa matrice e dagli stessi ideali, il Pio Istituto Santa Corona milanese, nulla avevano a che fare con la realtà pietrese dal punto di vista strettamente gestionale. La prima è a Garbagnate Milanese, vicino al "Parco delle Groane" (20 km. da Milano): fu costruito nel 1910 una struttura immersa in un parco di 24 mila mq. utilizzato soprattutto dal 1924 come sanatorio[30] per malati di tubercolosi, sanatorio intitolato dal 1946 al medico-eroe, deportato dai nazifascisti, Guido Salvini[31] (1874-1946, salvò molti partigiani), utilizzato poi come ospedale e intitolato Azienda Santa Corona, nome per cui era conosciuto sino al 2015. Sorge accanto al nuovo ospedale cittadino di viale Forlanini (intitolato al medico eroe sopracitato) inaugurato nel 2014[32]. La seconda struttura si trova in provincia di Brescia, a Gardone Riviera, frazione Fasano, (dista 750 mt. dal suo comune), misura 6.200 mq. ed è immersa in un parco di 9 mila mq. fronte lago, si trattava di una sussidiaria dell'opera milanese, denominata Santa Corona, dal 1965 dedicato alle cure dei cardiopatici, passato in seguito, nel 1978 agli Spedali di Brescia e chiuso dal 24 novembre 2004 (data del terremoto di Salò).[33][34]
Epoca moderna
Nel 1967 entrò a fare parte della divisione ortopedica come assistente il savonese dottor Lorenzo Spotorno (1936-2009), divenuto primario nel 1981 e negli anni dal 1987 al 2000 a capo della divisione ortopedica. Inventore, con brevetti, di varie soluzioni protesiche d'avanguardia, collaboratore della Protek di Berna, della Howmedica e della CLS protesica (anni 1980-85) insieme al prof. Erwin Morscher[35] (1930-2008) di Basilea, aveva al suo attivo, nell'arco della sua attività professionale, 15.190 interventi in sala operatoria. Docente universitario esterno, oltre gli impegni fuori Italia, organizzava presso il "suo" ospedale corsi di formazione e aggiornamento formando molti allievi che hanno arricchito la scuola medica ortopedica italiana, come Guido Grappiolo[36], dirigente medico con collaborazioni esterne di questo ospedale dal 1990.[37]
Il 3 novembre 1978 è l'anno in cui questo complesso ospedaliero entrò a fare parte del sistema sanitario della regione Liguria, dalla originaria "S.A.U.B.", in "U.S.L." e da agosto 1993 in "A.S.L.". Da quella data ogni legame con la Lombardia fu tagliato. Dal 1 luglio 1986 iniziò il settore neurochirurgico[38], sviluppato anche per fronteggiare i gravi casi di incidenti stradali. È inoltre affiancato dalla struttura di neuroscienze Elio Tartarini che fu primario neurochirurgo al Galliera di Genova dal 1969 fino alla sua scomparsa nel 1985.[39]
Nel 1999 fu aggiunta la nuova struttura ospitante "l'Unità Spinale unipolare" con piscine attrezzate per le riabilitazioni.[40]

Reparto cucine
Il Santa Corona, per i vasti spazi a disposizione, era l'unico ospedale ligure ad avere cucine autonome, ristrutturate nel 1991, in cui erano (negli anni '70 del XX Secolo) impiegati 62 addetti passati a 30 nel 2010 sino ai 9 rimasti nel 2021. Da questa data, per questioni di bilancio[41], la direzione voleva affidare la preparazione dei pasti a una società veneta che aveva eventualmente in programma la futura costruzione di un capannone attrezzato per la ristorazione (anche per le diverse diete medicalmente prescritte) a Perti, zona industriale del finalese.[42] Ma esistendo un contenzioso fatto da un concorrente, il servizio è svolto attualmente da quest'ultima impresa, una cooperativa emiliana con sedi a Savona e Genova. La mensa da lunedì a venerdì è aperta anche agli studenti dell’Università degli Studi di Genova iscritti ai corsi di Scienze Infermieristiche e fisioterapiche.
Esoscopio
Il 30 gennaio 2025 è stato presentato il nuovo esoscopio[43] Karl Storz 3D 4K donato dalla fondazione savonese "De Mari" (della locale banca Carisa) per il reparto di neurochirurgia[44]
Dati sul pronto soccorso
La struttura di pronto soccorso, ogni anno accoglie circa 45 mila persone infortunate, così suddivise (dati dell'ospedale):
- 6% in codice rosso
- 25% in codice arancione
- 44% in codice azzurro
- 22% in codice verde
- 3% in codice bianco.
I dati fanno parte della nuova ristrutturazione sistematica avvenuta nel 2024 presentando la nuova sala dei codici rossi.[45]
Futuri sviluppi
Sono previsti prossimamente grandi investimenti per l'ammodernamento dei reparti con la costruzione di nuovi padiglioni sostituendo i vecchi che saranno demoliti per una capacità iniziale di 367 posti letto per i pazienti. Si inizierà con il "primo chirurgico" e la piastra dei servizi (laboratori analisi, prelievi) che porteranno per il completamento a 202 milioni 276 200 euro. A questa cifra si aggiungono 36 milioni 617 963 per arredi e attrezzature specialistiche di ultima generazione raggiungendo la cifra finale, sempre in euro, di 239 milioni 344 163.[46]
Nel complesso l'Asl2 savonese, in accordo con la regione, ha accolto favorevolmente il primo piano di investimenti da oltre 200 milioni di Euro riguardanti il progetto che durerà 11 anni e che porterà ad una capacità totale di 418 letti.[47][48]
Il pilota e paziente Robert Kubica
Nel 2011 fu ricoverato (per ben 76 giorni)[49] nella struttura del pronto soccorso e chirurgia d'urgenza, guidata dal 2005 al 2017 dal primario Walter Cataldi[50], il pilota polacco di formula uno e di rally Robert Kubica reduce da un grave scontro (6 febbraio) verso Testico durante il rally Le Ronde, nella zona di Andora, mentre si trovava alla guida della vettura da competizione Škoda Fabia S2000 sbattendo violentemente contro il guard-rail.[51] Fu dimesso il 23 aprile 2011.
Volontariato
All'interno dell'ospedale esiste la sede dell' A.V.O.[52] (Associazione volontari ospedalieri), fondata a Milano nel 1975 dal Professor Erminio Longhini (1928-2016), premiato dal Presidente Ciampi per la sanità pubblica[53], medico lombardo.[54]
Strutture
- Allergologia
- Anatomia patologica
- Anestesia e Rianimazione Ponente
- Angiografia interventistica
- Cardiologia e UTIC Ponente
- Centro disturbi dell'alimentazione - Servizio psichiatrico di cura e riabilitazione (CDA-SPCR)
- Chirurgia Generale a indirizzo endocrino metabolico
- Chirurgia Plastica
- Chirurgia protesica
- Chirurgia vascolare
- Chirurgia vertebrale
- Colonscopia
- Endoscopia digestiva
- Fisica sanitaria
- Gastroenterologia
- Ginecologia e Ostetricia P.O. Ponente
- Laboratorio di Patologia Clinica
- Malattie del sangue e degli organi emolinfopoietici
- Medicina Interna Ponente
- Medicina Nucleare
- Medicina Trasfusionale e Immunoematologia
- Microbiologia
- Neurochirurgia
- Neurologia Ponente
- Neuroradiologia
- Oncologia
- Ortopedia e Traumatologia Ponente
- Otorinolaringoiatria
- Pediatria e Neonatologia - Savona - Pietra Ligure
- Pneumologia
- Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Ponente
- Psicologia clinica
- Radiologia Ponente
- Recupero e rieducazione funzionale
- Rete delle cure palliative
- Servizio prevenzione e protezione
- Unità spinale e riabilitazione
- Urologia
Collegamenti
Situato sulla via Aurelia, dista 750 mt. dalla stazione ferroviaria pietrese[55]; 2,4 km dal casello autostradale pietrese; 20 km percorrendo l'autostrada verso il nuovo ospedale di Albenga (13 km. se si percorre la via Aurelia) e 39 km da quello di Savona.
Note
- ↑ Elisoccorso Liguria: la base di Albenga si prepara alla partenza del servizio per l’11 luglio, su elicotteriweb.it, 6 luglio 2020.
- ↑ Redazione Corsara, Progetti: 70 futuri "architetti del verde" oggi in visita al Santa Corona, su albengacorsara.it, 27 febbraio 2019.
- ↑ Storia del MIOS, le origini, su fondazione.it.
- ↑ Fra Stefano da Seregno, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Immagine dell'Istituto Merello nel comune di Bergeggi (Savona). A partire dal dicembre del 1943 l'edificio diventa sede di un campo di concentramento provinciale della Repubblica sociale italiana., su campifascisti.it.
- ↑ Sandro Biasioli, Ospedali d'Italia: la loro storia dal medioevo a oggi: Pietra Ligure Istituti ospedalieri "Santa Corona", su ospedaliditalialalorostoriadalmedioevoadoggi.it.
- ↑ Ospedali Santa Corona. Prima metà XX secolo, seconda metà XX secolo, su catalogo.beniculturali.it, 2017.
- ↑ L'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, su patrimonio.archivioluce.com, 5 maggio1931.
- ↑ Biografia prof. Raffaele Zanoli, medico ortopedico (PDF), su archiviostorico.unibo.it.
- ↑ Il podestà di Milano Marcello Visconti di Modrone viene in visita a Pietra Ligure, 5 maggio 1931, su patrimonio.archivioluce.com.
- ↑ Regime per il popolo. Nel sole e nel mare di Pietra Ligure fioriscono e si rinforzano le schiere dei bimbi della Colonia dell'Istituto di Santa Corona (filmati), su patrimonio.archivioluce.com, luglio 1933.
- ↑ La maestra Vera Grita verso la beatificazione, su chiesasavona.it.
- ↑ Collocato un quadro della "Serva di Dio" Vera Grita presso l’Ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure, su infoans.org, 15 maggio 2024.
- ↑ Mezzo secolo fa «nasceva» la diocesi Albenga-Imperia con Paolo VI., su trucioli.it, num. 19, 28 dicembre 2023.
- ↑ Ugo Folco, Le suore della Carità del Santa Corona di Pietra Ligure (PDF), su parrocchiasannicolo.it, ristampa 2006.
- ↑ Suor Carla De Noni, la spia dei servizi segreti partigiani, su salesianipiemonte.info, 20 Marzo 2019.
- ↑ Laura Simeoni, Suor Carla, staffetta partigiana e 007 per gli inglesi nel "Servizio X", su ilgazzettino.it, 18 novembre 2018.
- ↑ Massimiliano Nerozzi, Suor Carla De Noni, la spia dei servizi segreti partigiani, su torino.corriere.it, 18 marzo 2019.
- ↑ Ad Albenga vi fu la strage dei Martiri della Foce
- ↑ Sara Dana. Un racconto dalle carte del Fondo EGELI, su asisp.intesasanpaolo.com, 7 marzo 2024.
- ↑ Estrea Dana, nata nel 1929, su digital-library.cdec.it.
- ↑ Fonte: Daniele La Corte, "Resistenza Velata"-"L'agente segreto suor Carla De Noni". (2018, Fusta edit.)
- ↑ Alberto Caminiti, Le suore partigiane, su ilpostalista.it, 26 giugno 2019.
- ↑ Redazione, Sabato l'intitolazione al dottor Angelo Spotorno della piazzetta davanti alla sua abitazione, su ivg.it, 6 settembre 2018.
- ↑ Giovanni Muto: L'urologia Ospedaliera Torinese (sul prof. Carlo Chiaudano), su tumblr.com.
- ↑ Tubercolosi extra polmonare, su msdmanuals.com.
- ↑ Ovviamente anche per quelli costretti a letto vi era un insegnante.
- ↑ "L’addio al Prof. Giorgio Marenco, gastroenterologo al reparto "Mario Negri": «Ora curerà i suoi pazienti da lassù»., su ivg.it, 14 gennaio 2017.
- ↑ Fonte: "Storia del Santa Corona a Pietra Ligure (microstoria della città di Santa Corona nel paese di Pietra Ligure)", anno 2006, a cura di Carlo Baiotti, Armando Inchingolo, Ugo Folco, Ernesto Ivaldo, Ferdinando Gatti, Giancarlo Roncelli, Vittorio Genta, Giordano Sanfelici. (Libro fuori commercio con molte foto, carte, documenti).
- ↑ Ospedale Santa Corona, su urbexstory.com, 29 ago 2020.
- ↑ L'ex sanatorio Guido Salvini di Garbagnate Milanese (PDF), su guidosalvini.it.
- ↑ Sanatorio: Ospedale Santa Corona di Garbagnate Milanese MI, su cameraobscura.blog, 17 luglio 2019.
- ↑ Sanatorio "Santa Corona" Fasano, Gardone Riviera, su fondoambiente.it.
- ↑ Simone Bottura, Ex Santa Corona, simbolo di una sanità che ha tagliato tutto, su gardapost.it, 18 marzo 2020.
- ↑ (EN) Erwin W. Morscher, MD 1930-2008, su journals.lww.com.
- ↑ Medico ortopedico Guido Grappiolo, su fondazione.it.
- ↑ Lorenzo Spotorno (1936-2009), biografia, opere, interventi, su fondazione.it.
- ↑ Un mare di storia sull'onda dei ricordi, su fondazione.it.
- ↑ Biblioteca medica Mario Segale, su langololigure.it.
- ↑ Redazionale, L’Unità Spinale di Pietra Ligure compie 23 anni e “si regala” un esoscheletro di ultima generazione, su asl2.liguria.it, 3 giugno 2022.
- ↑ Regione Liguria, per azienda "S. Corona" il totale dell’appalto (IVA esclusa, al 2020) ammontava a 26 529 114 € da bando pubblicato.
- ↑ Silvia Andreetto, Il Santa Corona aveva ottime cucine. Con i privati di rinuncia a un'eccellenza, su omceosv.it, 7 novembre 2021.
- ↑ Permette al chirurgo di visualizzare i più piccoli dettagli del campo operatorio su un grosso monitor in alta definizione senza perdite di risoluzione dell’immagine.
- ↑ All’Ospedale Santa Corona presentato il nuovo esoscopio 3D 4K donato dalla fondazione De Mari, su fondazionedemari.it, 30 gennaio 2025.
- ↑ Massimiliano Rambaldi, Al Santa Corona la rivoluzione del pronto soccorso con la nuova sala dei codici rossi., su lastampa.it, 5 dicembre 2024.
- ↑ Redazione, Monoblocco del Santa Corona, Asl 2 affida a Ire lo studio di fattibilità, su ivg.it, 19 ottobre 2023.
- ↑ Santa Corona, giù tre padiglioni: via libera al nuovo monoblocco (rassegna stampa), su omceosv.it, 3 settembre 2023.
- ↑ Redazione, Liguria, sanità: oltre 244 milioni per il nuovo 'Santa Corona' di Pietra Ligure, su telenord.it, 29 novembre 2025.
- ↑ Il Santa Corona chiede il conto per Kubica, su italiaracing.net, 30 aprile 2011.
- ↑ Da direttore del Pronto a medico sulle navi, Cataldi va in pensione, su lastampa.it, 7 febbraio 2017.
- ↑ Redazione, Robert Kubica, il primario del Pronto Soccorso del Santa Corona: “L’organizzazione del Trauma Center ha fatto la differenza", su ivg.it, 17 Settembre 2012.
- ↑ A.V.O., chi siamo, su federavo.it.
- ↑ Cerimonia di consegna delle Medaglie d'Oro "al Merito della Sanità Pubblica" - anno 2004 - in occasione della Giornata Mondiale della Sanità, su archivio.quirinale.it, 7 aprile 2004.
- ↑ Ricordo di Erminio Longhini, medico, fondatore dell'A.V.O., su focolare.org, 5 dicembre 2016.
- ↑ Esattamente 2,9 km da quella di Loano
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Ospedale Santa Corona - Pietra Ligure, su asl2.liguria.it.
