Paralychnophora

Paralychnophora
Paralychnophora harleyi
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaVernonioideae
TribùVernonieae
SottotribùLychnophorinae
Genere Paralychnophora
MacLeish], 1984
Classificazione Cronquist
taxon non contemplato
Specie
(Vedi testo)

Paralychnophora MacLeish], 1984 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dal botanico Nanda F.Fleming MacLeish (1953-) nella pubblicazione "Taxon; Official News Bulletin of the International Society for Plant Taxonomy. Utrecht" (Taxon 33(1): 106) del 1984.[3]

Descrizione

Le specie di questa voce sono delle piante con cicli biologici perenni con habitus variabile dal tipo piccolo-arboreo ad arboreo completo. I fusti sono moderatamente ramificati. L'indumento è tomentoso (da vellutato a lanoso) per tricomi rigonfi di tipo stellato da 3 a 5 braccia. Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.[4][5][6][7][8][9]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno sia sessili che picciolate con guaine semi-amplessicauli. La forma è intera e per lo più lanceolata con apici acuti e base attenuata. I margini sono interi, piatti o revoluti. La consistenza è coriacea e scolorita. Le venature sono pennate o disposte in modo sublongitudinale. In alcune specie la pagina fogliare adassiale è ricoperta di bolle e vesciche e quella abassiale è di tipo tomentoso.

Le infiorescenze, ascellari, sono formate da capolini peduncolati sincefali (involucri di secondo ordine) solitari. I capolini, sessili, sono composti da un involucro cilindrico o campanulato (raramente ovoidale) formato da diverse brattee debolmente embricate su 4 - 5 serie che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Le brattee sono decidue o raramente persistenti; sono inoltre pubescenti. Il ricettacolo normalmente è fimbriato, raramente è nudo (senza pagliette).

I fiori, da 2 a 26 per capolino, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi (raramente possono essere zigomorfi).

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: le corolle sono formate da un lungo tubo terminante in 5 lobi; il colore varia da porpora a biancastro; la superficie è pubescente.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[4] Le antere, sagittate e sprovviste di ghiandole, sono speronate; le appendici apicali in genere sono glabre e indurite. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro), echinato (con punte) e non "lophato".[11]
  • Gineceo: Lo stilo è filiforme e privo di nodi. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti con la superficie stigmatica posizionata internamente (vicino alla base). La pubescenza è del tipo a spazzola con peli appuntiti.[12] L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, a forma più o meno prismatica, hanno diverse coste con la superficie glabra. All'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato; raramente è presente il tessuto tipo fitomelanina. Il carpopodium (carpoforo) è prominente o poco appariscente. Il pappo, biseriato (o triseriato), è formato da setole dritte o contorte; la serie esterna è più corta della serie interna.

Biologia

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

La distribuzione delle piante di questa voce è relativa al Brasile.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[10] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][7][8]

Filogenesi

Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Lychnophorinae descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl.. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo.[15] Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Muovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Lychnophorinae appartengono al clade relativo all'America.[16]

La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:[7]

  • le infiorescenze raramente sono spicate (a forma di spiga)
  • i capolini in genere sono grandi
  • le corolle sono prive di ghiandole stipitate
  • il polline non è "lophato"
  • negli acheni sono sempre presenti i rafidi di tipo subquadrato

In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Lychnophorinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[8] Nell'ambito della tribù, la sottotribù Lychnophorinae occupa, da un punto di vista filogenetico, una posizione vicina al "core" (si è evoluta tardivamente rispetto alle altre sottotribù) ed è vicina alle sottotribù Vernoninae e Chrestinae.[16] Questo genere monofiletico è fortemente imparentato alle specie dei generi Eremanthus e Lychnophora (le specie di questo genere in passato erano descritte all'interno del genere Eremanthus Less.). Nella filogenesi della sottotribù si trova in una posizione centrale e con la specie Maschalostachys markgravii forma un "gruppo fratello".[9]

I caratteri distintivi per le specie di questo genere ( Paralychnophora) sono:[9]

  • le guaine fogliari sono semi-amplessicauli
  • l'indumento è formato da tricomi a 3 - 5 braccia
  • le infiorescenze sono lungamente peduncolate ascellari di secondo ordine (sincefalia)
  • gli acheni sono prismatici, glabri e con un pappo bi-tri-seriato

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 36 e 38.[9]

Specie

Questo genere comprende 6 specie:[2]

  • Paralychnophora atkinsiae D.J.N.Hind
  • Paralychnophora bicolor (DC.) MacLeish
  • Paralychnophora glaziouana Loeuille
  • Paralychnophora harleyi (H.Rob.) D.J.N.Hind
  • Paralychnophora patriciana D.J.N.Hind
  • Paralychnophora reflexoauriculata (G.M.Barroso) MacLeish}

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Sphaerophora Sch.Bip.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 4 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 novembre 2021.
  3. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 novembre 2021.
  4. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 161.
  8. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 451.
  9. 1 2 3 4 Loeuille et al. 2019, pag. 85.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  13. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ↑ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 marzo 2021.
  15. ↑ Susanna et al. 2020.
  16. 1 2 Siniscalchi et al. 2019.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni