Phoenicolepis

Phoenicolepis
Immagine di Phoenicolepis mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
Ordine†Pattersonichthyiformes
Famiglia†Pattersonichthyidae
Genere†Phoenicolepis
Specie†P. arcuatus
Nomenclatura binomiale
Phoenicolepis arcuatus
Gaudant, 1978

Phoenicolepis è un genere di pesci ossei estinto, appartenente ai teleostei. Visse nel Cretaceo superiore (Cenomaniano, circa 95 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Libano. L'unica specie nota è Phoenicolepis arcuatus.

Descrizione

Questo pesce era di piccole dimensioni e non superava generalmente i 5 centimetri di lunghezza. Possedeva un corpo tozzo, una testa corta e profonda e terminante in un muso arrotondato. Le orbite erano grandi, mentre l'apertura boccale era allungata. Phoenicolepis era caratterizzato da una pinna dorsale molto particolare, che iniziava poco prima della metà del corpo ed era molto stretta, ma i raggi che la sostenevano erano allungatissimi; l'eccezionale allungamento della pinna dorsale si riscontrava, in misura lievemente minore, anche nella pinna anale (posta in posizione più arretrata) e nelle pinne ventrali, molto avanzate. Le pinne pettorali erano più piccole. La pinna caudale era invece poco biforcuta e di dimensioni medie.[1]

Classificazione

La specie Phoenicolepis arcuatus venne descritta nel 1978 da Mireille Gaudant nell'ambito di uno studio riguardante alcuni pesci teleostei di piccole dimensioni del Cretaceo superiore del Libano. In particolare, Phoenicolepis è stato attribuito al piccolo ordine dei Pattersonichthyiformes, vicini agli attuali Polymixiiformes e comprendente altri generi come Pattersonichthys e Humilichthys.[1]

Note

  1. 1 2 Gaudant M. 1978. Recherches sur l'anatomie, la systématique et la phylogénie des Cténothrissiformes et des Pattersonichthyiformes (Poissons téléostéens) du Cénomanien du Liban. Mém. Mus. nat. Hist. nat., Paris, nouv. sér. C, Sc. de la Terre, T. XLI