Polizelo
| Polizelo | |
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| Tiranno di Gela | |
| In carica | 478 a.C. – ? (entro il 467 a.C.) |
| Predecessore | Gerone I |
| Successore | Democrazia |
| Onorificenze | Vittoria ai giochi pitici del 474 a.C. |
| Dinastia | Dinomenidi |
| Padre | Dinomene di Gela |
| Consorte | Damarete |
Polizelo (in greco antico Πολύζηλος?; V sec. a.C. – ...) fu tiranno di Gela dal 478 a.C. fino alla morte. Era figlio di Dinomene il Vecchio e fratello minore dei due dinomenidi Gelone e Gerone I, tiranni di Gela e Siracusa.
Biografia
| Dinomene il Vecchio αVI a.C. ω491 a.C. | |||||||||
| Gelone α540 a.C. ω478 a.C. ⚭ Damarete[1] fl. 478 a.C. | Gerone I α? ω467/466 a.C. | Polizelo fl. 478 a.C. ⚭ Damarete[2] fl. 478 a.C. | Trasibulo fl. 466 a.C. | ||||||
| Ierocle?[3] α? ω? | un figlio | Dinomene il Giovane fl. 470 a.C. | |||||||
Ancora prima di diventare tiranno, il suo nome fu inciso insieme a quello dei suoi tre fratelli sui tripodi dedicati da Gelone per commemorare la sua vittoria a Imera. La menzione del fratello è quindi un dettaglio importante che conferma il suo contributo alla battaglia.
Nel 478 a.C., alla morte di Gelone, ereditò da lui il comando dell'esercito e la mano della sua sposa Damarete, divenendo così tiranno di Gela e sostituendo Gerone, che invece ereditò il trono di Siracusa. Ciò gli permise di ottenere potere e una certa influenza tra i sicelioti, elementi che suscitarono l'invidia del fratello: per tale motivo, nel 476 a.C., Gerone lo inviò in soccorso dei Sibariti — che cercavano di tornare nella loro città dopo la sua distruzione da parte dei Crotoniati — nella speranza che morisse in battaglia. Avendo capito l'inganno, Polizelo si rifiutò di partire e si rifugiò presso la corte del suocero Terone[4], mentre secondo altre fonti partì lo stesso per Sibari ma riuscì nell'impresa, tornando sano e salvo sempre da Terone[5]. Indipendentemente da come siano andate le cose, suscitò le ire del fratello e tra loro nacque una forte inimicizia a cui si pose fine solo grazie al poeta Simonide, che li fece riconciliare.[6]
Nel 478 o 474 a.C. ottenne una vittoria ai giochi pitici, che decise di commemorare donando un gruppo statuario bronzeo di cui oggi rimane solo una scultura, nota come Auriga di Delfi.[7]
Non è noto quando sia morto Polizelo, ma dev'essere stato prima di Gerone dato che a questi succedette il fratello minore Trasibulo. Con la sua morte Gela uscì dal periodo della tirannide, adottando una forma di governo democratico.[8]
Note
- ↑ Figlia di Terone, tiranno di Akragas (cfr. Guido Libertini, Terone, su treccani.it, 1937. URL consultato l'11 ottobre 2016.). Imposto il figlio Trasideo come tiranno a Imera, si alleò con Gelone di Siracusa. Per siglare il patto Terone offrì in sposa al tiranno di Siracusa la figlia. L'alleanza permise di respingere i Cartaginesi di Amilcare nella battaglia di Imera del 480 a.C.
- ↑ Alla morte di Gelone, nel 478 a.C., sposò in seconde nozze Polizelo.
- ↑ Nobile siracusano che sostenne di discendere da Gelone. Fu padre di Gerone II.
- ↑ (EN) Diodoro Siculo, 48, v.4-5, in Bibliotheca historica, vol. 11.«Così, quando i Sibariti furono assediati dai Crotonesi e chiesero aiuto a Gerone, questi arruolò numerosi soldati nell'esercito, che poi affidò al comando di suo fratello Polizelo, convinto che questi sarebbe stato ucciso dai Crotonesi. Quando Polizelo, sospettando ciò che abbiamo menzionato, si rifiutò di intraprendere la campagna, Gerone si infuriò contro il fratello e, quando Polizelo si rifugiò presso Terone, il tiranno di Akragas, iniziò a prepararsi alla guerra contro Terone.»
- ↑ (LA, GRC) Timeo di Tauromenio, FGrHist 566 [Storie].«[...] Polizelo ricevette da suo fratello Gelone il comando dell'esercito e la mano di sua moglie, entrambi per sua volontà, cosicché il legame di parentela che Terone aveva con lui passò a Polizelo. Tuttavia Gerone, suo fratello, lo invidiava per via della fama e del prestigio che aveva in Sicilia, e prendendo come pretesto la guerra allora in corso contro i Sibariti, lo bandì dalla sua patria. Ma Polizelo condusse quella guerra con successo. Gerone, non sopportando ciò, cercò più apertamente di accusarlo [...]»
- ↑ (LA, GRC) Timeo di Tauromenio, FGrHist 566 [Storie].«Si dice infatti che il poeta lirico Simonide, che per caso era presente in quel momento, abbia riportato i due nelle grazie del popolo.»
- ↑ (EN) The Charioteer, su odysseus.culture.gr. URL consultato il 18 marzo 2026.«[P]olyzelus dedicated me [...] Make him prosper, honoured Apoll[o]»
- ↑ Salvatore Piccolo, Gela, in World History Encyclopedia, 12 dicembre 2022. URL consultato l'8 aprile 2026.«Sembra che da allora in poi a Gela non si susseguiranno più tiranni, avendo la città adottato una forma di governo democratico»
Bibliografia
- (EN) Edward Herbert Bunbury, Polyzelus, in William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, vol. 3, Boston, Little, Brown and Company, 1870.
- (EN) Michael John Griffin, The tyrannies in the Greek cities of Sicily: 505-466 BC (PDF), 2005.
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