Il territorio di Pomezia, compreso nell'Agro Romano, si estende a sud di Roma, stretto tra le pendici dei Colli Albani e la costa del mar Tirreno. Pur non trovandosi nel cuore dell'antico Vulcano Laziale, il territorio pometino appartiene al suo margine esterno, dove nel corso delle grandi fasi eruttive i materiali vulcanici si accumularono formando un ampio paesaggio digradante verso il mare. Per questa ragione il territorio presenta un rilievo generalmente dolce, con leggere ondulazioni e un progressivo abbassamento altimetrico dai primi contrafforti dei Colli Albani verso la costa[5][6].
L'impronta del Vulcano Laziale è ancora riconoscibile nella composizione del suolo, formatosi in larga parte su antichi depositi vulcanici e su banchi di tufo, e nella forma stessa del paesaggio, segnato anche da valli incise e forre scavate nel materiale vulcanico; a ciò si aggiungono fenomeni residuali particolarmente evidenti nell'area della Solforata di Pomezia, nota fin dall'antichità per le emissioni sulfuree e per le acque minerali. Il territorio di Pomezia rappresenta dunque una zona periferica ma pienamente collegata al sistema dei Colli Albani, in posizione di raccordo tra l'ambiente vulcanico dell'entroterra romano e l'agro pontino[6].
Poche sono le vestigia rimaste del vecchio territorio pometino, originariamente composto da vaste zone boschive (sugheri, olmi e querce), dune con vegetazione mediterranea (ginestre, pungitopo, rovi di more e fitta vegetazione di erbe) e zone paludose (due stagni litorali nei pressi di Torvajanica); tra quanto rimasto si segnalano la zona costiera delle dune tra Torvajanica e Villaggio Tognazzi e il bosco della sughereta vicino a Pomezia, divenuta ora riserva naturale.[7]
Le cause di questo cambiamento sono riconducibili essenzialmente all'opera di bonifica d'epoca fascista (per ciò che attiene alle zone paludose ed agricole), e una forte industrializzazione del territorio prolungatasi fino agli anni '80 grazie ai fondi per la Cassa del Mezzogiorno[8], nonché alla speculazione edilizia che ha devastato il litorale pometino.
Orografia
Il territorio è di altitudine modesta, arrivando ad appena 135m s.l.m. a Santa Palomba, a nord-est del territorio comunale. A grandi linee, rimane sopra i 100m s.l.m. nella zona a nord est del territorio, tra i 50-100m s.l.m. nella parte centrale, per digradare rapidamente in prossimità della costa. Pomezia si trova in posizione leggermente più elevata rispetto al territorio circostante, arrivando ai 100,2m s.l.m. nella piazza del Municipio.[9]
Idrografia
Il territorio comprende tre specchi d'acqua; il primo di circa 19700m² in località di Vigna di Pratica, il secondo di circa 17500m² in località Macchia Capretta, ed il terzo, il cosiddetto Lago delle Meraviglie, sotto il borgo di Pratica, di circa 7300m². Sono presenti diversi torrenti che, seguendo le linee altimetriche, scorrono da nord-est verso sud ovest; i toponimi di alcuni, sono Rio Torto, Fosso dell'Orfeo, Fosso delle Monachelle, Fosso di Santa Procula e Fosso di Pratica.[9]
Clima
Il clima è fortemente condizionato dal mar Tirreno, che dista dal centro cittadino appena sei chilometri, per cui le estati calde e umide si susseguono a inverni comunque miti; il clima mediterraneo costiero, è caratterizzato da estati calde, afose e asciutte e da inverni relativamente lunghi, freschi, umidi e solo parzialmente nuvolosi. Nel corso dell'anno il tempo mostra una chiara alternanza stagionale, con una fase estiva più stabile e soleggiata e una fase autunno-invernale più umida e variabile; la nuvolosità segue lo stesso andamento, con il periodo più sereno tra giugno e settembre, è gennaio il mese mediamente più nuvoloso[10].
La temperatura varia mediamente da circa 4 °C a 29 °C, mentre valori inferiori a 0 °C o superiori a 32 °C sono rari, con escursioni termiche mitigate dalla vicinanza del mare. La stagione calda dura circa da metà giugno a metà settembre, con agosto come mese più caldo, conm temperatura media massima attorno ai 28 °C e la minima media attorno ai 19 °C., mentre la stagione fresca corre da fine novembre a fine marzo; gennaio è il mese più freddo, con massime medie intorno ai 12 °C e minime medie attorno ai 5 °C.[10].
Le precipitazioni sono tipicamente mediterranee, con una lunga fase più piovosa che va da settembre a inizio maggio e una stagione asciutta compresa tra maggio e settembre; il mese con il maggior numero medio di giorni piovosi è novembre, con circa 10,4 giorni con almeno 1 mm di pioggia, mentre luglio è il mese più secco, con circa 2,4 giorni piovosi[10].
Il nome della città deriva dal toponimo di un'antica città volsca o latina, Suessa Pometia, la cui posizione è tuttora ignota. Il nome potrebbe anche riferirsi alla "città dei pomi" (frutti) e riconnesso all'immagine della dea romana Pomona[11][12].
Storia
Torre dell'Indipendenza (Torre civica) di seraPiazza indipendenzaPosa della prima pietra alla presenza di Mussolini, 25 aprile 1938Balcone dell'ex Casa del FascioEx Casa del Fascio
Prima di allora, dal punto di vista amministrativo e topografico, si faceva riferimento al villaggio di Pratica, oppure alle tenute di Campo Ascolano, Campo Jemini, Capocotta, Maggiona, Santa Procula, Solfatara e Solfatarella, comprese nell'Agro Romano.[14]
La progettazione e realizzazione della città fu affidata all'Opera Nazionale Combattenti, destinatari dei finanziamenti del Governo e degli atti di trasferimento di proprietà di alcuni grandi latifondi nobiliari; Pomezia fu l'ultima delle cinque città di fondazione progettata[15], per la quale il 1º ottobre 1937 fu bandito un concorso urbanistico, improntato alla ricerca di soluzioni architettoniche semplici proprie del ruralismo italiano perseguito dal regime[16], vinto dagli architettiPetrucci, Tufaroli, Paolini e Silenzi.
Pochi mesi dopo, il 25 aprile 1938, fu posata la prima pietra simbolica, il 27 luglio del 1938 fu istituito il comune di Pomezia, con annessa planimetria che ne fissava i confini[17],e il 29 ottobre 1939 i primi nuovi insediamenti furono inaugurati. La popolazione consisté originariamente di famiglie coloniche: i primi arrivi, 40 nuclei, giunsero dalla Romagna nel giugno 1939; in ottobre giunse un secondo contingente e, a seguire, popolarono la zona famiglie di origine trentina provenienti dalla Bosnia. Responsabile delle assegnazioni era sempre l'Opera Nazionale Combattenti, e i poderi da questa consegnati ai coloni erano comprensivi di un casolare e di un appezzamento di terreno coltivabile.
Il territorio di Pomezia subì pesantemente gli avvenimenti bellici legati alla seconda guerra mondiale, soprattutto nel periodo tra lo sbarco di Anzio (22 gennaio 1944) e la liberazione di Roma dall'occupazione nazista del successivo 4 giugno. Durante tale periodo molti furono i bombardamenti effettuati dagli Alleati, ivi compresi quelli dell'aeroporto di Pratica di Mare e della torre del Vajanico (Torvaianica), così come molte furono le mine che i tedeschi, ritirandosi, lasciarono lungo il litorale pometino e romano.
Le prime elezioni libere per nominare il sindaco del comune (che comprendeva anche il territorio di Ardea) si tennero nell'aprile del 1946.
Il litorale pometino rimase relativamente sconosciuto fino ai primi anni cinquanta. L'11 aprile del 1953 salì prepotentemente alla ribalta a causa di un fatto di cronaca nera, il ritrovamento sulla spiaggia di Torvaianica del corpo senza vita di una giovane donna di 21 anni, Wilma Montesi. La vicenda, che giornalisticamente prese il nome di caso Montesi, ebbe vasta eco a livello nazionale, ma in ambito locale ebbe l'effetto di richiamare l'attenzione sul litorale che, così, divenne meta preferita della Roma bene e, in seguito, dell'edilizia abusiva[18].
Inizialmente progettata come centro principale di una zona a vocazione agricola, nel dopoguerra Pomezia ha cambiato la sua storia diventando un importante centro industriale del Lazio, in virtù della sua vicinanza con Roma e dell'inclusione del suo territorio tra le zone beneficiarie delle politiche di sviluppo economico dell'ente Cassa per il Mezzogiorno. Pomezia fu inclusa nel territorio della Cassa nel 1955 in virtù del provvedimento Cervone-Villa.
Il 6 maggio 1970 la frazione di Ardea si staccò da Pomezia per formare un comune autonomo.
Il piano di sviluppo fu determinante per lo sviluppo della città; infatti se il censimento del 1951 contò 6 005 abitanti e 47 attività locali con 104 addetti, quello del 1991 (gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno erano terminati l'anno prima) contò 37 512 abitanti, con 537 attività per 18 943 addetti[18].
A partire dalla fine degli anni ottanta la zona di Pomezia è stata interessata da un progressivo processo di deindustrializzazione che ha portato alla chiusura di numerose piccole e medie imprese. Alcune grandi imprese, anche se non hanno abbandonato il territorio, hanno gradualmente ridimensionato la propria presenza[8].
A fronte della crisi industriale si è registrato un progressivo sviluppo dell'economia legata al terziario e al commercio, che ha permesso alla città di consolidare la sua importanza economica in ambito regionale[8].
A questi fenomeni economici, si è aggiunto quello dell'arrivo nel territorio pometino di nuclei familiari provenienti da Roma, costituiti soprattutto da giovani coppie, anche a causa del forte incremento dei prezzi nel mercato immobiliare romani, trasformando Pomezia in una città satellite di Roma[8].
Simboli
Lo stemma e il gonfalone di Pomezia sono stati concessi con regio decreto del 3 novembre 1939.[19]
Stemma
«D'azzuro, alla bordura d'oro, al busto di giovanetta rurale di carnagione, vestita di verde, con fazzoletto rosso sul capo annodato alla nuca, ed una cesta d'oro, sistemata sulla testa ricolma di spighe e di frutta al naturale.»
Gonfalone
Gonfalone del ComuneStemma del Comune
Il gonfalone municipale è un drappo partito di rosso e di azzurro.
I colori rosso e blu riprendono il colore della terra su cui sorge e il colore del mare su cui si affaccia.
Pomezia è una città di fondazione, vale a dire progettata a tavolino nella sua forma urbanistica completa prima ancora di essere costruita e realizzata.
La città fu progettata secondo gli stilemi del fascismo avendo come linee guida la semplicità delle linee, l'uso di materiali di costruzione italiani, con preferenza per quelli esistenti sul posto e, dove possibile, escludendo le strutture in ferro e in cemento armato.
La sua struttura base si rifà agli antichi borghi contadini, con le strade principali che si incontrano nella piazza principale della città, già piazza dell'Impero oggi piazza Indipendenza.
Chiesa di San Pietro Apostolo, nel borgo della frazione di Pratica di Mare[21];
Chiesa di Santo Antonio da Padova, nella frazione di Santa Palomba[21];
Chiesa di Reginia Mundi, nella frazione di Torvaianica Alta[21]:
Chiesa di Santo Isidoro, nella frazione di Santa Procula[21];
Chiesa di Santa Maria delle Vigne, chiesa rurale del V secolo d.C., nella tenuta dei Borghese di proprietà privata, attigua all'area archeologica del Santuario dei Tredici Altari[22][23];
Chiesa di San Pietro Apostolo, chiesa di proprietà privata, che si trova all'interno del Borgo di Pratica di Mare[24].
Architetture civili
Torre civica e Municipio
Affacciati alla piazza sorgono il municipio, la torre comunale (ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale), l'ex Casa del Fascio e la chiesa madre.
Le principali strade della città sono via Roma, dove è possibile trovare la maggior parte dei negozi e dei servizi, e via Orazio che collega la piazza Indipendenza con piazza San Benedetto da Norcia (o piazza del Mercato) dove si trova il Monumento ai caduti di Nassirya e una fontana conosciuta come Fontana contraerea, ora demolita.
Fanno parte del centro storico anche l'ex cinema Pucci e l'ufficio postale.
Si tratta di un borgo di campagna molto piccolo: secondo il censimento del 2001 conta solamente 17 abitanti.
In posizione dominante si erge il Castello Borghese, che sembra risalire al VII secolo d.C., fatto costruire molto probabilmente dai monaci benedettini. Tra l'882 e l'884papa Marino I affidò infatti il borgo ai monaci della basilica di San Paolo fuori le mura, i quali vi rimasero di fatto fino al Trecento. Inizialmente fu costruita una torre fortificata alta circa 40 metri ed attorno a questa venne sviluppato il castello, che è passato nel 1432 alla famiglia Capranica, nel 1526 ai principi Massimo ed infine nel 1617 ai Borghese, che nel corso degli anni lo hanno restaurato ed hanno contribuito al mantenimento del borgo.
La torre invece è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale.
Edificata nel 1927 a presidio della riserva idrica per l'irrigazione dei campi. Si tratta infatti di una torre idraulica utilizzata per sollevare l'acqua del pozzo sottostante a una quota utile per essere immessa nel circuito idrico. La torre apparteneva al proprietario terriero conte Giovanni Ticca. Il blasone della famiglia spicca sulla parte alta del corpo murario.
La torre è una delle più imponenti della Campagna romana. Prende il nome dalla sua altezza di circa 30 metri e dalla sua maestosità. Era in origine suddivisa in quattro piani oltre al piano terra. Costruita con parallelepipedi di tufo con finestre a stipiti marmorei, era circondata da un antemurale del quale si conservano tre lati di circa 30 metri ciascuno. Un rudere di fabbrica all'angolo rivela l'esistenza di una chiesetta. È stata colpita molte volte da fulmini che l'hanno gravemente danneggiata. Nel 1334 era proprietà dei Savelli che l'avevano edificata a difesa delle loro terre contro le mire degli Orsini.
Siti archeologici
Heroon di EneaLavinium
L'antico sito di Lavinium è stato ritrovato a seguito di una campagna archeologica condotti dalla Sapienza di Roma a partire dal 1957. Gli scavi hanno permesso di identificare una serie di strutture dell'antica Lavinium, tra cui il Santuario delle XIII are, l'Heroon di Enea, un tumulo sepolcrale datato al VII secolo a.C., che si vorrebbe identificare come la tomba di Enea, le mura e una porta della città, le Terme, ed un deposito votivo dedicato a Minerva.
Riserva Naturale Regionale della Sughereta[7]; l'area è classificata come riserva naturale ed è compresa nel sistema regionale delle aree naturali protette a partire da agosto 2016. È gestita dal Parco regionale dei Castelli Romani.
A partire dagli anni '80 si è registrato l'arrivo nel territorio pometino di nuclei familiari provenienti da Roma, costituiti soprattutto da giovani coppie, spinte a questa mobilità anche a causa del forte incremento dei prezzi nel mercato immobiliare romano, che ha velocemente trasformando Pomezia in una città satellite di Roma[8]. Il fenomeno si è consoldato fino agli anni 2010, interessando con le stesse dinamiche anche i comuni limitrofi di Ardea e Anzio[35][36].
Il trasferimento di popolazione fuori dal comune di Roma non ha tuttavia implicato tuttavia reale uscita dal sistema urbano della capitale: i nuovi residenti delle prime aree periferiche hanno continuano a mantenere un forte legame funzionale con la capitale, soprattutto in termini di pendolarismo lavorativo e accesso ai servizi metropolitani, con una progressiva separazione tra luogo di residenza e luogo di lavoro[36].
Nel tempo, questi rilevanti incrementi demografici lungo la direttrice sud verso il litorale pontino, in parte sono stati sostenuti anche dalla presenza di poli produttivi e logistici, in particolare nell'area industriale di Pomezia; l'attrattività residenziale di questi territori attualmente quindi deriva da una combinazione di prezzi immobiliari più accessibili, disponibilità di nuovi insediamenti edilizi e prossimità a poli occupazionali locali che in parte hanno ridotto la dipendenza dal pendolarismo verso Roma[36].
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2024 la popolazione straniera era di 9.646 persone, pari al 14,92% della popolazione nell'anno (64.665), di cui 3.844 (5,94%) provenienti da paesi UE, e 5.802 (8,97%) da paesi non UE[37]. La provenienza della popolazione straniera è molto diversificata, con oltre 120 paesi di provenienza, e relativamente modesta se considerata a livello di singolo paese, con solo i cittadini rumeni presenti in maniera numericamente significativa, 3.632 persone, il 5,62% dei residenti, a fronte dei 450 residenti ucraini (0,70% del totale), secondi per paese di provenienza[38].
Di seguito i primi 10 stati di provenienza dei residenti non italiani[38]:
Stato di provenienza
Numero di residenti
Percentuale di residenti
Romania
3.632
5,62%
Ucraina
450
0,70%
Bangladesh
394
0,61%
Polonia
370
0,57%
India
342
0,53%
Pakistan
292
0,45%
Albania
267
0,41%
Moldova
253
0,39%
Marocco
244
0,38%
Egitto
240
0,37%
Cultura
Istruzione
Biblioteche
Biblioteca comunale Ugo Tognazzi, una biblioteca pubblica attiva dal 1983, dove sono consultabili circa 27.000 titoloi disponibili in diversi formati, materiali e immateriali, con spazi dedicati ai bambini e ragazzi, e per convegni[39].
Scuole
A Pomezia sono presenti istituti di ogni ordine e grado, da quelli per l'infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo (scuole medie) e secondo grado (scuole superiori)[40], come anche un centro provinciale per adulti[41].
Qui sono esposti alcuni reperti trovati nella zona, che molti studiosi identificano come l'antica Lavinium, dove si stabilì Enea con i suoi compagni in fuga da Troia.
Il museo si compone di quattro sale in cui sono esposti reperti databili tra il V e il II secolo a.C., testimonianze dell'attività religiosa che qui si svolgeva, tanto che "Lavinium" in epoca romana era chiamata civitas religiosa.
La Domus Aeneae sorge in prossimità dell'area archeologica detta delle "Tredici are" e del Borgo di Pratica di Mare dei principi Borghese.
Museo Laboratorio del '900
Nel 2019 è stato inaugurato un museo-laboratorio che raccoglie il patrimonio identitario del comune in chiave d'arte contemporanea[44]. Al suo interno cinque sezioni tematiche raccontano, attraverso immagini, fotografie, proiezioni e cartografie, il periodo che va dalla fondazione fino alla fine della Cassa del Mezzogiorno:
Pomezia in cantiere - è la sezione che narra la storia della città dalla sua progettazione all'inaugurazione;
Città e governo del territorio - è la sezione che raccoglie la documentazione relativa alla costruzione e alle attività di Pomezia fra il 1938 e il 1948;
Pomezia in rassegna - è l'area dedicata alla proiezione di filmati storici;
Popoli fondatori - è la sezione dedicata alle origini dei popoli che hanno dato vita alla comunità di Pomezia, con foto storiche donate anche dai cittadini;
Si trova all'interno dello Zoomarine di Torvajanica[46]
Media
Pontino Nuovo, giornale quindicinale di Pomezia ed Ardea nato nel 1986. Altri giornali che si occupano del territorio locale sono La Chiamata di Ardea e Pomezia, Il Caffè e Il Bivio.
Borgo Santa Rita, Campo Ascolano, Castagnetta,[48][49] Campobello, Campo Jemini, Campo Selva, Cinque Poderi, Colli di Enea, Macchiozza, Maggiona, Monachelle, Martin Pescatore, Nuova Lavinium (ex zona 167), Parco della Minerva, Pratica di Mare, Querceto, San Pancrazio, Santa Palomba, Santa Procula, Sedici Pini, Solforata, Torvajanica, Torvajanica Alta, Viceré, Villaggio Laurentum, Villaggio Tognazzi.
Economia
L'economia cittadina attuale è legata all'aumento della crescita delle attività legate al settore industriale e al terziario, che ha permesso alla città di consolidare la sua importanza economica in ambito regionale, facendo di Pomezia uno dei comuni più sviluppati del centro Italia.
Agricoltura
L'agricoltura pur avendo perso importanza, mantiene una forte presenza nel territorio comunale, come anche si ricava dall'individuazione di oltre 130 aree agricole identificate, ossia zone con esclusiva o prevalente funzione agricola. La maggior parte di queste aree si trovano nella zona che insiste sul Borgo di Pratica di Mare, e poi anche in quelle intorno a Torvaianica, a Santa Procula e Santa Palomba[9].
Tra le società operanti nel settore farmaceutico la Menarini, Sigma-Tau, la Johnson & Johnson e la IRBM Science Park, operante nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica. Altri settori sviluppati sono quello dell'elettronica, della difesa, dell'avionica e della meccanica di precisione con aziende come Leonardo S.p.A. e Northrop Grumman Italia, della cartotecnica (Blasetti, la cui attività si trasferì da Roma negli anni sessanta, creando poi nel 2006 uno dei più grandi e moderni complessi industriali), della plastica e della trasformazione dei prodotti agroalimentari (tra cui Ica Foods con il marchio Crik Crok, il salumificio Fiorucci, la malteria SAPLO fornitrice di Birra Peroni, stabilimenti di torrefazione del caffè).
Dal 1970 al 1981 Pomezia ha ospitato anche uno stabilimento della IBM facente funzione di archivio di documentazione, abbandonato in favore dell'impianto di Santa Palomba, chiuso poi nel 2000.[55]
Servizi
Peso simile, e dal punto di vista occupazionale sempre più rilevante, ha il terziario, grazie anche alla presenza di grandi centri commerciali.
Molto attiva per contro l'edilizia, legata alla costruzione pressoché continua di edifici residenziali. L'attività edilizia viene
spinta dal forte flusso immigratorio, specie dal limitrofo comune di Roma (oltre mille nuove iscrizioni all'anagrafe nel solo 2005).
Negli ultimi anni si registra una consistente presenza di società che lavorano nell'ambito dell'Informatica, delle telecomunicazioni e delle nuove tecnologie in generale. Degna di nota è stata la presenza della sede italiana di HP Enterprise Service fino al 2023, divisione della multinazionale americana facente parte del gruppo HP (poi confluita nella DXC Technology).
Turismo
Spiaggia di Torvaianica nel 2012
Rilevanti sono anche le attività turistiche, tra le quali il parco acquatico Zoomarine; la città ha una buona dotazione alberghiera, che serve sia le esigenze delle imprese locali che quelle del turismo romano. L'industria del tempo libero si avvale fondamentalmente del litorale di Torvaianica[56], molto frequentato dai romani sia nei fine settimana che nei mesi estivi.
A.D. Polisportiva Virtus Settanta che nel 2025-2026 milita nel campionato maschile di serie C Unica.[62]
Pallavolo
Nella pallavolo la città è rappresentata dalla United Volley che milita in B1 femminile, dalla Bizzaglia Pallavolo che milita in Serie C, dalla Virtus Invicta e da Volley Academy Pomezia e Volley Pomezia.
Per il rugby esiste il Pomezia Torvaianica Rugby (1996).
12Antonio Sessa, Pomezia venne fondata 70 anni fa, in il Pontino Nuovo, 16 aprile 2008. URL consultato il 16 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2015).
↑Statuto Città Pomezia - art. 3 (PDF), su Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Ministero dell'Interno. URL consultato il 29 gennaio 2023.