Pristis pristis

Pesce sega comune
Stato di conservazione
Critico[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseChondrichthyes
SottoclasseElasmobranchii
InfraclasseEuselachii
SuperordineBatomorphi
OrdineRhinopristiformes
FamigliaPristidae
GenerePristis
SpecieP. pristis
Nomenclatura binomiale
Pristis pristis
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Pristiopsis leichhardti
Whitley, 1945
Pristis antiquorum Latham, 1794
Pristis canaliculata
Bloch & Schneider, 1801
Pristis caniculata
Bloch & Schneider, 1801
(errore ortografico)
Pristis typica Poey, 1861
Pristis zephyreus
Jordan & Starks, 1895
Squalus pristis Linnaeus, 1758
[2][3]

Il pesce sega comune[4] (Pristis pristis Linnaeus, 1758) è una specie di pesce cartilagineo elasmobranco appartenente alla famiglia Pristidae.

Distribuzione e habitat

Esemplare in Australia

Lo si trova in in zone costiere principalmente in acque tropicali e subtropicali lungo le coste e gli estuari in acque normalmente non più profonde di 10 m, anche se alcuni individui sono stati localizzati a più di 26 m di profondità.[1] Nell'Atlantico occidentale è riscontrabile dagli Stati Uniti d'America al Brasile; nell'Atlantico orientale dal Portogallo all'Angola; nel Pacifico occidentale lo si trova lungo tutta l'Australia del nord e nel Pacifico orientale dal Messico all'Ecuador.[5]

Descrizione

La massima lunghezza registrata negli adulti è di 7,5 m di lunghezza, anche se la lunghezza media è di 2,5 m. Questa specie presenta 20 o meno paia di denti rostrali, questa caratteristica può essere utile per distinguerla da altre specie.[5]

Biologia

Si nutre di pesci e animali che abitano i fondali. Abita zone costiere, estuari, lagune e anche occasionalmente fiumi; infatti alcuni individui sono stati visti nel Rio delle Amazzoni a 750 km dalla costa.[5]

Conservazione

La specie è classificata come specie in pericolo critico dalla lista rossa IUCN principalmente a causa della pesca e la perdita dell'habitat.[1]

Note

  1. 1 2 3 (EN) Kyne, P.M., Carlson, J. & Smith, K., Pristis pristis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ Pristis pristis, su fishbase.de. URL consultato il 3 luglio 2026.
  3. ↑ Pristis pristis, su marinespecies.org. URL consultato il 3 luglio 2026.
  4. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  5. 1 2 3 Pristis pristis, su fishbase.org. URL consultato il 5 maggio 2017.

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