Proteopsis

Proteopsis
Proteopsis argentea
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaVernonioideae
TribùVernonieae
SottotribùLychnophorinae
Genere Proteopsis
Mart. & Zucc. ex Sch.Bip., 1863
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùVernonieae
Genere Proteopsis
Specie
(Vedi testo)

Proteopsis Mart. & Zucc. ex Sch.Bip., 1863 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dai botanici Carl Friedrich Philipp von Martius (1794-1868), Joseph Gerhard Zuccarini (1797-1848) e Carl Heinrich Schultz (1805-1867) nella pubblicazione "Jahresbericht der Pollichia, eines Naturwissenschaftlichen Vereins der bayerischen Pfalz" (Jahresber. Pollichia 20/21: 378) del 1836.[3]

Descrizione

Il portamento
Proteopsis argentea
Le foglie
Proteopsis argentea
Infiorescenza
Proteopsis argentea
I fiori
Proteopsis argentea

Le specie di questa voce sono delle piante con cicli biologici perenni con grossolani habitus di tipo erbaceo-rosolato. I fusti non sono ramificati. L'indumento è sericeo-argentato per tricomi non ramificati e appressati di tipo ellittico-stellato. Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.[4][5][6][7][8][9]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno o in densi agglomerati rosettiformi strettamente embricati. La dimensione delle foglie diminuisce distalmente. La forma è intera e lungamente lanceolata con apici molto acuti e base amplessicaule inguainata e avvolgente i fusto. I margini sono interi e piatti (non revoluti); la lamina è coriacea. Le venature sono pennate o disposte in modo sublongitudinale.

Le infiorescenze, ascellari e peduncolate, sono formate da densi raggruppamenti di grandi capolini. Le infiorescenze sono avvolte in brattee simili alle foglie. I capolini sono composti da un involucro campanulato formato da circa 60 brattee fortemente embricate su circa 5 - 10 serie che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Le brattee sono persistenti, glabre e sono fortemente pungenti all'apice. Il ricettacolo è fimbriato.

I fiori, da 80 a 140 per capolino, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi (raramente possono essere zigomorfi).

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: le corolle sono formate da un lungo tubo terminante in 5 lobi; il colore è viola; la superficie può essere sia pubescente che glabra.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[4] Le antere, sagittate e sprovviste di ghiandole, sono speronate ma prive di code; le appendici apicali in genere sono glabre e indurite. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro), echinato (con punte) e non "lophato".[11]
  • Gineceo: Lo stilo è filiforme e privo di nodi. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti con la superficie stigmatica posizionata internamente (vicino alla base). La pubescenza è del tipo a spazzola con peli appuntiti.[12] L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, a forma più o meno cilindrica, hanno 10 coste con la superficie glabra. All'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato; raramente è presente il tessuto tipo fitomelanina. Il carpopodium (carpoforo) è poco appariscente. Il pappo, uniseriato o biseriato, è formato da poche decidue scaglie o setole contorte a base allargata.

Biologia

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

La distribuzione delle piante di questa voce è relativa al Brasile.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[10] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][7][8]

Filogenesi

Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Lychnophorinae descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl.. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo.[15] Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Lychnophorinae appartengono al clade relativo all'America.[16]

La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:[7]

  • le infiorescenze raramente sono spicate (a forma di spiga)
  • i capolini in genere sono grandi
  • le corolle sono prive di ghiandole stipitate
  • il polline non è "lophato"
  • negli acheni sono sempre presenti i rafidi di tipo subquadrato

In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Lychnophorinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[8] Nell'ambito della tribù, la sottotribù Lychnophorinae occupa, da un punto di vista filogenetico, una posizione vicina al "core" (si è evoluta tardivamente rispetto alle altre sottotribù) ed è vicina alle sottotribù Vernoninae e Chrestinae.[16] Questo genere, nella filogenesi della sottotribù, si trova in una posizione centrale vicino ai generi Chronopappus DC. e Heterocoma DC..[9]

I caratteri distintivi per le specie di questo genere ( Proteopsis) sono:[7]

  • l'indumento fogliare è composto di tricomi non ramificati
  • la base delle foglie è avvolgente
  • l'apice delle brattee involucrali è lungamente acuto e pungente
  • i fiori per capolino sono circa 80 - 140
  • le antere sono prive di code
  • le coste degli acheni sono 10

Specie

Questo genere comprende 2 specie:[2]

  • Proteopsis argentea Mart. & Zucc. ex Sch.Bip.
  • Proteopsis hermogenesii Loeuille, Semir & Pirani

Le due specie di questo genere si distinguono per i seguenti caratteri:[9]

  • P. argentea: la faccia adassiale delle foglie è argenteo-sericea; i solchi degli acheni sono glabri; il pappo è uniseriato.
  • P. hermogenesii: la faccia adassiale delle foglie è grigio-vellutata; i solchi degli acheni sono setolosi; il pappo è biseriato.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 13 novembre 2021.
  3. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 13 novembre 2021.
  4. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 162.
  8. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 445.
  9. 1 2 3 Loeuille et al. 2019, pag. XXX.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  13. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 18 marzo 2021.
  15. ↑ Susanna et al. 2020.
  16. 1 2 Siniscalchi et al. 2019.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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