Ramiano
| Ramiano frazione | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°36′48.8″N 10°09′44.7″E |
| Altitudine | 545 m s.l.m. |
| Abitanti | 18[2] |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 43030 |
| Prefisso | 0525 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Ramiano è una frazione del comune di Calestano, in provincia di Parma.
La località dista 3,29 km dal capoluogo.[1]
Geografia fisica
La frazione sorge alla quota di 545 m s.l.m.,[1] sulla cima di uno sperone roccioso che dalle propaggini del monte Sporno si protende sulla destra della val Baganza.[3][4]
Storia
Il centro abitato sorse in epoca altomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 23 maggio 924, quando Romiano fu menzionata in un rogito di vendita di alcuni beni.[5]
Nel piccolo borgo fu successivamente edificata una cappella, menzionata per la prima volta nel 1230.[6]
Nel 1249 il Comune di Parma donò al conte Alberto Fieschi il feudo di Calestano, comprendente anche le terre e i castelli di Marzolara, Alpicella e Vigolone.[7]
Nel 1426 il condottiero Pier Maria I de' Rossi, per conto del duca di Milano Filippo Maria Visconti, conquistò i manieri fliscani della val Baganza, che furono posti sotto il presidio di Niccolò de' Terzi, il Guerriero;[8] la guerra proseguì per anni e nel 1431 Niccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione delle rocche di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò Terzi,[9] ma nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali[10] e successivamente ai conti di Canino e a Giovanni da Oriate. Infine nel 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione.[11]
Nel 1650 Carlo Leone e Claudio Fieschi alienarono i feudi di Calestano, Marzolara, Vigolone e Alpicella con tutte le pertinenze al conte Camillo Tarasconi;[12] i suoi eredi ne mantennero i diritti fino alla loro abolizione decretata da Napoleone nel 1805.[5][13]
L'anno seguente Ramiano divenne frazione del nuovo comune (o mairie) di Calestano.[14]
In seguito al tracciamento della provinciale a fondovalle agli inizi del XX secolo, il borgo, fino ad allora situato lungo l'antica strada a mezzacosta di collegamento tra Felino e Calestano, subì un graduale spopolamento;[3] in seguito il centro abitato fu unito direttamente alla provinciale con una ripida strada costruita nel 1946.[4]
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa romanica, elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu ricostruita in forme neoclassiche nel corso del XVIII secolo; modificata nel 1900, fu restaurata nel 1954 e nuovamente tra il 1980 e il 2000. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una semplice e simmetrica facciata a capanna coronata da un frontone triangolare; l'interno, decorato con lesene, conserva sull'antico altare maggiore settecentesco una pala d'altare barocca, eseguita da Paolo Ferrari nel 1764, e una croce astile in argento sbalzato risalente al 1650 circa.[6][15][16]
Note
- 1 2 3 La Frazione di Ramiano, su italia.indettaglio.it. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ [1]
- 1 2 Rossi, p. 7.
- 1 2 Dall'Aglio, p. 786.
- 1 2 Dall'Aglio, p. 787.
- 1 2 Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso "Ramiano, Calestano", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 1º novembre 2018.
- ↑ Corazza Martini, p. 7.
- ↑ Pezzana, 1842, pp. 257-258.
- ↑ Pezzana, 1842, p. 308.
- ↑ Pezzana, 1842, p. 415.
- ↑ Pezzana, 1842, p. 485.
- ↑ De Luca, pp. 356-357.
- ↑ Comune di Calestano (PR), su araldicacivica.it. URL consultato il 1º novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
- ↑ Molossi, p. 50.
- ↑ Dall'Aglio, pp. 787-788.
- ↑ Arte nel territorio di Calestano (Val Baganza), su provincialgeographic.it. URL consultato il 1º novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2018).
Bibliografia
- Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.
- Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, II Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
- Giovanni Battista De Luca, Theatrum veritatis et justitiae, Tomus V, Colonia, 1693.
- Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
- Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Reale Tipografia, 1852.
- Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.
- Michela Rossi, Persistenze di elementi scomparsi: castelli e castellari nei feudi della val Baganza, Parma. URL consultato il 24 ottobre 2018.
Voci correlate
Altri progetti
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