Rastrophyllum

Rastrophyllum
Immagine di Rastrophyllum mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaVernonioideae
TribùVernonieae
SottotribùErlangeinae
GenereRastrophyllum
Wild & G.V.Pope, 1977
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùVernonieae
GenereRastrophyllum
Specie
(Vedi testo)

Rastrophyllum Wild & G.V.Pope, 1977 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dai botanici Hiram Wild (1917-1982) e Gerald Vernon Pope (1941-) nella pubblicazione "Kirkia; The Zimbabwe Journal of Botany. Harare, Zimbabwe" (Kirkia 10(2): 325) del 1977.[3]

Descrizione

Le specie di questo genere sono delle erbacee con cicli biologici annuali. I fusi sono per lo più eretti. Spesso sulla superficie di queste piante sono presenti peli semplici o peli eccentrici a forma di “T” o anche di tipo flagelliforme.[4][5][6][7][8]

Le foglie sono disposte in modo alterno. Possono essere sia picciolate che sessili. La lamina è profondamente pennatifida con lobi revoluti; la consistenza può essere membranacea. Le venature normalmente sono pennate. I margini sono continui o seghettati. La superficie può essere pubescente.

L'infiorescenza è formata da numerosi capolini omogami peduncolati in formazioni corimbose. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro a forma spesso da subglobosa a urceolata composto da 30 - 40 squame (o brattee) disposte su 2 - 5 serie embricate e scalate che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori di tipo tubuloso. Le brattee dell'involucro, persistenti con dimensioni crescenti verso l'alto, a volte sono divise in esterne e interne. Il ricettacolo normalmente è sprovvisto di pagliette (ricettacolo nudo). Lunghezza del peduncolo: 5 mm.

I fiori, da 25 a circa 35 per capolino, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[9]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla, formata da uno stretto tubo imbutiforme terminanti in 5 lobi. Il tubo è ricoperto di ghiandole stipitate; in altri casi i lobi possono essere sericei o spinosi. Il colore varia da blu a bianco.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[4] Le antere sono sagittate con basi ottuse e appendici ovate e corte; in genere sono prive di ghiandole. Il polline è del tipo triporato (con le fessure di germinazione costituite da tre pori) ma anche tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro);[10] con polline triporato la parte più esterna dell'esina è sollevata a forma di creste e depressioni ("lophato").
  • Gineceo: Lo stilo è filiforme con base priva di nodi oppure con larghi nodi o protuberanze. Gli stigmi dello stilo sono due lunghi e divergenti; sono sottili, subulati, pelosi e con apice acuto. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna (vicino alla base).[11]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, con forme oblunghe, hanno 4 coste e sono troncati. Sulla superficie degli acheni sono presenti dei tricomi oppure dei minuti tubercoli; all'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato da corti a elongati; non è presente il tessuto fitomelanina. Il pappo è mancante.

Biologia

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo gruppo si trovano principalmente nell'Africa tropicale (Tanzania e Zambia).[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[12]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][7][8]

Filogenesi

Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Erlangeinae descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo.[13] Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Erlangeinae appartengono al subclade relativo all'Africa tropicale e meridionale (l'altro subclade africano comprende anche specie delle Hawaii) frammisti ai generi di altre sottotribù; si tratta quindi di un clade non ancora ben risolto filogeneticamente.[8]

La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:[7]

  • le specie della sottotribù sono principalmente di origine Africana.
  • nella pubescenza sono presenti peli da asimmetrici a simmetrici a forma di "T".
  • alcune specie hanno delle foglie pennate divise in segmenti.
  • le infiorescenze in genere non sono sottese alla base da brattee fogliacee.
  • il polline varia da triporato a tricolporato.
  • gli acheni possono avere da 4 a 12 coste.
  • il pappo è cupoliforme.

In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Erlangeinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[8]

I caratteri distintivi per le specie di questo genere (Rastrophyllum) sono:[7]

  • le foglie sono profondamente pennatifide.
  • la superficie degli acheni è ricoperta da densi, minuti tubercoli.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = XX.[7][8]

Specie

Questo genere comprende 2 specie:

  • Rastrophyllum apiifolium M.G.Gilbert
  • Rastrophyllum pinnatipartitum Wild & G.V.Pope

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 7 ottobre 2021.
  3. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 7 ottobre 2021.
  4. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 170.
  8. 1 2 3 4 5 Funk & Susanna 2009, pag. 445.
  9. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  10. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  11. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  12. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 02/06/2026.
  13. ↑ Susanna et al. 2020.

Bibliografia

Voci correlate

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