Salmo 134
| Salmo 134 | |
|---|---|
![]() | |
| 1ª ed. originale | III secolo a.C. |
| Genere | poesia |
| Lingua originale | ebraico |
| Serie | Libro dei Salmi |
| Preceduto da | Salmo 133 |
| Seguito da | Salmo 135 |
Il salmo 134 (133 secondo la numerazione greca) costituisce il centotrentaquattresimo capitolo del Libro dei salmi.
Fa parte dei cantici delle ascensioni.
Contesto
Il ministro nonconformista Matthew Henry osserva che, in quanto ultimo dei Cantici delle ascensioni, questo salmo costituisce una conclusione appropriata per l'insieme di queste melodie del Tempio di Gerusalemme. Tale cantico si svolgeva di giorno, poiché esortava «i ministri a proseguire il loro lavoro di notte, quando le solennità del giorno erano terminate». Il salmo potrebbe anche essere interpretato come un "dialogo", poiché nei versetti 1 e 2 invita i sacerdoti e i leviti che prestavano servizio nel Tempio a dedicare il tempo della veglia notturna ad atti di devozione anziché a chiacchiere; inoltre, nel versetto 3, si invita questi devoti a pregare per colui che li ha esortati nel versetto 1, ossia il sommo sacerdote o un capo delle guardie notturne.[1]
Una nota nella Bibbia di Gerusalemme inglese del 1966 suggerisce che il dialogo coinvolga pellegrini e ministri del tempio. Analogamente, il predicatore battista Charles Spurgeon ha ipotizzato che il versetto 1 fosse recitato dai pellegrini che, durante le feste, lasciavano il tempio nell'oscurità prima dell'alba; vedendo le guardie con le loro lampade fra le mura del luogo sacro, salutavano i fedeli custodi del santuario. Al versetto 3, i sacerdoti invocano la loro benedizione per i pellegrini che se ne andavano. Partendo da questo, Spurgeon deduce la necessità che i fedeli preghino per coloro che li servono e che i ministri di culto benedicano le loro congregazioni.[2]
Il Midrash Tehillim mette in relazione il contenuto di questo salmo con diverse pratiche devozionali ebraiche. Secondo Rabbi Yochanan, l'espressione di cui al versetto 1 si riferisce a coloro che si dedicano allo studio notturno della Torah, azione che Dio considera alla stregua dell'occuparsi "del servizio sacerdotale nella casa del Signore". Nel midrash, l'atto di alzare le mani in preparazione alla benedizione del Signore, descritto nel versetto 2, viene messo in relazione con la pratica di sollevare il calice di vino con entrambe le mani per recitare la Birkat Hamazon (benedizione dopo i pasti). Inoltre, il midrash collega questo versetto alla benedizione sacerdotale, poiché Rabbi Simeon ben Pazzi afferma che un kohen che non si sia lavato le mani secondo il rituale non può alzarle per pronunciare la benedizione sacerdotale.[3]
Anche lo Zohar spiega che il versetto 2 si riferisce ai kohanim (membri della classe sacerdotale ebraica) che, con le mani alzate, impartiscono la benedizione sacerdotale alla congregazione nella sinagoga. Prima di pronunciare la benedizione, i kohanim devono lavarsi le mani secondo il rituale. Non lo fanno da soli; invece, il lavaggio delle mani viene eseguito da membri della classe levitica, «i quali sono santi». Se in sinagoga non è presente un levita, l'acqua è versata da un figlio primogenito, anch'egli definito “santo”.[4]
Usi
Ebraismo
In alcune comunità, il Salmo 134 viene recitato dopo la preghiera pomeridiana dello Shabbat, nel periodo compreso tra Sukkot e lo Shabbat Hagadol (lo Shabbat che precede la Pasqua ebraica).[5] Nel Siddur Avodat Yisrael, nei giorni feriali, viene letto completamente prima della preghiera della sera.[6] Viene pronunciato per intero anche prima di iniziare lo studio della Torah.[7]
I versetti 1 e 2 fanno parte della poesia penitenziale del Selichot.[6]
Durante il rituale del lavaggio delle mani, prima di spezzare il pane, alcuni recitano il versetto 2 prima della benedizione di al netilat yadayim.[8][9]
Chiesa cattolica
Il salmo, che menziona la notte, fa parte del Rito benedettino della preghiera serale quotidiana.[10] Dopo la riforma del Breviario romano promulgata da papa Pio X, veniva utilizzato solo la domenica e nei giorni di solennità.
Nella Liturgia delle ore, fa parte della Compieta durante la vigilia della domenica e delle solennità.
Chiesa ortodossa copta
Nell'Agpeya, il libro d'ore della Chiesa ortodossa copta, questo salmo viene recitato durante l'Ufficio di Compieta[11] e nella terza veglia dell'Ufficio di mezzanotte.[12] Si trova anche nella Preghiera del Velo, che di solito è letta solo dai monaci.[13]
Comunione anglicana
Nel Libro della preghiera comune, il salmo è composto da quattro versetti.[14]
Nella Chiesa d'Irlanda e in altre comunità anglicane, esso (indicato come Ecce Nunc) è classificato anche come cantico.[15]
Nella musica
- Tra gli inni basati sul Salmo 134 c'è Come, all you servants of the Lord, composto da Arlo D. Duba nel 1984 sulla melodia Old Hundredth.[16]
- Tomás Luis de Victoria mise in musica il salmo in latino, Ecce nunc benedicite, per doppio coro.[17]
- Il compositore fiammingo Orlando di Lasso compose il mottetto Ecce nunc benedicite Dominum per sette voci a cappella, utilizzando un'ampia estensione vocale, dal basso al soprano acuto.[18][19]
- John Dowland contribuì con una versione in inglese, Behold and have regard, alla raccolta The Whole Booke of Psalmes, contenente opere di dieci compositori e pubblicata nel 1592 da Thomas Este.[20][21]
- Nel XVII secolo, Benjamin Rogers mise in musica la versione del Libro della preghiera comune inglese, Behold, now praise the Lord, per coro a cappella.[22]
- Nel 1996, Malcolm Hill compose un arrangiamento in inglese per coro misto e organo, intitolato Meditation on Psalm 134.[23]
- Heinrich Schütz compose una parafrasi metrica in tedesco, intitolata Den Herren lobt mit Freuden, SWV 239, per il Salterio di Becker, pubblicato per la prima volta nel 1628.
Note
- ↑ Matthew Henry, Psalms 134, su biblestudytools.com, Bible Study Tools.
- ↑ Charles H. Spurgeon's Treasury of David: Psalm 134, su christianity.com, 2018.
- ↑ Midrash Tehillim / Psalms 134 (PDF), su matsati.com, p. 1.
- ↑ Shemu'el Pinḥas Gelbard, Rite and Reason: 1050 Jewish Customs and Their Sources, vol. 1, Feldheim Publishers, 1998, p. 82, ISBN 9780873068895.
- ↑ Macy Nulman, The Encyclopedia of Jewish Prayer: The Ashkenazic and Sephardic Rites, Jason Aronson, 1996, p. 303, ISBN 1461631246.
- 1 2 Reuven Brauner, Shimush Pesukim: Comprehensive Index to Liturgical and Ceremonial Uses of Biblical Verses and Passages (PDF), su halakhah.com, 2a, 2013, p. 49.
- ↑ General, su dailytehillim.com (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2018).
- ↑ Adena K. Berkowitz e Rivka Haut, Shaarei Simcha: Gates of Joy, KTAV Publishing House, Inc., 2007, p. 36, ISBN 9780881259667.
- ↑ Sutton, Rabbi Avraham (2018). The Breslov Siddur: Shabbos/Yom Tov. Breslov Research Institute, pp. 184–185. ISBN 978-1-928822-84-4
- ↑ St. Benedict's Psalmody, su individual.utoronto.ca, Università di Toronto.
- ↑ Compline, su agpeya.org.
- ↑ Midnight, su agpeya.org.
- ↑ Veil, su agpeya.org.
- ↑ Psalm 134, su cpdl.org.
- ↑ 2004 Texts (Section: The Canticles), su ireland.anglican.org.
- ↑ Come, all you servants of the Lord
- ↑ Free scores of Ecce nunc benedicite (Tomás Luis de Victoria), Choral Public Domain Library
- ↑ Laudent Deum: Sacred Music by Orlande de Lassus (PDF). Chandos Records, 2011. p. 10
- ↑ Free scores of Ecce nunc benedicite Dominum (Orlando di Lasso) Choral Public Domain Library (ChoralWiki)
- ↑ The Whole Booke of Psalmes (Various), International Music Score Library Project
- ↑ 134, Choral Public Domain Library (ChoralWiki)
- ↑ Free scores of Behold, now praise the Lord (Benjamin Rogers), Choral Public Domain Library (ChoralWiki)
- ↑ Meditation on Psalm 134 (Hill, Malcolm), International Music Score Library Project
Altri progetti
Wikisource contiene la traduzione riveduta Diodati del 1821 del salmo 134
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul salmo 134
