Scomber colias

Lanzardo
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineScombriformes
FamigliaScombridae
GenereScomber
SpecieS. colias
Nomenclatura binomiale
Scomber colias
Gmelin, 1789
Sinonimi

Pneumatophorus colias
(Gmelin, 1789)
Pneumatophorus japonicus marplatensis
López, 1955
Scomber capensis
Cuvier, 1832
Scomber dekayi
Storer, 1853
Scomber gigas
Fowler, 1935
Scomber gracilis
Swainson, 1839
Scomber grex
Mitchill, 1814
Scomber japonicus colias
Gmelin, 1789
Scomber macrophthalmus
Rafinesque, 1810
Scomber maculatus
Couch, 1832
Scomber pneumatophorus
Delaroche, 1809
Scomber scomber lacertus
Walbaum, 1792
Scomber undulatus
Swainson, 1839
[2][3]

Nomi comuni

Lanzardo,
Sgombro occhione,
Sgombro cavallo

Banco di lanzardi
Particolare della testa

Il lanzardo[4] (Scomber colias Gmelin, 1789), conosciuto commercialmente anche come sgombro[5], sgombro occhione[4] o sgombro cavallo, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scombridae[3], comune nel mar Mediterraneo[6].

Distribuzione e habitat

È diffuso nelle acque temperate calde e tropicali dell'oceano Atlantico, nel mar Mediterraneo e nel mar Nero meridionale[1], in quest'ultimo bacino la presenza è stagionale e non si verifica la riproduzione[7]. Nell'Atlantico orientale si trova a nord fino al golfo di Guascogna (rare segnalazioni per le acque irlandesi) e a su fino al Sudafrica. Nell'Atlantico occidentale è diffuso dalla Nuova Scozia all'Argentina[1]. Negli oceani Indiano e Pacifico è sostituito dall'affine Scomber japonicus[2].

Le abitudini di vita sono simili a quelle dello sgombro, rispetto al quale frequenta però acque più calde. S. colias è una specie pelagica costiera[1] che, tuttavia, solo raramente si avvicina alle coste[8]. Si trova anche al largo, di solito sulla piattaforma continentale, nelle zone epipelagica e mesopelagica, talvolta fino a circa 400 meti di profondità[1].

Descrizione

È assai simile allo sgombro comune. Il corpo è affusolato, slanciato, poco compresso lateralmente e con peduncolo caudale sottile[6]. Il corpo è leggermente più alto rispetto allo sgombro[8]. L'occhio è più grande rispetto a quello dello sgombro[7] ed è coperto da una membrana adiposa trasparente che lascia al centro un'area scoperta fusiforme[6]. Tra gli occhi c'è un'area semitrasparente che non è presente nello sgombro[8]. Esiste una zona coperta di scaglie sita tra le pinne pettorali e le pinne ventrali denominata corsaletto[6], che nel lanzardo è più definita che nello sgombro. In S. colias è inoltre presente la vescica natatoria. Le pinne dorsali sono due, ben separate. La prima ha 9-10 raggi spiniformi, la seconda 9-12 raggi molli. La pinna anale ha 1 raggio spinoso e 8-9 molli. Sul peduncolo caudale sono presenti 5 pinnule sia sul lato superiore che in quello inferiore[7]. Le pinne pettorali e le pinne ventrali sono piuttosto piccole. La pinna caudale è biloba, con lobi appuntiti[6].

La colorazione è il carattere che consente più facilmente di riconoscere le due specie. Il dorso è blu[8], a volte con riflessi giallastri[6], con numerose linee scure sinuose come nello sgombro ma meno contrastate e più sottili. Il ventre è madreperlaceo con riflessi rosei o dorati, segnato da numerose macchie e brevi linee grigiastre, del tutto assenti nello sgombro[8].

La taglia può eccezionalmente raggiungere 55 cm[2].

Biologia

Comportamento

È, come lo sgombro, una specie strettamente gregaria che forma banchi anche molto grandi[6]. Presenta il fenomeno del gregarismo per taglia, ovvero forma banchi frammisti ad altre specie ittiche di taglia simile come, ad esempio, altri Scombridae, carangidi e clupeidi. In alcune aree effettua migrazioni regolari verso le coste[1].

Alimentazione

Si nutre sia per filtrazione che per predazione diretta[1]. Le prede principali sono piccoli pesci e zooplancton[9]. Tra le prede planctoniche più comuni vi sono larve di pesci, chetognati, tunicati taliacei e larvacei e crostacei copepodi, decapodi, cladoceri, anfipodi ed eufausiacei[1]

Riproduzione

Nel Mediterraneo l'epoca riproduttiva va da dicembre ad aprile, soprattutto in febbraio marzo. Le uova sono pelagiche, hanno un diametro di 0,87-1,40 mm e sono dotate di una grande gocciolina oleosa per favorire il galleggiamento. La schiusa avviene in 5-6 giorni, la larva appena nata misura 2,83-4 mm. L'accrescimento è rapidissimo, a due anni il giovanile misura già 20 cm circa. La maturità sessuale viene raggiunta a circa 3 anni di vita[7].

Pesca

Si cattura con le stesse tecniche impiegate per lo sgombro, ovvero reti da circuizione, specie se munite di una fonte luminosa, reti da posta e lenze. Le carni sono molto simili a quelle dello sgombro anche se leggermente più grasse e quindi meno apprezzate. Si trova in commercio spesso a prezzi inferiori[6].

Tassonomia

Fino a pochi anni fa era considerato una sottospecie dello Scomber japonicus, molto simile, che vive nell'Indo-Pacifico. È stato assegnato al genere Pneumatophorus, adesso considerato sinonimo di Scomber[7].

Conservazione

Il lanzardo è una specie comune o abbondante. Viene intensamente pescato in alcune parti dell'areale ma sembra che questo non stia portando a un depauperamento degli stock. Negli ultimi anni vi è stato un netto incremento della quantità sbarcata e lo stato delle popolazioni viene tenuto sotto controllo per verificare che non si verifichino situazioni di sovrapesca. La IUCN classifica la specie come "a rischio minimo"[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 IUCN
  2. 1 2 3 FishBase
  3. 1 2 WoRMS
  4. 1 2 Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 15 aprile 2026.
  5. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 Costa, 1991, p. 147
  7. 1 2 3 4 5 Tortonese, 1975, pp. 348-349
  8. 1 2 3 4 5 Louisy, 2006, p. 77
  9. ↑ Food items reported for Scomber colias - FishBase

Bibliografia

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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