Scomber colias
| Lanzardo | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Famiglia | Scombridae |
| Genere | Scomber |
| Specie | S. colias |
| Nomenclatura binomiale | |
| Scomber colias Gmelin, 1789 | |
| Sinonimi | |
|
Pneumatophorus colias | |
| Nomi comuni | |
|
Lanzardo, | |


Il lanzardo[4] (Scomber colias Gmelin, 1789), conosciuto commercialmente anche come sgombro[5], sgombro occhione[4] o sgombro cavallo, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scombridae[3], comune nel mar Mediterraneo[6].
Distribuzione e habitat
È diffuso nelle acque temperate calde e tropicali dell'oceano Atlantico, nel mar Mediterraneo e nel mar Nero meridionale[1], in quest'ultimo bacino la presenza è stagionale e non si verifica la riproduzione[7]. Nell'Atlantico orientale si trova a nord fino al golfo di Guascogna (rare segnalazioni per le acque irlandesi) e a su fino al Sudafrica. Nell'Atlantico occidentale è diffuso dalla Nuova Scozia all'Argentina[1]. Negli oceani Indiano e Pacifico è sostituito dall'affine Scomber japonicus[2].
Le abitudini di vita sono simili a quelle dello sgombro, rispetto al quale frequenta però acque più calde. S. colias è una specie pelagica costiera[1] che, tuttavia, solo raramente si avvicina alle coste[8]. Si trova anche al largo, di solito sulla piattaforma continentale, nelle zone epipelagica e mesopelagica, talvolta fino a circa 400 meti di profondità[1].
Descrizione
È assai simile allo sgombro comune. Il corpo è affusolato, slanciato, poco compresso lateralmente e con peduncolo caudale sottile[6]. Il corpo è leggermente più alto rispetto allo sgombro[8]. L'occhio è più grande rispetto a quello dello sgombro[7] ed è coperto da una membrana adiposa trasparente che lascia al centro un'area scoperta fusiforme[6]. Tra gli occhi c'è un'area semitrasparente che non è presente nello sgombro[8]. Esiste una zona coperta di scaglie sita tra le pinne pettorali e le pinne ventrali denominata corsaletto[6], che nel lanzardo è più definita che nello sgombro. In S. colias è inoltre presente la vescica natatoria. Le pinne dorsali sono due, ben separate. La prima ha 9-10 raggi spiniformi, la seconda 9-12 raggi molli. La pinna anale ha 1 raggio spinoso e 8-9 molli. Sul peduncolo caudale sono presenti 5 pinnule sia sul lato superiore che in quello inferiore[7]. Le pinne pettorali e le pinne ventrali sono piuttosto piccole. La pinna caudale è biloba, con lobi appuntiti[6].
La colorazione è il carattere che consente più facilmente di riconoscere le due specie. Il dorso è blu[8], a volte con riflessi giallastri[6], con numerose linee scure sinuose come nello sgombro ma meno contrastate e più sottili. Il ventre è madreperlaceo con riflessi rosei o dorati, segnato da numerose macchie e brevi linee grigiastre, del tutto assenti nello sgombro[8].
La taglia può eccezionalmente raggiungere 55 cm[2].
Biologia
Comportamento
È, come lo sgombro, una specie strettamente gregaria che forma banchi anche molto grandi[6]. Presenta il fenomeno del gregarismo per taglia, ovvero forma banchi frammisti ad altre specie ittiche di taglia simile come, ad esempio, altri Scombridae, carangidi e clupeidi. In alcune aree effettua migrazioni regolari verso le coste[1].
Alimentazione
Si nutre sia per filtrazione che per predazione diretta[1]. Le prede principali sono piccoli pesci e zooplancton[9]. Tra le prede planctoniche più comuni vi sono larve di pesci, chetognati, tunicati taliacei e larvacei e crostacei copepodi, decapodi, cladoceri, anfipodi ed eufausiacei[1]
Riproduzione
Nel Mediterraneo l'epoca riproduttiva va da dicembre ad aprile, soprattutto in febbraio marzo. Le uova sono pelagiche, hanno un diametro di 0,87-1,40 mm e sono dotate di una grande gocciolina oleosa per favorire il galleggiamento. La schiusa avviene in 5-6 giorni, la larva appena nata misura 2,83-4 mm. L'accrescimento è rapidissimo, a due anni il giovanile misura già 20 cm circa. La maturità sessuale viene raggiunta a circa 3 anni di vita[7].
Pesca
Si cattura con le stesse tecniche impiegate per lo sgombro, ovvero reti da circuizione, specie se munite di una fonte luminosa, reti da posta e lenze. Le carni sono molto simili a quelle dello sgombro anche se leggermente più grasse e quindi meno apprezzate. Si trova in commercio spesso a prezzi inferiori[6].
Tassonomia
Fino a pochi anni fa era considerato una sottospecie dello Scomber japonicus, molto simile, che vive nell'Indo-Pacifico. È stato assegnato al genere Pneumatophorus, adesso considerato sinonimo di Scomber[7].
Conservazione
Il lanzardo è una specie comune o abbondante. Viene intensamente pescato in alcune parti dell'areale ma sembra che questo non stia portando a un depauperamento degli stock. Negli ultimi anni vi è stato un netto incremento della quantità sbarcata e lo stato delle popolazioni viene tenuto sotto controllo per verificare che non si verifichino situazioni di sovrapesca. La IUCN classifica la specie come "a rischio minimo"[1].
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 IUCN
- 1 2 3 FishBase
- 1 2 WoRMS
- 1 2 Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Costa, 1991, p. 147
- 1 2 3 4 5 Tortonese, 1975, pp. 348-349
- 1 2 3 4 5 Louisy, 2006, p. 77
- ↑ Food items reported for Scomber colias - FishBase
Bibliografia
- Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
- Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
- Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Scomber colias
Collegamenti esterni
- (EN) Scomber colias, su Catalogue of Life.
- (EN) Scomber colias, su Fossilworks.org.
- (EN) Scomber colias, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Scomber colias, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Scomber colias, su Lista rossa IUCN.
- (EN) Scomber colias, su FishBase. URL consultato il 09.07.26.
- (EN) Bailly, N., Scomber colias, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 9 luglio 2026.
- (EN) Collette, B.B., Beaty, J. & Di Natale, A., Scomber colias, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 9 luglio 2026.
- (EN) Food items reported for Scomber colias, su fishbase.us. URL consultato il 9 luglio 2026.


