Scuola di Mosca
La scuola di Mosca (in russo Московская школа?, Moskovskaja škola) è stata un movimento artistico sviluppatosi nel Granducato di Mosca dopo l'invasione mongola della Rus' di Kiev, tra XIV e il XVI secolo.[1] È considerata come una delle più importanti scuole russe antiche di architettura e pittura, sia d'icone sia d'affreschi.[2] Gli edifici prodotti dalla scuola di Vladimir-Suzdal' fornirono la base della scuola architettonica di Mosca che conservò elementi della sintesi ivi raggiunta tra l'architettura bizantina e quella romanica.[3]
Contesto

Rispetto ad altri centri della Rus' di Kiev, la città di Mosca sorse tardi. Le prime menzioni di un assembramento urbano sul sito datano al 1156, quando il principe Jurij Dolgorukij di Kiev costruì una fortificazione in legno su un terrapieno a protezione di un gruppo di botteghe e file di negozi – il Cremlino sorge attualmente al posto di queste fortificazioni originali e un grande magazzino si trova dove un tempo sorgevano questi edifici.[4] Dopo questa costruzione si hanno poche altre menzioni di Mosca ed è plausibile, in linea con la forte tradizione locale (vedasi architettura in legno russa), che la città restò per decenni priva d'edifici in muratura.[5] Una cronaca riporta che l'insediamento fu incendiato nel 1176 durante un'incursione di un principato vicino, e una seconda volta nel gennaio del 1238, durante l'invasione mongola della Rus' di Kiev, dagli eserciti di Batu Khan diretti a Vladimir.[6]
L'invasione tataro-mongola della Rus', principiata negli anni 1220 e fattasi strutturale nel decennio successivo, sconvolse profondamente lo stato rjurikide, velocizzando il collasso politico di Kiev, mai ripresasi dall'assedio del 1240, in favore dei centri periferici. A livello artistico, la presenza tataro-mongola in Russia si tradusse nella sistematica distruzione di chiese e città,[7] nel blocco alla circolazione delle icone e degli artisti in generale (in special modo quelli greco-bizantini) e nella mancata diffusione del modello della chiesa a torre sviluppato a Novgorod nel resto della Rus',[8][9] oltreché nella soppressione di buona parte della produzione nazionale[10] – le capitali russe non ebbero le risorse per costruire chiese in pietra per decenni.[6]
Durante la dominazione mongola sulla Russia, il cosiddetto "giogo tataro", Mosca crebbe lentamente. La popolazione aumentò a causa dell'immigrazione di rifugiati dai territori circostanti più esposti, e la collaborazione tra i principi moscoviti e l'Orda d'Oro degli eredi di Batu Khan fece sì che fosse più sicura di molte capitali circostanti. Così, Mosca passò dallo status di piccolo insediamento a grande capitale con grandi risorse da dedicare ai progetti artistico-architettonici.[6]
Architettura
Architettura antica

A Vladimir e in altre antiche capitali della Rus' come Rostov Velikij e Suzdal', nel XIII secolo si concentrarono sforzi di restauro delle devastazioni mongolo piuttosto che di sviluppo architettonico.[5] Vladimir non riconquistò mai il suo antico splendore e mantenne solo il suo status formale di capitale del grande Principato di Vladimir-Suzdal'.[5] Alla fine del Duecento si assistette a una ripresa della costruzione di nuove chiese nelle aree in cui si stava verificando un consolidamento politico.[11] I principi di Mosca e Tver' lottarono per la supremazia, che continuò fino all'inizio del XIV secolo.[5] Tver' fu inizialmente in ascesa, con la ripresa dell'edilizia in muratura ivi quasi mezzo secolo prima che a Mosca.[5] Le fondamenta della prima chiesa in pietra moscovita furono poste il 4 agosto 1326 durante il regno di Ivan I di Russia, quando la sede del metropolita russo fu trasferita a Mosca.[5] Il cronista riporta:
La costruzione in muratura continuò negli anni successivi con il completamento della cattedrale della Dormizione nel 1327.[11] Seguirono il campanile di San Giovanni Climaco (1329) e la cattedrale del Salvatore sul Bor (1330).[13] Infine, la cattedrale dell'Arcangelo Michele fu completata nel 1333.[1] Le mura e le torri in pietra bianca del Cremlino furono costruite tra il 1366 e il 1368.[1] Verso la fine del XIV secolo emerse il tipo moscovita di chiesa in pietra bianca, sviluppata dal modello della scuola di Vladimir-Suzdal': compatta e con quattro pilastri (cosiddetta "croce inscritta"), archi a costoloni rialzati, ordini di kokošnik e fasce decorative di zakomara scolpite sulle facciate.[14][15] La chiesa della Natività (1393-1394) è il monumento più antico del periodo sopravvissuto nel Cremlino.[14]
Edifici coevi possono essere rintracciati solo al di fuori di Mosca, per esempio nella piccola chiesa in pietra del villaggio di Kamenskoe:[15] un edificio chiaramente più modesto rispetto alla committenza principesca, presentava comunque la fascia decorativa a zakomara e dimostra nell'interno un richiamo all'architettura balcanica della scuola morava riscontrabile in tutta l'architettura russa del tempo.[16]
La scuola architettonica di Mosca, estesasi ai principati che venivano incorporati, si evolse costantemente nel corso del XV secolo.[17] Gli studiosi dell'architettonica moscovita hanno sottolineato che le tradizioni di numerosi principati russi furono integrate in un sistema unificato all'inizio del XV secolo,[18] come ben esemplificato nel catholicon del monastero del Salvatore e di Andronico (1425-1427).[19][20]
Nelle città più piccole emerse un tipo di chiesa più distinto che ritornava alla scuola di Vladimir.[17] Un gruppo di catholicon costruiti tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo esemplifica lo "stile moscovita iniziale" che precedette l'arrivo degli artigiani rinascimentali.[21] Si trovano nei dintorni della città di Zvenigorod, a circa 60 km a ovest di Mosca, un centro sottomesso al principe moscovita nel Trecento che si sviluppò a ridosso del monastero di Savvino-Storoževskij fondatovi proprio dal principe Jurij IV di Russia al principio del XV secolo. Le chiese costruite in questo monastero mostrano una rottura con le chiese in pietra pre-mongole di Vladimir: un disegno più semplice, con motivi ripetuti e una rottura con gli stili di ornamentazione; forme appuntite (in contrapposizione ai vecchi zakomara ed agli archi a tutto sesto) e da una tendenza all'ornamento.[22] Esse sono la cattedrale della Dormizione (1396-1398), la cattedrale della Natività della Vergine (1405-1408) e la cattedrale della Trinità nel monastero della Trinità di San Sergio (ca. 1422).[21]
Rinascimento
La fine del XV secolo segnò un periodo significativo per l'architettura in muratura, con molti nuovi edifici in muratura che apparvero entro le mura del Cremlino (otto nuove chiese) e in altre parti di Mosca.[23] Il mattone iniziò a sostituire il calcare ("pietra bianca") precedentemente utilizzato, probabilmente sotto l'influenza dell'architettura in mattoni nelle città costiere della Germania settentrionale, con cui Velikij Novgorod aveva legami commerciali.[23] Si ritiene che maestranze di Novgorod o Pskov furono tradotte a Mosca da Ivan III di Russia e che vi introdussero nuove tecniche:[23] adattarono il metodo di costruzione con lastre di pietra di Novgorod-Pskov alla muratura in mattoni delle chiese successive, incorporando anche diverse caratteristiche tipiche delle chiese del nord, come archi a mensola, portici, gallerie esterne e campanili.[24] La costruzione in mattoni, così come una nuova tendenza moscovita verso audaci ornamenti architettonici, è evidente nella chiesa dello Spirito Santo (1476), che presenta un fregio realizzato con piastrelle di ceramica smaltata, derivante dalle strisce ornamentali di Novgorod, Pskov e Suzdal'. Altre chiese costruite dai costruttori nordici in questo periodo mostrano una maggiore influenza del loro stile, come ad esempio le decorazioni in mattoni della facciata della Chiesa della Deposizione della Veste (1484-1485).[25]
Con la fine del giogo tataro nel 1480 (vedasi Grande fronteggiamento sul fiume Ugra) e la sottomissione degli altri Principati quasi ultimata (Rostov nel 1474, Novgorod nel 1478, Tver' nel 1485, Polack e Černihiv nel 1503) Ivan III, ormai «gosudar [autocrate] di tutte le Russie», trasformò l'architettura moscovita grazie al ripristino dei contatti con le città italiane, introducendo nuove caratteristiche che furono preservate nei secoli successivi.[26] I maestri del Rinascimento italiano lavorarono in Russia dal 1475 al 1539.[27] La carriera di Aristotele Fioravanti è considerata la prova che Mosca attrasse alcuni dei migliori maestri italiani.[28][29] La cattedrale della Dormizione nel Cremlino di Mosca (1475-1479) riflette lo spirito della prima Vladimir e Fioravanti usò la cattedrale della Dormizione di Vladimir, simbolo del centro della Chiesa russa, come suo modello, introducendo al contempo nuove influenze.[12] In stile tipicamente italiano fu anche il Palazzo delle Faccette commissionato da Ivan III come propria residenza a Marco Ruffo e Pietro Antonio Solari.[30] Da buon principe rinascimentale, Ivan III curò anche di promuovere i commerci e costruì un nuovo quartiere mercantile, il Kitaj-gorod, a ridosso della Piazza Rossa.
Catholicon del monastero di Savvino-Storoževskij, 1405-1408- Catholicon del monastero della Trinità di San Sergio, ca. 1422
Catholicon del monastero del Salvatore e di Andronico, 1425-1427
Cattedrale dell'Arcangelo Michele (Mosca), 1505-1508
Nel XVI secolo lo sviluppo architettonico chiave fu l'introduzione del tetto a tenda, anche "pianta piramidale", nell'architettura in mattoni. Si ritiene che questa derivazione russa sia una continuazione del modo di costruire in legno in forma muraria, ed è una forma che si discosta completamente da quelle ortodosse accettate.[31] La prima chiesa in mattoni a forma di tenda è la Chiesa dell'Ascensione di Kolomenskoe (1531), progettata per commemorare la nascita di Ivan il Terribile e patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1994. Il suo progetto dà adito a speculazioni: è probabile che quest'innovazione simboleggiasse l'ambizione del nascente regno russo e la liberazione della sua arte dai canoni bizantini dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi.[32][33]
Pittura
La base della scuola di pittura di Mosca era la sintesi delle tradizioni locali con la pittura bizantina e slava meridionale.[14] Dalla metà del XIV secolo, emersero due linee stilistiche: una associata all'arte monastica e l'altra alle raffigurazioni di grandi dimensioni.[14] Il fiorire della scuola di Mosca tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo è associato alla presenza in città del pittore bizantino Teofane il Greco[34] e dei pittori russi Andrej Rublëv e Daniil Čërnyj.[14] Andrej Rublëv guidò la produzione pittorica cittadina all'inizio del XV secolo e divenne uno dei più celebri pittori di icone russi.[35] Le tradizioni di Rublëv furono continuate da Dionisij tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo:[14] le sue icone e i suoi affreschi erano noti per le proporzioni raffinate, la colorazione festosa e decorativa e la composizione armoniosa.[14] I risultati della scuola di Mosca influenzarono significativamente lo sviluppo dello stile panrusso nel XVI secolo.[14]
Il Salvatore dagli occhi fiammeggianti, anni 1340
I Santi Boris e Gleb a cavallo, ca. 1350
Giovanni Battista, fine XIV secolo
Theotokos di Pimenov, anni 1380
Adorazione dei Magi, Vangelo di Siysky, 1339
Gli Apostoli ai Sermoni, Vangelo di Siysky, 1399
Boris e Gleb con scene della loro vista, ca. 1350
San Nicola Taumaturgo, anni 1380
Annunciazione, fine XIV secolo
Le Festività, fine XIV secolo
Deesis, cattedrale della Dormizione (Mosca), fine XIV secolo
Crocefissione, fine XIV secolo
Trinità, inizio XV secolo
Affresco dalla cattedrale della Dormizione (Vladimir), inizio XV secolo
Natività, inizio XV secolo
Battesimo di Gesù, inizio XV secolo
Note
- 1 2 3 Smirnova 2013, p. 273.
- ↑ Lazarev 1997, p. 47.
- ↑ Shvidkovsky 2007, p. 6.
- ↑ Brumfield 1993, p. 83.
- 1 2 3 4 5 6 Shvidkovsky 2007, p. 64.
- 1 2 3 Brumfield 1993, pp. 83-84.
- ↑ Shvidkovskiĭ 2007, pp. 62-63.
- ↑ (RU) P. A. Rappoport, Зодчество Древней Руси, Leningrado, Наука, 1986, pp. 144-147.
- ↑ Traimond 2003, p. 119.
- ↑ (RU) Boris Rybakov, Ремесло Древней Руси, Bohemia Digital library, Mosca, Издательство Академии наук СССР, 1948, pp. 525-533.
- 1 2 3 Alfeev 2011, p. 54.
- 1 2 Shvidkovsky 2007, p. 85.
- ↑ Alfeev 2011, p. 55.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Smirnova 2013, p. 274.
- 1 2 Brumfield 1993, p. 84.
- ↑ (RU) Nikolai Nikolaevich Voronin, Zodchestvo Severo-Vostochnoi Rusi Vol. 2, Izdatelstvo, Mosca, 1962, pp. 321-324.
- 1 2 Shvidkovsky 2007, p. 65.
- ↑ Shvidkovsky 2007, p. 68.
- ↑ Shvidkovsky 2007, p. 69.
- ↑ Traimond 2003, p. 201.
- 1 2 Shvidkovsky 2007, p. 66.
- ↑ Brumfield 1993, p. 85.
- 1 2 3 Shvidkovsky 2007, p. 70.
- ↑ Brumfield 1993, p. 89.
- ↑ Brumfield 1993, pp. 89-94.
- ↑ Shvidkovsky 2007, pp. 70 e 73.
- ↑ Shvidkovsky 2007, p. 76.
- ↑ Shvidkovsky 2007, p. 78.
- ↑ Scuola di Mosca, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 12 marzo 2014.
- ↑ Traimond 2003b, pp. 71-73.
- ↑ Brumfield 1993, p. 116.
- ↑ Traimond 2003b, pp. 46-47.
- ↑ (EN) Francis D.K. Ching, A Global History of Architecture, Mark Jarzombek e Vikramaditya Prakash, 3ª ed., John Wiley & Sons, 2017, pp. 535-536, ISBN 9781118981337.
- ↑ Circa il soggiorno moscovita di Teofane il Greco vedasi Lazarev 1997, pp. 82 e ss.
- ↑ Riasanovsky e Steinberg 2019, p. 102.
Bibliografia
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- (EN) William Craft Brumfield, A History of Russian Architecture, University of Washington Press, 1993, ISBN 9780295983936.
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- (EN) Nicholas V. Riasanovsky e Mark D. Steinberg, A history of Russia, 9ª ed., Oxford University Press, 2019, ISBN 978-0190645588.
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- (EN) Gerol'd I. Vzdornov, The History of the Discovery and Study of Russian Medieval Painting, BRILL, 2017, ISBN 978-90-04-30527-4.