Simpsonigobius

Simpsonigobius
Immagine di Simpsonigobius mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
InfraclasseTeleostei
SuperordinePercomorpha
OrdineGobiiformes
SottordineGobioidei
Famigliaincertae sedis
Genere†Simpsonigobius
Specie†S. nerimanae

Simpsonigobius è un genere estinto di piccoli pesci teleostei appartenenti ai Gobioidei, vissuto nel Miocene inferiore (circa 17–20 milioni di anni fa), i cui fossili sono stati ritrovati nei depositi di Karalar Köyü, presso Bergama in Turchia. Il genere è stato istituito da Dirnberger, Bauer e Reichenbacher (2024) sulla base di esemplari fossili articolati, e rappresenta uno dei più antichi gobioidi d’acqua dolce noti.

Etimologia

Il nome generico Simpsonigobius è stato dedicato a Martin Simpson (Chale, Isola di Wight), per la collaborazione nello studio di †Paralates chapelcornerensis. L’epiteto specifico nerimanae onora la paleontologa Neriman Rückert-Ülkümen, che per prima raccolse e descrisse i fossili di Karalar Köyü. [1]

Descrizione

Simpsonigobius è caratterizzato da corpo slanciato lungo fino a 34 mm, capo relativamente grande (24–31% della lunghezza standard), peduncolo caudale allungato (23–32% SL), basi brevi della seconda pinna dorsale e della pinna anale, pinne pelviche separate, cinque raggi branchiostegali, 26–27 vertebre (10–11 addominali e 16–17 caudali), prima dorsale con sei spine, seconda dorsale con un raggio spinoso e nove raggi molli, pinna anale con un raggio spinoso e dieci raggi molli, pinna pettorale con 12–14 raggi e pinna caudale con 13–14 raggi segmentati e ramificati. Tra i caratteri osteologici distintivi si segnalano il premascellare sottile con processo postmascellare debole o assente, il palatino con asse allungato e capo debolmente a forma di “T”, e otoliti di forma rotondeggiante-quadrangolare con marcata proiezione posterodorsale.

Gli individui noti misurano tra 17,4 e 34,2 mm. Il corpo è esile, la testa è proporzionalmente grande e la colonna vertebrale è formata da 26–27 vertebre. Il palatino è distinto da quello di altri gobioidi fossili per la sua forma allungata e la testa poco sviluppata.[1]

Classificazione

Simpsonigobius si distingue dal genere †Eleogobius per il numero di raggi branchiostegali (cinque contro sei) e per la differenza tra i raggi della seconda dorsale e dell’anale. Rispetto a †Paralates presenta un numero minore di vertebre addominali e caudali e meno spine nella prima dorsale. Si differenzia da †Hesperichtys reductus per il numero di vertebre (26–27 contro 29), il numero di raggi della caudale (13–14 contro 17) e la forma degli otoliti.

Tra i generi attuali, mostra analogie con Tempestichthys (famiglia Thalasseleotrididae), ma quest’ultimo differisce per la presenza di sei raggi branchiostegali e per un minor numero di raggi nelle pinne dorsale e anale. Analisi filogenetiche con approccio di “total evidence” collocano Simpsonigobius come il più antico membro scheletrico degli Oxudercidae e il più antico gobioide d’acqua dolce noto all’interno del clado Gobiidae + Oxudercidae.[1]

Note

  1. 1 2 3 Dirnberger, M., Bauer, E., & Reichenbacher, B. (2024). "A new freshwater gobioid from the Lower Miocene of Turkey in a significantly amended total evidence phylogenetic framework". Journal of Systematic Palaeontology, 22(1). doi:10.1080/14772019.2024.2340498