Squalius cephalus

Cavedano europeo
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseIttiopsidi
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
SuperordineOstariophysi
OrdineCypriniformes
SuperfamigliaCyprinoidea
FamigliaCyprinidae
GenereSqualius
SpecieS. cephalus
Nomenclatura binomiale
Squalius cephalus
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Cyprinus albula Nardo, 1827
Cyprinus capito Scopoli, 1786
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus cephalus Linnaeus, 1758
Cyprinus chub Bonnaterre, 1788
Cyprinus kietaibeli
Reisinger, 1830
Cyprinus kittaibeli
Reisinger, 1830
(errore ortografico)
Cyprinus lugdunensis
Walbaum, 1792
Cyprinus orthonotus
Hermann, 1804
Cyprinus rufus Vallot, 1837
Cyprinus salmoneus Gronow, 1854
Leuciscus albiensis
Valenciennes, 1844
Leuciscus brutius Costa, 1838
Leuciscus cabeda Risso, 1827
Leuciscus cavedanus
Bonaparte, 1838
Leuciscus cephalus
(Linnaeus, 1758)
Leuciscus cephalus albus
Bonaparte, 1838
Leuciscus cephalus cabeda
Risso, 1827
Leuciscus cephalus cephalus
(Linnaeus, 1758)
Leuciscus cephalus macedonicus
Karaman, 1955
Leuciscus cephalus orientalis
von Nordmann, 1840
Leuciscus cephalus orientalis aralychensis
Barach, 1934
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus cephalus orientalis ardebilicus
Barach, 1934
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus cephalus orientalis kaznakovi
Berg, 1912
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus cephalus orientalis thracica
Drensky, 1930
(errore ortografico)
Leuciscus cephalus orientalis thracicus
Drensky, 1930
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus cephalus orientalis zangicus
Barach, 1934
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus svallize zrmanjae risae
Vladykov & Petit, 1930
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus cephalus orientalis natio aralychensis
Barach, 1934
Leuciscus cephalus orientalis natio ardebilicus
Kirillov, 1958
Leuciscus cephalus orientalis natio kaznakovi
Berg, 1912
Leuciscus cephalus orientalis natio thracica
Drensky, 1930
Leuciscus cephalus orientalis natio thracicus
Drensky, 1930
Leuciscus cephalus orientalis natio zangicus
Barach, 1934
Leuciscus cephalus ruffoi
Bianco & Recchia, 1983
Leuciscus cephalus var. wjatkensis
Lukasch, 1925
Leuciscus cephalus wjatkensis
Lukasch, 1925
Leuciscus chub pictava
De la Pylaie, 1835
(sinonimo ambiguo)
Leuciscus frigidus
Valenciennes, 1844
Leuciscus lapacinus
Stefani, Serra, Loffredo
& Fossa
, 1987
Leuciscus latifrons
Nilsson, 1855
Leuciscus nothulus
Bonaparte, 1841
Leuciscus orientalis
von Nordmann, 1840
Leuciscus rissoi Schinz, 1840
Leuciscus ruffoi
Bianco & Recchia, 1983
Leuciscus squalius
Valenciennes, 1844
Leuciscus svallize zrmanjae natio risae
Vladykov & Petit, 1930
Squalius cephalopsis
Heckel, 1843
Squalius cephalus athurensis
Roule & Cardaillac
de Saint-Paul
, 1903
Squalius cephalus cavedanus natio prespensis
Karaman, 1924
Squalius cephalus cavedanus var. prespensis
Karaman, 1924
(sinonimo ambiguo)
Squalius clathratus
Blanchard, 1866
Squalius meridionalis
Blanchard, 1866
Squalius meunier Heckel, 1852
Squalius orientalis
(Nordmann, 1840)
Squalius pareti Bonaparte, 1841
Squalius turcicus platycephala
Kamenskii, 1897
Squalius turcicus var. platycephala
Kamenskii, 1897
Squalius tyberinus
Bonaparte, 1841
Squalus tyberinus
Bonaparte, 1841
(errore ortografico)
[2][3]

Nomi comuni

cavedano europeo

Il cavedano europeo (Squalius cephalus, Linnaeus 1758), commercialmente conosciuto come cavedano[4], è un pesce osseo d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cyprinidae[5].

Distribuzione e habitat

È diffuso in tutta l'Europa centrale a est fino alla Russia europea e al Kazakistan. Si trova anche in Inghilterra centro-meridionale, nella Svezia meridionale e nell'estremo sud della Finlandia. È naturalmente assente dall'Italia (dove è sostituito dall'affine Squalius squalus), da Spagna e Portogallo, da gran parte della Francia meridionale (tranne il tratto fra Var e Hérault), dalla regione balcanica occidentale e meridionale e da gran parte della Fennoscandia[5][6].

È stato introdotto in Spagna e in varie regioni d'Italia, con popolazioni raramente numerose ma della cui densità e distribuzione poco si sa[6].

Si tratta di una specie ubiquitaria, diffusa praticamente in tutti gli ambienti d'acqua dolce, dai torrenti con acque fresche della parte inferiore delle zona della trota ai piccoli corsi di collina, ai tratti planiziari dei grandi fiumi e ai canali. È presente anche nei laghi[5][6]. Ha una modesta tolleranza alla salinità[6]. Può colonizzare anche ambienti fortemente antropizzati e acque con un consistente livello di inquinamento[6]. L'habitat nel quale ha le densità maggiori sono le acque limpide con fondali ciottolosi e ghiaiosi dei laghi di medio grandi dimensioni e del tratto collinare dei fiumi nella zona del barbo[5][6].

Descrizione

L'aspetto di questo pesce è sostanzialmente identico a quello del cavedano italico. Ha corpo slanciato e fusiforme, di struttura robusta, solo leggermente compresso lateralmente. La testa è abbastanza grande e la bocca, in posizione mediana è anch'essa grande e dotata di labbra carnose. Le scaglie sono grandi. La pinna dorsale e la pinna anale hanno il bordo dritto o solo leggermente arrotondato; la pinna caudale è ampia e biloba, con una profonda incisione centrale[6].

La livrea è di solito grigia argentea, solo di rado ha riflessi color bronzo. Le scaglie hanno di solito un bordo scuro posteriore che conferisce al pesce un aspetto reticolato[6]. Le pinne ventrali e la pinna anale hanno una colorazione rossastra o arancio, questo è il più semplice carattere per distinguerlo da S. squalus nel quale queste pinne sono grigie o trasparenti; questo carattere non è apprezzabile negli individui molto piccoli ma si fa già evidente a un anno di età. Oltre a questo gli individui nel periodo riproduttivo possono avere riflessi dorati sulla testa che non sono presenti nella specie italica. Inoltre S. cephalus ha 8-9 raggi nella pinna anale mentre S. squalus ne ha 9-10[6].

Nei luoghi dove raggiunge le maggiori dimensioni può arrivare eccezionalmente ad una lunghezza di circa 60 cm e al peso di 8 kg, ma solitamente la taglia non supera i 30 cm[5].

Biologia

Sembra che possa vivere fino a 22 anni[5]; le femmine vivono più dei maschi[7].

Comportamento

I giovani formano piccoli gruppi, gli adulti hanno abitudini solitarie[5].

Alimentazione

È un animale onnivoro e può nutrirsi di una vastissima gamma di alimenti sia di origine animale che vegetale[5] tra cui insetti, crostacei, molluschi, anellidi, alghe e pesci[8]. Gli adulti si nutrono soprattutto di pesci[5]. Tra le prede sono riportate: anguilla, gobione europeo, leucisco, sanguinerola europea e rutilo[8].

Riproduzione

La riproduzione avviene dalla tarda primavera all'estate (maggio-agosto) quando la temperatura dell'acqua raggiunge i 14 °C[7] in base alla latitudine[6]. Vengono intraprese migrazioni riproduttive più o meno lunghe verso monte per raggiungere i letti di frega caratterizzati da acqua bassa, corrente vivace e fondi a ghiaia o ciottoli[6]. Ogni femmina depone in più occasioni e le uova vengono fecondate da più maschi[7]. Le uova, fino a 50.000 per ogni femmina, sono adesive e vengono deposte sulla ghiaia del fondo o, molto raramente, sulla vegetazione acquatica[6]. La maturità sessuale giunge a 2-4 anni nei maschi e a 4-6 anni nelle femmine[7]. Sono noti ibridi con Squalius squalus[6] e con Alburnus alburnus[7].

Pesca

La pesca commerciale ha qualche importanza nell'Europa orientale e in Russia mentre nell'Europa occidentale è pressoché inesistente[6]. È invece preda ambita dai pescatori sportivi che lo insidiano con praticamente ogni esca e con tutte le tecniche[6]. È apprezzato per la sua sospettosità e astuzia, che lo rendono una cattura difficile, specie i grandi esemplari[6]. Viene pescato con la tecnica della passata usando come esca bigattini, lombrichi, pane, mais, frutta di stagione e moltissime altre esche[6]. Si cattura anche con esche artificiali, ad esempio la pesca con la mosca e lo spinning[6]. Le sue carni sono buone, ma, a causa dell'estrema liscosità, non sono generalmente molto apprezzate[5]. È uno dei pesci tradizionalmente atti alla preparazione dello Steckerlfisch bavarese.

Conservazione

Si tratta di una specie abbondante su un vastissimo areale, tollerante della degradazione ambientale e per la quale non sono note minacce, la lista rossa IUCN la classifica come "a rischio minimo"[1].

Note

  1. 1 2 (EN) World Conservation Monitoring Centre, Squalius cephalus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ Squalius cephalus, su fishbase.de. URL consultato il 26 aprile 2026.
  3. ↑ Squalius cephalus, su marinespecies.org. URL consultato il 26 aprile 2026.
  4. ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 26 aprile 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Squalius cephalus, su FishBase. URL consultato il 23/04/2024.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Fortini N., Nuovo atlante dei pesci delle acque interne italiane, Aracne, 2016, ISBN 978-88-548-9494-5.
  7. 1 2 3 4 5 Kottelat M., Freyhof J., Handbook of European Freshwater Fishes, Cornol (CH), Publications Kottelat, 2007, ISBN 88-7021-299-8.
  8. 1 2 Food items reported for Squalius cephalus, su fishbase.se. URL consultato il 23/04/2024.

Bibliografia

  • (EN) Kottelat M., Freyhof J., Handbook of European Freshwater Fishes, Cornol (CH), Publications Kottelat, 2007, ISBN 88-7021-299-8.
  • Fortini N., Nuovo atlante dei pesci delle acque interne italiane, Aracne, 2016, ISBN 978-88-548-9494-5.

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