Syngnathus acus
| Pesce ago | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa Bilateria |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Syngnathiformes |
| Sottordine | Syngnathoidei |
| Famiglia | Syngnathidae |
| Sottofamiglia | Syngnathinae |
| Genere | Syngnathus |
| Specie | S. acus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Syngnathus acus Linnaeus, 1758 | |
| Sinonimi | |
|
Dermatostethus punctipinnis Gill, 1862 | |

Il pesce ago[4] (Syngnathus acus Linnaeus, 1758), è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Syngnathidae[3].
Distribuzione e habitat
Questa specie è diffusa nell'Atlantico orientale, dalla Norvegia, Isole Fær Øer e isole britanniche alla Guinea Bissau. È presente anche nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nel mar Baltico[1].
Vive in habitat costieri e di foce, spesso in presenza di praterie di alghe, Zostera o altre fanerogame marine. Si incontra anche in ambienti rocciosi, sabbiosi o ciottolosi[1]. Può incontrarsi a profondità fino a 110 metri ma di solito non oltre i 15[2].
Descrizione
Come in tutti i pesci ago il corpo è molto allungato e sottile, con bocca piccola portata all'estremità di un muso tubolare[5]. In S. acus il muso è decisamente lungo e sottile, con la lunghezza che è da 4 a 7 volte maggiore dell'altezza. Le regione occipitale della testa[6], ovvero la zona tra l'occhio e le pinne pettorali[5] è rilevata e talvolta forma un angolo[6]. Gli anelli ossei sul corpo tipici dei Syngnathidae sono in numero di 17-20 anteriori all'apertura anale e 38-42 posteriori alla stessa. La pinna dorsale è unica, è composta da 32-40 raggi ed è posta su 7-9 anelli; la sua origine è sul primo anello postanale o sull'ultimo preanale. La pinna caudale ha da 9 a 10 raggi[7].
La colorazione è variabilissima[7] di solito a base bruna più o meno chiara[6] ma può essere anche grigiastra, verdastra o rossiccia. Il corpo è costellato di macchiette chiare e scure e spesso una fila di macchie bianche sono allineate sulla parte ventrale-laterale del corpo. La pinna dorsale è trasparente punteggiata di scuro, la pinna caudale è bruno scura con il bordo più chiaro[7].
La lunghezza giunge eccezionalmente a 50 cm[2] ma una misura più comune è intorno ai 35 cm. I maschi raggiungono misure maggiori[7].
Biologia
Riproduzione
Come nella generalità dei Syngnathidae, le uova vengono incubate dal maschio in una borsa incubatrice ventrale. Il corteggiamento viene effettuato dalla femmina, in risposta il maschio effettua un movimento vibrante. Nella tasca incubatrice del maschio ci possono essere fino a 400 uova. Ogni uovo misura fra 1,82 e 1,98 mm e ha colore arancio a causa della presenza di numerose goccioline oleose. I maschi con le uova si trovano tutto l'anno ma soprattutto in inverno. La larva alla schiusa misura tra 24 e 28 mm e ha la testa piegata in basso[7].
Alimentazione
La dieta si basa su piccoli crostacei bentonici e planctonici come anfipodi, isopodi, ostracodi, copepodi, eufausiacei e misidi. Secondariamente può nutrirsi anche di molluschi bivalvi e uova e larve di pesci[8].
Predatori
È riportata in letteratura la predazione da parte di Platycephalus indicus, Acanthopagrus schlegeli, Chelidonichthys capensis e Chelidonichthys spinosus[9].
Pesca
La specie non viene pescata se non accidentalmente e non non ha alcun valore né alimentare né commerciale[5].
Conservazione
L'unica minaccia nota per S. acus è la degradazione dell'habitat, in specie le praterie di fanerogame marine costiere. Tuttavia questa fonte di minaccia non appare grave né in incremento per cui la IUCN lo classifica come "a rischio minimo"[1].
Note
- 1 2 3 4 IUCN
- 1 2 3 FishBase
- 1 2 WoRMS
- ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
- 1 2 3 Costa, 1991, p. 203
- 1 2 3 Louisy, 2006, p. 367
- 1 2 3 4 5 Tortonese, 1975, pp. 446-448
- ↑ Food items reported for Syngnathus acus - FishBase
- ↑ Organisms Preying on Syngnathus acus
Bibliografia
- Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
- Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
- Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Syngnathus acus
Collegamenti esterni
- (EN) Syngnathus acus, su Catalogue of Life.
- (EN) Syngnathus acus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Syngnathus acus, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Syngnathus acus, su Lista rossa IUCN.
- (EN) Syngnathus acus, su FishBase. URL consultato il 25/07/2026.
- (EN) Bailly, N., Syngnathus acus, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 25 luglio 2026.
- (EN) Camins, E., Dyer, J., Planas, M. & Pollom, R., Syngnathus acus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 25 luglio 2026.
- (EN) Food items reported for Syngnathus acus, su fishbase.us. URL consultato il 25 luglio 2026.
- (EN) Organisms Preying on Syngnathus acus, su fishbase.us. URL consultato il 25 luglio 2026.
| Controllo di autorità | GND (DE) 4158250-0 |
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