Tetralycosa williamsi
| Tetralycosa williamsi | |
|---|---|
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Protostomia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Chelicerata |
| Classe | Arachnida |
| Ordine | Araneae |
| Sottordine | Araneomorphae |
| Superfamiglia | Lycosoidea |
| Famiglia | Lycosidae |
| Sottofamiglia | Artoriinae |
| Genere | Tetralycosa |
| Specie | T. williamsi |
| Nomenclatura binomiale | |
| Tetralycosa williamsi Framenau & Hudson, 2017 | |
Tetralycosa williamsi Framenau & Hudson, 2017 è un ragno appartenente alla famiglia Lycosidae.
Etimologia
Il nome proprio è in onore di William (Bill) Williams, (1936-2002), eminente limnologo australiano, pioniere dell'ecologia e della conservazione degli habitat dei laghi salati e mentore dell'autore Peter Hudson durante il dottorato[1].
Caratteristiche
L'olotipo maschile ha una lunghezza totale di 16,20mm: il cefalotorace è lungo 8,55mm, e largo 6,15mm[1].
Il paratipo femminile ha una lunghezza totale di 19,50mm: il cefalotorace è lungo 9,90mm, e largo 7,20mm[1].
Distribuzione
La specie è stata reperita nell'Australia meridionale[1]. Di seguito alcuni rinvenimenti:
- l'olotipo maschile rinvenuto a 2 Km dalla riva del Lago Gilles, un lago salato dell'Australia meridionale nell'ottobre 1995.
- un paratipo maschile, uno femminile e 2 esemplari juvenili rinvenuti nei pressi del Lago Gilles, in Australia meridionale nell'aprile 1980.
- un esemplare femminile, nei pressi del Lago Dutton, in Australia meridionale
Tassonomia
Appartiene all'eyrei-group insieme a T. eyrei, T. adarca e T. halophila[1].
Al 2021 non sono note sottospecie e dal 2017 non sono stati esaminati nuovi esemplari[1].
Note
Bibliografia
- Framenau, V.W. & Hudson, P., 2017 - Taxonomy, systematics and biology of the Australian halotolerant wolf spider genus Tetralycosa (Araneae: Lycosidae: Artoriinae). European Journal of Taxonomy vol.335, pp.1-72. PDF
Collegamenti esterni
- (EN) The world spider catalog, Lycosidae, Tetralycosa williamsi, su wsc.nmbe.ch. URL consultato il 3 dicembre 2021.
