Thalamitinae
| Thalamitinae | |
|---|---|
![]() | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Malacostraca |
| Sottoclasse | Eumalacostraca |
| Superordine | Eucarida |
| Ordine | Decapoda |
| Sottordine | Pleocyemata |
| Infraordine | Brachyura |
| Sezione | Eubrachyura |
| Sottosezione | Heterotremata |
| Superfamiglia | Portunoidea |
| Famiglia | Portunidae |
| Sottofamiglia | Thalamitinae Paulson, 1875 |
| Sinonimi | |
|
Caphyrinae Paulson, 1875 | |
| Genere | |
| vedi testo | |
Thalamitinae Paulson, 1875 è una sottofamiglia di crostacei decapodi marino appartenenti alla famiglia dei Portunidi.[1]
Si tratta di un raggruppamento tassonomico che, a differenza della maggior parte degli altri granchi con abitudini bentoniche appartenenti alla famiglia, occupano ecosistemi complessi come barriere coralline, mangrovie e zone intertidali rocciose, più consoni ai fondali della regione biogeografica dell'Indo-Pacifico.
Distribuzione e habitat
La distribuzione globale delle specie associate alla sottofamiglia mostra una netta prevalenza della regione biogeografica e oceanografica dell'Indo-Pacifico, nello specifico catturate, esaminate e classificate, da occidente a oriente, nel Mar Arabico, al largo del Subcontinente indiano, nel Sud-est asiatico, Australia, isole del Pacifico, fino alle Hawaii.[2]
Minore, pur se significativa, la presenza di molte specie in aree dell'Oceano Pacifico occidentale e insulari tropicali, tuttavia alcune sono tra quelle che da alcuni anni, come Thalamita oculea Alcock, 1899, sono rinvenute come aliene nel Mar Mediterraneo, causa della migrazione lessepsiana che descrive l'ingresso e la stabilizzazione di organismi marini dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez.[3]
Descrizione
Caratteristiche morfologiche salienti di questo taxa sono, come in tutti i Brachyura, un carapace brachitipo, ovvero trasverso (tipicamente più largo che lungo), spesso integrante, lungo il margine antero-laterale, una serie, tipicamente 5 o 6, di piccole protuberanze simili a denti o spine. Altra caratteristica tipica è l'adattamento dei pereiopodi, termine scientifico che sia nei crostacei stomatopodi che decapodi identificano le zampe[4], il primo nella tipica coppia di chele, qui forti, adattate alla predazione di organismi dal guscio duro, e affilate, e il quinto appiattito a formare ampie pinne, utilizzate per facilitare il nuoto, particolarità che fanno dei membri della famiglia dei predatori veloci e aggressivi.[5]
Tassonomia
Frutto di una profonda revisione nella gerarchia di classificazione dell'intera famiglia tramite tassonomia molecolare da parte di Nathaniel Evans nel 2018[6], sono tredici i generi accettati dalla comunità scientifica, qui di seguito riportati, dei quali tre estinti e giudicati affini grazie all'esame dei loro resti fossili:[1]
- Charybdis De Haan, 1833
- Eocharybdis Beschin, Busulini, De Angeli & Tessier, 2002 †
- Gonioinfradens Leene, 1938
- Goniosupradens Davie & Ng, 2024
- Lessinithalamita De Angeli & Ceccon, 2015 †
- Lissocarcinus Adams & White, 1849
- Mioxaiva Müller, 1979 †
- Thalamita Latreille, 1829
- Thalamitoides A. Milne-Edwards, 1869
- Thranita Evans, 2018
- Zygita Evans, 2018
Note
- 1 2 (EN) De Grave, Sammy (2019), Thalamitinae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 17 dicembre 2025.
- ↑ InvertEBase - Thalamitinae, su invertebase.org. URL consultato l'11 giugno 2026.
- ↑ (EN) Bella Galil et al., First record of Thalamita oculea Alcock, 1899 (Crustacea: Decapoda: Portunidae) in the Mediterranean Sea, in BioInvasions Records, vol. 13, n. 1, Helsinki, Regional Euro-Asian Biological Invasions Centre (REABIC), January 2024, pp. 97-107, DOI:10.3391/bir.2024.13.1.09, ISSN 2242-1300. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- ↑ Virgilio Dionisi e Luciano Poggiani, Glossario sui Crostacei Stomatopodi e Decapodi, su lavalledelmetauro.it, 15 agosto 2024.
- ↑ (EN) Peter J. F. Davie, Portunidae, in Crustacea: Malocostraca: Eucarida (Part 2), Decapoda—Anomura, Brachyura, collana Zoological Catalogue of Australia, 19.3B, CSIRO Publishing, 2002, pp. 442-446, ISBN 978-0-643-05677-0. URL consultato il 17 dicembre 2025. Ospitato su Google Libri.
- ↑ (EN) Nathaniel Evans, Molecular phylogenetics of swimming crabs (Portunoidea Rafinesque, 1815) supports a revised family-level classification and suggests a single derived origin of symbiotic taxa (PDF), in PeerJ, 6:e4260, 23 January 2018, DOI:10.7717/peerj.4260, ISSN 2167-8359. URL consultato il 17 dicembre 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Thalamitinae
Wikispecies contiene informazioni su Thalamitinae
Collegamenti esterni
- (EN) Thalamitinae, su Catalogue of Life.
- (EN) Thalamitinae, su Fossilworks.org.
- (EN) Thalamitinae, su WoRMS.
