Thymophylla

Thymophylla
Thymophylla acerosa
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
Genere Thymophylla
Lag., 1816
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
Genere Thymophylla
Specie

Thymophylla Lag., 1816 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere deriva dal greco "thymon" (= timo) e "phyllon" (= foglia).[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Mariano Lagasca y Segura (1776-1839) nella pubblicazione "Genera et species plantarum, quae aut novae sunt aut nondum recte cognoscuntur" (Gen. Sp. Pl. [Lagasca] 25) del 1816.[4]

Descrizione

Il portamento
Thymophylla pentachaeta
Le foglie
Thymophylla setifolia
Infiorescenza
Thymophylla micropoides
I fiori
Thymophylla tenuiloba

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo annuale, raramente perenne o arbustivo. In genere queste piante sono aromatiche.[3][5][6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa, espansa o decombente. Altezza media: 5–30 cm.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto, raramente alterno; sono sessili o picciolate. Sono ben distribuite lungo il caule e non formano rosette. La lamina può avere una forma da lineare a filiforme fino a spatolata con contorni interi o pennatosetti. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali peduncolati o sessili. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino di tipo radiato o raramente discoidi con fiori eterogami. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da spirale a emisferiche, composto da 8-13 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, persistenti, di tipo membranoso e connate con superficie ricoperta da ghiandole di diversi tipi, sono disposte in modo più o meno embricato su una (o due) serie. Può essere presente un calice esterno (ossia 1-8 brattee deltate esterne alla base dell'involucro). Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è usualmente privo di pagliette ("epaleato"). Diametro degli involucri: 2–7 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): da 5 a 21, sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 16 a 100) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, di colore per lo più giallo, in alcuni casi bianco; i lobi delle corolle sono papillosi sulla faccia superiore;
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo o giallo-arancio; le corolle sono da sparsamente a moderatamente ricoperte di tricomi ghiandolari.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno forme ovate e sono glabre. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme da acute a deltate con brevi appendici non vascolarizzate. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma da cilindrica a strettamente obconica o obpiramidale. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da 10-20 squame o setole talvolta connate alla base. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.[11]

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[6][7]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in America.[2] In particolare è distribuito dal sud-ovest degli Stati Uniti fino all’Argentina, indicando una buona capacità di dispersione e adattamento ecologico.[12]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10], oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi).[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Filogenesi

Il genere fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae.[15] La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.[9]

Nelle varie analisi di tipo filogenetico del DNA Thymophylla risulta monofiletico, il che significa che le specie del genere condividono un antenato comune esclusivo. È vicino al genere Strotheria, con il quale forma un clade ben supportato; insieme formano un "gruppo fratello". Nell'ambito della sottotribù Thymophylla si colloca all’interno di un gruppo più ampio che include diversi generi come Adenophyllum, Boeberoides, Comaclinium, Dysodiopsis, Dyssodia e Gymnolaena; tutti questi generi insieme formano il "core" delle Pectidinae.[12]

I caratteri distintivi del genere sono:[9]

  • il ciclo biologico delle piante è annuale.
  • le foglie sono ben distribuite lungo il caule e non formano rosette.
  • i capolini sono raccolti su cime tipo pannocchia aperta (raramente sono solitari).
  • il pappo è formato da numerose setole talvolta connate alla base.

Il numero cromosomico delle specie di Thymophylla è: 2n = 16.[9] Il numero cromosomico base di x = 8, condiviso con Strotheria è considerato derivato rispetto al numero ancestrale proposto per la tribù (x = 12), suggerendo un’evoluzione per riduzione aneuploide.[12]

Specie

Questo genere comprende 13 specie:[2]

  • Thymophylla acerosa (DC.) Strother
  • Thymophylla aurantiaca Rydb.
  • Thymophylla aurea (A.Gray) Greene ex Britton & A.Br.
  • Thymophylla concinna (A.Gray) Strother
  • Thymophylla gentryi (M.C.Johnst.) Strother
  • Thymophylla gypsophila (B.L.Turner) Strother
  • Thymophylla micropoides (DC.) Strother
  • Thymophylla mutica (M.C.Johnst.) Strother
  • Thymophylla pentachaeta (DC.) Small
  • Thymophylla setifolia Lag.
  • Thymophylla tenuifolia (Cass.) Rydb.
  • Thymophylla tenuiloba (DC.) Small
  • Thymophylla tephroleuca (S.F.Blake) Strother

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Aciphyllaea A.Gray
  • Belenidium Arn. ex DC.
  • Gnaphalopsis DC.
  • Hymenatherum Cass.
  • Lowellia A.Gray

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 4 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 4 ottobre 2025.
  3. 1 2 eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 4 ottobre 2025.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 4 ottobre 2025.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
  9. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 429.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
  12. 1 2 3 Loockerman et al. 2003
  13. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.
  15. ↑ Robinson 1981

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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