Thymus glabrescens
| Timo glabrescente | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Menthinae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. glabrescens |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. glabrescens |
| Nomenclatura binomiale | |
| Thymus glabrescens Willd., 1811 | |
| Nomi comuni | |
|
Timo profumatissimo | |
Il timo glabrescente (Thymus glabrescens Willd., 1811) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee.[1]
Etimologia
Il nome generico (Thymus) deriva da un antico nome greco usato da Teofrasto (371 a.C. – Atene, 287 a.C.), un filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici, per una pianta profumata utilizzata come incenso nei sacrifici.[2][3]
Descrizione


Queste piante arrivano ad una altezza di 10 – 20 cm. La forma biologica è camefita reptante (Ch rept), sono piante che si distinguono per l'accrescimento degli organi aderente al suolo, con carattere strisciante. In questa pianta sono presenti delle ghiandole essenziali.[3][4][5][6][7][8]
Radici
Fusto
La parte aerea del fusto è repente, ossia i fusti sono striscianti e radicanti ai nodi e terminano con un apice solamente foglioso (i fiori si trovano solamente sui rami laterali eretti). Il fusto è tetragono, con una sezione quadrangolare, a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici. La superficie è ricoperta da irti peli patenti lunghi 0,8 - 1,0 mm olotrichi (i peli sono distribuiti tutto intorno al fusto).
Foglie
Le foglie, sessili, lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2) e ogni coppia successiva è disposta ad angolo retto rispetto alla sottostante (disposizione decussata). La forma può essere strettamente ellittica o lanceolato-spatolata. La proporzione fra larghezza/lunghezza varia da 1:3 a 1:3,5. Le foglie lungo il fusto sono più o meno uguali fra loro. La superficie è villosa con nervi deboli (sono poco rilevanti è più o meno verdi). I fascetti basali e le stipole sono assenti.
Infiorescenza
Le infiorescenze sono formate da alcuni fiori raccolti in verticilli spicati eretti a forma da sferica a ovoide (le infiorescenze si trovano nella porzione superiore dei fusti che sono provvisti di peli patenti lunghi 0,5 - 0,7 mm). I verticilli sono terminali o (nel caso di infiorescenze allungate) ascellari distribuiti lungo il fusto più o meno spaziati. Le brattee dell'infiorescenza sono simili alle foglie.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice, ossia il perianzio, sono a 5 parti). Lunghezza del fiore: 4 – 6 mm.
- Il calice del fiore è del tipo gamosepalo e distintamente bilabiato (zigomorfo), con forme campanulate (convesso sul dorso) e terminate con 5 denti acuti disuguali: tre denti per il labbro superiore; due denti per quello inferiore. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina (10 - 13) di nervature longitudinali. Le fauci sono pelose per peli cotonosi e candidi. Lunghezza del calice: 3 – 4 mm. Lunghezza dei denti superiori: 0,6 - 1, 0 mm.
- La corolla, gamopetala, è a simmetria bilabiata (zigomorfa) con struttura 1/3) terminante con 4 lobi patenti (due petali sono concresciuti). Il tubo è cilindrico-campanulato ed è ricoperto in parte dal calice. Il labbro superiore è piegato all'insù; il labbro inferiore ha tre lobi oblunghi. I lobi sono appena smarginati. Il colore è da rosa a purpureo.
- Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami (una coppia è più lunga); sono tutti fertili e sporgono spaziati dal tubo corollino. I filamenti, adnati alla corolla, sono divergenti e ravvicinati al labbro superiore della corolla. Le antere, hanno forme più o meno arrotondate, mentre le teche sono due e separate. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[9]. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più o meno lungo come gli stami. Lo stigma è bifido con lobi subuguali. Il nettario è un disco alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.
- Fioritura: fiorisce nel periodo che va da maggio a agosto.
Frutti
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule (tetrachenio) secche, con forme da ovoidi a oblunghe, con superficie liscia e glabra. L'endosperma è scarso o assente.
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).[5][10]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Europeo, ma anche Sud Siberiano.

Distribuzione della specie in Italia
(Distribuzione regionale[11] – Distribuzione alpina[12])
In Italia questa specie è rara e si trova in modo discontinuo al Nord e Centro. Fuori dall'Italia, nelle Alpi, questa specie si trova in Austria (Länder dell'Austria Inferiore). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Carpazi.[12] - Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i prati aridi, gli affioramenti rocciosi, gli ambienti sabbiosi, i muri e i ripari sotto roccia. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[12]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico alpino Thymus glabrescens appartiene alla seguente comunità vegetale:[12]
- Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
- Classe: Festuco-Brometea
Tassonomia
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[7][13]. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Thymus fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae).[4][14]
Variabilità interspecifica e specie simili
Il genere Thymus è molto difficile da "trattare" in quanto le varie specie sono molto simili ad un esame superficiale. Solamente dopo una analisi completa del portamento compreso l'apice vegetativo e i rami laterali è possibile identificare un campione.[6] Fondamentalmente si possono trovare tre tipi di portamento:
- (1) "repente": i fusti sono striscianti e radicanti ai nodi e terminano con un apice solamente foglioso (i fiori si trovano solamente sui rami laterali eretti);
- (2) "pseudorepente": come sopra ma tutti gli apici sono fioriferi;
- (3) "suberetto": il fusto è brevemente strisciante e tutti gli apici sono fioriferi.
Importante nell'identificare le varie specie è anche il riconoscimento del carattere dei peli lungo il fusto: tipo, lunghezza e distribuzione. In particolare si riconoscono tre tipi di distribuzione dei peli:
- "olotrica": i peli sono distribuiti tutto intorno al fusto;
- "anfitrica": i peli si trovano solamente sulle facce opposte, alternate ad ogni internodo;
- "goniotrica": i peli sono presenti solamente sugli angoli del fusto.
Anche il tipo di nervatura delle foglie è soggetta a variabilità interspecifica. Si distinguono nervature "forti" quando i nervi sono più sporgenti e colorati diversamente (paglierino) rispetto alla superficie della foglia; e nervature "deboli" per nervi meno rilevanti e colorati più o meno di verde come le foglie.
La pianta di questa voce fa parte del Gruppo di Thymus serpyllum (Serpillo, Serpolino e Pepolino) comprendente (relativamente alla flora spontanea del territorio italiano) le seguenti specie (oltre a Thymus glabrescens): Thymus alpestris Tausch ex A.Kern., Thymus praecox Opiz, Thymus kosteleckyanus Opiz, Thymus oenipontanus Heinr. Braun, Thymus thracicus Velen., Thymus longicaulis C. Presl e Thymus pulegioides L.. Le specie di questo gruppo sono molto simili tra di loro e spesso vengono confuse le une con le altre; i caratteri comuni a questo gruppo sono:[6]
- la forma biologica può essere sia camefita reptante (Ch rept) che camefita suffruticosa (Ch suffr): nel primo caso gli organi sono aderenti al suolo, con carattere strisciante, nel secondo caso sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose); spesso si trovano forme intermedie;
- i fusti sono legnosi alla base, più o meno prostrati o striscianti e spesso radicanti ai nodi;
- le foglie hanno una consistenza coriacea; la pelosità è variabile;
- le infiorescenze sono dense con forme da sferiche a ovali, più o meno allungate; gli apici fioriferi sono eretti;
- il calice è lungo 3 – 5 mm; la fauci sono ricoperte da un ciuffo di peli bianchi e cotonosi;
- il colore della corolla è da purpureo a rosa; la corolla è lunga 5 – 6 mm;
- il frutto è incluso nel calice che è persistente;
L'habitat tipico per queste specie sono i prati aridi di tipo steppico, le pietraie e le rupi soleggiate.
La specie di questa voce è simile alle seguenti specie:[6]
- Thymus rudis A.Kern. ex Mazzetti, 1903: le foglie sono sparsamente cigliate e verso l'alto sono progressivamente ingrandite; inoltre le nervature sono prominenti.
- Thymus longicaulis C.Presl. (talvolta chiamato Thymus malyi Ronniger): la sezione del fusto è acutamente angolosa fino in alto e le foglie sono 4 - 5 volte più lunghe che larghe.
Un altro carattere soggetto a variabilità è la parte alta dei rami fioriferi che in alcune varietà sono a sezione rotonda.
Sinonimi
L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:[1]
- Thymus austriacus Bernh. ex Rchb.
- Thymus austriacus var. subaustriacus Ronniger ex Ferd.Weber
- Thymus benacensis Heinr.Braun
- Thymus brachyphyllus Opiz
- Thymus bracteatus Opiz [Invalid]
- Thymus collivagus Heinr.Braun ex Dalla Torre & Sarnth.
- Thymus comptus Griseb.
- Thymus degenianus Lyka [Invalid]
- Thymus loevyanus Opiz
- Thymus loevyanus Velen.
- Thymus loevyanus var. angustissimus Heinr.Braun ex Formánek
- Thymus loevyanus var. brachyphyllus (Opiz) Formánek
- Thymus loevyanus var. bracteatus (Opiz) Formánek
- Thymus loevyanus var. piligerus (Opiz ex Rchb.) Formánek
- Thymus loevyanus var. pilosus (Opiz) Formánek
- Thymus loevyanus var. serpens (Opiz) Formánek
- Thymus loevyanus var. sparsiflorus Heinr.Braun
- Thymus loevyanus var. stenophyllus Opiz ex Borbás
- Thymus loevyanus var. stenophyllus (Opiz) Formánek
- Thymus odoratissimus Mill, 1768
- Thymus piligerus Opiz ex Rchb.
- Thymus pilosus Opiz
- Thymus pilosus var. tokajensis (Lyka) Soó
- Thymus senilis Dichtl
- Thymus serpens Opiz
- Thymus serpyllum f. albipellis Lyka
- Thymus serpyllum f. ammophilus Lyka
- Thymus serpyllum f. amplior Lyka
- Thymus serpyllum var. austriacus (Bernh. ex Rchb.) Nyman
- Thymus serpyllum f. austriacus (Bernh. ex Rchb.) Lyka
- Thymus serpyllum var. benacensis (Heinr.Braun) Lyka
- Thymus serpyllum subsp. brachyphyllus (Opiz) Lyka
- Thymus serpyllum f. bugacensis Lyka
- Thymus serpyllum f. collivagus (Heinr.Braun ex Dalla Torre & Sarnth.) Lyka
- Thymus serpyllum f. convallarius Lyka
- Thymus serpyllum f. csikensis Lyka
- Thymus serpyllum f. cyclophyllus Lyka
- Thymus serpyllum subsp. degenianus Lyka
- Thymus serpyllum f. desertorum Lyka
- Thymus serpyllum f. eremita Lyka
- Thymus serpyllum f. euryphyllastrum Lyka
- Thymus serpyllum f. firmus Lyka
- Thymus serpyllum subsp. glabrescens (Willd.) Lyka
- Thymus serpyllum f. intermittens Lyka
- Thymus serpyllum f. loessaceus Lyka
- Thymus serpyllum f. loevyanus (Opiz) Lyka
- Thymus serpyllum f. nyaradyanus Lyka
- Thymus serpyllum f. obtusus Lyka
- Thymus serpyllum f. piligerus (Opiz ex Rchb.) Lyka
- Thymus serpyllum var. piligerus (Opiz ex Rchb.) Lyka
- Thymus serpyllum var. pratensis Lyka
- Thymus serpyllum f. rapaicsii Lyka
- Thymus serpyllum f. reversus Lyka
- Thymus serpyllum f. serpens (Opiz) Lyka
- Thymus serpyllum var. serpens (Opiz) Lyka
- Thymus serpyllum f. sparsipilus (Borbás) Lyka
- Thymus serpyllum f. tokajensis Lyka
- Thymus serpyllum f. transdanuvianus Lyka
- Thymus serpyllum f. vinealis Lyka
- Thymus sooi Lyka ex Soó
- Thymus sooi var. nyirsegensis Soó
- Thymus sparsipilus Borbás
- Thymus stenophyllus Opiz
Note
- 1 2 (EN) Thymus glabrescens, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 379.
- 1 2 Motta 1960, Vol. 3 - pag. 841.
- 1 2 Kadereit 2004, pag. 238.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 3 4 Pignatti, vol. 2 – pag. 492.
- 1 2 3 Judd, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti, vol. 2 – pag. 437.
- ↑ Conti et al. 2005, pag. 175.
- 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 148.
- ↑ (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Olmstead 2021.
Bibliografia
- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 2 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al, Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- (EN) Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
- Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
- F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Thymus glabrescens IPNI Database
- Thymus glabrescens EURO MED - PlantBase Checklist Database
