Toss Woollaston

Mountford Tosswill Woollaston, detto Toss (Toko, 11 aprile 1910 – Upper Moutere, 30 agosto 1998), è stato un pittore neozelandese, considerato uno dei più importanti artisti neozelandesi del XX secolo[1].
Biografia
Nato a Toko, Taranaki nel 1910, Woollaston frequentò la scuola elementare a Stratford e successivamente la Stratford Technical High School. Nel 1931 studiò arte all'Università di Canterbury di Christchurch,[1] dove ebbe come insegnante, tra gli altri, Margaret Stoddart.[2] Si interessò al modernismo dopo essersi trasferito a Dunedin per studiare con R. N. Field presso la scuola d’arte annessa al King Edward Technical College. Come Woollaston osservò nella sua autobiografia Sage Tea, l'opera di Field «trasmetteva direttamente, senza l'intervento del soggetto, l'emozione dell'atto stesso di dipingere».[3]
Durante gli studi alla scuola d'arte, Woollaston conobbe Rodney Kennedy e i due divennero amanti, rimanendo amici per tutta la vita anche dopo il matrimonio di Woollaston nel 1936 con Edith Alexander, anch'essa studentessa d'arte a Dunedin.[4] Edith crebbe i loro quattro figli.[5]
Kennedy divenne in seguito una forza trainante delle arti d'avanguardia a Dunedin e uno dei principali produttori teatrali del Paese. Fu uno dei primi sostenitori e collezionisti dell'opera di Woollaston e divenne compagno di lunga data di Charles Brasch, un altro appassionato collezionista di arte contemporanea neozelandese.[6] Nel 1934 Woollaston e la sua famiglia si stabilirono a Māpua, vicino a Nelson, ma continuarono a far parte di una ristretta cerchia di artisti e scrittori locali che includeva Colin McCahon, Anne Hamblett, Ursula Bethell, Charles Brasch e Ron O'Reilly. Tra di loro si scambiavano un sostegno continuo, morale, critico e finanziario.[7] Nel 1936 Woollaston fu invitato per la prima volta a esporre con The Group a Christchurch,[8][9] diventandone membro nel 1940.[10] Continuò a partecipare a 27 mostre di The Group e fu incluso nella retrospettiva del 1977.[11]
In qualità di lavoratore a tempo pieno in un frutteto, Woollaston fu esonerato dal servizio militare durante la Seconda guerra mondiale e trascorse gran parte degli anni Quaranta nella zona di Māpua. Dopo la guerra, nel 1950, la famiglia si trasferì a Greymouth e il paesaggio della Costa Occidentale divenne un elemento centrale dell’opera di Woollaston. Si guadagnava da vivere come venditore per la Rawleighs,[12] anche se l’impegno lavorativo gli lasciava poco tempo per dipingere.[13] Preoccupata dal fatto che Woollaston si lasciasse distrarre dalla sua arte, la direzione della Rawleighs una volta lo ammonì, dicendogli che, sebbene «l'arte potesse essere la panna sul tuo caffè, la Rawleighs era il tuo pane quotidiano».[14] Una borsa di studio annuale assegnata dalla Federation of New Zealand Art Societies nel 1958 gli permise di recarsi in Australia, dove studiò i dipinti dei Maestri antichi alla National Gallery of Victoria.[15] La Galleria rimase colpita dall'opera di Woollaston e acquistò il dipinto Edith with a Lamp[16] insieme a una serie di disegni che egli aveva realizzato ispirandosi alle opere della collezione della Galleria, tra cui Analytical study of Poussin's ‘Crossing of the Red Sea’.[17]
Negli anni '60 Woollaston riuscì finalmente a dedicarsi alla pittura a tempo pieno e a guadagnarsi da vivere con il suo lavoro, grazie anche a una seconda borsa di studio. Nel 1962 questa seconda borsa di studio gli permise di compiere un viaggio in Europa e negli Stati Uniti.[15] Nel 1968 i Woollaston si trasferirono a Riwaka, vicino a Nelson, e costruirono una casa. Era un luogo con “associazioni romantiche”, poiché Woollaston vi aveva vissuto brevemente all'età di diciotto anni, in un periodo in cui era deciso a diventare poeta.[18] Philip Woollaston, il più giovane dei quattro figli di Woollaston, mantenne i legami della famiglia con la zona. Fu deputato (laburista) per Nelson dal 1981 al 1990 e attualmente gestisce il Toss Woollaston Trust. Edith Woollaston morì nel 1987 in seguito a un grave ictus, all'età di 83 anni. Dopo la sua morte, Woollaston strinse una stretta amicizia con Anne Martindell, che era stata ambasciatrice degli Stati Uniti in Nuova Zelanda dal 1979 al 1981. Trascorsero del tempo viaggiando insieme negli Stati Uniti.[19]
L'amicizia con Colin McCahon
McCahon vide per la prima volta le opere di Woollaston quando frequentava il liceo. Nel suo saggio Beginnings, pubblicato su Landfall, McCahon ricorda: «Incontrai l’artista di persona alcuni anni dopo; vidi di persona il paesaggio di Nelson e compresi meglio la disciplina che il pittore imponeva al suo soggetto... Ricordo ancora le rivelazioni di quella prima mostra».[20] Fu l’inizio di una lunga collaborazione e amicizia, ma, dato che i due uomini si trovavano raramente nello stesso posto allo stesso tempo, gran parte di essa si svolse per corrispondenza. Nel 1959 Woollaston compì il passo insolito di sostenere pubblicamente McCahon recensendo il lavoro dell’amico nella mostra Eight New Zealand Painters III su The Star (Christchurch). Woollaston commentò che «l’artista è in effetti spesso solo quando la sua visione si contrappone alla volontà collettiva del pubblico... per cose già consolidate dalla ripetizione...».[21] Lo stesso anno McCahon dedicò a Woollaston il dipinto Toss in Greymouth.[22][23] Woollaston sostenne pubblicamente McCahon di nuovo l’anno successivo, quando l’opera del giovane artista Painting vinse l’Hay’s Art Competition. La protesta pubblica, compreso il commento del critico d'arte di The Press secondo cui si trattava «... di nessuna immagine di nulla», fu fortemente criticata dalla recensione di Woollaston su The Press.[24] Molto più tardi, nel 1980, McCahon fece riferimento diretto a un legame con Woollaston nel titolo di un'importante opera in bianco e nero, A Painting for Uncle Frank,[25] intitolata in onore dello zio profondamente religioso di Woollaston.
Stile pittorico
Pur essendo appassionato e dotato di talento, dopo aver lasciato l’Accademia d’arte Woollaston era ancora alla ricerca di un modo personale per esprimersi. Lo trovò nel 1935 negli insegnamenti del pittore cubista tedesco Hans Hoffman, grazie all’artista Flora Scales.[26] La Scales aveva conservato gli appunti delle lezioni seguite da Hoffman durante il suo soggiorno in Germania e Woollaston ne fece una copia per il proprio studio. Hoffman aveva analizzato l'opera di Cézanne e la rotazione dei piani e la prospettiva accorciata dei primi piani che ne derivava affascinarono il giovane pittore.[27] Woollaston ammirava profondamente Cézanne sin da quando, da ragazzo, ne aveva visto le riproduzioni nell'Enciclopedia per bambini di Arthur Mee.[28] Nella sua autobiografia scrisse: «I quadri sono pieni di un nuovo tipo di spazio... creato dalle due dimensioni del piano pittorico stesso...»[29] Il trasferimento a Greymouth portò un approccio lineare più espressionista al suo lavoro. Gli scrittori d'arte Hamish Keith e Gordon Brown lo descrissero come dotato di «un maggiore controllo, con la capacità di usare il colore in un modo che suggerisce luminosità».[30] Fin dall'inizio Woollaston dipinse, accanto ai paesaggi, soggetti figurativi che erano in gran parte la sua famiglia e i suoi amici più stretti. Lo storico dell'arte Tony Green descrisse le sue prime opere come «le più vicine a un rifiuto radicale delle vecchie norme rappresentative ... con il loro richiamo all’autorità di un sentimento naturale universale, invece che a tecniche di accurata trascrizione del visibile.[31] Un buon esempio di ciò è Figures from Life (1936), un doppio ritratto della moglie di Woollaston, Edith, e del suo caro amico Rodney Kennedy. Peter Tomory, quando era direttore dell’Auckland City Art Gallery, lo definì «il primo ritratto moderno in Nuova Zelanda».[32] L'interesse di Woollaston per i ritratti continuò per tutta la sua carriera pittorica e, come osservato dalla curatrice e scrittrice Jill Trevelyan, dopo aver visto le opere principali di Goya al Museo del Prado di Madrid nel 1963, introdusse una maggiore complessità nei suoi dipinti. Ciò è chiaramente visibile in The Buchan Family (1963–64),[33] dove Trevelyan osserva: «La composizione crea un effetto di grande energia e dinamismo».[34] Nel 1971 Woollaston compì un’altra svolta, questa volta con l’aiuto del suo mercante d’arte di Wellington Peter McLeavey, che gli suggerì di lavorare su scala più ampia utilizzando fogli interi di pannello rigido da 9 x 4 piedi (274 x 121 cm). Woollaston scrisse a Charles Brasch: «Le dimensioni hanno un effetto curioso sui miei sentimenti riguardo agli altri lavori. Mi sento stimolato».[35]
Principali mostre personali
- 1936 M. T. Woollaston La sua prima mostra personale a Dunedin, organizzata da Rodney Kennedy.[36]
- 1948 M. T. Woollaston Biblioteca pubblica di Wellington. Organizzata da Ron O’Reilly.[37]
- 1954 M. T. Woollaston Galleria del Centro di Architettura di Wellington.[38]
- 1959 M. T. Woollaston Galleria 91, Christchurch. La galleria era gestita da Barbara Brooke, che in seguito fondò la Brooke Gifford Gallery insieme a Judith Gifford.[39]
- 1962 M. T. Woollaston Durham Street Art Gallery, Christchurch.[40]
- 1968 M. T. Woollaston: Dipinti, disegni e acquerelli Peter McLeavey Gallery, Wellington. Questa fu la prima mostra di Woollaston presso la galleria di Peter McLeavey. Nel corso della sua vita avrebbe tenuto altre 18 mostre con il gallerista di Wellington.[41]
- 1969 Dunedin Public Art Gallery.
- 1973 MT Woollaston Works / 1933-1973 Manawatu Art Gallery, Palmerston North.[42]
- 1977 M.T. Woollaston Life Drawings Suter Art Gallery, Nelson (mostra itinerante).[43]
- 1979 Woollaston a Wellington, Dowse Art Gallery, Lower Hutt
- 1979 Woollaston: disegni e acquerelli, Suter Art Gallery, Nelson.[44]
- 1992 Toss Woollaston: una retrospettiva, Museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa. (mostra itinerante)
Selezione di mostre collettive
- 1936 The Group Woollaston espose sei opere, tra cui Figures from Life.[45]
- 1949 McCahon / Woollaston Galleria Helen Hitchings, Wellington.[46] Hitchings disse in seguito a proposito della mostra: «L’impatto di questi due pittori fu straordinario, specialmente insieme! Non si era mai visto nulla di simile!»[47]
- 1952 15 New Zealand Painters Irving Galleries, Londra.[48]
- 1959 Eight New Zealand Painters (mostra itinerante).[49] Il critico JNK disse dell’opera di Woollaston: «C’è una tranquilla forza spirituale in queste composizioni grandi, spaziose e dipinte con pennellate decise».[50]
- 1961 Painting from the Pacific, Auckland City Art Gallery
- 1963 MT Woollaston – Colin McCahon: a Retrospective Exhibition, Auckland City Art Gallery.[51]
- 1964 Pittura e ceramica contemporanea neozelandese Takashimaya Department Store, Tokyo, Giappone. Organizzata dal Queen Elizabeth II Arts Council (in tournée in Giappone, Malesia e India). Esposta durante le Olimpiadi di Tokyo. Oltre a Woollaston, la mostra includeva dipinti di Colin McCahon, Don Peebles e ceramiche di Len Castle e Barry Brickell, tra gli altri. “Per contribuire a contrastare l'impressione che siamo una nazione di pastori”.[52]
- 1965 Pittura contemporanea in Nuova Zelanda, Commonwealth Institute, Londra.[53]
- 1970-71 Pittura contemporanea in Nuova Zelanda: dodici artisti. Smithsonian Institution, Washington.
- 1971 111 vedute del Monte Egmont, Govett-Brewster Art Gallery, New Plymouth.[54]
- 1977 Woollaston: a Taranaki Excursion, Govett-Brewster Art Gallery, New Plymouth. Per celebrare il centenario di New Plymouth, la Govett-Brewster Art Gallery invitò Woollaston a trascorrere un mese in città realizzando dipinti da esporre nella galleria.[55]
- 1981 New Zealand Painting 1940-1960: Conformity and Discussion (mostra itinerante).[56]
- 1986 Contenuto/Contesto: una rassegna dell'arte neozelandese recente, National Art Gallery, Wellington.[57]
Polemiche
Nel 1977 il direttore della Govett-Brewster Art Gallery di New Plymouth, Ron O'Reilly, propose al Consiglio comunale di New Plymouth l'acquisto dell'opera Moturoa di Woollaston[58] per la collezione. Il sindaco D. V. Sutherland rispose affermando che l'artista avrebbe "senza sforzo guadagnato una fortuna". Fu uno dei tanti attacchi del Consiglio agli acquisti durante il mandato di O'Reilly. Nella sua vivace difesa, O'Reilly disse al Consiglio: “La nostra politica è quella di acquistare opere contemporanee e Woollaston è uno dei principali pittori contemporanei. Non voglio discuterne”. Come per una serie di altri acquisti controversi, O'Reilly ottenne ciò che voleva.[59]
Scritti pubblicati
Nel corso della sua carriera, Woollaston è stato autore di numerose pubblicazioni di critica d'arte e saggi.
Articoli e lettere
Una delle prime riviste a pubblicarlo fu Tomorrow, la prima rivista di sinistra della Nuova Zelanda curata da Kennaway Henderson. La rivista iniziò ad essere pubblicata nel 1934. Nel numero dell’aprile 1936 Woollaston contribuì, con quello che sarebbe diventato il suo tipico stile schietto e provocatorio, con l’articolo Vita, arte e il manifesto borghese. «L’antidoto a un idealismo facile e malinconico sulla vita e sull’arte è la piena consapevolezza dell’implacabile inimicizia che esiste tra un artista che conserva l’intensità della sua vocazione e la borghesia...», scrisse Woollaston.[60] Scrisse anche per la rivista Art in New Zealand e inviava regolarmente lettere a entrambe le pubblicazioni e ai giornali locali. La poesia fu inoltre una passione che lo accompagnò per tutta la vita.
Negli anni Sessanta, quando Woollaston viaggiò all’estero, inviò una serie regolare di commenti osservativi sull’arte che aveva visto e su come questa lo avesse colpito. La sua serie An Artist Abroad fu pubblicata su The Press dal 1962 al 1963. Una tipica rubrica descrive la sua passeggiata al Prado di Madrid, dove trascorre del tempo davanti all’Esecuzione del 3 maggio di Goya. Raccontò ai suoi lettori di aver scoperto che «Goya, pur non attenuando in alcun modo il loro destino, li aveva inondati di compassione».[61]
Libri
- 1962 The Far-away Hills: a Meditation on New Zealand Landscape. Originally presented as an autobiographical lecture to the Auckland Gallery Associates and published by the Auckland City Art Gallery.
- 1966 Erua. Woollaston began a series of studies of Māori schoolboy Rodney Gutteridge, in preparation for a painting in 1961. A selection of these studies accompanied by Woollaston's observations was published by Blackwood & Janet Paul Ltd.[62]
- 1980 Sage Tea: an Autobiography.[63] Woollaston sets the tone with the first line of this autobiography, ‘My Mother wished I had been a daughter.’ The book tells Woollaston's story from birth to 1936. The book was published by William Collins Publishing (Auckland).
Collezioni
Woollaston è presente nelle seguenti collezioni pubbliche:
- Arts House Trust, Auckland. La collezione comprende 81 studi di Woollaston dedicati a Erua.[64]
- Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki.
- Christchurch Art Gallery Te Puna o Waiwhetu.[65]
- Dowse Art Museum, Lower Hutt
- Dunedin Public Art Gallery.[66]
- Govett-Brewster Art Gallery, New Plymouth.[67]
- National Gallery of Victoria, Melbourne.[68]
- Te Manawa, Palmerston North.[69]
Premi
- 1958 Premio Fellowship dell'Associazione delle Società Artistiche della Nuova Zelanda.[70]
- 1960 Premio Fellowship dell'Associazione delle Società Artistiche della Nuova Zelanda.[71]
- 1961 Borsa di viaggio concessa dal Consiglio Consultivo per le Arti.[72]
Woollaston fu nominato Knight Bachelor nell'ambito delle onorificenze per il compleanno della Regina nel 1979,[73] diventando il primo neozelandese a ricevere il titolo di cavaliere per i servizi resi all'arte (Peter Siddell fu il secondo).
Morte
Woollaston morì a Upper Moutere il 30 agosto 1998 all'età di 88 anni.[1]
Note
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Collegamenti esterni
- (EN) Toss Woollaston - Landscape with fire - (1960), su vuw.ac.nz:80. URL consultato il 27 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2007).Victoria University of Wellington]
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