Uria aalge

Uria
una coppia di Uria aalge con un piccolo
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseTetrapoda
ClasseAves
SottoclasseNeornithes
OrdineCharadriiformes
FamigliaAlcidae
GenereUria
SpecieU. aalge
Nomenclatura binomiale
Uria aalge
(Pontoppidan, 1763)
Sinonimi

Colymbus aalge Pontoppidan, 1763
Uria aalge aalge
(Pontoppidan, 1763)
Uria aalge albionis
Witherby, 1923
Uria aalge californica
Bryant, 1861
Uria aalge ibericus
Bernis, 1948
Uria aalge hyperborea
Salomonsen, 1932
Uria aalge inornata
Salomonsen, 1932
Uria troile ?
[2][3]

Areale

     Aree di nidificazione

     Stanziale

     Aree di svernamento

L'uria comune (Uria aalge (Pontoppidan, 1763)), o uria[4] è un uccello della famiglia Alcidae.[5]

Descrizione

L'uria comune presenta una livrea marrone nerastra superiormente e bianca inferiormente, il collo è sottile e le sue proporzioni sono meno tozze di quelle della gazza marina, il becco è sottile, scuro, lungo e appuntito.[6][7] Presenta anche una striscia bianca sulle ali.[6] Le zampe palmate sono nere o grigiastre, a terra ha un portamento eretto. Gli adulti hanno una lunghezza di 38–45 cm e un peso di 0,85-1,1 kg; non presenta dimorfismo sessuale.[8][9]

Biologia

Alimentazione

Si nutre di pesci e piccoli invertebrati che cattura inseguendoli sott'acqua anche per vari minuti; grazie alle ali brevi e appuntite è abile sia nel nuoto che nel volo (rapido ma solo su brevi distanze); per tuffarsi in acqua non sbatte le ali, anche quando discende dalle scogliere.[6][10]

Riproduzione

Nel periodo riproduttivo le urie si riuniscono e formano colonie di migliaia di individui (spesso miste con altri uccelli marini), su sporgenze rocciose a picco sul mare con una densità di circa 20 coppie per metro quadrato, dove il territorio di una coppia corrisponde allo spazio occupato dagli individui.[10][11] Le colonie si trovano spesso in prossimità di zone ad alta pescosità per via della presenza di plancton.[6][12]

Uova

La coppia (monogama) deposita un solo uovo all'anno direttamente sulla roccia o sulla nuda terra e lo cova stando in piedi direttamente sulla roccia della scogliera. L'uovo è piriforme (forma a pera), il che è da mettere in relazione al fatto che l'uria cova direttamente sulla roccia della scogliera e tale forma riduce la possibilità che l'uovo rotoli verso il mare. Le uova sono inoltre di colore diverso e presentano macchiettature brune diverse da uovo a uovo per permettere ai genitori di riconoscerle.[9][13][14] La cova dell'uovo (che pesa il 10% del peso della madre) dura 30-35 giorni, ma già due giorni prima della schiusa i piccoli rompono la camera d'aria dell'uovo e pigolano stabilendo un contatto con i genitori. Il pulcino, rivestito da un piumino grigio-nero, per i primi 4-7 giorni deve essere scaldato dai genitori (come per altri nidifughi), dopo il quinto giorno spuntano le penne e dopo 3 settimane, con il piumaggio di transizione completo, i piccoli, che pesano un quarto di un adulto, sono pronti a lasciare il nido per completare il loro sviluppo in mare.[6][12] Per nutrirlo i genitori portano al nido un solo pesce nel becco e per questo devono fare molti viaggi in mare.[15] Dopo 3 settimane i genitori chiamano dal mare i figli, che si buttano anche da 20–50 m d'altezza (non sapendo volare); ma grazie all'elasticità delle ossa e alla loro leggerezza, gli eventuali impatti sulle rocce sono meno pericolosi.[12]

I suoi predatori naturali sono stercorari, corvi imperiali, rapaci e pesci predatori in mare.[6]

Distribuzione e habitat

U. aalge aalge, varietà "dalle redini"

Nidificano in affollate colonie su isole, coste rocciose e scogliere in:

Tassonomia

Sono state descritte 5 sottospecie:[5]

Curiosità

Le urie sono fonte di sostentamento per le popolazioni del nord che ogni anno raccolgono dalle colonie circa 2 milioni di uova, raccolte sulle scogliere da uccellatori esperti, e 1 milione di adulti (in genere conservati sotto sale). Queste cacce però sono controllate e non mettono in pericolo la popolazione.[6][12]

Note

  1. ↑ (EN) BirdLife International 2012, Uria aalge, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ Uria aalge, su sealifebase.ca. URL consultato il 23 giugno 2026.
  3. ↑ Uria aalge, su marinespecies.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  4. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  5. 1 2 (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Alcidae, in IOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. URL consultato il 19 maggio 2014.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 Lecaldano, p. 190.
  7. ↑ Faglia, p. 137
  8. ↑ Faglia, p. 137.
  9. 1 2 Burnie, p. 78.
  10. 1 2 Burnie, p. 69.
  11. ↑ Faglia, p. 136, 137.
  12. 1 2 3 4 Dossenbach, p. 200.
  13. ↑ Faglia, p. 136.
  14. ↑ Dossenbach, p. 152, 200.
  15. ↑ Dossenbach, p. 198.

Bibliografia

  • Monique Dossenbach, Hans D. Dossenbach, La meravigliosa vita degli uccelli, traduzione di Emanuele Suss, Brescia, Editrice La Scuola, 1984 [1979], ISBN 8835073871.
  • Paolo Lecaldano (a cura di), Il mondo degli animali volume IV, con 23 carte e 646 illustrazioni, vol. 4, Milano, Rizzoli, 1969.
  • David Burnie (a cura di), Animali volume 2, in Grande enciclopedia per ragazzi, traduzione di Simonetta Bertoncini, Mariella Citterio, vol. 2, Roma, La Repubblica, 2005 [2001].
  • Matteo Faglia (a cura di), Uccelli. Atlante fotografico degli animali, in Atlante fotografico degli animali, Novara, De Agostini, 2012 [2010], ISBN 978-88-418-7492-9.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Uria aalge, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
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