Vernoniinae
Vernoniinae Cass. ex Dumort., 1829 è una sottotribù di piante angiosperme dicotiledone della famiglia delle Asteracee.[1][2][3][4]
Etimologia
ll nome di questo gruppo deriva dal suo genere più importante Vernonia Schreb., 1791 il cui nome a sua volta è stato dato in ricordo del botanico inglese William Vernon morto nel 1711. ll nome scientifico ed è stato definito dai botanici Barthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878), botanico, naturalista e politico belga e Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781 – 1832), botanico e naturalista francese, nella pubblicazione "Analyse des Familles de Plantes: avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent. Tournay - 31. 1829" del 1829.[5]
Descrizione

Vernonanthura cordata

Cyrtocymura scorpioides

Eirmocephala brachiata

Vernonia galamensis
L'habitus delle specie di questa sottotribù è in prevalenza di tipo arbustivo (sono presenti anche alberi, vigne e erbe) con superfici sia glabre che densamente pubescenti (sono presenti sia peli semplici che peli a forma di "T"). I generi arbustivi sono: Vernonia, Vernonanthura, Cololobus, Trepadonia, Dasyanthina e Quechualia; gli altri fondamentalmente sono più o meno erbacei. La parte ipogea del fusto può essere un rizoma (Vernonia) o anche tuberosa (Vernonanthura). Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.[2][3][6][7][8][9]
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno (a parte alcune specie con foglie disposte in modo opposto come nel genere Trepadonia). La lamina è intera a forma lanceolata (Cololobus, Dasyanthina o Quechualia), ma sono presenti anche altre forme di lamina (lineari in Vernonia). Le venature sono di tipo pennato.
Le infiorescenze sono di vario tipo: monocefale o con molti capolini, sia corimbose che di tipo tirsoide (= pannocchia), sia cimose (terminali) o ascellari, in tutti i casi con capolini separati. I capolini sono composti da un involucro formato da diverse brattee (vedi tabella per il numero) che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Gli involucri sono formati da brattee persistenti; queste possono essere anche mucronate. Il ricettacolo è piano e privo di pagliette a protezione della base dei fiori.
I fiori (vedi tabella per il numero) sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi (raramente possono essere zigomorfi).
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
Corolla: le corolle dei fiori tubulosi in genere sono regolari a 5 lobi terminali; i lobi sono pelosi all'interno e appena incurvati all'esterno. Il colore è normalmente lavanda, rosa, viola, porpora o bianco.
Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[7] Le basi delle antere sono caudate o prive di coda e ricoperte di ghiandole. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) e echinato (con punte),[11] inoltre la parte più esterna dell'esina è parzialmente sollevata a forma di creste e depressioni (polline "lophato").
Gineceo: Lo stilo è filiforme. La base dello stilo è con nodi. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti, sono sottili, appuntiti e pelosi. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna.[12]
I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono per lo più cilindrici (non bicornuti e raramente compressi) o a forma prismatica. Sono provvisti di rafidi subquadrati o allungati ma privi di fitomelanina; in alcune specie sono presenti anche tessuti di tipo idioblasto. Il pappo spesso è doppio con due serie di setole (raramente si presenta con una coroncina).
Struttura dell'involucro, del capolino e dell'achenio
| Genere | Numero brattee dell'involucro | Numero fiori per capolino | Numero coste/angoli dell'achenio |
|---|---|---|---|
| Cololobus | circa 35 in 4 - 6 serie | 20 - 30 | 8 - 10 coste |
| Cyrtocymura | 30 - 40 in circa 3 serie | 14 - 30 | 10 coste |
| Dasyanthina | circa 60 in 5 - 6 serie | circa 25 | 8 - 10 coste |
| Eirmocephala | 24 - 65 in circa 4 serie | 7 - 35 | 10 venature |
| Quechualia | 60 - 90 in 5 - 6 serie | 30 - 55 | 8- 10 coste |
| Trepadonia | circa 25 in circa 5 serie | 8 - 10 | 10 coste |
| Vernonanthura | 6 - 30 in 4 - 10 serie | 4 - 30 | 8 - 10 coste |
| Vernonia | circa 50 in 5 - 6 serie | 8 - 120 | 5 - 10 coste |
| Vickianthus |
Biologia
- Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
- Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
- Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
La distribuzione delle specie di questa sottotribù è fondamentalmente sparsa tra il Centro e il Sud America (un genere è africano). L'habitat è vario, da temperato a tropicale.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[13]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][2][3]
Generi
La sottotribù Vernoniinae comprende 9 generi e oltre 400 specie.[2][3][14]
- Cololobus H.Rob., 1994 (5 spp.)
- Cyrtocymura H.Rob., 1987 (6 spp.)
- Dasyanthina H.Rob., 1993 (2 spp.)
- Eirmocephala H.Rob., 1987 (3 spp.)
- Quechualia H.Rob., 1993 (4 spp.)
- Trepadonia H.Rob., 1994 (2 spp.)
- Vernonanthura H.Rob., 1992 (72 spp.)
- Vernonia Schreb., 1791 (325 spp.)
- Vickianthus H.Rob., 2023 (10 spp.)
Nota: rispetto ad un primo assetto (negli anni 80 del secolo scorso), questa sottotribù attualmente è stata notevolmente ridotta. Recentemente in base a studi sul DNA di tipo filogenetico la tribù è passata da 25 generi[2] agli attuali 8.[3] I generi esclusi sono i seguenti (tra parentesi il nuovo assetto):
- Albertinia K.P.J. Spreng, 1820 (Lychnophorinae)
- Chrysolaena H.Rob (Lepidaploinae)
- Dipterocypsela S.F.Blake (Dipterocypselinae)
- Echinocoryne H.Rob (Lepidaploinae)
- Harleya S.F.Blake (Lepidaploinae)
- Heterocypsela H.Rob. (Dipterocypselinae).
- Lepidaploa Cass. (Lepidaploinae)
- Lessingianthus H.Rob (Lepidaploinae)
- Manyonia H.Rob. (Dipterocypselinae)
- Mattfeldanthus H.Rob. & R.M.King (Lepidaploinae)
- Pseudopiptocarpha H.Rob. (Lepidaploinae)
- Stenocephalum Sch. Bip. (Lepidaploinae)
- Stilpnopappus Mart. ex DC., (Lepidaploinae)
- Sparganophorus Vaill. (Lepidaploinae - sinonimo di Struchium)
- Xiphochaeta Poepp., (Lepidaploinae)
- Centrapalus Cass., 1817. Quest'ultimo genere è in posizione incerta in quanto è considerato un sinonimo di Vernonia,[15] ma anche un genere della sottotribù Centrapalinae H.Rob.[4]
Filogenesi
Le piante di questo gruppo appartengono alla tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl.. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo.[4] Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Vernoniinae appartengono al clade relativo all'America (a parte il genere Vernonia).[16]
La sottotribù si distingue per i seguenti caratteri principali:[2]
- le appendici delle antere hanno le pareti sottili, spesso con ghiandole o peli
- il polline può essere "lophato", ma anche non "lophato"
Nell'ambito della tribù il gruppo delle Vernoniinae (insieme alle sottotribù Chrestinae e Lychnophorinae) è stato uno degli ultimi a evolversi (occupa quindi una posizione vicina al "core" della tribù). La sottotribù Vernoniinae non è monofiletica in quanto i suoi membri sono sparsi in più cladi. I generi Vernonia e Vernonanthura formano un "gruppo fratello" con la sottotribù Chrestinae, mentre il genere Cyrtocymura è vicino alla sottotribù Lepidaploinae.[16] In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù di questo genere (Vernoniinae), era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[3]
Il numero cromosomico delle specie di questa sottotribù è 2n = 30, 32, 34 e 36.[3]
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- 1 2 3 4 5 6 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 153.
- 1 2 3 4 5 6 7 Funk & Susanna 2009, pag. 452.
- 1 2 3 Susanna et al. 2020.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 4-marzo-2014.
- ↑ Robinson 1999, pag. 9.
- 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
- ↑ Judd 2007, pag. 523.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/06/2026.
- ↑ (EN) Bunwong S-, Chantaranothai P, Keeley S, Revisions and key to the Vernonieae (Compositae) of Thailand., in PhytoKeys, vol. 37, 2014, pp. 25-101.
- ↑ (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 23 novembre 2021.
- 1 2 Siniscalchi et al. 2019.
Bibliografia
- (EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- (EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- (EN) Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019, in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814.
- (EN) Harold Robinson, Generic and Subtribal Classification of American Vernonieae (PDF), in Smithsonian Contributions to Botany, vol. 89, 1999, pp. 1-116. URL consultato il 29 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
- (EN) Carolina M. Siniscalchi, Benoit Loeuille, Vicki A. Funk, Jennifer R. Mandel and José R. Pirani, Phylogenomics Yields New Insight Into Relationships Within Vernonieae (Asteraceae), in Frontiers in Plant Science, vol. 10, n. 1224, 2019.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Vernoniinae
Wikispecies contiene informazioni su Vernoniinae
Collegamenti esterni
- http://compositae.landcareresearch.co.nz/default.aspx?Page=NameDetails&TabNum=0&NameId=cb38a6e6-9abe-48bc-8da6-577136fabfd4 Global Compositae Checklist Database
- Vernonia eFloras Database
