Villa Comunale di Lecce

Villa Comunale di Lecce
Giardini Pubblici Giuseppe Garibaldi
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàLecce
IndirizzoVia XXV Luglio, Lecce
Caratteristiche
Tipoparco storico urbano
Superficie34.000 m²
Inaugurazione1830
GestoreComune di Lecce
IngressiVia XXV Luglio, Via Giuseppe Garibaldi, Via San Francesco D'Assisi, via Achille Costa
Posizione della Villa Comunale

La Villa Comunale di Lecce (denominazione ufficiale Giardini Pubblici Giuseppe Garibaldi) è il giardino pubblico centrale di Lecce.

Dista poche decine di metri dalla Basilica di S.Croce e dal Castello Carlo V.

Storia e realizzazione

Il giardino pubblico fu ideato e voluto dall'ingegnere comunale Bernardino Bernardini e dal naturalista Gaetano Stella (che lo dedicò a Garibaldi).

La Villa Comunale, quindi, fu progettata dall'ing. Luigi Pino, e la sua posizione è in prossimità di quella che fino ai primi dell'800 era Porta S.Martino, ora non più esistente, ma individuabile tramite un apposito segnaposto nell'angolo fra Via Achille Costa e Via XXV Luglio.

Palazzo dei Celestini

Fu costruita a partire dai primi decenni dell'800 per dare maggior decoro alla zona che era sede di fiere commerciali (anche con presenza di animali, poi trasferite all'ingresso della città), e prospiciente il Palazzo dell’Intendenza (già convento dei Padri Celestini e oggi sede della Prefettura e della Provincia di Lecce).

Nel tempo il giardino e l'organizzazione paesaggistica della Villa hanno subito modifiche fino ad arrivare alla forma attuale di giardino all'italiana (ad opera del nuovo direttore Cosimo De Giorgi), mentre inizialmente si ispirava ai giardini inglesi ed era dotata di collinette, essendo anche più asimmetrica.

Ai tempi del risorgimento i musicisti della banda avevano l'obbligo di prestarvi servizio, alla domenica mattina, per allietare la cittadinanza che frequentava la villa. Era presente un'area apposita dove erano infissi i leggii degli orchestrali.

Durante il fascismo fu utilizzata per coltivazioni nel segno dell'autarchia.

È di proprietà del Comune ed è protetta dal vincolo ministeriale risalente al 1923.

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Denominazioni e simboli

Il leccio e la lupa, simboli di Lecce

In Puglia i giardini pubblici sono spesso detti "Villa Comunale". Non fa eccezione quella di Lecce, intitolata a G.Garibaldi dal 1883, che però in precedenza si chiamava "Villa della Lupa" per via del simbolo cittadino della "Lupa sotto il Leccio" (da notare le assonanze di tali parole con i nomi antichi della città: Lycia e Lupiae; o anche con il nome del fondatore Lictio Idomeneo), ed anche perché ospitò un mini-zoo con diversi animali fra cui alcuni lupi.

È anche nota come "Villa Garibaldi".

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Lo zoo

Fino agli anni '80 ospitava anche alcuni animali fra cui lupi, scimmie, cigni, pavoni, pesci, tartarughe.

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L'Orto Botanico

Tuberi di patata dolce

I giardini pubblici possono contenere specie naturali che di solito non si trovano nel territorio.

La Villa Comunale di Lecce fu voluta dal medico e naturalista Gaetano Stella, anche coinvolto nelle opere di bonifica e disboscamento del territorio circostante, creando in essa un vero e proprio Orto Botanico, per il quale acquistò le prime piante, in cui egli stesso sperimentò numerose coltivazioni esotiche.

Ebbe una certa rilevanza quella della patata dolce (chiamata dai locali "patata zzuccarina"), che diventò poi un'effettiva coltivazione nel territorio.

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Descrizione

Gli attuali Giardini Pubblici Giuseppe Garibaldi a Lecce si trovano a ridosso del centro storico, di cui rappresentano il punto di apertura e collegamento verso la parte nuova della città e verso la marina di S.Cataldo (Portus Lupiae in epoca adrianea), avendo uno degli ingressi grossomodo in direzione est proprio dove Viale S.Francesco Viale G.Garibaldi, che ivi la costeggiano, si incontrano con Via Imperatore Adriano.

Circondano la villa rispettivamente sui lati sud e ovest Via Achille Costa e Via XXV Luglio, mentre verso nord essa si collega tramite V.le Michele De Pietro all'ingresso della città, ovvero Piazza del Bastione.

Essa nasce infatti come crux viarum.

Insieme ai viali alberati che circondano il centro storico, idealmente intorno al tracciato delle antiche mura, costituisce una sorta di anello di cui essa è la parte culminante.

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Il giardino e l'architettura

Edicola centrale

Dall'edicola centrale neoclassica con cupola in maiolica verde (su tre gradini e dotata di otto colonne), tempietto proveniente da un altro sito e aggiunto dopo il 1949 sul luogo dove si esibiva la banda, e oggi piccoli complessi musicali, si dipartono grandi viali alberati nelle quattro direzioni, circondati da alberi monumentali e aiuole rigogliose, che terminano ciascuno in un cancello d'ingresso, incrociati da vialetti secondari.

Uno dei viali alberati

La superficie totale della villa è di 34000 m², circondata da una poderosa ringhiera su muratura.

Busto di Re Tancredi

Sono presenti panchine, aree destinate alla fruizione e numerosi busti marmorei di personaggi storici legati alla città e al territorio, un tempo chiamato Terra d'Otranto.

Fontana - Padiglione Neoclassico

Nella parte nord ed est vi sono delle costruzioni necessarie per la conduzione del giardino, comprendenti il padiglione neoclassico, la scenografica vasca con fontana, nonché dei bagni pubblici e la sede del custode.

È dotata anche di un piccolo esercizio commerciale, giostre, una ludoteca (un tempo stalla per pony), e due statue leonine. Nell'800 fu anche dotata di illuminazione a gas.

Molto presente il prato nelle aiuole.

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Le specie naturali

Specie arboree

Le specie arboree presenti sono: Pino, Palma, Pioppo, Salice, Mimosa, Araucaria, Acacia, Robinia, Albero di Giuda, Cipresso, Cedro, Eucalipto e un esemplara di Firmiana symplex. Le specie arbustive sono: Agave, Yucca, Phytolacca dioica.

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Il sottosuolo

Nel sottosuolo della villa si trova anche un ampio rifugio antiaereo accessibile tramite apposito ingresso ma non fruibile, facente parte del sistema di rifugi e cunicoli della città ora tombati.

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Note

  1. 1 2 3 4 Pietro Palumbo, Storia di Lecce, Centro di Studi Salentini, 1977.
  2. 1 2 3 Maria Marcella Rizzo, Storia di Lecce, Laterza, 1992.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 Vincenzo Cazzato, Giardini di Puglia : paesaggi storici fra natura e artificio, fra utile e diletto, Adda, 2010.
  4. 1 2 3 Pietro Palumbo, Lecce Vecchia, Centro di Studi Salentini, 1975.
  5. 1 2 3 Archivio Storico del Comune di Lecce
  6. 1 2 3 4 5 6 Giacinto Giglio, Giardini pubblici storici della Puglia, Schena, 2019.