Acanthaster benziei
| Stella corona di spine del Mar Rosso | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Echinodermata |
| Subphylum | Eleutherozoa |
| Superclasse | Asterozoa |
| Classe | Asteroidea |
| Ordine | Spinulosida |
| Sottordine | Leptognathina |
| Famiglia | Acanthasteridae |
| Genere | Acanthaster |
| Specie | A. benziei |
| Nomenclatura binomiale | |
| Acanthaster benziei Wörheide, Kaltenbacher, Cowan & Haszprunar, 2022 | |
La stella corona di spine del Mar Rosso[1] (Acanthaster benziei Wörheide, Kaltenbacher, Cowan & Haszprunar, 2022) è una specie di stella corona di spine diffusa nelle barriere coralline del Mar Rosso, ed è nota (come tutte le specie del genere Acanthaster) per la sua voracità come corallivoro.[2]
Per decenni è stata considerata come una popolazione della specie Acanthaster planci. Tuttavia utilizzando dati molecolari provenienti dalla sua intera distribuzione (tutto l'Indo-Pacifico), si è scoperto che si tratta in realtà un complesso di specie, e attualmente sono state classificate - oltre ad Acanthaster planci - altre cinque specie di corone di spine (Acanthaster benziei, A. mauritiensis, A. solaris, A. ellisii, A. brevispinus).[2][3][4][5]
Distribuzione e habitat
Acanthaster benziei è distribuita esclusivamente nelle barriere coralline del Mar Rosso e del Golfo di Aden.[2]
Come tutte le specie del genere Acanthaster, questa stella di mare vive in stretta associazione con le barriere coralline tropicali, in quanto si tratta di animali prettamente corallivori (si nutrono quasi esclusivamente di madrepore). Il range di profondità di questi echinodermi coincide quindi con la profondità massima entro la quale si possono formare le barriere coralline, che coincide con la zona eufotica, dove la luce è sufficiente per la fotosintesi delle zooxantelle simbionti dei coralli. Infatti generalmente queste stelle di mare si possono trovare tra i 2 e i 25 metri di profondità, cioè nelle zone più superficiali delle barriere, dove la copertura corallina è maggiore. Possono tuttavia spingersi più in profondità, fino a circa 60 metri (alcuni studi riportano casi isolati di oltre 70 metri), purché ci sia presenza di coralli vivi.[6]
Biologia
La specie si nutre esclusivamente di coralli, nei confronti dei quali ha un enorme potenziale distruttivo.

Si tratta di un predatore aggressivo e relativamente rapido, che si nutre arrampicandosi sulle pareti della barriera corallina, dove estroflette lo stomaco sui polipi, rilasciando enzimi digestivi e assorbendo i tessuti organici liquefatti. Un unico esemplare è in grado di distruggere fino a 6 metri quadrati di corallo in un anno.
Ecologia
Impatto sulle barriere coralline
In base alla letteratura scientifica attuale, la situazione delle popolazioni di Acanthaster benziei nel Mar Rosso è meno grave rispetto alle esplosioni demografiche che si osservano in aree dell’Indonesia o della Grande Barriera Corallina australiana da parte di Acanthaster solaris, la specie più diffusa. Ma “meno grave” non significa “innocua”: si hanno studi riguardanti un'esplosione demografica di Acanthaster benziei documentata nel 1998 sulla costa egiziana del Mar Rosso, al reef “Shabror Umm Gam’ar” vicino a Hurghada, oppure un'altra esplosione nel lato settentrionale del Mar Rosso, che ha portato ad aggregazioni abbondanti di A. benziei (con diversi centinaia di individui su alcuni reef).[7] Tuttavia si parla comunque di esplosioni demografiche locali, quindi non preoccupanti per l'intera area del Mar Rosso. Infatti gli eventi di esplosione per Acanthaster benziei sono stati meno frequenti e distruttivi, e i reef sembrano avere finora una resilienza maggiore nel Mar Rosso. La situazione nel Mar Rosso è quindi più tranquilla rispetto che in Indonesia o in Australia, ma non da sottovalutare. Esistono rischi reali, e in alcune zone è opportuno che gli enti locali e i ricercatori intensifichino il monitoraggio per prevenire che piccole esplosioni demografiche di A. benziei diventino più grandi.[7]
Note
- ↑ Corona di spine del Mar Rosso (Acanthaster benziei), su iNaturalist. URL consultato il 21 settembre 2025.
- 1 2 3 WoRMS - World Register of Marine Species - Acanthaster benziei Wörheide, Kaltenbacher, Cowan & Haszprunar, 2022, su www.marinespecies.org. URL consultato il 21 settembre 2025.
- ↑ Catherine Vogler, John Benzie e Harilaos Lessios, A threat to coral reefs multiplied? Four species of crown-of-thorns starfish, in Biology Letters, vol. 4, n. 6, 30 settembre 2008, pp. 696–699, DOI:10.1098/rsbl.2008.0454. URL consultato il 21 settembre 2025.
- ↑ (EN) Gerhard Haszprunar e Martin Spies, An integrative approach to the taxonomy of the crown-of-thorns starfish species group (Asteroidea: Acanthaster): A review of names and comparison to recent molecular data, in Zootaxa, vol. 3841, n. 2, 25 luglio 2014, pp. 271–284, DOI:10.11646/zootaxa.3841.2.6. URL consultato il 21 settembre 2025.
- ↑ Frédéric Ducarme, Keeping up reliable biogeographic information in a changing taxonomy: three asteroid tales, in Cahiers de Biologie Marine, vol. 65, 2024, pp. 397–404, DOI:10.21411/CBM.A.8D66FB2D. URL consultato il 21 settembre 2025.
- ↑ WoRMS - World Register of Marine Species - Acanthaster Gervais, 1841, su www.marinespecies.org. URL consultato il 21 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Sven Uthicke, Morgan S. Pratchett e Omri Bronstein, The crown-of-thorns seastar species complex: knowledge on the biology and ecology of five corallivorous Acanthaster species, in Marine Biology, vol. 171, n. 1, 14 dicembre 2023, pp. 32, DOI:10.1007/s00227-023-04355-5. URL consultato il 21 settembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Acanthaster benziei, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Acanthaster benziei, su WoRMS.