Anemonia viridis

Anemone verde
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoRadiata
PhylumCnidaria
ClasseAnthozoa
SottoclasseHexacorallia
OrdineActiniaria
SottordineEnthemonae
SuperfamigliaActinioidea
FamigliaActiniidae
GenereAnemonia
SpecieA. viridis
Nomenclatura binomiale
Anemonia viridis
(Forsskål, 1775)
Sinonimi

Actinia viridis Gmelin
Anemonia sulcata var. viridis
Andres, 1881
Priapus viridis Forsskål, 1775
[1][2]

Nomi comuni

Anemone verde
Anemone capelli di serpe
Ortica di mare

L'anemone verde (Anemonia viridis Forsskål, 1775) è un'anemone di mare appartenente alla famiglia Actiniidae.[3][4]

Distribuzione e habitat

Esemplare in ambiente
Esemplare in ambiente

Questa specie è diffusa in tutto il Mar Mediterraneo e lungo le coste orientali dell'oceano Atlantico, su substrati rocciosi o su substrati artificiali dalla superficie fino a 10 metri di profondità, è più raro a profondità maggiori. Si tratta di una delle specie di anemoni di mare più comuni nel Mediterraneo. A volte è presente anche nelle pozze di marea. È possibile incontrarlo anche in acque molto torbide.[5]

Descrizione

La colorazione dell'apice dei tentacoli è dovuto alla presenza di zooxantelle endosimbionti

È un'anemone di mare con una colonna liscia, cilindrica o a calice, alta fino a 10 cm, solcata da tante scanalature longitudinali quanti sono i tentacoli, giallastra, arancione, beige, verdastra o bruna, ma raramente visibile. Il margine superiore della colonna è punteggiato da verruche ricche di nematocisti (acroragi). Possiede oltre 200 lunghi tentacoli (tra 70 e 348) non retrattili, disposti in 4 o 5 cicli, lunghi fino a 20 cm, sinuosi, gialli, bruni o verdastri, il cui apice è spesso di colore lilla, fucsia o verde per la presenza di microalghe dinoflagellate endosimbionti, le zooxantelle. La differente colorazione tra gli individui dipende dalla quantità di zooxantelle endosimbionti. Negli esemplari di maggiori dimensioni i tentacoli sono percorsi da una linea bianca longitudinale.[5]

Ecologia

Aggregazioni di anemoni verdi

Instaura una relazione di simbiosi con microalghe dinoflagellate endosimbionti, le zooxantelle, che vivono dentro i suoi tessuti. Sopporta sbalzi termici e ampie variazioni di salinità.[5]

In particolari condizioni ambientali genera notevoli aggregazioni, fino a tappezzare completamente alcune zone di fondale, creando veri e propri tappeti di anemoni verdi.[5]

Il granchio Inachus phalangium, immune al veleno delle nematocisti, vive associato ai tentacoli dell'anemone

Alcuni animali come alcuni crostacei decapodi (come il granchio Inachus phalangium) e il ghiozzo Gobius incognitus si rifugiano tra i tentacoli dell'anemone, risultando immuni al veleno delle nematocisti.[5]

Viene parassitato da alcuni molluschi gasteropodi come Gyroscala lamellosa, Epitonium comune ed Epitonium pulchellum.[5]

Riproduzione

Si riproduce durante l'estate; le femmine riforniscono le uova fecondate delle zooxantelle simbionti. Più frequente è la riproduzione asessuata per scissione in cui un esemplare si divide trasversalmente in due in un tempo che va da 5 minuti a 2 ore.[5]

Tassonomia

Da alcune fonti Anemonia sulcata viene ritenuto sinonimo di Anemonia viridis, da altre vengono invece ritenute due specie a sé stanti.[6][7]

Note

  1. ↑ Anemonia viridis, su sealifebase.ca. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  2. ↑ Anemonia viridis, su marinespecies.org. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  3. ↑ (EN) Anemonia viridis, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 28 novembre 2014.
  4. ↑ Commercialmente ai sensi del Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 la specie assume la denominazione di anemone di mareModalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 Egidio Trainito e Rossella Baldacconi, Coralli del Mediterraneo, Il Castello, 2016, ISBN 978-88-6520-786-4.
  6. ↑ (EN) Catalogue of Life, su catalogueoflife.org.
  7. ↑ (EN) Integrated Taxonomic Information System, su itis.gov.

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