Brunoro II Zampeschi

Brunoro II Zampeschi (Forlì, 13 luglio 1540 – Forlimpopoli, 1 maggio 1578) è stato un condottiero e letterato italiano.
Di famiglia guelfa, nel corso della vita e della carriera è stato capitano di ventura, governatore di Crema e della Dalmazia, Dux e Governatore Plenipotenziario di Candia, Signore Sovrano e Vicario Pontificio Perpetuo di Forlimpopoli, Signore di Giovedia, di San Mauro e di Tomba. Scrisse anche un'opera, L'Innamorato[1].

Biografia
Figlio di Antonello II Zampeschi nipote di Brunoro I[2], ne segue le orme in campo militare, affiancando all'impegno bellico anche l'attività poetica.
Nel 1551, con la morte del padre, diviene signore di Forlimpopoli, ma nel 1552, dodicenne, viene arrestato a Forlì dal cardinal legato di Romagna Girolamo Capoferro e liberato solo quando la matrigna, Laura Conti, consegna al pontefice la rocca di Forlimpopoli. In seguito papa Giulio III ricostituisce la signoria degli Zampeschi su Forlimpopoli.
Comincia l'attività di capitano di ventura agli ordini del duca di Urbino, Guidobaldo I della Rovere, mentre nel 1555 è attestata la sua partecipazione occupazione del ducato di Paliano, contro Antonio Carafa.
Nel 1556 combatte per il papato, con Ascanio della Cornia, contro i Guidi di Bagno. In nome di Papa Paolo IV Brunoro toglie i castelli di Gatteo, Ghiaggiolo e Montebello a Giovan Francesco da Bagno, dichiarato ribelle dal pontefice. Nel marzo dello stesso anno si trova impegnato nel Lazio difendendo Roma dagli attacchi del Duca d'Alba, infine si trasferisce negli Abruzzi a supporto delle truppe francesi del duca di Guisa, Francesco di Lorena.
Nel 1557, in estate, risiede a Forlimpopoli, dove è documentata una sua richiesta al cugino, Giuseppe Albicini, di cani da caccia, ma già in ottobre è impegnato al servizio di Ferrara per Ercole II d'Este contro Parma, il cui duca, Ottavio Farnese, ha invaso dei territori estensi. Più tardi, si trova al soldo della Serenissima, con un suo esercito, a Crema, di cui viene nominato governatore dal senato veneziano nel 1562. In quello stesso anno, con il titolo di colonnello, è capo delle milizie padovane.
Nel 1565 con l’arciduca Francesco dei Medici viaggia fino in Spagna per andare a prendere la promessa sposa di quest’ultimo, figlia dell’imperatore Ferdinando I d’Austria. L'anno successivo rientra in Romagna dove si dedica alla gestione dei suoi fondi.
Nel 1567 parte per la Francia dove, per sostenere il duca Emanuele Filiberto di Savoia, combatte contro gli ugonotti con il capitano generale Alfonso d’Este, marchese di Montecchio, in supporto delle truppe di re Carlo IX. Nel luglio del 1568, dopo un breve rientro a Forlimpopoli a seguito della pace di Longjumeau, invia in Francia il proprio luogotenente Pietro Bardi, mentre prende servizio dai veneziani, ma, grazie a una licenza, torna anch'egli in Francia e combatte nella Battaglia di Poitiers, dove alcune fonti riportano che viene insignito dell'Ordine di San Michele.
Prende parte agli scontri con l'Impero ottomano, affiancando le truppe veneziane. Combatte in Croazia, Friuli e Veneto, viene trasferito in Dalmazia al comando di 225 fanti. Richiamato in Friuli, viene nominato governatore generale. Rende possibile la ricostruzione delle mura di Udine, rafforzando le difese in Monfalcone e Cividale. Quando l'avanzata dei turchi raggiunge Cattaro viene chiamato a Venezia per presiedere le difese della città, edificando un forte nel porto di Malamocco. La campagna veneziana termina raccogliendo 3000 fanti per la difesa di Cipro, sempre contro gli Ottomani[3].
Nel 1571 abbandona le armi e rientra nei suoi possedimenti. Nell'agosto si trova però ad Urbino al fianco del duca Guidobaldo della Rovere, per sedare i tumulti in città. Nel settembre del 1573 s'imbarca per un lungo viaggio a capo di 2000 fanti dal porto di Ancona. Raggiunge la Candia, allora capitale dell'isola di Creta, divenendone governatore-plenipotenziario. Qui si impegna in una meticolosa opera di ispezione delle difese dell'isola migliorandone l'efficacia e costituendo una Milizia dei Cavalieri di Candia[4].
Nel giugno del 1577 rientra in Romagna, date le precarie condizioni di salute. Si dedica alla poesia ma a 37 anni nel maggio del 1578 trova la morte. Viene sepolto a Forlimpopoli nella Basilica di San Rufillo, dove poi viene eretta nel 1591 una tomba monumentale fatta costruire dalla moglie, la principessa Battistina Savelli. Non avendo eredi, con lui si estingue la famiglia Zampeschi[5].
Opere dedicate
- Torquato Tasso dedica a Brunoro, di cui è amico, il sonetto Ch’il pelago d’Amor a solcar viene (Rime 527), in cui Tasso ammonisce l'interlocutore, Brunoro, a non lasciarsi fuorviare dai pericoli dell'amore ingannevole[6].
- Il compositore Giovan Leonardo Primavera Il primo e secondo libro di madrigali a 5 e 6 voci dato alle stampe a Venezia nel 1565.[7]
Opere
- L'innamorato, Bologna, 1565. Si tratta di un'opera il cui titolo allude ai consigli dati ai giovani per conquistare la propria dama. Tuttavia l'opera contiene anche regole generali relative alla vita cavalleresca del Cinquecento, in materia di abbigliamento, giostre, virtù.
Discendenza
Sposò sedicenne nel 1556 la principessa Battistina, della famiglia Savelli di Roma.[8]
Note
- ↑ Rime di Brunoro II Zampeschi, su casatospada.wordpress.com.
- ↑ Pompeo Litta, Zampeschi di Forlì, signori di Forlimpopoli, in Famiglie celebri italiane, Milano, 1875.
- ↑ Brunoro II, su condottieridiventura.it.
- ↑ L’Aquila e le Zanche: Monografia Storica e Militare della Dinastia Zampeschi di Forlimpopoli (XV-XVI Secolo), su condottieridiventura.it.
- ↑ Brunoro II Zampeschi, su forlimpopolicittartusiana.it.
- ↑ Rossano Pestarino, Appunti sulla «Seconda parte» delle rime tassiane (1593): il trittico d’apertura (PDF), su iris.unipv.it.
- ↑ Cesare Corsi, Giovanni Leonardo Primavera, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 12 dicembre 2024.
- ↑ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Zampeschi di Forlì, Torino, 1835.
Bibliografia
- Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Zampeschi di Forlì, Torino, 1835. ISBN non esistente.
- Brunoro II Zampeschi, L'innamorato, a cura di Sarah Christopher-Faggioli, Armando Maggi, Chiara Montanari e Michael Subialka, Longo editore, 2010 [1565], ISBN 9788880636663.
- Sergio Spada, Condottieri di Romagna. Vol. 2: Quattrocento e il Cinquecento, Il., Cesena, Il Ponte Vecchio, 2019.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
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