Chelonibiidae

Chelonibiidae
Chelonibia testudinaria, esemplare raccolto sulla costa pacifica del Messico
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
SuperclasseMulticrustacea
ClasseThecostraca
SottoclasseCirripedia
InfraclasseThoracica
SuperordineThoracicalcarea
OrdineBalanomorpha
SuperfamigliaCoronuloidea
FamigliaChelonibiidae
Pilsbry, 1916
Sottofamiglie
vedi testo

Chelonibiidae Pilsbry, 1916 è una famiglia di cirripedi balanomorfi marini.[1][2]

I membri appartenenti a questo gruppo tassonomico di organismi filtratori, epibionti con un'interazione commensalistica con le tartarughe marine, creando alle volte colonie di dimensioni tali da ricoprire quasi completamente l'animale, impedendone talvolta i movimenti.[3] Questo ramo evolutivo si è separato dai Coronulidae, cirripedi che vivono associati ai grandi cetacei Misticeti, quelli muniti di fanoni, più raramente con gli Odontoceti, quelli dentati, circa tre milioni di anni fa.

Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, è una delle 65 famiglie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[4]

Descrizione

Cirripedi delle specie Chelonibia testudinaria e Conchoderma auritum presenti sul carapace di una Caretta caretta, preparazione zoologica esposta al Naturhistorisches Museum di Vienna, Austria.

I Chelonibiidae mantengono l'aspetto generale tipico dei balanoformi, ovvero quello di un piccolo vulcano o un dente di cane, così come sono identificati con il nome volgare in lingua italiana. La parte esterna, il carapace o più propriamente muraglia, è una struttura in carbonato di calcio composta da un numero variabile da sei a otto piastre, a seconda della specie, priva di solco longitudinale mediano. In questo gruppo tassonomico il carapace presenta un'apertura subcircolare centrale chiusa da piastre opercolari, debolmente articolate, composte da terga ben sviluppati. Peculiare è la presenza di una fila di tubi parietali confluenti formati tra la lamina interna ed esterna[5].

La muraglia, che contiene l'organismo vero e proprio, un crostaceo morfologicamente molto alterato, si fissa sul substrato, in questo caso il carapace e sui tessuti molli delle tartarughe[3], con la parte cefalica, adesa con la base membranosa, con gli adulti che estroflettendo i cirri, zampe fortemente specializzate, filtrano l'acqua catturando plancton e altri composti organici per alimentarsi.

Tassonomia

La famiglia comprende due sottofamiglie, una delle quali, Protochelonibiinae, che raggruppa organismi estinti e classificati solo per i loro resti fossili, suddivise a loro volta in due generi viventi e uno fossile, qui di seguito elencati:[1]

Una terza sottofamiglia, Emersoniinae Ross, 1967, originariamente attribuitale affiancandole Chelonibiinae, venne in seguito considerata superata[6] e i suoi membri integrati nella famiglia Coronulidae Leach, 1817.[1]

Note

  1. 1 2 3 (EN) Chelonibiidae, su WoRMS.
  2. ↑ Chan et al, 2021, p. 820.
  3. 1 2 Daniele Pagli, Cirripedi delle tartarughe, breve guida al loro riconoscimento, su ocean4future.org, 8 settembre 2019. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  4. ↑ Chan et al, 2021, pp. 820, 835.
  5. ↑ Chan et al, 2021, p. 835.
  6. ↑ (EN) Benny K.K. Chan (2021), Emersoniinae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 5 febbraio 2026.

Bibliografia

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