Chiavennite

Chiavennite
Classificazione Strunz (ed. 10)9.GF.25[1]
Formula chimicaCaMn2+(BeOH)2Si5O13(H2O)2[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinomonoclino[3]
Classe di simmetriaprismatica
Parametri di cellaa = 8,7466(3) Å, b = 4,8972(3) Å, c = 31,3160(16) Å, β = 90,128(4)°, V = 1 341,39 ų[3]
Gruppo puntuale2/m[3]
Gruppo spazialeP21/b[3]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,64[3] g/cm³
Densità calcolata2,657[3] g/cm³
Durezza (Mohs)3[4]
Sfaldaturada buona a perfetta secondo {100}, {010} e {001}[5]
Coloregiallo-arancione[4]
Lucentezzavitrea, perlacea[3]
Opacitàtraslucida[4]
Strisciobianco, ocra molto chiaro[3]
Diffusionerara
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La chiavennite (simbolo IMA: Cve[6]) è un raro minerale del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica CaMn2+(BeOH)2Si5O13(H2O)2.[2]

Etimologia e storia

Il minerale è stato chiamata in questo modo da Mirella Bondi, William L. Griffin, Vittorio Mattioli e Annibale Mottana per via della località tipo, Chiavenna (provincia di Sondrio, Italia).[3]

La chiavennite ha però una storia articolata: il mineralogista norvegese Reidar Åmli la trovò nel 1970 in una pegmatite sienitica nella cava Heia, presso Larvik (in Norvegia) e alcune analisi mostrarono che si trattava verosimilmente di un nuovo minerale, ma non furono fatte ulteriori indagini a causa della scarsità del materiale a disposizione. Quattro anni dopo, nel 1974, Arne Åsheim trovò materiale analogo in una località diversa ma non lontana, Blåfjell presso Porsgrunn (nel Telemark) e furono avviate indagini, ma non sapevano che lo stesso minerale veniva scoperto contemporaneamente a Chiavenna, in Italia.[3]

Gli studiosi norvegesi presentarono i risultati delle loro ricerche il 4 marzo 1981 alla "Commissione sui Nuovi Minerali e i Nomi dei Minerali" (CNMMN) dell'IMA per scoprire di essere stati battuti sul tempo dal team italiano di pochi giorni. L'IMA decise di chiamare il minerale "chiavennite" perché i risultati del gruppo italiano erano giunti per primi[3] e il minerale fu pubblicato con le descrizioni dei due gruppi di ricerca sulla rivista specialistica American Mineralogist nel 1983.[4][7]

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[8] elenca la chiavennite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale che la chiavennite possa essere trovata nella sezione "9.GF Altre zeoliti rare" dove è l'unico membro del sistema nº 9.GF.25.[8]

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", con la differenza che nel sistema 9.GF.25 compare anche la ferrochiavennite.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la chiavennite è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei minerali con "strutture di transizione tra inosilicati e fillosilicati"; qui forma il sistema nº VIII/G.07 insieme a bavenite, bohseite, ferrochiavennite, tvedalite, alflarsenite, prehnite, amstallite e rudenkoite.[9]

Anche nella classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, la chiavennite si trova nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe degli "inosilicati; strutture colonnari o tubolari" e nella sottoclasse degli "inosilicati: strutture colonnari o tubolari con catene collegate da Be" dove è l'unico membro del sistema nº 70.05.01.[10]

Abito cristallino

La chiavennite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/b con i parametri di cella a = 8,7466(3) Å, b = 4,8972(3) Å, c = 31,3160(16) Å e β = 90,128(4)°.[3]

In precedenza il minerale era stato classificato con ortorombico con gruppo spaziale Pbcn e parametri della cella unitaria per la fase disidratata (a 425°C) pari ad a = 8,6795(15) Å, b = 4,9017(10) Å e c = 31,513(6) Å.[3]

Origine e giacitura

La chiavennite è stata trovata come "rivestimento" di berillio nelle pegmatiti[5] o in vescicole nelle pegmatiti sienitiche[7] associata ad analcime, bavenite, berillo, egirina, eudidimite, feldspato, helvine e natrolite.[5]

Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato solo in pochi siti: la pegmatite di Tanno (46.31448°N 9.40463°E) vicino a Chiavenna, in Italia[11] e il dicco di chiavennite (59.09239°N 9.79202°E) vicino a Porsgrunn, in Norvegia,[12] sono considerate entrambe località tipo.[13]

La chiavennite è stata trovata anche in diversi altri siti in Norvegia, un altro in Italia (sempre nei pressi di Chiavenna), ma anche in Svezia, Madagascar, e Messico.[13]

Forma in cui si presenta in natura

La chiavennite si presenta in aggregati anche sferici o come grani o croste; i cristalli sono emimorfi a forma di punta di lancia e possono arrivare a 1 cm di lunghezza.[5] Il minerale è traslucido con lucentezza vitrea o perlacea; il colore è giallo-arancione molto chiaro e lo striscio va dal bianco all'ocra molto chiaro.[3]

Proprietà ottiche

La chiavennite mostra un visibile pleocroismo con colori che vanno dall'incolore al giallo pallido lungo al giallo-arancione lungo .[3]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Other Rare Zeolites, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato l'11 marzo 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 (EN) Chiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.
  4. 1 2 3 4 (EN) Mirella Bondi, William L. Griffin, Vittorio Mattioli e Annibale Mottana, Chiavennite, CaMnBe2Si5O13(OH)2·2H2O, a new mineral from Chiavenna (Italy) (PDF), in American Mineralogist, vol. 68, n. 5-6, 1983, pp. 623-627. URL consultato l'11 marzo 2026.
  5. 1 2 3 4 (EN) Chiavennite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato l'11 marzo 2026.
  6. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato l'11 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  7. 1 2 (EN) Gunnar Raade et al., Chiavennite from syenite pegmatites in the Oslo Region, Norway (PDF), in American Mineralogist, vol. 68, n. 5-6, 1983, pp. 628-633. URL consultato l'11 marzo 2026.
  8. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato l'11 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  9. ↑ (DE) Lapis-Systematik - VIII SILIKATE - VIII/G Übergangsstrukturen zwischen Ketten- und Schichtsilikaten, su mineralienatlas.de. URL consultato l'11 marzo 2026.
  10. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - Column or Tube Structures with chains linked by Be, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.
  11. ↑ (EN) Tanno Pegmatitic Field, Chiavenna, Sondrio Province, Lombardy, Italy, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.
  12. ↑ (EN) Chiavennite dike, Blåfjell (E18 roadcuts), Kokkersvold - Blåfjell E18 roadcuts, Langangen, Porsgrunn, Telemark, Norway, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.
  13. 1 2 (EN) Localities for Chiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 marzo 2026.

Altri progetti

Collegamenti esterni