Ferrochiavennite

Ferrochiavennite
Classificazione Strunz (ed. 10)9.GF.25[1]
Formula chimicaCa1-2Fe[(Si,Al,Be)5Be2O13(OH)2](H2O)2[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinomonoclino[3]
Classe di simmetriaprismatica[4]
Parametri di cellaa = 8,759 Å, b = 4,864 Å, c = 31,258 Å, β = 90,31°, V = 1 331,69 ų, Z = 4[4]
Gruppo puntuale2/m[5]
Gruppo spazialeP21/b[4]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,67(2)[3] g/cm³
Densità calcolata2,709[3] g/cm³
Durezza (Mohs)3[3]
Sfaldaturanon osservata[5]
Fratturairregolare[5]
Colorevitrea[6]
Lucentezzabeige, giallo molto chiaro, verde molto chiaro[6]
Opacitàtraslucido[4]
Strisciobianco[6]
Diffusionerara
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La ferrochiavennite (simbolo IMA: Fcve[7]) è un raro minerale del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica Ca1-2Fe[(Si,Al,Be)5Be2O13(OH)2](H2O)2[2]

Etimologia e storia

La ferrochiavennite è l'analogo del ferro della chiavennite, da qui il suo nome.[4] A sua volta la chiavennite prende il proprio nome dalla sua località tipo, che si trova nei pressi di Chiavenna (Italia).[8]

Classificazione

Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) come specie minerale indipendente nel 2012,[9] la ferrochiavennite non compare nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009,[10]

Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la ferrochiavennite è elencata nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale che la ferrochiavennite possa essere trovata nella sezione "9.GF Altre zeoliti rare" dove forma il sistema nº 9.GF.25 insieme alla chiavennite.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la ferrochiavennite è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei minerali con "strutture di transizione tra inosilicati e fillosilicati"; qui forma il sistema nº VIII/G.07 insieme a bavenite, bohseite, chiavennite, tvedalite, alflarsenite, prehnite, amstallite e rudenkoite.[11]

Abito cristallino

La ferrochiavennite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/b con le costanti di reticolo a = 8,759 Å, b = 4,864 Å, c = 31,258 Å e β = 90,31°, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.[4]

Origine e giacitura

La ferrochiavennite si è formata nella fase idrotermale tardiva all'interno di pegmatite sienitica alcalina. I minerali associati sono albite, analcime, apofillite-(KF), behoite, calcite, catapleiite, chiavennite, clorite, egirina, epididimite, fayalite, fluorite, gaidonnayite, gonnardite, hambergite, magnetite, molibdenite, natrolite, neotocite e tvedalite; in alcuni casi ci sono presenti anche piccole quantità di nefelina, pirite e zircone.[5]

Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo nella sue due località tipo: il dicco "Ferrochiavennite" (59.09194°N 9.79306°E) presso Porsgrunn (nel Telemark)[12] e nella cava "A/S Granit" (59.03889°N 9.85611°E) presso Larvik (nel Vestfold), entrambi in Norvegia.[13]

Origine e giacitura

La ferrochiavennite forma cristalli lamellari secondo {001} e a forma di lancia secondo [100] di dimensioni fino a 0,2 mm, ma forma anche sferule di dimensioni fino a ~2 mm.[5] Il minerale è traslucido con lucentezza vitrea; il colore varia tra il beige, il giallo molto chiaro o il verde molto chiaro, mentre lo striscio è sempre bianco.[4]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Other Rare Zeolites, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 20 marzo 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) Joel D. Grice et al., Ferrochiavennite, a new beryllium silicate zeolite from syenite pegmatites in the Larvik Plutonic Complex, Oslo region, Southern Norway (abstract), in The Canadian Mineralogist, vol. 51, n. 2, 2013, pp. 285-296, DOI:10.3749/canmin.51.2.285. URL consultato il 20 marzo 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Ferrochiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  5. 1 2 3 4 5 (EN) Ferrochiavennite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 20 marzo 2026.
  6. 1 2 3 (DE) Ferrochiavennit (ferrochiavennite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 20 marzo 2026.
  7. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 20 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  8. ↑ (EN) Chiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  9. ↑ (EN) IMA Classification of Ferrochiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  10. ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 20 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  11. ↑ (DE) Lapis-Systematik - VIII SILIKATE - VIII/G Übergangsstrukturen zwischen Ketten- und Schichtsilikaten, su mineralienatlas.de. URL consultato il 20 marzo 2026.
  12. ↑ (EN) Ferrochiavennite dike, Blåfjell (E18 roadcuts), Kokkersvold - Blåfjell E18 roadcuts, Langangen, Porsgrunn, Telemark, Norway, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  13. ↑ (EN) A/S Granit Quarry, Tuften, Tvedalen, Larvik Commune, Vestfold, Norway, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.

Collegamenti esterni

  • (EN) Ferrochiavennite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 marzo 2026.
  • (EN) Joel D. Grice et al., Ferrochiavennite, a new beryllium silicate zeolite from syenite pegmatites in the Larvik Plutonic Complex, Oslo region, Southern Norway (abstract), in The Canadian Mineralogist, vol. 51, n. 2, 2013, pp. 285-296, DOI:10.3749/canmin.51.2.285. URL consultato il 20 marzo 2026.