Chthamalidae
| Chthamalidae | |
|---|---|
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Thecostraca |
| Sottoclasse | Cirripedia |
| Infraclasse | Thoracica |
| Superordine | Thoracicalcarea |
| Ordine | Balanomorpha |
| Superfamiglia | Chthamaloidea |
| Famiglia | Chthamalidae Darwin, 1968 |
| Serie tipo | |
| Chthamalus Ranzani, 1817 | |
| Sinonimi | |
| |
| Genere | |
| vedi testo | |
Chthamalidae Darwin, 1968 è una famiglia di cirripedi balanomorfi marini appartenenti alla superfamiglia Chthamaloidea.[1][2]
Le specie ad essa ascritti vivono esclusivamente in habitat intertidali/subtidali, e sono caratterizzati peculiari caratteristiche morfologiche del carapace, o più specificamente muraglia, composta da otto, sei o quattro piastre, prive di spirali di piastre imbricate e con base membranosa o, più raramente, calcarea. Non si trovano al di sotto degli habitat subtidali immediati, ma piuttosto nella fascia più alta della fauna dei cirripedi delle acque poco profonde. Si possono trovare nei luoghi più esposti alle onde e alcune specie si trovano nella zona di risacca sopra il limite dell'alta marea, ricevendo acqua solo dall'azione delle onde durante l'alta marea. La famiglia comprende almeno 56 specie riconosciute.
Descrizione e discussione
La muraglia è costituita da otto piastre, che in alcune specie si riducono a sei e in altre a quattro. La riduzione delle piastre avviene per fusione della rostrolaterale con quelle laterali adiacenti, o inizialmente per soppressione della carinolaterale II, riducendo il numero delle piastre da otto a sei. A differenza delle superfamiglie Coronuloidea e Balanoidea, il rostro raramente si fonde con la rostrolaterale. Nelle parti molli, le appendici caudali sono rare e la mandibola ha solitamente tre o quattro denti, raramente cinque, e spesso presenta setole sottili.[3] I cirri I e II, a volte III, presentano setole specializzate per pettinare i cirri che formano una rete per le particelle di cibo. Queste sono chiamate setole a pettine, che sono spine sottili con setole fini, e setole a cardaccio[4] (note anche come setole a grappolo[5]). Le setole a cardaccio hanno un aspetto simile a un grappolo o a un cardaccio da lana.
L'altra famiglia di chthamaloidi, i Catophragmidae, si differenzia dai Chthamalidae per la presenza di spirali di piastre basali imbricate. Nel lavoro sul campo, questa è la caratteristica più facile da osservare.
La classificazione tassonomica dei cirripedi chthamalidi si è rivelata difficile a causa dell'ambiente preferito, che ha portato alla convergenza della forma del carapace e dell'opercolo. I caratteri utilizzati nella classificazione sono fortemente influenzati dalla morfologia delle parti molli. Poiché ciò richiede tempo e attrezzature specializzate, questo progetto si propone di aiutare i ricercatori sul campo e gli studiosi di biodiversità nell'identificazione. Di solito, una determinata regione ospita meno di tre specie di cirripedi chthamalidi, che tendono a concentrarsi nei microhabitat preferiti. Acquisire familiarità con ciò che ci si può aspettare in ciascuna area restringe notevolmente la gamma di specie. In questo modo è possibile individuare e campionare reperti insoliti per ulteriori studi di laboratorio.
I dati relativi alla sequenza del DNA e le analisi degli alloenzimi si sono rivelati promettenti nell'individuazione di popolazioni di specie criptiche. Esempi eccellenti di specie che sono state separate inizialmente o solo utilizzando dati molecolari includono le specie sorelle Chthamalus fragilis e Chthamalus proteus[6], nonché una serie di specie criptiche e simpatiche lungo la costa tropicale dell'Oceano Pacifico orientale (Ecoregione marina Tropical Eastern Pacific) del Messico.
Tassonomia
Frutto di una revisione nella classificazione dell'intero livello tassonomico pubblicata da Chan et al. (2021), le tre sottofamiglie non sono state mantenute e i quattordici generi qui di seguito elencati sono ora assegnati direttamente alla famiglia:[7][1][8]
- Caudoeuraphia Poltarukha, 1997
- Chamaesipho Darwin, 1854
- Chinochthamalus Foster, 1980
- Chthamalus Ranzani, 1817
- Euraphia Conrad, 1837
- Hexechamaesipho Poltarukha, 1996
- Jehlius Ross, 1971
- Microeuraphia Poltarukha, 1997
- Nesochthamalus Foster & Newman, 1987
- Notochthamalus Foster & Newman, 1987
- Octomeris Sowerby, 1825
- Pseudoeuraphia Poltarukha, 2000
- Rehderella Foster & Newman, 1987
- Tetrachthamalus Newman, 1967
Note
- 1 2 (EN) Benny K.K. Chan (2010), Chthamalidae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ Darwin 1854
- ↑ Poltarukha, 2006.
- ↑ Foster & Newman, 1987, p. 332.
- ↑ Pope, 1965.
- ↑ Dando & Southward, 1980
- ↑ Chan et al, 2021.
- ↑ Anderson, 1994.
Bibliografia
- (EN) J.W. Martin e G.E. Davis, An Updated Classification of the Recent Crustacea (PDF), Los Angeles, Natural History Museum of Los Angeles County, 2001.
- (EN) Charles Darwin, A monograph on the sub-class Cirripedia, with figures of all the species. The Balanidæ, (or sessile cirripedes); the Verrucidæ, etc. etc. etc., vol. 2, London, The Ray Society, 1854.
- (EN) Brian A. Foster e William A. Newman, Chthamalid Barnacles of Easter Island. Peripheral Pacific Isolation of Notochthamalinae new-subfamily and Hembeli group of Euraphiinae (Cirripedia: Chthamaloidea), in Bulletin of Marine Science, vol. 41, n. 2, University of Miami - Rosenstiel School of Marine, Atmospheric & Earth Science, September 1987, pp. 322-336. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- (EN) Elizabeth C. Pope, A review of Australian and some Indomalayan Chthamalidae (Crustacea, Cirripedia), in Linnean Society of New South Wales, vol. 90, 1965, pp. 10-76.
- (RU) O. P. Poltarukha, Атлас-определитель усоногих раков (Cirripedia Thoracica) надсемейства Chthamaloidea Мирового океана [Atlante identificativo dei cirripedi (Cirripedia Thoracica) della superfamiglia Chthamaloidea presenti negli oceani del mondo], Moscow, KMK Scientific Press, Ltd, 2006, pp. 1-198, ISBN 5-87317-278-1.
- (EN) Donald Thomas Anderson, A taxonomic synopsis of cirripedes, in Barnacles: Structure, Function, Development and Evolution, Springer, 1994, pp. 331-339, ISBN 978-0-412-44420-3.
- (EN) Paul R. Dando e Alan J. Southward, A new species of Chthamalus (Crustacea: Cirripedia) characterized by enzyme electrophoresis and shell morphology: with a revision of other species of Chthamalus from the western shores of the Atlantic OceanA new species of Chthamalus (Crustacea: Cirripedia) characterized by enzyme electrophoresis and shell morphology: with a revision of other species of Chthamalus from the western shores of the Atlantic Ocean, in Journal of the Marine Biological Association of the UK, vol. 60, n. 3, Cambridge University Press, August 1980, pp. 787-831, DOI:10.1017/S0025315400040455.
- (EN) Benny K. K. Chan et al., The evolutionary diversity of barnacles, with an updated classification of fossil and living forms, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 193, n. 3, Oxford University Press, November 2021, pp. 789-846, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa160, ISSN 1096-364. URL consultato il 28 gennaio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Chthamalidae, su Catalogue of Life.
- (EN) Chthamalidae, su Fossilworks.org.
- (EN) Chthamalidae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Chthamalidae, su ITIS.
- (EN) Chthamalidae, su WoRMS.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007544047105171 |
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