Cleandro di Gela

Cleandro di Gela
Tiranno di Gela
In carica505 a.C. –
498 a.C.
Predecessoreoligarchia
SuccessoreIppocrate
MorteGela, 498 o 497 a.C.
DinastiaPantaridi
PadrePantare

Cleandro (in greco antico Κλέανδρος?; Gela, ... – Gela, 498 o 497 a.C.[1]) è stato il primo tiranno di Gela. Di origine aristocratica, era fratello di Ippocrate e figlio del nobile Pantare, vincitore ai giochi di Olimpia.

Biografia

Genealogia

Cleandro nacque nel VI secolo a.C. da Pantare, figlio di Menecrate, la cui ascendenza aristocratica è avvalorata da una placca di bronzo rinvenuta a Olimpia, originariamente a supporto di una statuetta di probabile soggetto equestre.[2][1] Essa recita[3]:

(greco antico)
«Παντάρες µ’ ἀνέθκ[ε] Μενεκράτιος Διὸ[ς ἆθλα]
[– ⏔ – ⏔ – ⏔ – ⏔] ο Γελοαίο.»
(italiano)
«Pantare, figlio di Menecrate, originario di Gela, mi ha dedicato questo dono [dopo aver vinto le gare ippiche] in onore di Zeus.»
Didramma di Gela con guerriero a cavallo (490-475 a.C.)

Egli aveva infatti gareggiato nella sessantottesima olimpiade del 508 a.C., ottenendo una vittoria alla quadriga[4][5], la prima conosciuta per un nobile siceliota[6], sottolineando un precoce interesse della nobiltà isolana alla partecipazione di giochi panellenici in un'ottica di prestigio e autorappresentazione[1]. La vittoria di Pantare nel tethrippon evidenzia il forte legame dei geloi con l'allevamento dei cavalli, una disciplina già nota in antichità che verrà ricordata nelle monete del periodo di Ippocrate[7] con effigi di cavalieri nudi in groppa a corsieri.[8]

Ascesa al potere

Tra il 505 e il 404 a.C, in un momento in cui Gela era retta dall'oligarchia[9], Cleandro conquistò il potere sulla città. La sua ascesa, citata dal filosofo Aristotele insieme a quelle di Panezio e Anassilao[9], è tutt'oggi poco chiara per via della scarsità di fonti che la riguardano[10]: è possibile che abbia sfruttato la stasis, un rivolgimento intestino, che aveva determinato l'esodo di alcuni abitanti, oppressi dalla classe dei gamoroi[11] e poi rientrati nella polis siceliota unicamente sotto la guida del sacerdote Teline, ierofante delle divinità ctonie e antenato dei Dinomenidi[12]. Non è noto se tale stasis sia da attribuire alla doppia origine rodio-cretese dei coloni di Gela[13] o se l'intera storia sia un'invenzione posteriore tesa a legittimare l'operato successivo di Gelone[10]; sia come sia, Cleandro divenne il primo tiranno della città e, stando a Erodoto, la controllò per sette anni.[14]

A lui è forse da attribuire la costruzione della prima cinta muraria sull'acropoli, edificata per respingere i continui attacchi dei Siculi[15] che già Antifemo aveva cercato di sottomettere.[16]

Morte

Dopo un settennato al potere, nel 498 o 497 a.C. fu assassinato dal cittadino geloo Sabillo[14], probabilmente a seguito di una congiura organizzata dalla stessa fazione aristocratica che il tiranno aveva spodestato[1][17]. Ma il gesto fu vano: a Cleandro subentrò il fratello Ippocrate[14], che governò per altri sette anni, plasmando il percorso verso il passaggio alle forme di tirannia espresse dalle dinastie dei Dinomenidi e degli Emmenidi.[18]

Note

  1. 1 2 3 4 Braccesi e Millino, p. 59.
  2. ↑ (EN) Olga Tribulato, Archaic and Classical Inscribed Epigrams from Sicily: Language and Archaeological Context, su shs.cairn.info.
    «CEG 398 comes from Olympia, is dated to 525 BC and was incised on a bronze plinth, once supporting a little statue, dedicated by Pantares son of Menecrates, the father of Geloan tyrants Cleander and Hippocrates.»
  3. ↑ (EN) Cecilia Nobili, Between stone and song: the Deinomenids’ victories in agonistic epigrams and epinician odes (PDF), su fontearetusa.wordpress.com, 2019.
  4. ↑ (EN) Walter Woodburn Hyde, Olympic victor monuments and Greek athletic art, 1921, pp. 354-355.
    «[...] the inscribed base of Pantares was found near the South Altis wall, and the statue must originally have stood east of the temple of Zeus, near the chariot of Gelo, for these two were the only victors from Gela, and won in the same kind of contest and at nearly the same date.»
  5. ↑ Giuochi di Olimpia: elenchi degli Olimpionici conosciuti (PDF), su sportolimpico.it.
    «Olimpiade n°68, anno 508 a.C. Vincitore: Pantares di Gela, categoria quadriga»
  6. ↑ Moses Israel Finley, Storia della Sicilia antica, pp. 57-58.
    «Pantare, vincitore nella corsa dei carri a quattro nei giochi olimpici [...] il primo, a quanto ne sappiamo, di una serie di principi e magnati siciliani che avrebbero gareggiato (come proprietari, naturalmente, non come conducenti) in questo che era il più dispendioso, il più aristocratico e il più prestigioso fra tutti i vari giochi greci.»
  7. ↑ Braccesi e Millino, p. 61.
  8. ↑ Finley, p. 61.
  9. 1 2 Aristotele, 12, v. 34-39, in Politica, 1316a, vol. 5, BUR, p. 497, ISBN 978-88-17-12913-8.
    «E un’oligarchia può trasformarsi in tirannide, come è avvenuto di quasi tutte le antiche oligarchie di Sicilia: a Leontini si è arrivati alla tirannide di Panezio, a Gela a quella di Cleandro, a Reggio a quella di Anassilao e altrettanto dicasi per molte altre città.»
  10. 1 2 Braccesi e Millino, p. 58.
  11. ↑ Rosalba Panvini, Γέλας: storia e archeologia dell'antica Gela, Torino, Società Editrice Internazionale, 1996, p. 33, ISBN 978-88-05-05501-2. URL consultato il 9 maggio 2026.
  12. ↑ Erodoto, 153, in Storie, vol. 7.
    «Nella città di Maktorion, posta a nord di Gela, fuggirono cittadini di Gela sconfitti in una rivolta. Teline riuscì a ricondurre costoro a Gela senza avere forze militari ma solo le sacre insegne delle dee ctonie [...]»
  13. ↑ Conflitti interni in città con fondazioni o componenti bietniche non erano rari a verificarsi. Infatti, come ricorda Aristotele:
    «Causa di possibili sedizioni è anche la diversità di stirpe, almeno fino a quando gli elementi diversi non siano giunti ad armonizzarsi, perché come la città non nasce da una massa qualsiasi di uomini, così essa non sorge in un lasso qualsiasi di tempo: perciò tutte quelle città che hanno accolto cittadini di altra stirpe al momento della loro fondazione, o dopo la loro fondazione, furono travagliate da rivolte.»
  14. 1 2 3 Erodoto, 154, 1, in Storie, vol. 7, UTET, p. 399, ISBN 88-02-05011-2.
    «Alla morte di Cleandro figlio di Pantare, che era stato tiranno di Gela per sette anni ed era perito per mano di un cittadino di Gela, Sabillo, si impadronì del potere Ippocrate, fratello di Cleandro.»
  15. ↑ (EN) David Asheri, Carthaginians and Greeks, in The Cambridge Ancient History, vol. 4, 1988, pp. 758-759.
    «Cleandrus, son of Pantares, who seized power in 505 BC and ruled for seven years. It was probably he who provided Gela with her first city wall.»
  16. ↑ Pausania, v. 46, 2, in Periegesi della Grecia, vol. 8.
    «[...] e molti anni dopo, quando i Dori si stabilirono in Sicilia, Antifemo fondatore di Gela conquistò la città di Omphake e trasferì a Gela una statua realizzata da Dedalo.»
  17. ↑ Giancarlo Alteri e Eleonora Giampiccolo, Le monete della zecca di Gela, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, p. 54, ISBN 978-88-209-9452-5.
  18. ↑ Braccesi e Millino, pp. 54-55.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni