Expedition 74

Expedition 74
Statistiche missione
Nome missioneExpedition 74
Membri equipaggio3 - 10
Durata missione230 giorni
Lancio e rientro
Data di lancio8 dicembre 2025
Velivoli utilizzatiSpaceX Crew-11
Sojuz MS-28
SpaceX Crew-12
Data di atterraggio26 luglio 2026
Fotografia dell'equipaggio
I membri della prima parte dell'Expedition 74
Missioni Expedition
PrecedenteSuccessiva
Expedition 73 Expedition 75
Le date sono espresse in UTC

Expedition 74 è stata la 74ª missione di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale. Ebbe inizio l'8 dicembre 2025 con l'undocking della Sojuz MS-27 e si concluse il 26 luglio 2026 con l'undocking della Sojuz MS-28, dopo una durata complessiva di 230 giorni.

Nel corso della missione si alternarono gli equipaggi delle missioni SpaceX Crew-11, Sojuz MS-28, SpaceX Crew-12 e per l'ultima settimana la Sojuz MS-29. A causa di un evento medico che coinvolse l'astronauta Mike Fincke, l'equipaggio della Crew-11 fece ritorno sulla Terra con circa un mese di anticipo, lasciando i tre membri della Sojuz MS-28 come unici occupanti della stazione, fino all'arrivo della Crew-12.

I membri della seconda parte dell'Expedition 74

Equipaggio

Astronauta 9 dicembre 2025 - 14 gennaio 2026 14 gennaio - 14 febbraio 2026 14 febbraio - 14 luglio 2026 14 - 26 luglio 2026
Crew-11 Stati Uniti (bandiera) Mike Fincke, NASA
Quarto volo
Comandante Non a bordo
Stati Uniti (bandiera) Zena Cardman, NASA
Primo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
Giappone (bandiera) Kimiya Yui, JAXA
Secondo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
Russia (bandiera) Oleg Platonov, Roscosmos
Primo volo
Ingegnere di volo Non a bordo
MS-28 Russia (bandiera) Sergej Kud'-Sverčkov, Roscosmos
Secondo volo
Ingegnere di volo Comandante
Russia (bandiera) Sergej Mikaev, Roscosmos
Primo volo
Ingegnere di volo
Stati Uniti (bandiera) Christopher Williams, NASA
Primo volo
Ingegnere di volo
Crew-12 Stati Uniti (bandiera) Jessica Meir, NASA
Secondo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Stati Uniti (bandiera) Jack Hathaway, NASA
Primo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Francia (bandiera) Sophie Adenot, ESA
Primo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Russia (bandiera) Andrej Fedjaev, Roscosmos
Secondo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
MS-29 Russia (bandiera) Pëtr Dubrov, Roscosmos
Secondo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Russia (bandiera) Anna Kikina, Roscosmos
Secondo volo
Non a bordo Ingegnere di volo
Stati Uniti (bandiera) Anil Menon, NASA
Primo volo
Non a bordo Ingegnere di volo

Eventi della missione

Evento medico e conseguenze

Nel 7 gennaio 2026 l'attività extraveicolare (EVA) US 94, prevista per il giorno successivo, venne rinviata a causa dell'insorgere nel pomeriggio di una rilevante condizione medica a uno dei membri dell'equipaggio della ISS.[1] In un comunicato del giorno successivo la NASA dichiarò che l'astronauta era in condizioni stabili ma che stava valutando attentamente tutte le opzioni, compreso il rientro anticipato della Crew-11.[2] In serata venne indetta una conferenza stampa per fornire maggiori informazioni, sempre mantenendo la riservatezza sull'identità del membro dell'equipaggio e della sua diagnosi; in tale occasione venne confermata la decisione di far rientrare la Crew-11 nei giorni successivi. Il Chief Health and Medical Officer Dr. Polk spiegò che, sebbene la ISS fosse dotata di numerose apparecchiature mediche, esse non rappresentavano l'intera gamma di strumentazione disponibile in un centro specializzato a Terra e che, alla luce dell'importante evento medico occorso a bordo, risultava necessario riportare l'astronauta a Terra per completare il percorso diagnostico e fornire le terapie più appropriate. Polk precisò inoltre che l'evento medico non aveva alcuna relazione con l’ambiente operativo né con la preparazione dell’attività extraveicolare ed era del tutto indipendente dalle operazioni in corso a bordo.[3]

L'amministratore della NASA Jared Isaacman riferì che l'evento medico era serio e che la decisione di anticipare il rientro della Crew-11 era stata condivisa sia dall'equipaggio della Crew-11 sia dai vari Centri di controllo missione. Aggiunse inoltre che non si sarebbe trattato di un atterraggio d'emergenza, poiché l'astronauta era in condizioni stabili, ma di un ritorno anticipato rispetto all'atterraggio inizialmente previsto per febbraio. Polk spiegò che dal momento dell'evento l'astronauta era costantemente monitorato dai medici a Terra e che, se necessario, sarebbero stati modificati i suoi compiti a bordo nei giorni rimanenti, pur non ritenendo probabili variazioni significative data la stabilità delle sue condizioni. La decisione di anticipare il rientro, osservò Isaacman, risultò relativamente semplice poiché l'equipaggio aveva quasi completato gli obiettivi principali della missione e in vista del ravvicinato lancio della Crew-12.[3]

Nel periodo transitorio tra la partenza della Crew-11 e l'arrivo della Crew-12 previsto per metà febbraio 2026, l'unico astronauta del Segmento statunitense sarà Chris Williams; la NASA precisò che Williams era addestrato per gestire il segmento statunitense nella sua interezza e che già in passato diversi astronauti si erano occupati in autonomia del segmento, sebbene essa non fosse la condizione ideale. La presenza di un solo astronauta comporta infatti una riduzione delle attività scientifiche a bordo, dato che questo deve occuparsi da solo anche della manutenzione ordinaria e straordinaria dei sistemi del segmento statunitense. Gli altri due cosmonauti che rimarranno a bordo, Sergej Kud'-Sverčkov e Sergej Mikaev, dispongono di una conoscenza generale del segmento statunitense e sono in grado di assistere Williams per attività specifiche, con l'assistenza dei centri di controllo. Inoltre, Williams sarà l'unico astronauta a bordo addestrato alle attività extraveicolari con la tuta EMU e sulla configurazione esterna del segmento USOS, aumentando leggermente il rischio operativo complessivo, non essendo possibile effettuare un'EVA d'emergenza, se necessario. Detto ciò, l'EVA US 94 non riguardava un intervento critico per ISS ed è stato possibile rinviarla a dopo l'arrivo della Crew-12.[3]

Il rientro anticipato della Crew-11 avviene inoltre in un periodo non nominale per la gestione degli equipaggi, vista la sospensione dei lanci Sojuz a causa dei danni alla rampa di lancio di Bajkonur avvenuti durante il lancio della Sojuz MS-28 nel novembre 2025. Fino al completamento delle riparazioni, che potrebbero richiedere ancora numerosi mesi, la ridondanza dei veicoli di lancio risulta ridotta e si fa totale affidamento sul sistema Falcon 9/Crew Dragon di SpaceX per il trasporto degli astronauti verso la ISS.[4]

L'equipaggio dell'Expedition 74 al cambio di comando

Cambio di comando Fincke – Kud'-Sverčkov

Era previsto che l'astronauta Mike Fincke comandasse la ISS fino al suo ritorno sulla Terra alla conclusione della Crew-11 nel febbraio 2026;[5] visto il rientro anticipato, il comando della ISS venne passato il 12 gennaio 2026 al cosmonauta Kud'-Sverčkov, l'unico astronauta a bordo con precedenti esperienze spaziali. L'effettivo cambio di comando avvenne il 15 gennaio 2026, al momento dell'undocking della Crew-11. Kud'-Sverčkov con gli altri due membri della Sojuz MS-28 furono gli unici abitanti della ISS per un mese, fino al 14 febbraio 2026, momento in cui arrivò la Crew-12.

La Crew-11 poco dopo l'ammaraggio

Undocking e ammaraggio della SpaceX Crew-11

Il 14 gennaio 2026 la Crew Dragon Endeavour con l'equipaggio della Crew-11 effettuò l'undocking dal boccaporto zenith del modulo Harmony della ISS. A seguito dell'allontanamento dalla ISS, la navicella effettuò un volo di circa dieci ore, durante il quale vennero effettuate le manovre di deorbitazione in vista del rientro atmosferico. L'ammaraggio avvenne il giorno successivo a largo delle coste di San Diego, dove le squadre di recupero di SpaceX e della NASA si occuparono del recupero dell'equipaggio e del veicolo con l'ausilio della nave GO Navigator di SpaceX.[6]

Lancio e docking della SpaceX Crew-12

Il 13 febbraio 2026 la navicella Crew Dragon Freedom per la missione SpaceX Crew-12 venne lanciata dal Complesso di lancio 40 della Cape Canaveral Space Force Station a bordo di un lanciatore Falcon 9. L'equipaggio era composto dalla comandante Jessica Meir, dal pilota Jack Hathaway e dagli specialisti di missione Sophie Adenot e Andrej Fedjaev. Dopo un viaggio autonomo di circa 34 ore verso la stazione, la Freedom effettuò un docking automatico al boccaporto zenith del modulo Harmony il giorno successivo. Dopo i controlli di tenuta, vennero aperti i portelli e l'equipaggio poté entrare sulla ISS alcune ore più tardi.[7]

La Cargo Dragon SpaceX CRS-33 si allontana dalla ISS

Undocking della SpaceX CRS-33

Il 26 febbraio 2026, dopo 185 giorni di missione, la navicella Cargo Dragon della missione SpaceX CRS-33 effettuò un undocking autonomamente dal boccaporto anteriore del modulo Harmony della Stazione spaziale internazionale, allontanandosi poi con una serie di accensioni dei propulsori.[8] La inusuale durata della permanenza della Cargo Dragon, 185 giorni contro i circa 30 giorni tipici di una missione di rifornimento SpaceX, era dovuta alla necessità di testare il più possibile un modulo propulsivo sperimentale denominato boost kit installato nel trunk non pressurizzato della navicella.[9][10] Basato sull'architettura del sistema propulsivo della Dragon ma operante in modo indipendente da esso, il kit era in grado di aumentare la velocità orbitale della stazione di circa 9 m/s, un impulso paragonabile a quello generato complessivamente da un veicolo cargo russo Progress e mezzo, normalmente impiegato per il mantenimento dell'orbita.[10] Le prime dimostrazioni di reboost con la navicella Dragon iniziarono nel settembre 2025 e si conclusero a gennaio 2026, eseguendo in totale sei reboost.[9][11] Il giorno successivo all'undocking la capsula effettuò l'ammaraggio al largo della costa della California riportando sulla Terra numerosi esperimenti scientifici e hardware della stazione.[12] Alcuni degli esperimenti i cui campioni vennero riportati sulla Terra furono: Euro Material Ageing, Liquid Crystals, Stellar Stem Cells Mission 2, SpaceDuino e Moon Microscope.[12]

Unberthing della HTV-X1

La prima parte della missione del nuovo veicolo cargo giapponese HTV-X1 si concluse nel marzo 2026 quando lasciò la ISS dopo tre mesi di missione. Il 5 marzo 2026 i controllori di volo a Terra manovrarono il braccio robotico Canadarm2 per effettuare l'unberthing della navicella dal boccaporto nadir del modulo Harmony e mettendola in posizione per il rilascio.[13] Il comando del rilascio dal Canadarm2 venne inviato nel pomeriggio inoltrato del 6 marzo 2026 mentre l'astronauta Chris Williams monitorava i sistemi del veicolo durante le operazioni di allontanamento.[14] Dopo la separazione, la HTV-X1 rimase in orbita per ulteriori tre mesi come piattaforma scientifica per esperimenti della JAXA, rientrando in atmosfera in modo distruttivo il 26 maggio 2026.[15][16]

Unberthing della Cygnus NG-23

Il 12 marzo 2026 la navicella cargo Cygnus XL NG-23 "S.S. William C. McCool" venne separata dalla ISS con l'ausilio del Canadarm2, che allontanò il veicolo dal boccaporto nadir del modulo Unity, dove era rimasto agganciato per un totale di 167 giorni. L'astronauta ESA Sophie Adenot ne monitorò i sistemi durante le operazioni di partenza.[17]

Circa a metà della missione, il 24 novembre 2025, la Cygnus NG-23 era stata temporaneamente sganciata dal modulo Unity e mantenuta dal Canadarm2 a breve distanza dalla stazione, per liberare il corridoio di avvicinamento utilizzato dalla navicella russa Sojuz MS-28 durante il suo docking al modulo Rassvet. Completato il docking della Sojuz, il 1º dicembre 2025 la Cygnus venne nuovamente agganciata alla stazione. In quell'occasione, per la prima volta, tutti gli otto boccaporti di attracco del segmento statunitense e russo della stazione risultarono occupati contemporaneamente, con la presenza delle navicelle Dragon 2 delle missioni SpaceX Crew-11 e SpaceX CRS-33, della statunitense Cygnus NG-23, della giapponese HTV-X1 e delle russe Sojuz MS-27, Sojuz MS-28, Progress MS-31 e Progress MS-32.[18]

Dopo la separazione finale, la navicella effettuò la manovra di deorbitazione e rientro distruttivo in atmosfera il 14 marzo 2026.

Undocking della Progress MS-31

Il 16 marzo 2026 la navicella cargo russa Progress MS-31 effettuò l'undocking dal modulo Poisk del segmento orbitale russo, lasciando definitivamente la ISS.[19] Una volta completate le manovre di allontanamento, la Progress effettuò l'accensione dei motori per la deorbitazione, avviando così la traiettoria di rientro verso la Terra. La maggior parte della navicella si disintegrò durante l'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera, mentre i resti caddero nell'area disabitata dell'Oceano Pacifico meridionale.[20]

EVA 1 (US 94)

Il 18 marzo 2026 gli astronauti Jessica Meir e Chris Williams eseguirono la prima attività extraveicolare (EVA) dell'Expedition 74, durante la quale prepararono il canale di alimentazione 2A per la futura installazione dei nuovi pannelli solari IROSA, destinati ad aumentare la produzione energetica della stazione spaziale. La NASA sottolineò come l'incremento della capacità energetica sarebbe risultato fondamentale sia per il proseguimento delle attività scientifiche della ISS sia per supportare le future operazioni di deorbitazione controllata della stazione al termine del programma.[21]

La Progress MS-33 si avvina alla ISS

Lancio e docking della Progress MS-33

Pochi giorni dopo, il 22 marzo 2026, la navicella cargo russa Progress MS-33 venne lanciata dal Cosmodromo di Bajkonur a bordo di un lanciatore Sojuz 2.1a.[22] Subito dopo il lancio venne rilevato il mancato dispiegamento di una delle due antenne del sistema di rendezvous automatico Kurs. Ciò comportò, due giorni dopo, l'impossibilità di effettuare regolarmente le operazioni finali di docking automatico con la ISS; il cosmonauta Sergej Kud'-Sverčkov intervenne quindi manualmente tramite il sistema TORU, completando con successo il docking della Progress al boccaporto zenith del modulo Poisk il 24 marzo 2026.[23]

Il lancio della Progress MS-33 rappresentò il primo utilizzo della rampa 31/6 del cosmodromo di Bajkonur dopo i gravi danni subiti durante il lancio della Sojuz MS-28 nel novembre 2025.[24] La missione era originariamente prevista per la fine del 2025, ma venne rinviata di alcuni mesi a causa dei lavori di riparazione della struttura di lancio.[25]

La Cygnus XL NG-24 poco prima della cattura con il braccio robotico canadese Canadarm2

Lancio e berthing della Cygnus NG-24

L'11 aprile 2026 la navicella Cygnus NG-24 "S.S. Steven R. Nagel" venne lanciata verso la ISS con un lanciatore Falcon 9 dal Complesso di lancio 40 della Cape Canaveral Space Force Station.[26] Il veicolo trasportava circa 4900 kg di rifornimenti, esperimenti scientifici e hardware destinati alle Expedition 74 e 75. Dopo il raggiungimento della stazione, l'astronauta Jack Hathaway manovrò il Canadarm2 con l'assistenza di Chris Williams catturando la navicella qualche ora dopo. I controllori di volo si occuparono di agganciare la Cygnus al boccaporto nadir di Unity per consentire all'equipaggio di scaricare il carico.[27] Tra i carichi scientifici della missione figuravano un nuovo dispositivo sperimentale dedicato alla fisica quantistica (Cold Atom Lab), studi sulle cellule staminali terapeutiche per patologie del sangue e tumori (InSPA-StemCellEX-H2), esperimenti sul microbioma intestinale (CBIOMES) e un ricevitore destinato al miglioramento dei modelli di meteorologia spaziale, con applicazioni nella protezione di infrastrutture spaziali come GPS e radar (Nanoracks-ITSI).[28]

Undocking della Progress MS-32

In vista del lancio della Progress MS-34 dei giorni successivi, il 20 aprile 2026 la navicella Progress MS-32 lasciò il modulo Zvezda a cui era rimasta agganciata per 218 giorni, durante i quali fornì capacità di innalzamento dell'orbita della ISS. Il veicolo eseguì un rientro atmosferico sopra l'Oceano Pacifico il giorno successivo.[29]

Lancio e docking della Progress MS-34

La navicella cargo Progress MS-34 arrivò nello spazio il 25 aprile 2026 con l'ausilio del Sojuz 2.1a[30], trasportando carburante per il rifornimento orbitale della ISS, acqua potabile, ossigeno, viveri per l'equipaggio e numerosi materiali logistici e sanitari, una nuova tuta spaziale russa Orlan MKS n. 8 destinata alle future attività extraveicolari del segmento russo, e esperimenti scientifici sugli effetti della microgravità sulla vista e sull'equilibrio umano, sul sistema immunitario, sulla perdita di massa ossea, sui processi di biodegradazione dei materiali e sui sistemi di rigenerazione dell'acqua a bordo della stazione.[31] Dopo un viaggio di due giorni, la Progress MS-34 effettuò un docking automatico al boccaporto posteriore del modulo Zvezda il 28 aprile 2026, dove rimarrà agganciata come veicolo logistico e deposito di rifiuti per circa sette mesi.[32]

Il lancio della SpaceX CRS-34 dal Complesso di lancio 40

Lancio e docking della SpaceX CRS-34

Il 15 maggio 2026 la navicella cargo SpaceX CRS-34 fu lanciata dal Complesso di lancio 40 della Cape Canaveral Space Force Station in Florida mediante un lanciatore Falcon 9.[33] A bordo trasportava circa 2950 kg di carico destinati all'equipaggio della ISS, tra cui provviste, materiali logistici ed equipaggiamenti scientifici. Il carico comprendeva inoltre numerosi esperimenti, tra cui uno studio volto a verificare l'accuratezza dei simulatori terrestri di microgravità (ODYSSEY), uno scaffold osseo ricavato dal legno per lo sviluppo di nuove terapie contro patologie come l'osteoporosi (Green Bone), un'indagine sugli effetti della permanenza nello spazio sui globuli rossi e sulla milza (SPARK), uno strumento per il monitoraggio delle particelle cariche responsabili dei fenomeni di meteorologia spaziale (STORIE) e un esperimento dedicato ai processi di formazione dei pianeti (Laplace).[34] Dopo un viaggio di circa due giorni, il 17 maggio la Dragon effettuò un docking automatico al boccaporto anteriore del modulo Harmony, dove rimarrà agganciata fino al 16 giugno per consentire il trasferimento dei rifornimenti e il successivo ritorno a Terra di materiali e campioni di esperimenti completati.[35]

Il cosmonauta russo Sergej Mikaev con addosso la tuta spaziale Orlan durante l'attività extraveicolare (EVA) VDK 66

EVA 2 (VDK 66)

Il 27 maggio 2026 i cosmonauti russi Sergej Kud'-Sverčkov e Sergej Mikaev eseguirono un'attività extraveicolare (EVA) della durata di poco più di 6 ore. Nel corso dell'uscita installarono sul modulo Zvezda il radiotelescopio Solntse-Teragerts, progettato per osservare i brillamenti solari e raccogliere dati utili a migliorare i modelli di previsione dell'attività solare e della meteorologia spaziale; lo strumento è previsto rimanere operativo fino al 2028. Successivamente, con l'ausilio del braccio robotico europeo ERA, raggiunsero il modulo Nauka per recuperare una cassetta dell'esperimento Ekran-M, contenente campioni di arseniuro di gallio prodotti in microgravità mediante epitassia da fascio molecolare allo scopo di studiare la crescita di semiconduttori ad elevata purezza. Proseguirono l'EVA ispezionando e fotografando un'antenna del sistema di rendezvous Kurs della navicella cargo Progress MS-33, che non si era dispiegata correttamente durante il lancio rendendo necessario un docking manuale. Infine recuperarono dal modulo Poisk il terzo contenitore dell'esperimento Biorisk, rimasto esposto all'ambiente spaziale per quasi cinque anni per analizzare gli effetti del vuoto e delle radiazioni su batteri, semi e altri organismi biologici, espellendo inoltre all'esterno della stazione un fascio di materiali ormai inutilizzati prima di rientrare con successo all'interno del segmento orbitale russo.[36]

Aggiornamenti sulla crepa del modulo Zvezda

Nei primi giorni di giugno 2026 venne registrato un peggioramento della perdita d'aria nel tunnel di trasferimento PrK del modulo Zvezda, individuata per la prima volta nel 2019 e oggetto di numerosi interventi di monitoraggio e riparazione da parte di Roscosmos negli anni seguenti. Durante le operazioni legate alla navicella cargo Progress MS-34, attraccata al boccaporto posteriore del modulo, Roscosmos rilevò che il tasso di perdita d'aria era raddoppiato, passando da circa 0,45 kg al giorno a circa 0,9 kg al giorno. Roscosmos decise così di procedere con un'ispezione più approfondita e un nuovo tentativo di riparazione, che prevedeva anche il taglio di una staffa strutturale per consentire un migliore accesso a una delle aree ritenute responsabili della perdita, un'operazione che avrebbe potuto comportare un rischio aggiuntivo per la struttura nell'area circostante.

In via precauzionale, la NASA decise che, durante le operazioni di riparazione condotte dai cosmonauti Sergej Kud'-Sverčkov e Sergej Mikaev del 5 giugno, i quattro membri della SpaceX Crew-12 e l'astronauta statunitense Chris Williams si rifugiassero all'interno della navicella Crew Dragon Freedom attraccata alla stazione, pronta per un'eventuale evacuazione d'emergenza. Dopo circa due ore, in seguito alla decisione di Roscosmos di non procedere con l'intervento strutturale pianificato, preferendo sospendere le operazioni e svolgere prima ulteriori misurazioni e ispezioni, la NASA autorizzò gli astronauti a lasciare la capsula e a riprendere le normali operazioni a bordo della ISS.[37]

Undocking e ammaraggio della SpaceX CRS-34

Il 16 giugno 2026 la navicella cargo SpaceX CRS-34 effettuò un undocking automatico dal portello anteriore del modulo Harmony della Stazione spaziale internazionale, dopo aver ricevuto il comando dai controllori di volo di SpaceX. Il distacco, inizialmente previsto con alcuni minuti di anticipo, fu leggermente posticipato per consentire il riavvio di un sensore di navigazione e ripristinare la piena ridondanza dei sistemi prima della partenza. Dopo essersi allontanata in sicurezza dalla stazione mediante l'accensione dei propri propulsori, la capsula rientrò nell'atmosfera terrestre e il 17 giugno ammarò con successo nell'Oceano Pacifico al largo della costa della California, nei pressi di Oceanside.[38][39]

La Cargo Dragon riportò sulla Terra diverse tonnellate di materiali provenienti dalla ISS, tra cui campioni scientifici e apparecchiature utilizzati durante la missione. Fra i principali esperimenti rientrati ha rilevanza citare tessuti di organi e cartilagine prodotti mediante biostampa in microgravità, dati relativi allo stoccaggio criogenico di propellenti per future missioni spaziali e materiali ispirati alla struttura del DNA destinati allo sviluppo di nuove terapie antitumorali. Furono inoltre riportati a Terra uno strumento per il monitoraggio della salute oculare degli astronauti, un filtro assorbente per la rimozione di contaminanti in tracce dall'atmosfera interna della stazione e una pompa separatrice del sistema igienico-sanitario, destinati ad analisi e manutenzione.[40]

I membri della Crew-12, Sojuz MS-28 e MS-29 cenano nel modulo Unity

Lancio e docking della Sojuz MS-29

Il 15 luglio 2026 la navicella Sojuz MS-29 venne lanciata dal Cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan, su un lanciatore Sojuz 2.1a. A bordo si trovavano il comandante Pëtr Dubrov e gli ingegneri di volo Anna Kikina e Anil Menon. Per Dubrov e Kikina si trattò della loro seconda missione spaziale mentre per Menon la prima.[41] Dopo un profilo di rendezvous rapido di circa tre ore (due orbite terrestri), la navicella effettuò un docking automatico al modulo Prichal della Stazione spaziale internazionale.[42] Nelle due ore successive vennero svolte le consuete verifiche di tenuta e pressurizzazione, che portarono all'apertura dei portelli tra la Sojuz e la stazione, consentendo ai tre membri dell'equipaggio di raggiungere i membri dell'Expedition 74. L'equipaggio della Sojuz MS-29 rimarrà a bordo della Stazione spaziale internazionale per la missione Expedition 75 della durata prevista di circa otto mesi, con rientro sulla Terra programmato per l'aprile 2027.[43]

EVA 3 (US 95)

Il 30 giugno 2026 gli astronauti NASA Williams e Meir effettuarono un'altra EVA della durata di 7 ore e 20 minuti per sostituire uno dei giunti di rotazione del braccio robotico canadese Canadarm2. Il 27 maggio durante le normali operazioni il giunto difettoso aveva manifestato un malfunzionamento, assorbendo una corrente superiore al previsto e impedendo il corretto movimento del sistema. Dopo un'analisi congiunta tra la NASA e l'Agenzia spaziale canadese (CSA), fu deciso di sostituire il componente utilizzando un'unità di riserva già presente a bordo della stazione. Durante l'EVA venne rimosso con successo il giunto danneggiato e installato quello sostitutivo. Al termine dell'attività il controllo missione riattivò Canadarm2, verificando con esito positivo l'alimentazione elettrica e la trasmissione dei dati del sistema; nei giorni successivi furono eseguiti ulteriori movimenti di prova per completarne la riconvalida operativa. Il componente rimosso verrà riportato sulla Terra per essere ispezionato e, se possibile, ricondizionato per un futuro riutilizzo. L'EVA rappresentò la seconda EVA della carriera per Williams, la quinta per Meir e la 280ª attività extraveicolare dedicata all'assemblaggio, alla manutenzione e all'ammodernamento della Stazione spaziale internazionale.[44]

Cambio di comando Kud'-Sverčkov – Meir

Il 25 luglio si svolse la cerimonia di cambio di comando della Stazione spaziale internazionale tra il comandante della seconda parte dell'Expedition 74, il cosmonauta di Roscosmos Sergej Kud'-Sverčkov, e l'astronauta della NASA Jessica Meir che assumerà il comando della ISS per la prima parte dell'Expedition 75. Kud'-Sverčkov ha comandato la ISS per 195 giorni a partire dal 12 gennaio 2026 quando, a causa di un evento medico che aveva coinvolto l'astronauta Mike Fincke, la SpaceX Crew-11 dovette lasciare la ISS in anticipo. La cerimonia ebbe luogo il giorno precedente alla partenza della Sojuz MS-29, avvenuta il 26 luglio; il trasferimento ufficiale del comando divenne tuttavia effettivo solo al momento dell'undocking della navicella.[45]

Riepilogo dei veicoli in visita

Lista degli eventi (docking/undocking e berthing/unberthing) dei veicoli di rifornimento o con equipaggio in visita alla Stazione spaziale internazionale durante l'Expedition 74 in ordine cronologico. I veicoli che sono sia arrivati sia partiti durante la missione sono riportati due volte.

Veicolo Tipo missione Evento Boccaporto
di aggancio
Data di aggancio Data di sgancio
Stati Uniti (bandiera) SpaceX Crew-11 Trasporto equipaggio Undocking Harmony zenith 2 agosto 2025 14 gennaio 2026
Stati Uniti (bandiera) SpaceX Crew-12 Trasporto equipaggio Docking Harmony zenith 14 febbraio 2026 Futuro
Stati Uniti (bandiera) SpaceX CRS-33 Rifornimento Undocking Harmony anteriore 25 agosto 2025 26 febbraio 2026
Giappone (bandiera) HTV-X1 Rifornimento Undocking Harmony nadir 29 ottobre 2025 6 marzo 2026
Stati Uniti (bandiera) Cygnus NG-23 Rifornimento Unberthing Unity 1º dicembre 2025 12 marzo 2026
Russia (bandiera) Progress MS-31 Rifornimento Undocking Poisk 5 luglio 2025 16 marzo 2026
Russia (bandiera) Progress MS-33 Rifornimento Docking Poisk 24 marzo 2026 Futuro
Stati Uniti (bandiera) Cygnus NG-24 Rifornimento Berthing Unity 13 aprile 2026 Futuro
Russia (bandiera) Progress MS-32 Rifornimento Undocking Zvezda posteriore 13 settembre 2025 20 aprile 2026
Russia (bandiera) Progress MS-34 Rifornimento Docking Zvezda posteriore 28 aprile 2026 Futuro
Stati Uniti (bandiera) SpaceX CRS-34 Rifornimento Docking/undocking Harmony anteriore 17 maggio 2026 16 giugno 2026
Russia (bandiera) Sojuz MS-29 Trasporto equipaggio Docking Prichal 15 luglio 2026 Futuro
Russia (bandiera) Sojuz MS-28 Trasporto equipaggio Undocking Rassvet 27 novembre 2025 26 luglio 2026

Note

  1. ↑ (EN) NASA Postpones Jan. 8 Spacewalk, su nasa.gov, NASA, 7 gennaio 2026.
  2. ↑ (EN) Mark A. Garcia, International Space Station Update, su nasa.gov, NASA, 8 gennaio 2026.
  3. 1 2 3 Filmato audio (EN) NASA, International Space Station Update: Thursday, Jan. 8, 2026, su YouTube, 8 gennaio 2026.
  4. ↑ (EN) Russia accidentally destroys its only way of sending astronauts to space, su independent.co.uk, Independent, 28 novembre 2025.
  5. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Crew Swaps Commanders on Sunday as Trio Packs for Departure, su nasa.gov, NASA, 5 dicembre 2025.
  6. ↑ (EN) Jason Costa, NASA’s SpaceX Crew-11 Dragon Splashdown at 3:41 a.m. EST, su nasa.gov, NASA, 15 gennaio 2026.
  7. ↑ (EN) SpaceX Crew-12 Docks to Station Beginning Long-Duration Mission, su nasa.gov, NASA, 14 febbraio 2026.
  8. ↑ Mark A. Garcia, Science-Packed Dragon Departs Station, Heads for Splashdown, su nasa.gov, NASA, 26 febbraio 2026.
  9. 1 2 (EN) Jessica Taveau, NASA Science, Cargo Launch on 33rd SpaceX Resupply Mission to Station, su nasa.gov, NASA, 24 agosto 2025.
  10. 1 2 Stephen Clark, SpaceX launches Dragon cargo mission with new reboost capability for space station, su spaceflightnow.com, Spaceflight Now, 24 agosto 2025.
  11. ↑ NASA, SpaceX Complete Dragon Space Station Reboost, su nasa.gov, NASA, 3 settembre 2025.
  12. 1 2 Mark A. Garcia, Dragon Splashes Down and Returns Science, Cargo, su nasa.gov, NASA, 27 febbraio 2026.
  13. ↑ Mark A. Garcia, Canadarm2 Grips Cargo Spacecraft, Spacewalk Prep and Biology Continue, su nasa.gov, NASA, 5 marzo 2026.
  14. ↑ Mark A. Garcia, Japan Spacecraft Departing Station Soon on NASA+, su nasa.gov, NASA, 6 marzo 2026.
  15. ↑ (EN) Successful Controlled Re-entry of HTV-X1, su global.jaxa.jp, JAXA, 27 maggio 2026.
  16. ↑ Mark A. Garcia, Japanese Spacecraft Ready for Departure, Crew Studies Biology and Advanced Tech, su nasa.gov, NASA, 4 marzo 2026.
  17. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Canadarm2 Releases Cygnus XL Spacecraft Ending Cargo Mission, su nasa.gov, NASA, 12 marzo 2026.
  18. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Space Station First: All Docking Ports Fully Occupied, 8 Spacecraft on Orbit, su nasa.gov, NASA, 1º dicembre 2025.
  19. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Roscosmos Progress Cargo Spacecraft Departs Station, su nasa.gov, NASA, 16 marzo 2026.
  20. ↑ (EN) Anatoly Zak, Progress MS-31 re-supplies ISS, su RussianSpaceWeb.
  21. ↑ (EN) NASA Astronauts Complete Spacewalk to Ready Station for New Solar Arrays, su nasa.gov, NASA, 18 marzo 2026.
  22. ↑ (EN) Launch of Progress MS-33, su roscosmos.ru, Roscosmos.
  23. ↑ (EN) Progress MS-33 launches to ISS despite Kurs antenna issue, su nasaspaceflight.com, NASASpaceFlight.
  24. ↑ (EN) Russia launches first rocket from repaired Baikonur launch pad, su reuters.com, Reuters, 22 marzo 2026.
  25. ↑ (EN) Robert Z. Pearlman, Russia fixes launch pad damaged by Thanksgiving astronaut launch to the International Space Station, su space.com, 4 marzo 2026.
  26. ↑ (EN) NASA’s Northrop Grumman Cygnus Cargo Spacecraft Launches to Space Station, su nasa.gov, NASA, 11 aprile 2026.
  27. ↑ (EN) NASA Captures Northrop Grumman Cargo Spacecraft, su nasa.gov, NASA, 13 aprile 2026.
  28. ↑ (EN) Mark A. Garcia, NASA’s Northrop Grumman CRS-24 Mission Overview, su nasa.gov, NASA, 6 aprile 2026.
  29. ↑ (EN) Anatoly Zak, Progress MS-32 re-supplies ISS, su russianspaceweb.com, RussianSpaceWeb.
  30. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Progress 95 Cargo Craft Launches to Resupply Station Crew, su nasa.gov, NASA, 25 aprile 2026.
  31. ↑ (EN) Anatoly Zak, Progress MS-34 resupplies ISS, su russianspaceweb.com, RussianSpaceWeb.
  32. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Progress 95 Cargo Craft Docks to Station with Food, Fuel, and Supplies, su nasa.gov, NASA, 27 aprile 2026.
  33. ↑ (EN) Mark A. Garcia, NASA Science, Cargo Launch on 34th SpaceX Resupply Mission to Station, su nasa.gov, NASA, 15 maggio 2026.
  34. ↑ (EN) NASA's SpaceX 34th Commercial Resupply Mission Overview, su nasa.gov, NASA.
  35. ↑ (EN) Mark A. Garcia, SpaceX Dragon Docks to Station Filled with New Science Experiments, su nasa.gov, NASA, 17 maggio 2026.
  36. ↑ (EN) Robert Z. Pearlman, Russian cosmonauts install sun-watching telescope on ISS during 6-hour spacewalk, su Space.com, 27 maggio 2026.
  37. ↑ (EN) NASA Provides Update on Space Station Leak, su nasa.gov, NASA, 5 giugno 2026.
  38. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Dragon Undocks to Return Science Experiments to Earth, su nasa.gov, NASA, 17 giugno 2026.
  39. ↑ (EN) Mark A. Garcia, SpaceX Dragon Splashes Down in Pacific, Completes Cargo Mission, su nasa.gov, NASA, 17 giugno 2026.
  40. ↑ (EN) Mark A. Garcia, SpaceX Dragon Prepares for Undocking and Return to Earth, su nasa.gov, NASA, 17 giugno 2026.
  41. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Soyuz Spacecraft Launches New Crew for Station Arrival Today, su nasa.gov, NASA, 15 luglio 2026.
  42. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Soyuz Docks to Station, Hatches Open Soon for Crew Greeting, su nasa.gov, NASA, 15 luglio 2026.
  43. ↑ (EN) Mark A. Garcia, New Trio Enters Station and Joins Expedition 74 Crew, su nasa.gov, NASA, 15 luglio 2026.
  44. ↑ (EN) Mark A. Garcia, Astronauts Repair Canadarm2 Robotic Arm and Complete Spacewalk, su nasa.gov, NASA, 30 giugno 2026.
  45. ↑ (EN) NASA Sets Coverage for Astronaut Chris Williams, Crewmates Return, su NASA, 22 luglio 2026.

Altri progetti

Collegamenti esterni