Hillesheimite
| Hillesheimite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.EB.25[1] |
| Formula chimica | (K,Ca,Ba,☐)2(Mg,Fe,Ca,☐)2[(Si,Al)13O23(OH)6](OH)·8H2O[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | dipiramidale[4] |
| Parametri di cella | a = 6,979(11 Å, b = 37,1815(18) Å, c = 6,5296(15) Å, V = 1 694,36 ų, Z = 2[4] |
| Gruppo puntuale | mmm[3] |
| Gruppo spaziale | Pmmn (nº 59)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 2,16(1)[5] g/cm³ |
| Densità calcolata | 2,174[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 4[5] |
| Sfaldatura | perfetta parallelamente a {010}; distinta secondo {100} e {001}[5] |
| Colore | da giallo a brunastro[4] |
| Opacità | trasparente, traslucida[6] |
| Striscio | bianco[6] |
| Diffusione | molto rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'hillesheimite (simbolo IMA: Hlh[7]) è un minerale rarissimo appartenente alla famiglia dei "silicati" (in particolare, è un fillosilicato) e possiede composizione chimica (K,Ca,Ba,☐)2(Mg,Fe,Ca,☐)2[(Si,Al)13O23(OH)6](OH)·8H2O.[2]
Etimologia e storia
L'hillesheimite prende il nome da Hillesheim città tedesca della Renania-Palatinato che si trova nei pressi della località tipo del minerale.[4]
Il campione tipo è depositato presso le collezioni del museo mineralogico intitolato ad Aleksandr Evgen'evič Fersman dell'Accademia russa delle scienze di Mosca con il numero di catalogo 4174/1.[5]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2011,[8] l'hillesheimite non compare nella classica nona edizione dellasistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[9]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale l'hillesheimite è elencata nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.E Fillosilicati"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale che l'hillesheimite possa essere trovata nella sezione "9.EB Reti doppie con anelli di 4 e 6 membri" dove forma il sistema nº 9.EB.25 insieme a günterblassite e umbrianite.[1]
Anche nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'hillesheimite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "fillosilicati"; qui è nella sezione dei minerali "fillosilicati con doppi strati tetraedrici e strutture correlate" dove forma il sistema nº VIII/H.38 insieme a monteregianite-(Y), mountainite, rhodesite, günterblassite, umbrianite, delhayelite, idrodelhayelite, macdonaldite, seidite-(Ce), ilímaussite-(Ce), cymrite, esquireite, kampfite, lourenswalsite, tienshanite, wickenburgite, burckhardtite e shijiangshanite.[10]
Abito cristallino
L'hillesheimite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pmmn (gruppo nº 59) con le costanti di reticolo a = 6,979(11 Å, b = 37,1815(18) Å e c = 6,5296(15) Å, oltre a possedere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
L'hillesheimite si presenta come incrostazioni delle cavità miarolitiche nel basalto alcalino associata ad åkermanite, augite, fluorapatite, götzenite, minerali del gruppo della lamprofillite, magnetite, nefelina, perovskite e priderite.[6]
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo nella sua località tipo, la cava "Graulay" (50.27639°N 6.67306°E) presso Hillesheim (in Renania-Palatinato, Germania)[11] e nella cava "Vispi" a San Venanzo (in Umbria, Italia).[12]
Forma in cui si presenta in natura
L'hillesheimite si presenta in cristalli appiattiti, da quadrati a lamellari di dimensioni fino a 1,5 mm e in fasci che possono raggiungere i 2 mm.[6] Il minerale è da trasparente a traslucido e di colore che varia dal giallo al brunastro; il colore del suo striscio è bianco.[4]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Double nets with 4- and 6-membered rings, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: March 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 (DE) Hillesheimit (hillesheimite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Hillesheimite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) N.V. Chukanov et al., Hillesheimite, (K,Ca,☐)2(Mg,Fe,Ca,☐)2[(Si,Al)13O23(OH)6](OH)·8H2O, a new phyllosilicate mineral of the Günterblassite group (abstract), in Geology of Ore Deposits, vol. 55, n. 7, 2013, pp. 549-557, DOI:10.1134/s1075701513070052. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Hillesheimite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ (EN) IMA Classification of Hillesheimite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis-Systematik - VIII SILIKATE - VIII/H Schichtsilikate, su mineralienatlas.de. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Graulay quarry, Hillesheim, Gerolstein, Vulkaneifel, Rhineland-Palatinate, Germany, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Localities for Hillesheimite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Hillesheimite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 17 maggio 2026.
- (EN) N.V. Chukanov et al., Hillesheimite, (K,Ca,☐)2(Mg,Fe,Ca,☐)2[(Si,Al)13O23(OH)6](OH)·8H2O, a new phyllosilicate mineral of the Günterblassite group (abstract), in Geology of Ore Deposits, vol. 55, n. 7, 2013, pp. 549-557, DOI:10.1134/s1075701513070052. URL consultato il 17 maggio 2026.